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Sogni di Bunker Hill

Di

Editore: Einaudi

3.9
(1267)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 154 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8806168061 | Isbn-13: 9788806168063 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Durante ; Prefazione: Gianni Amelio

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
Un romanzo sul cinema, sulla Hollywood degli anni Trenta e Quaranta. Il romanzo estremo dello sdradicamento sotto le luci della Mecca del cinema. "In Fante - sosteneva Pier Vittorio Tondelli - c'è una visione dell'America, non tanto come terra promessa, come poteva apparire al padre abruzzese, ma da conquistare, come era nelle capacità di un individuo nato nel Nuovo Mondo, immigrato di seconda generazione. Fante ha seguito questo percorso di sogno lasciando Denver per approdare nella mitica terra della California. Di fronte a questo estremo, sarcastico, irriverente, indecente blasfemo, ironico romanzo si ha la certezza di essere di fronte a un grande narratore in cui una vita spesa a scrivere racconti produce l'ultimo, accecante, compatto frutto".
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  • 4

    dal blog Giramenti

    Mi ostino a leggere prevalentemente quello che trovo al banchetto dell’usato e in qualche caso la fortuna mi assiste. E sì, lo so che questo modo di scegliere i libri è assolutamente privo di logica, ...continua

    Mi ostino a leggere prevalentemente quello che trovo al banchetto dell’usato e in qualche caso la fortuna mi assiste. E sì, lo so che questo modo di scegliere i libri è assolutamente privo di logica, ma sono affascinata dal fattore sorpresa: cosa finirà sul mio comodino? Non lo so nemmeno io, mi affido al caso e qualche volta il caso ha pietà di me.

    SEGUE su https://gaialodovica.wordpress.com/2015/05/27/sogni-di-bunker-hill-di-john-fante-a-cura-di-emanuele-trevi-introduzione-di-gianni-amelio-traduzione-di-francesco-durante/

    ha scritto il 

  • 4

    “Rilessi e mi inumidii le labbra. Non era roba mia , ma che diavolo, bisognava pur ricominciare da qualche parte . “

    Ho conosciuto John Fante ed il suo “alter ego” Arturo per caso , incuriosito da quello stranissimo titolo - Aspetta primavera, Bandini - che faceva un certo spicco nelle vastissime proposte di lettura ...continua

    Ho conosciuto John Fante ed il suo “alter ego” Arturo per caso , incuriosito da quello stranissimo titolo - Aspetta primavera, Bandini - che faceva un certo spicco nelle vastissime proposte di lettura della mia raccolta di Ebook .
    Da lì è nato un affetto particolare per Arturo Bandini , quel personaggio di italo americano scalcinato ed inconcludente , generoso quanto geniale , appassionato di donne ma sempre alla ricerca di quella che gli cambierà la vita , che insegue un'affermazione nel campo letterario in un'America che per lui , fragile ed inadeguato , non è mai stata una “terra di conquista” , e per il quale non si può che provare indulgenza ed una profonda simpatia .
    Splendida e toccante la conclusione di quest'ultimo romanzo , che resterà per l'appunto l'ultimo poiché dettato dall'autore ormai in punto di morte alla propria moglie .
    Addio Arturo , mi mancherai .

    ha scritto il 

  • 0

    Arturo, Arturo Bandini;
    Ti accompagno, mano nella mano, nella tua totale incapacità di vivere. Perché noi l'amiamo pazzamente, ma fuggiamo le regole che governano le convenzioni sociali e la tragicomi ...continua

    Arturo, Arturo Bandini;
    Ti accompagno, mano nella mano, nella tua totale incapacità di vivere. Perché noi l'amiamo pazzamente, ma fuggiamo le regole che governano le convenzioni sociali e la tragicomicità della vita.
    Oh, Arturo.

    ha scritto il 

  • 5

    Trova la canzone dentro di me

    Sono letteralmente innamorato di John Fante.
    Nel corso di questi anni, lui con kurt vonnegut, sono diventati i miei scrittori preferiti.

