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Sofrimentos do Jovem Werther, Os

Por

Editor: L&PM

3.8
(3132)

Language:Português | Number of Páginas: 206 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) German , Chi traditional , Chi simplified , English , French , Italian , Spanish , Catalan , Turkish , Finnish , Polish

Isbn-10: 8525410446 | Isbn-13: 9788525410443 | Data de publicação: 

Também disponível como: Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrição do livro
A literatura alemã divide-se em antes e depois de Os Sofrimentos do Jovem Werther, que chega às livrarias brasileiras nesta nova e brilhante tradução de Marcelo Backes.Ao escrever Werther, em 1774, Johann Wolfgang Goethe alcançava sua primeira obra de sucesso e, de quebra, dava início à prosa moderna na Alemanha. Werther não é, simplesmente, um romance em cartas assim como Nova Heloísa de Rousseau ou Pamela de Richardson. Esta que é uma das mais célebres obras de Goethe é o romance de uma alma, uma história interior. Dilacerante, arrebatada é a história de uma paixão literalmente devastadora. Com enorme repercussão quando do seu lançamento, Werther foi um testemunho de como a literatura tinha poder de agir na sociedade. Não foram poucos os suicídios atribuídos ao romance. Johann Wolfang von Goethe nasceu em Frankfurt em 1749 e morreu em Weimar em 1832. Poeta, romancista, dramaturgo, crítico, estadista, tornou-se um dos maiores vultos do pensamento alemão, tendo influenciado várias gerações. Em 1775, a convite do Duque Carlos Augusto, foi administrador de Weimar, onde destacou-se brilhantemente como administrador, financista e estadista. Deixou vasta obra, onde se destacam, entre outras, Werther, Ifigênia, Elegias Romanas (poesia), Fausto, Teoria das Cores, Viagem à Itália, Poesia e Verdade.
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  • 4

    Poetico.

    Non amo le lettere, generalmente ma per i dolori del giovane W. ho un vero e proprio debole. Non posso trovarlo scontato o frivolo, non lo trovo nemmeno lontanamente pesante come ''che tu sia per me i ...continuar

    Non amo le lettere, generalmente ma per i dolori del giovane W. ho un vero e proprio debole. Non posso trovarlo scontato o frivolo, non lo trovo nemmeno lontanamente pesante come ''che tu sia per me il coltello''. Ci siamo passati tutti dentro al tormento, o quasi, ebbene... Questo testo lascia dietro di sé una scia poetica.
    Se si potesse, mi piacerebbe fondere ''I dolori del giovane Werther'' ed ''Il diario di un seduttore'' di Kierkegaard, certa che ne uscirebbe la poesia del pensiero umano senza ricorrere a sonetti e rime.

    dito em 

  • 2

    Scrittura lineare ma trama piatta

    Con uno stile di scrittura lineare, una trama piatta e un semi-triangolo amoroso questo libro sembra più un eserciziario di geometria che un romanzo epistolare.
    Da tempo anelavo di leggere qualcosa di ...continuar

    Con uno stile di scrittura lineare, una trama piatta e un semi-triangolo amoroso questo libro sembra più un eserciziario di geometria che un romanzo epistolare.
    Da tempo anelavo di leggere qualcosa di Goethe e forse è stato per questo che quando ho iniziato questo libro avevo delle aspettative troppo alte. Di norma i racconti in forma di lettere non rientrano tra i miei preferiti (in particolarmente se, come in questo caso, la corrispondenza è a senso unico, cioè non c’è la possibilità di leggere la risposta alle lettere – in parole povere, non apprezzo i racconti con un punto di vista fisso) però, dopo aver letto le prime epistole di Werther ho apprezzato lo stile di scrittura e sono stata invogliata ad andare avanti (anche se ammetto che dopo un paio di missive in cui descriveva solo il paesaggio ho iniziato a temere di non arrivare mai a un vero punto di svolta nella storia).
    Prima di andare avanti, ammetto che a farmi storcere un po’ il naso è stato il modo in cui veniva presentato il testo, forse sarà stata l’edizione da me scelta, ma avrei preferito che per ogni lettera venisse indicato accanto alla data anche il destinatario (necessità che non si sarebbe posta se Werther avesse corrisposto solo con il suo amico come fa all’inizio, ma siccome ad un certo punto manda anche lettere ad altre persone avrebbe facilitato la lettura la conoscenza del nome del destinatario); altra cosa che non ho apprezzato dell’impaginazione è stato, verso il finale, l’uso sempre della stessa font sebbene si alternassero narrato e lettere.
    Ma torniamo a commentare il racconto, che è un susseguirsi di assurdità incoerenti ed inconcludenti.
    Prima di tutto non ci viene presentato Werther, non è chiaro che posizione sociale ricopra, né tanto meno che cosa faccia in quel paesino sperduto: una piccola prefazione o ad esempio una parte di narrato in apertura non sarebbe stata un’aggiunta sbagliata. Per la prima parte del libro ho comunque pensato al protagonista come un nobile o qualcuno che risiedeva su uno scalino elevato nella scala sociale, del resto, aveva la possibilità di permettersi di possedere una casa in campagna, di avere dei servitori, di dedicarsi a un’arte elevata come il disegno, di donare denari ogni settimana ai ragazzini e ai poveri che incontrava e da quel che ho potuto evincere da quanto scritto nelle missive all’amico pareva avesse rifiutato un incarico alla corte del re, che, diciamocelo, non sarebbe certo stato offerto al primo pezzente di passaggio. Nella seconda parte del libro c’è poi una missiva in cui Werther si lamenta delle posizioni sociali dicendo che non gli permettevano di frequentare una donna che gli era simpatica, e io, stolta, ho ritenuto che fosse perché lei era di una classe più bassa rispetto a lui; tutte queste mie teorie sono però state fatte crollare qualche pagina dopo quando alcuni nobili si lamentano della presenza di Werther a un loro “meeting privato”, e ciò mi ha fatto capire che forse il protagonista non era poi tanto in alto nella scala gerarchica, sebbene ancora mi domandi dove si collocasse.

