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Sociologie del tempo

Soggetti e tempo nella società dell'accelerazione

Di

Editore: Laterza

3.3
(10)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1698 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8842088390 | Isbn-13: 9788842088394 | Data di pubblicazione: 

Genere: Family, Sex & Relationships , Health, Mind & Body , Social Science

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Descrizione del libro
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    “È tardi. Oggi non ho un briciolo di tempo”. Siamo così abituati a usare questa espressione nel nostro modo di comunicare da non sentirne il peso del suo significato. L’autrice spiega questo fenomeno appartenente alle società occidentali del XXI secolo che definisce le società dell’accelerazione, ...continua

    “È tardi. Oggi non ho un briciolo di tempo”. Siamo così abituati a usare questa espressione nel nostro modo di comunicare da non sentirne il peso del suo significato. L’autrice spiega questo fenomeno appartenente alle società occidentali del XXI secolo che definisce le società dell’accelerazione, come il risultato del rapporto tra la globalizzazione e l’ingresso delle nuove tecnologie dell’informazione. L’esaltazione del presente crea ansia e stress in quanto la capacità di dominio è di chi è in grado di agire più velocemente. L’analisi del tempo e le sue dimensioni hanno da sempre appassionato filosofi, fisici, economisti, biologi così che anche la sociologia ha visto crescere studi mirati a dimostrare i nessi tra aspetti fisici e naturali del tempo e il loro riflesso nella società. Il libro presenta un percorso di riflessione che unisce un lavoro teorico ed empirico che ha preso avvio tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta. Nella prima parte del testo viene illustrato, con l’ausilio di pensatori come Marx, Durkheim ed Elias, come il tempo dell’individuo non possa prescindere dal tempo della società, che lo sovrasta. Il tempo dell’orologio, i tempi biologici, il tempo della storia, le stagioni della vita, i ritmi del corpo sono intrecciati e indistinguibili, ma da un punto di vista prettamente sociologico il tempo del singolo non ha autonomia, dunque resta escluso. Un importante approfondimento e dal quale prende l’avvio l’analisi sul tempo dei soggetti nella seconda parte del testo, è la differenziazione dell’aspetto temporale dell’esistenza sociale e dell’identità. In particolare il sociologo Luckmann ha individuato tre piani complementari: il piano del tempo interiore legato alla dimensione corporea, il piano del tempo intersoggettivo che rinvia alle interazioni che si sviluppano nel quotidiano con altri individui e infine il piano del tempo biografico in cui il soggetto dà significato al proprio corso di vita sulla base di schemi interpretativi disponibili nello stock di conoscenze sociali in un dato momento storico. Ne deriva quindi che ogni epoca ha avuto i propri modelli di temporalizzazione che erano l’estensione di quelli economici, politici, culturali, degli stili di comunicazione. Dalla rivoluzione industriale in poi è venuta mena la concezione ottimista dell’avvenire e l’attenzione converge sull’autononia dell’individuo con tutte le implicazioni di genere e di età. I giovani, per esempio, vivono la transizione verso l’età adulta in un clima in cui al diritto di scegliere la propria identità, si aggiunge la difficoltà di sapere come sottrarsi ai rischi e all’incertezza. Per le donne, giovani o adulte, si aggiunge invece tutta una letteratura che sottolinea il carattere plurale e interdipendente della rappresentazione del tempo e che comprende tempi pubblici, tempi familiari, biologici e cosmici. La consapevolezza di questa ricchezza di ordini viene considerata una risorsa aggiuntiva per le decisioni che influenzano la biografia soggettiva arrivando a coniare la dimensione di un “presente esteso”, ovvero di quella porzione di futuro necessario a portare a termine le azioni già intraprese. Carmen Leccardi insegna Sociologia della cultura presso l’Università di Milano-Bicocca. È vice-presidente per l’Europa (con Carles Feixa) del gruppo di ricerca sui giovani dell’International Sociological Association; ha co-diretto la rivista “Time&Society” per dieci anni fino allo scorso 2008. Alessandra Nenna

    ha scritto il