    Ancora un altro tassello da aggiungere all'epopea di Arturo B ...continua

    Sono letteralmente innamorato di John Fante.
    Nel corso di questi anni, lui con kurt vonnegut, sono diventati i miei scrittori preferiti.

    Ancora un altro tassello da aggiungere all'epopea di Arturo Bandini
    Non posso più fare a meno dei suoi magnifici sogni, della le sua graffiante vena ironica.

    "Portami un po' di pace, Signore. Plasmami in qualcosa che valga la pena. Fa' cantare la macchina per scrivere. Trova la canzone dentro di me. Sii buono con me perché io sono solo."

    L'immagine di un Fante ormai agli sgoccioli che detta questo libro all'amata Joyce è l'invito più emozionante per continuare a condurre una vita da lettore.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle e ½

    Quest'ultimo Fante/Bandini è malinconico e sfuggente, letteralmente. Equidistante sia dal caos immaturo di La strada per Los Angeles, sia dallo splendore poetico di Chiedi alla Polvere, non per questo ...continua

    Quest'ultimo Fante/Bandini è malinconico e sfuggente, letteralmente. Equidistante sia dal caos immaturo di La strada per Los Angeles, sia dallo splendore poetico di Chiedi alla Polvere, non per questo manca di bellezza, coerenza, sudore, o tentativi per trovare il bandolo della matassa in quell'intricato labirinto di strade che è l'America, che è la Vocazione.
    Fante/Bandini sembra funzionare a pieno regime quando è messo a reagire, come un elemento chimico, con la famiglia (la madre, il padre) e i suoi ricordi, e allora troviamo pagine da vero batticuore, dove il protagonista rivela se stesso senza maschere o infingimenti, in tutta la sua vulnerabile nudità. Per tutto il resto del tempo lui ci mostra corazze e ego mostruosamente dopati, gesti esagerati, decisioni impulsive e fughe donchisciottesche. Amori impossibili e fantasie mirabolanti - preludio di tutto ciò che andrà a nutrire le pagine di quelli che saranno un giorno i suoi romanzi. Ed è proprio il successo che sta attendendo Bandini/Fante - al di là e oltre malinconia e le fughe, la povertà e un'insoddisfazione cronica - l'unica certezza che accompagna il lettore dalla prima pagina all'ultima.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo più di quarant'anni da "Chiedi alla polvere", il personaggio di Arturo Bandini non è sgualcito dal tempo, è sempre il sognatore irriverente di una volta. C'è da dire che Fante non crea una sorta ...continua

    Dopo più di quarant'anni da "Chiedi alla polvere", il personaggio di Arturo Bandini non è sgualcito dal tempo, è sempre il sognatore irriverente di una volta. C'è da dire che Fante non crea una sorta di continuità tra i libri su Bandini, lo dimostra il fatto che i componenti della famiglia siano diversi, basti pensare ad "Aspetta primavera, Bandini" (forse il più autobiografico in assoluto), che ruota tutto attorno alla figura del padre, mentre in "La strada per Los Angeles" il padre non c'è, ci sono solo una madre e una sorella. Così come non ci sono tracce, in "Sogni di Bunker Hill", dei personaggi incontrati nei libri che l'hanno preceduto. Qui Arturo è una sorta di Pinocchio, non ha più una fissa come quella di Camilla Lopez a legare tutto il racconto, non c'è più uno Svevo Bandini che domina il libro dall'inizio alla fine, è un Arturo più errante, che in poche pagine balza da un'avventura all'altra, senza trovare mai pace, preso in giro da se stesso e da vari Gatto e la Volpe, per tornare infine al punto di partenza, perché Arturo Bandini, anche a distanza di così tanti anni, non cambia e non cambierà mai.

    ha scritto il 

  • 3

    “Sogni di Bunker Hill” – John Fante

    Quarto ed ultimo libro di Fante che ha come protagonista Arturo Bandini.