    Il libro è una lettura leggera e proprio grazie allo stile semplice e alla mancanza di stravolgenti rivelazioni e colpi di scena lo si può concludere in poche ore.

    dito em 

  • 4

    Ci ho messo un po' a decidermi di leggerlo e finalmente ce l'ho fatta. Ho notato di sentire molto vicine alcune riflessioni di Werther sul mondo e sull'umanità ed è curioso che mi sia piaciuto anche i ...continuar

    Ci ho messo un po' a decidermi di leggerlo e finalmente ce l'ho fatta. Ho notato di sentire molto vicine alcune riflessioni di Werther sul mondo e sull'umanità ed è curioso che mi sia piaciuto anche il dramma sentimentale quando giusto un paio di settimane fa criticavo, e critico, Marianne Dashwood per le sue reazioni eccessive (chi lo sa, magari sono giovane, ma il cuore che mi batte nel petto è raggrinzito come quello di una vecchia zitella e la mia anima è arida come le pagine dei libri (cit) XD). E Werther allora, perchè non mi fa alzare gli occhi al cielo in modo sarcastico come quando leggevo di Marianne? Sarà che mi ha fatto tanta pena..e se alla fine, quando
    Sono già cariche - battono le dodici il mio destino si compie!
    il mio battito ha preso ad accelerare, qualcosa vorrà pur dire.

    Nota all'edizione Newton
    No.. D: Guglielmo, Gianni, Carlotta..i nomi italianizzati, il mio incubo! Una revisione? Piccola piccola? Gli anni 20/30 sono passati da un pezzo!

    dito em 

  • 2

    Che sofferenza arrivare alla fine di questo libro anche se, dal punto di vista stilistico, non è stato così terribile come mi aspettavo. Il monologo di Werther, espresso attraverso le lettere all'amic ...continuar

    Che sofferenza arrivare alla fine di questo libro anche se, dal punto di vista stilistico, non è stato così terribile come mi aspettavo. Il monologo di Werther, espresso attraverso le lettere all'amico, è molto spesso noioso ma per fortuna il libro è breve.

    dito em 

  • 4

    I dolori del giovane Werther

    Un capolavoro assoluto, un libro che qualunque giovane dovrebbe leggere e che forse solo un giovane può perfettamente comprendere. Come Leopardi è stato l'unico che in poche righe ti fa immaginare e c ...continuar

    Un capolavoro assoluto, un libro che qualunque giovane dovrebbe leggere e che forse solo un giovane può perfettamente comprendere. Come Leopardi è stato l'unico che in poche righe ti fa immaginare e comprendere l'infinito, così Goethe descrive in maniera superba e definitiva l'anelito e le pene d'amore. Ogni altro libro al riguardo sarà superfluo.

    dito em 

  • 5

    Un viaggio chiamato "emozione"

    E' il primo libro che ho letto dell'autore ed è stato subito amore (seppur devo ammettere che apprezzo molte delle opere del romanticismo). L'ho comprato al mercatino dell'usato e letto in treno. E' s ...continuar

