Sogni di Bunker Hill

Di

Editore: Einaudi

3.9
(1309)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 152 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8858400429 | Isbn-13: 9788858400425 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Francesco Durante ; Prefazione: Gianni Amelio

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
L'ultimo, struggente romanzo di Fante considerato il suo testamento. Sotto le luci miserabili e iperboliche della Mecca del cinema, Arturo Bandini sogna il successo di scrittore mentre con la mano sinistra scrive pessime sceneggiature che non vedranno mai la luce. Potrebbe essere la premessa di una tragedia: ma come sempre, in bocca a Bandini, tutte le tragedie finiscono in commedia - la commedia umana, atea, materialista del desiderio e della speranza e dei sogni di Bunker Hill.
Anche in quest'ultimo capolavoro colpisce l'inconfondibile voce fantiana - un impasto di humour, candore e cattiveria - che ne ha fatto uno scrittore amatissimo dal pubblico anche dei piú giovani che in lui, nel suo alter ego Arturo Bandini, hanno riconosciuto il prototipo di tutti gli sbandati-sognatori che hanno popolato la letteratura, non solo americana, dei nostri anni.
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  • 4

    Con l'ultimo (sic!) Bandini, dopo circa 30 anni da Chiedi alla polvere, Fante lascia una sorta di testamento morale. JF, che ormai "scrive" per il tramite della moglie, colloca il solito impulsivo, gu ...continua

    Con l'ultimo (sic!) Bandini, dopo circa 30 anni da Chiedi alla polvere, Fante lascia una sorta di testamento morale. JF, che ormai "scrive" per il tramite della moglie, colloca il solito impulsivo, guascone Arturo in una Los Angeles dove, per amor di denaro, e' uso scendere a compromessi. Non è però il caso del "nostro", tanto sbruffone con amici e donne quanto esigente nei confronti del proprio futuro di scrittore da Nobel.
    Così se da un lato non si può non sorridere leggendo del rendez vous con la moglie dell'editore, dell'incontro-scontro con il Duca di Sardegna, della serata da sbruffoncello trascorsa con i compagni di scuola, dall'altro scopriamo un Bandini che non permette che il proprio talento venga contaminato dal facile successo di sceneggiatore, che si innamora inaspettatamente di una donna matura, che torna dalla famiglia e nei luoghi della sua fanciullezza per fuggirne subito dopo, alla prima marachella da vanesio sbruffone, a gambe levate. Manca un quid, l'intensità viscerale de La Confraternita, la vena malinconica di Chiedi alla polvere che rimangono i miei preferiti.

    ha scritto il 

  • 5

    grande grande grandissimo bandini.
    quando lo leggi ti prende un vortice.
    poi pensi " è Pazzo"
    però e' un pazzo geniale, ma dentro sai che è la vita se vuoi essere quello che sei
    quella che vita vera p ...continua

    grande grande grandissimo bandini.
    quando lo leggi ti prende un vortice.
    poi pensi " è Pazzo"
    però e' un pazzo geniale, ma dentro sai che è la vita se vuoi essere quello che sei
    quella che vita vera per chi non la vuole corrompere con i compromessi
    stupendo.
    cit.
    "che meraviglia la vita
    che vastità il cielo
    come è ricco il sognatore.. j.fante

    ha scritto il 

  • 3

    3,5

    Fante è un autore che si fa amare stupendamente, soprattutto quando è alle prese con la produzione bandiniana. Ma in questo caso si avverte come un'eccessiva consapevolezza dei propri grandi mezzi let ...continua

    Fante è un autore che si fa amare stupendamente, soprattutto quando è alle prese con la produzione bandiniana. Ma in questo caso si avverte come un'eccessiva consapevolezza dei propri grandi mezzi letterari responsabile di una leggera vena di innaturalità e di forzatura.

    ha scritto il 

  • 0

    dal blog Giramenti

    Mi ostino a leggere prevalentemente quello che trovo al banchetto dell’usato e in qualche caso la fortuna mi assiste. E sì, lo so che questo modo di scegliere i libri è assolutamente privo di logica, ...continua

    Mi ostino a leggere prevalentemente quello che trovo al banchetto dell’usato e in qualche caso la fortuna mi assiste. E sì, lo so che questo modo di scegliere i libri è assolutamente privo di logica, ma sono affascinata dal fattore sorpresa: cosa finirà sul mio comodino? Non lo so nemmeno io, mi affido al caso e qualche volta il caso ha pietà di me.

    SEGUE su https://gaialodovica.wordpress.com/2015/05/27/sogni-di-bunker-hill-di-john-fante-a-cura-di-emanuele-trevi-introduzione-di-gianni-amelio-traduzione-di-francesco-durante/

    ha scritto il 

  • 4

    “Rilessi e mi inumidii le labbra. Non era roba mia , ma che diavolo, bisognava pur ricominciare da qualche parte . “

    Ho conosciuto John Fante ed il suo “alter ego” Arturo per caso , incuriosito da quello stranissimo titolo - Aspetta primavera, Bandini - che faceva un certo spicco nelle vastissime proposte di lettura ...continua

