Sola a presidiare la fortezza

Lettere

Di

Editore: Einaudi (Tascabili, 823)

4.2
(73)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 164 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806140701 | Isbn-13: 9788806140700 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giovanna Granato ; Curatore: Ottavio Fatica

Genere: Da consultazione

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Descrizione del libro
"Non sono mai stata altrove che malata". La malattia è un luogo dell'essere, più istruttiva di qualunque viaggio, un luogo dove nessuno può seguirti. Nonostante un male inarrestabile, tenuto a bada da cure dolorose, scrivere rimase "l'unico compito per una come me". Così, dopo le tre ore quotidiane di lavoro ai testi, la vediamo affacciarsi sul mondo divertita, caustica e curiosa. "Le bellissime lettere di Flannery O'Connor, dove una squisita e spietata ironia controlla ogni sentimento, ci fanno assistere alla tremenda rivoluzione del male". (Piero Citati)
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  • 4

    Una raccolta di lettere credo abbia lo scopo di approfondire la conoscenza di uno scrittore. Nel mio caso, per motivi su cui non è il caso di soffermarsi, è stato invece il primo incontro con Flannery ...continua

    Una raccolta di lettere credo abbia lo scopo di approfondire la conoscenza di uno scrittore. Nel mio caso, per motivi su cui non è il caso di soffermarsi, è stato invece il primo incontro con Flannery O’ Connor. È quindi evidente che ho potuto cogliere solo in parte alcune delle tematiche, intrinsecabilmente legate ai suoi racconti e romanzi. L’ho letto con la consapevolezza di capire solo in parte i suoi discorsi, lasciandomi affascinare dall’ironia e insieme dalla disciplina di questa donna. Cattolica intelligente e disincantata, condizionata da una malattia di cui tuttavia ringrazia Dio perché ritiene che questo “dono” la porti ad avere una visione nuova di sé stessa e del mondo. Grande esperta e docente dei meccanismi della narrazione, la O’Connor è anche consapevole dei suoi limiti. Sa di non essere un’intellettuale, ha problemi con la grammatica, non conosce la musica, svela senza mistificazioni le sue lacune culturali. Le sue lettere sono dirette, pratiche, parlano del suo mondo piccolo (la famiglia, la malattia, i pavoni e i cigni che amava allevare) e del suo mondo grande (i romanzi che devono decantare, le critiche, i caratteri dei personaggi, le interpretazioni dei suoi racconti che lei accoglie quasi sempre con stupore o disinteresse). Le lettere restituiscono un’umanità densa, uno spirito libero, una donna poco incline ai compromessi, umile e superba al tempo stesso. E viene voglia di leggere quello che questa donna ha scritto.

    ha scritto il 

  • 4

    "Ho il sospetto che sia il diavolo a impartire molte delle lezioni che portano a conoscere se stessi"

    Una delle scrittrici americane più celebri del '900, cattolica, quasi mistica, Flannery O'Connor mi affascina e mi inquieta allo stesso tempo! Affascinante è il suo essere credente in un modo assoluta ...continua

    Una delle scrittrici americane più celebri del '900, cattolica, quasi mistica, Flannery O'Connor mi affascina e mi inquieta allo stesso tempo! Affascinante è il suo essere credente in un modo assolutamente non convenzionale (basta leggere un qualsiasi suo racconto per accorgersene: un cattolico "classico" non scriverebbe mai così xD) ma inquietante il modo in cui riesce a non farsi mai afferrare, mai comprendere del tutto. Ho letto pochissimi suoi racconti e non sono sicura di averne afferrato il senso profondo!
    "Sola a presidiare la fortezza" è una raccolta di lettere che scrisse a parenti, amici e conoscenti vari, incluso chi si rivolgeva a lei per chiedere consigli di scrittura. Qui Flannery rivela un umorismo pungente ma anche un animo aperto, che non si tira indietro neanche di fronte a temi complessi da affrontare (soprattutto per lettera!).
    Ho preferito "Il volto incompiuto-Saggi e lettere sul mestiere di scrivere" (che consiglio maggiormente) ma anche quest'altro libro aggiunge un tassello importante per conoscerla.

    ha scritto il 

  • 5

    Un epistolario che comprende lettere scritte da Flannery O'Connor (ne conservava una copia di ciascuna, per non ripetersi!) dal 1948 fino a pochi giorni prima della sua morte, avvenuta nel 1964. È un ...continua

    Un epistolario che comprende lettere scritte da Flannery O'Connor (ne conservava una copia di ciascuna, per non ripetersi!) dal 1948 fino a pochi giorni prima della sua morte, avvenuta nel 1964. È un libro che tiene compagnia, che ci svela una donna ironica, molto determinata, consapevole dei propri mezzi e dei suoi talenti, acuta osservatrice della realtà del suo amato Sud. Un'autrice tutto sommato ancora poco conosciuta, ma molto amata da chi ha potuto leggerla, con un'anima nera temperata dalla Grazia e dal Mistero. Era Cattolica e Apostolica, ci teneva sempre a precisarlo, fulminava con uno sguardo o con poche righe chi pretendeva di insegnarle come dovesse scrivere un autore cattolico e questo, forse, l'ha resa poco appetibile a una gran parte dei lettori. Non sanno cosa si perdono poiché, come lei stessa diceva, "l'arte non è cosa da verificarsi 'fra' la gente, e comunque non l'arte del romanzo. È cosa che si vive da soli e allo scopo di cogliere in modo nuovo, attraverso i sensi, il mistero dell'esistenza."