    Scritto, anzi dettato alla moglie, 40 anni dopo l’uscita di “Chiedi alla polvere” questo libro chiude definitivamente le avvent ...continua

    Quarto ed ultimo libro di Fante che ha come protagonista Arturo Bandini.

    Scritto, anzi dettato alla moglie, 40 anni dopo l’uscita di “Chiedi alla polvere” questo libro chiude definitivamente le avventure del giovane Arturo.

    Come nei precedenti libri, il protagonista, irriverente e guascone, è alla ricerca dell’idea per la scrittura di un buon libro e contemporaneamente ha l’opportunità di lavorare nel mondo del cinema come sceneggiatore.

    Si legge bene per la scrittura scorrevole, ma lo ritengo inferiore ai precedenti, considerandolo comunque piacevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Arturo Bandini alle prese con il tentativo di diventare uno scrittore, o per meglio dire, nel tentativo di trovarsi una occupazione.

    il filo conduttore è la sua capacità di osservare i lati B delle do ...continua

    Arturo Bandini alle prese con il tentativo di diventare uno scrittore, o per meglio dire, nel tentativo di trovarsi una occupazione.

    il filo conduttore è la sua capacità di osservare i lati B delle donne, di corteggiarle, e di mezzo tenta di infilarci un lavoro, salvo poi fuggire a gambe levate dopo l'ennesimo affronto a chicchessia. una personalità a dir poco confusa da una caotica percezione del giusto e del bello, in una America che non sembra in realtà così distante nel tempo (merito della scrittura asciutta di Fante), nè così pregna di storie di immigrati impegnati a risalire la china della società.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ultimo romanzo di John Fante

    E così sono arrivata all'ultimo romanzo scritto dal mio amato Fante, quando ormai era talmente malato a causa del diabete che dovette dettarlo alla moglie, perché era quasi completamente cieco.
    Diciam ...continua

    E così sono arrivata all'ultimo romanzo scritto dal mio amato Fante, quando ormai era talmente malato a causa del diabete che dovette dettarlo alla moglie, perché era quasi completamente cieco.
    Diciamo che per chi ha letto i suoi splendidi capolavori questo ultimo non aggiunge granché. Si sente la sua rassegnazione, il suo ripercorrere il passato indagando più su ciò che lo ha ferito, rispetto che su quello che gli ha dato gioia e poi ci sono i rimpianti, i rimorsi, gli errori fatti.
    E' un romanzo su Hollywood, su quel mondo che lo ha sempre attratto perché gli permetteva di dimenticare la povertà della sua infanzia e delle sue umili origini, ma che lo ha fatto sempre sentire “sporco” e “venduto”. Questo perché più guadagnava soldi scrivendo sceneggiature lavorando nei grandi studios e più si allontanava dalla sua vera essenza, quella di scrittore. Non poteva perdonarsi per buttare le sue giornate scrivendo di cose che non gli interessavano, ma l'attrazione per il denaro è sempre stata più forte di tutto. Una vita di lusso, una bella casa sul mare, sprechi ed eccessi, ma alla fine della sua vita i ricordi vanno sempre lì, in quella misera casa in Colorado dove aveva vissuto una infanzia povera, ma con il calore di una famiglia autentica.

    ha scritto il 

  • 3

    la pallida ombra del miglior Fante, il che cmq significa un libro migliore di quello che molti scribacchini riusciranno mai a scrivere. Tra le vicende di un Bandini più indeciso e predisposto all'auto ...continua

    la pallida ombra del miglior Fante, il che cmq significa un libro migliore di quello che molti scribacchini riusciranno mai a scrivere. Tra le vicende di un Bandini più indeciso e predisposto all'autoillusione che mai spicca chiara la passione per i culi e la presenza del cordone ombelicale con il Texas non ancora reciso.

    ha scritto il 

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