    Ho conosciuto John Fante ed il suo “alter ego” Arturo per caso , incuriosito da quello stranissimo titolo - Aspetta primavera, Bandini - che faceva un certo spicco nelle vastissime proposte di lettura della mia raccolta di Ebook .
    Da lì è nato un affetto particolare per Arturo Bandini , quel personaggio di italo americano scalcinato ed inconcludente , generoso quanto geniale , appassionato di donne ma sempre alla ricerca di quella che gli cambierà la vita , che insegue un'affermazione nel campo letterario in un'America che per lui , fragile ed inadeguato , non è mai stata una “terra di conquista” , e per il quale non si può che provare indulgenza ed una profonda simpatia .
    Splendida e toccante la conclusione di quest'ultimo romanzo , che resterà per l'appunto l'ultimo poiché dettato dall'autore ormai in punto di morte alla propria moglie .
    Addio Arturo , mi mancherai .

    ha scritto il 

  • 0

    Arturo, Arturo Bandini;
    Ti accompagno, mano nella mano, nella tua totale incapacità di vivere. Perché noi l'amiamo pazzamente, ma fuggiamo le regole che governano le convenzioni sociali e la tragicomi ...continua

    Arturo, Arturo Bandini;
    Ti accompagno, mano nella mano, nella tua totale incapacità di vivere. Perché noi l'amiamo pazzamente, ma fuggiamo le regole che governano le convenzioni sociali e la tragicomicità della vita.
    Oh, Arturo.

    ha scritto il 

  • 5

    Trova la canzone dentro di me

    Sono letteralmente innamorato di John Fante.
    Nel corso di questi anni, lui con kurt vonnegut, sono diventati i miei scrittori preferiti.

    Ancora un altro tassello da aggiungere all'epopea di Arturo B ...continua

    Sono letteralmente innamorato di John Fante.
    Nel corso di questi anni, lui con kurt vonnegut, sono diventati i miei scrittori preferiti.

    Ancora un altro tassello da aggiungere all'epopea di Arturo Bandini
    Non posso più fare a meno dei suoi magnifici sogni, della le sua graffiante vena ironica.

    "Portami un po' di pace, Signore. Plasmami in qualcosa che valga la pena. Fa' cantare la macchina per scrivere. Trova la canzone dentro di me. Sii buono con me perché io sono solo."

    L'immagine di un Fante ormai agli sgoccioli che detta questo libro all'amata Joyce è l'invito più emozionante per continuare a condurre una vita da lettore.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle e ½

    Quest'ultimo Fante/Bandini è malinconico e sfuggente, letteralmente. Equidistante sia dal caos immaturo di La strada per Los Angeles, sia dallo splendore poetico di Chiedi alla Polvere, non per questo ...continua

    Quest'ultimo Fante/Bandini è malinconico e sfuggente, letteralmente. Equidistante sia dal caos immaturo di La strada per Los Angeles, sia dallo splendore poetico di Chiedi alla Polvere, non per questo manca di bellezza, coerenza, sudore, o tentativi per trovare il bandolo della matassa in quell'intricato labirinto di strade che è l'America, che è la Vocazione.
    Fante/Bandini sembra funzionare a pieno regime quando è messo a reagire, come un elemento chimico, con la famiglia (la madre, il padre) e i suoi ricordi, e allora troviamo pagine da vero batticuore, dove il protagonista rivela se stesso senza maschere o infingimenti, in tutta la sua vulnerabile nudità. Per tutto il resto del tempo lui ci mostra corazze e ego mostruosamente dopati, gesti esagerati, decisioni impulsive e fughe donchisciottesche. Amori impossibili e fantasie mirabolanti - preludio di tutto ciò che andrà a nutrire le pagine di quelli che saranno un giorno i suoi romanzi. Ed è proprio il successo che sta attendendo Bandini/Fante - al di là e oltre malinconia e le fughe, la povertà e un'insoddisfazione cronica - l'unica certezza che accompagna il lettore dalla prima pagina all'ultima.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo più di quarant'anni da "Chiedi alla polvere", il personaggio di Arturo Bandini non è sgualcito dal tempo, è sempre il sognatore irriverente di una volta. C'è da dire che Fante non crea una sorta ...continua

    Dopo più di quarant'anni da "Chiedi alla polvere", il personaggio di Arturo Bandini non è sgualcito dal tempo, è sempre il sognatore irriverente di una volta. C'è da dire che Fante non crea una sorta di continuità tra i libri su Bandini, lo dimostra il fatto che i componenti della famiglia siano diversi, basti pensare ad "Aspetta primavera, Bandini" (forse il più autobiografico in assoluto), che ruota tutto attorno alla figura del padre, mentre in "La strada per Los Angeles" il padre non c'è, ci sono solo una madre e una sorella. Così come non ci sono tracce, in "Sogni di Bunker Hill", dei personaggi incontrati nei libri che l'hanno preceduto. Qui Arturo è una sorta di Pinocchio, non ha più una fissa come quella di Camilla Lopez a legare tutto il racconto, non c'è più uno Svevo Bandini che domina il libro dall'inizio alla fine, è un Arturo più errante, che in poche pagine balza da un'avventura all'altra, senza trovare mai pace, preso in giro da se stesso e da vari Gatto e la Volpe, per tornare infine al punto di partenza, perché Arturo Bandini, anche a distanza di così tanti anni, non cambia e non cambierà mai.

    ha scritto il 

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