Sofia si veste sempre di nero

Di

Editore: Minimum Fax (Nichel; 57)

3.7
(1481)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 203 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Olandese

Isbn-10: 8875214409 | Isbn-13: 9788875214401 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
"Sofia si veste sempre di nero" è la nuova prova narrativa di Paolo Cognetti, autore di "Manuale per ragazze di successo" e "Una cosa piccola che sta per esplodere". Nei suoi racconti, cesellati con la finezza di Carver e Salinger, Cognetti ha saputo rappresentare con sorprendente intensità l'universo femminile. Ed è ancora una donna la protagonista del suo nuovo libro, un romanzo composto da dieci racconti autonomi che la accompagnano lungo trent'anni di storia: dall'infanzia in una famiglia borghese apparentemente normale, ma percorsa da sotterranee tensioni, all'adolescenza tormentata da disturbi psicologici, alla liberatoria scoperta del sesso e della passione per il teatro, al momento della maturità e dei bilanci. Con la sua scrittura precisa e intensa, Cognetti ci regala il ritratto di una donna torbida e inquieta, capace di sopravvivere alle proprie nevrosi e di sfruttare improvvisi attimi di illuminazione fino a trovare, faticosamente, la propria strada.
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  • 4

    Si tratta di una raccolta di racconti, dieci per esattezza, incentrati sui diversi personaggi che in qualche modo hanno fatto parte della vita di Sofia, fin dal principio. Li definirei incredibilmente ...continua

    Si tratta di una raccolta di racconti, dieci per esattezza, incentrati sui diversi personaggi che in qualche modo hanno fatto parte della vita di Sofia, fin dal principio. Li definirei incredibilmente veri.

    Entriamo a passi silenziosi nella vita dell’infermiera dell’ospedale il giorno che nacque Sofia, nella mente di sua madre piena di aspettative, ormai delusa dalla vita. Osserviamo suo padre, le sue donne e la sua triste percezione dell’amore. Sua zia Marta, la persona più vicina a Sofia per animo, per spirito rivoluzionario. I rapporti con le sue coinquiline e infine Pietro, un altro fratello mancato. Ognuno di questi dieci racconti è un tassello di un puzzle che il narratore cerca di comporre e che non porterà mai a termine: Sofia è un puzzle lasciato a metà, mancano dei pezzi a tutti, forse mancano anche a lei.

    Dieci racconti che parlano e non parlano di Sofia, dieci storie diverse, connesse. È un nastro che si riavvolge e torna indietro: un parallelismo tra il legame con Oscar e quello con Pietro; il ritorno alle storie dei pirati che impersonava da bambina.

    Continua su lacampanadivetroblog.wordpress.com

    ha scritto il 

  • 4

    Non so spiegare cosa ci sia nei libri di Cognetti che mi cattura: sicuramente non è la trama, tutto sommato le sue storie non mi sembrano così originali; non posso dire neanche che siano i personaggi ...continua

    Non so spiegare cosa ci sia nei libri di Cognetti che mi cattura: sicuramente non è la trama, tutto sommato le sue storie non mi sembrano così originali; non posso dire neanche che siano i personaggi a rapirmi, anch'essi sembrano emergere dalla quotidianità. Credo dunque che a piacermi di Cognetti sia il modo di raccontare che trovo autentico, molto realistico. Sofia si veste sempre di nero è strutturato come un telefilm in cui di volta in volta vengono messi a fuoco personaggi secondari che nei diversi episodi assumono un ruolo di primo piano. Un padre disincantato, provato nel corpo e nello spirito, una madre psichiatrica altalenante tra stati di euforia e periodi di depressione, una zia dalle idee rivoluzionarie, ma nei fatti molto più concreta ed affidabile di quanto ci si possa aspettare: personaggi descritti con pochi, ma efficaci, tratti. E poi c'è Sofia che fin dalla nascita deve lottare per per non soccombere alla tristezza di dover vivere, che quando torna a casa trova in un bagno caldo il suo momento di pace, perché lei vuole "essere felice adesso".
    Libro dall'atmosfera triste e malinconica, in cui si respira la sofferenza dei personaggi

    ha scritto il 

  • 3

    Una narrazione che ti prende e ti porta via. I personaggi scolpiti nella memoria da qualche dettaglio. C'è molto di non detto ma è l'atmosfera, la nostalgia pervadente che mi ha catturata. Da leggere ...continua

    Una narrazione che ti prende e ti porta via. I personaggi scolpiti nella memoria da qualche dettaglio. C'è molto di non detto ma è l'atmosfera, la nostalgia pervadente che mi ha catturata. Da leggere come racconti separati o come un unico romanzo...io ho preferito la seconda opzione per questo a volte ho percepito una certa scollatura. Troppo entusiasta de Le otto montagne per riuscire ad essere obiettiva.

    ha scritto il 

  • 0

    Per tutte le Sofie che abbiamo conosciuto e che vestono monocolore, spesso nero.