    E' il primo libro che ho letto dell'autore ed è stato subito amore (seppur devo ammettere che apprezzo molte delle opere del romanticismo). L'ho comprato al mercatino dell'usato e letto in treno. E' stato come viaggiare col protagonista, provare tutte le sue emozioni. Quando un libro è capace di scombussolarti è sicuramente un buon libro. E' interessante non tanto per la storia in sé quanto per lo stile di scrittura di Goethe così descrittivo e cristallino, tale da rendere reale un'emozione. Non ho mai incontrato un autore che sapesse esprimere così bene i sentimenti e rendesse il lettore partecipe delle vicende narrate. Inutile dire che il romanzo epistolare è la forma più adeguata a tale scopo. Davvero coinvolgente, lo consiglio a tutti.

    dito em 

  • 5

    [Attenzione: questa sarà una recensione assolutamente soggettiva, personale, baricchiana, senza pretese di enucleare pregi e difetti del libro. Se desiderate un'analisi completa ed oggettiva de "I dol ...continuar

    [Attenzione: questa sarà una recensione assolutamente soggettiva, personale, baricchiana, senza pretese di enucleare pregi e difetti del libro. Se desiderate un'analisi completa ed oggettiva de "I dolori del giovane Werther", vi consiglio di rivolgervi altrove.]

    Sarò sincera: io, de "I dolori del giovane Werther", non volevo saperne mezza. Dovevo leggerlo perché programma di esame: un esame davvero tosto, che non prometteva niente di buono. Né lo prometteva il romanzo, del resto. Avevo sbirciato delle pagine e - complice la traduzione vetusta - mi ero ritrovata a sogghignare senza ritegno di fronte alle angustie del protagonista. E poi, in fondo, forse potevo anche evitare di leggerlo. Non avevo molto tempo. Agli altri appelli la prof. non lo aveva chiesto. Nel caso, potevo sempre sciorinare i vari risvolti autobiografici, i fatti oggettivi che conoscono anche i sassi.
    Mi ero quasi convinta; poi, un giorno, sono andata in biblioteca. C'era una ragazza che leggeva in un angolo: avete già capito che romanzo. Ho osservato la sua espressione: rapimento. Nemmeno un luccichio di derisione negli occhi, nemmeno un sopracciglio alzato di fronte all'ennesima descrizione estatica di un paesaggio. Niente, era totalmente assorbita dalla lettura.
    È bastato questo per farmi capire quello che nelle lezioni ampollose non avevo colto. Se una ragazza più giovane di me - quindici, diciassette anni? - si sentiva così coinvolta da questo romanzo così vecchio, allora forse ne valeva la pena. Se poteva parlare a lei, forse poteva parlare anche a me. Non poteva essere soltanto la rielaborazione di vicende personali di due secoli fa, né qualche pagina di dispensa universitaria. Dovevo esserci dell'altro.

    Sono passata da un estremo all'altro: alla fine di risposte ne ho trovate fin troppe. Ho scoperto di avere delle tendenze wertheriane, e la cosa mi rende orgogliosa e mi inquieta al tempo stesso. Ho riflettuto su come a dispetto di tutto i personaggi siano splendidamente caratterizzati, sulle implicazioni che forse a Goethe sono sfuggite - o forse no, chi sono io per dirlo - su come la prosa riesca a risplendere persino in una pessima traduzione. Sì, va bene, ho anche sogghignato, ma non è un problema: più un'opera mi piace (di qualunque medium), più ci rido su. Se non riesco a trovare qualche spunto per ridacchiare vuol dire che non ha attecchito su di me come avrebbe dovuto. I timori riverenziali fanno solo male: diffidate di chi si fa prendere troppo sul serio. E, beh, diffidate anche di chi piange per qualsiasi stramaledetto paesaggio si trovi di fronte.

    Lo avevo detto, all'inizio, che tutto sarebbe stato tranne una recensione completa. Avrei potuto "limitarmi" all'analisi oggettiva di pregi e difetti, ma credo che per un romanzo così soggettivista, così fortemente impregnato sulla singola persona, un approccio più informale sia più indicato. In fondo anch'io mi sono convinta così. Chissà che non capiti anche a voi?

    dito em 

  • 4

    Prendetelo alla giusta maniera!

    Questo libro deve essere preso per il verso giusto: immedesimarsi nel Werther risulta dannoso, immedesimarsi in un amico che ne esamina la caduta è producente. Goethe ci offre uno spaccato degli ultim ...continuar

    Questo libro deve essere preso per il verso giusto: immedesimarsi nel Werther risulta dannoso, immedesimarsi in un amico che ne esamina la caduta è producente. Goethe ci offre uno spaccato degli ultimi mesi di vita del giovane Sturm-und-dranger mettendo in guardia da questi atteggiamenti coloro che sono abbastanza furbi da leggere la critica tra le righe!

    dito em 

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