    ha scritto il 

  • 5

    Una raccolta di lettere bellissima, commovente, a tratti perfino divertente, che permette di intravedere alcuni aspetti della personalità della O’Connor, del suo modo di intendere la scrittura, di aff ...continua

    Una raccolta di lettere bellissima, commovente, a tratti perfino divertente, che permette di intravedere alcuni aspetti della personalità della O’Connor, del suo modo di intendere la scrittura, di affrontare la malattia, di guardare gli avvenimenti e le persone, di vivere i rapporti. Non si può non rimanere a bocca aperta davanti al suo coraggio, ironia, talento, caparbietà, fede. Eppure rimane in lei un mistero, qualcosa che sfugge ad ogni definizione, che non si fa rinchiudere in uno schema. Per fortuna.

    ha scritto il 

  • 4

    Da questo libro mi aspettavo, almeno in parte, di capire come mai i suoi racconti mi prendono alla gola e non mi mollano fino a quando mi hanno portato alla parola fine. Lo ignoro ancora.

    ha scritto il 

  • 5

    da Pulp Libri

    di Filippo Ticozzi

    La scrittura fiction di Flannery O’Connor è di quelle dure e senza compromessi. I suoi personaggi sono monoliti storpi o disadattati che difficilmente cambiano idea. E l’idea che ha ...continua

    di Filippo Ticozzi

    La scrittura fiction di Flannery O’Connor è di quelle dure e senza compromessi. I suoi personaggi sono monoliti storpi o disadattati che difficilmente cambiano idea. E l’idea che hanno, di solito, non è per niente facile. Leggendo ci si immagina un autore dalla vita folle ed estrema, egli stesso personaggio romanzesco, come Malcom Lowry, John Berryman o William Burroghs. Nessuno si aspetterebbe una giovane donna della Georgia che vive con la vecchia madre e svogliatamente lascia la propria casa coloniale contornata di pennuti domestici, in particolare pavoni, grande passione insieme alla letteratura. La scrittura privata delle lettere, ristampate in un’edizione abbondantemente ampliata, rivela il lato quotidiano della O’Connor, ossia una vita grigia e limitata a causa di una devastante malattia (che la porterà alla morte ancor giovane), che viene accolta stoicamente e con grande riserbo, in cui la sudata serenità è garantita dalla fede cattolica e dal proprio lavoro. Le beghe della convivenza con la madre, le piccole e grandi difficoltà, le gioie dell’allevamento di pavoni, ma anche le passioni letterarie, i rapporti con gli editori e con i critici, sono raccontati con tono leggero e con grande modestia, deboli armi contro il fato avverso, che a volte si aprono ad un’ironia delicata e a tratti veramente divertente, anche quando le stampelle diventano l’unico modo per andare avanti. Un tono che cambia decisamente però quando l’argomentazione tocca Cristo, la grazia e la scrittura-elementi indivisibili nell’arte della O’Connor. Allora il carattere forte e inflessibile dell’autore de The Violent bear it away riemerge, solcando le pagine con una forza e una visione degna dei racconti, con un afflato spirituale concreto e impenetrabile al tempo stesso, che rifugge il ragionamento fine a se stesso e va oltre, avvicinandosi, a volte, pericolosamente al comico: "Questa è una generazione di polli senza ali, e credo che Nietzsche alludesse alla stessa cosa dicendo che Dio è morto.” Un libro fondamentale, chiaro, aperto, eppur che non brucia il mistero, ma l’infittisce.

    ha scritto il 

  • 5

    Ciò che colpisce, di queste lettere in cui Flannery O'Connor parla, con uguale passione, di scrittura, pavoni, religione e minuzie quotidiane, è il rapporto lucidissimo che aveva con la scrittura.

    Ch ...continua

    Ciò che colpisce, di queste lettere in cui Flannery O'Connor parla, con uguale passione, di scrittura, pavoni, religione e minuzie quotidiane, è il rapporto lucidissimo che aveva con la scrittura.

    Chi non ha mai buttato una pagina di quello che ha scritto non è uno scrittore; uno scrittore si misura dalla sua capacità di rinunciare ad una pagina "buona" in cerca di una ottima. Di Flannery O'Connor si ha l'impressione che buttasse anche quelle ottime, in cerca della pagina se non perfetta almeno inevitabile. Nessuna concessione alla fama, alla popolarità, al proprio ego. L'immagine capace di comunicare, di esemplificare, di svelare il complesso di pensieri che le si affollavano in mente come unica direzione di marcia.
    La malattia, in sottofondo, un'inezia che la porterà alla morte.
    Il rapporto con parenti e amici, agenti e società letterarie, un trascurabil accidente.
    In mente la parola. E la Parola.
    Difficile sfiorarla senza esserne bruciati.

    ha scritto il 

  • 4

    È un bel ritratto di una scrittrice determinata e sicura delle sue idee, quello che esce dalla pagine di questo interessante epistolario.

    http://morenafanti.wordpress.com/2012/05/14/sola-a-presidiare- ...continua

    È un bel ritratto di una scrittrice determinata e sicura delle sue idee, quello che esce dalla pagine di questo interessante epistolario.

    http://morenafanti.wordpress.com/2012/05/14/sola-a-presidiare-la-fortezza-lettere-di-flannery-oconnor/

    ha scritto il 

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