    “Senti qua”, disse Sofia, che stava leggendo Stanislavskij. “Ricordatevi che dello specchio bisogna servirsi con prudenza. Insegna all’attore a guardarsi fuori e non dentro”.
    “Io gli specchi li elimin ...continua

    “Senti qua”, disse Sofia, che stava leggendo Stanislavskij. “Ricordatevi che dello specchio bisogna servirsi con prudenza. Insegna all’attore a guardarsi fuori e non dentro”.
    “Io gli specchi li eliminerei del tutto”, commentò Marta, facendo partire il programma del bianco.
    “Ma cosa fai, la lavatrice? Alle dieci di sera?”
    “E’ che di giorno non ho tempo”.
    “Ne ho viste di nevrosi, ma la tua è davvero da schizzati”.
    “Non so di cosa parli, Sofia, davvero”.
    “Di cosa parlo? Delle tue mutande, parlo. Se te le togliessi un po’ più spesso non avresti bisogno di lavartele così tanto. Ricevuto il messaggio? Dovresti provare qualche volta”.
    (pag. 80, 81)

    Dichiarò che avrebbe dormito sul divano, e non voleva essere considerata la fidanzata di nessuno. Appiccicò allo sportello del frigorifero il regolamento di bordo del capitano Roberts, filibustiere del diciottesimo secolo, che diceva: Ogni uomo ha diritto di attingere alle provviste a suo piacimento, a meno che, per il bene comune, non si renda necessario razionarle. In tal caso, se un uomo commette furto ai danni dei suoi compagni, sarà punito con il taglio del naso e delle orecchie, e l’abbandono su un’isola deserta.
    (pag. 200)

    Poi quando tornava non faceva altro che proseguire il discorso del giorno prima. Per quello le bastava il suo ‘comunque’. Diceva: “Comunque, Pietro, sulle navi pirata le donne non erano ammesse, e nemmeno i ragazzini se è per questo, e sai perché? Perché mettevano gli uomini uno contro l’altro”. Oppure: “Comunque gli occhi sono dei bugiardi schifosi. E’ il frigo lo specchio dell’anima”.
    (pag. 222)

    ha scritto il 

  • 4

    Dolce

    Un libro giovane, per animi giovani. In questo libro Paolo Cognetti è ancora un ragazzo che sta imparando a conoscere la sua scrittura e gioca, fa esperimenti, ma tiene come filo conduttore la stessa ...continua

    Un libro giovane, per animi giovani. In questo libro Paolo Cognetti è ancora un ragazzo che sta imparando a conoscere la sua scrittura e gioca, fa esperimenti, ma tiene come filo conduttore la stessa trama. Il personaggio di Sofia è una protagonista con cui è facile immedesimarsi; forse un po' banale, ma descritta con grande intensità. Una trama di persone comuni, senza colpi di scena eclatanti, più o meno quelli che succedono in tutte le vite. Interessanti i personaggi "di contorno", costruiti molto bene, evolvono senza contraddirsi mai. Scrittura leggera e molto americana, a tratti un po' spiegata. Bello in particolare il racconto "Due ragazze orizzontali".

    ha scritto il 

  • 3

    Disperazione, donne crudeli, donne sole dentro una gabbia a volte dorata e gli uomini? Poco più in là...Belli questi racconti a volte però la scrittura diventa troppo densa.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante

    Un libro dalla strttura davvero interessante: Sofia è il fulcro da cui si dipana una trama che trama non è, ma piuttosto una serie di scorci che si aprono sulla sua vita raccontata però dalle persone ...continua

    Un libro dalla strttura davvero interessante: Sofia è il fulcro da cui si dipana una trama che trama non è, ma piuttosto una serie di scorci che si aprono sulla sua vita raccontata però dalle persone che Sofia ha incrociato sulla sua strada: amici, parenti, a volte sconosciuti. Un libro che è una raccolta di piccoli e grandi accadimenti che sanno davvero di "vita". Tutti noi, ovviamente, siamo limitati alla nostra esistenza, confinati entro noi stessi e la nostra percezione di ciò che accade attorno e dentro noi stessi. Qui invece si parla della vita della protagonista narrandola, per così dire, per interposta persona, spersonalizzandola, ma mantenendola sempre al centro dell'attenzione. Un'operazione non semplice, m a resa benissimo, un'oggettivazione del vivere attraverso la soggettività plurima degli sguardi. Chapeau!

    ha scritto il 

  • 3

    Una serie di racconti che tratteggiano la vita di Sofia, ragazza e poi donna con un difficile passato alle spalle. La forza di questo romanzo sta nel realismo dei fatti narrati, alla protagonista non ...continua

    Una serie di racconti che tratteggiano la vita di Sofia, ragazza e poi donna con un difficile passato alle spalle. La forza di questo romanzo sta nel realismo dei fatti narrati, alla protagonista non capita nulla di sconvolgente o improbabile, ma solo tristi avvenimenti quotidiani che andranno a condizionare pesantemente la sua stessa esistenza. Dei tre romanzi di Cognetti che ho letto questo è sicuramente il più debole, la storia scorre lenta e anche la scrittura non ha quell'intensità che l'autore ha acquistato nei suoi lavori successivi.

    ha scritto il 

  • 4

    A me questo libriccino è piaciuto. Ho letto recensioni disilluse dalla fama che negli anni ha acquistato "Sofia veste sempre di nero". Ho letto che la storia è banale, dice troppo o troppo poco.
    Invec ...continua

    A me questo libriccino è piaciuto. Ho letto recensioni disilluse dalla fama che negli anni ha acquistato "Sofia veste sempre di nero". Ho letto che la storia è banale, dice troppo o troppo poco.
    Invece a me è piaciuto molto. A me Sofia Muratore è stata molto simpatica, mi ci sono affezionata come ad un'amica troppo problematica e burrascosa. Roberto Muratore invece mi ha stretto la bocca dello stomaco, con la sua calma, la sua fredda compostezza e la sua malattia, inevitabile ed inesorabile.
    Questo romanzo è un vivido racconto della vita di una ragazza e delle persone che incontra lungo il suo cammino. Nulla di più, ma abbastanza per ritenerlo un piccolo gioiello, scritto egregiamente da un Paolo Cognetti per me inedito.
    È piccolo, si legge in una giornata, ma denso di emozioni e spunti di riflessione.
    Consigliatissimo.

    ha scritto il 

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