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Solar

By

Publisher: Vintage

3.4
(1718)

Language:English | Number of Pages: 304 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Portuguese , Italian , Spanish , Catalan , French , German , Polish , Czech , Dutch

Isbn-10: 0099549026 | Isbn-13: 9780099549024 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , eBook , Audio CD , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science & Nature

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Book Description
WINNER OF THE BOLLINGER EVERYMAN WODEHOUSE PRIZE FOR COMIC FICTION. Michael Beard is a Nobel prize-winning physicist whose best work is behind him. A compulsive womaniser, Beard finds his fifth marriage floundering. But this time it is different: she is having the affair, and he is still in love with her. When Beard's professional and personal worlds collide in a freak accident, an opportunity presents itself for Beard to extricate himself from his marital mess, reinvigorate his career and save the world from environmental disaster. Ranging from the Arctic Circle to the deserts of New Mexico, this is a story of one man's greed and self-deception; a darkly satirical novel showing human frailty struggling with the most pressing and complex problem of our time.
Sorting by
  • 3

    La maestria di un narratore che non vuole impegnarsi

    Romanzo che rivela, casomai ce ne fosse bisogno, il talento narrativo di McEwan. Quasi tutto il libro si compone di episodi di sconcertante banalità che l'autore trasforma in piccoli gioielli narrativ ...continue

    Romanzo che rivela, casomai ce ne fosse bisogno, il talento narrativo di McEwan. Quasi tutto il libro si compone di episodi di sconcertante banalità che l'autore trasforma in piccoli gioielli narrativi. Lo humour che pervade il romanzo è irresistibilmente british. Manca, tuttavia, un vero tema di fondo. Quello del cambiamento climatico è un semplice pretesto, di cui McEwan scalfisce solo la superficie (ma forse non ha alcun interesse ad andare in profondità). Su tutto si staglia, unico e solo, l'ego ipertrofico di un protagonista insopportabile che però non si può non amare, perché McEwan ce lo offre in tutte le sue molteplici prospettive, cosicché ognuno può trovarci una piccola parte di sé. Un romanzo godibilissimo, insomma, che tuttavia lascia la sensazione di un'occasione perduta per toccare temi che meritavano una trattazione ben più complessa.

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  • 4

    Farsa, tragedia, scienza, c'è molta umanità in questo romanzo che certo non é il migliore di McEwan, ma si legge con piacere ed é comunque meglio della maggior parte dei romanzi in circolazione, come ...continue

    Farsa, tragedia, scienza, c'è molta umanità in questo romanzo che certo non é il migliore di McEwan, ma si legge con piacere ed é comunque meglio della maggior parte dei romanzi in circolazione, come tutto ciò che scrive questo straordinario autore. Troppe spiegazioni scientifiche, però, almeno per me che ignoro totalmente la materia. Protagonista un geniale premio Nobel, con milioni di difetti e di debolezze, le cui meditazioni e risoluzioni sono godibilissime.

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  • 3

    la terza stellina sono mezza per il finale e mezza per la scena delle patatine. non il furto inconsapevole, proprio la descrizione dell'estasi del primo paccehtto di patatine all'aceto appena atterrat ...continue

    la terza stellina sono mezza per il finale e mezza per la scena delle patatine. non il furto inconsapevole, proprio la descrizione dell'estasi del primo paccehtto di patatine all'aceto appena atterrato su suolo inglese. come lo capisco

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  • 4

    La prima parte rasenta la perfezione...non conosco tutta la produzione di Mc Evan ma con questo romanzo si viaggia a livelli altissimi per intensità, ironia e un pizzico di crudeltà.

    said on 

  • 4

    solar

    McEwan è uno dei miei autori preferiti. Solar non è il suo capolavoro ma è una lettura godibilissima, sapientemente orchestrata e che,nonostante l'argomento sia in alcuni passaggi un pò ostico, non ti ...continue

    McEwan è uno dei miei autori preferiti. Solar non è il suo capolavoro ma è una lettura godibilissima, sapientemente orchestrata e che,nonostante l'argomento sia in alcuni passaggi un pò ostico, non ti annoia mai.

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  • 2

    Niente da fare. L'amore tra me e Mc Ewan è di quelli destinati a non scoccare mai. Allora perché mi ostino a leggerlo? Eh, perché è uno degli autori che più spesso fa la corte alla scienza, e le mie r ...continue

    Niente da fare. L'amore tra me e Mc Ewan è di quelli destinati a non scoccare mai. Allora perché mi ostino a leggerlo? Eh, perché è uno degli autori che più spesso fa la corte alla scienza, e le mie ricerche di questo si occupano. Però però... Al di là del fatto che, anche in questo romanzo, la fisica è più uno sfondo variopinto che un soggetto reale (e questa è la libera scelta dell'autore, intendiamoci), ho trovato il libro scialbo e squallido. Vorrebbe far ridere, o comunque dimostrare arguzia e ironia, e finisce solo per disamorare dai personaggi e dalla storia. I libri di Mc Ewan che ho letto finora, mi lasciano sempre in bocca il gusto di qualcosa scritto così per fare, senza alcuna necessità alla base, senza spinta emotiva, etica, di senso. Pagine gradevoli che, una volta lette, sembrano volare via e disperdersi senza rumore nel vuoto.

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  • 3

    La versione del professore

    Solar di McEwan: un altro di quei libri che da sempre mi guardavano dalla libreria e da sempre snobbavo. Fino a un paio di settimane fa. Non ne sapevo neppure la trama, e devo confessare che era sopra ...continue

    Solar di McEwan: un altro di quei libri che da sempre mi guardavano dalla libreria e da sempre snobbavo. Fino a un paio di settimane fa. Non ne sapevo neppure la trama, e devo confessare che era soprattutto la cover a tenermi lontano: una palla arancione in campo nero. Più da saggio di divulgazione che da romanzo. E invece è un romanzo, e pure bello. Sintetizzando al massimo: Solar è La versione di Barney con un protagonista un po’ meno memorabile, con dei personaggi di contorno un po’ meno azzeccati, con uno sviluppo della trama un po’ meno armonioso.
    Vediamo nel dettaglio.
    Incominciamo dal protagonista. Il professor Michael Beard è un uomo spregevole, che ha tutti i vizi del più abietto uomo della strada, coniugati però alla supponenza e all’alterigia del premio Nobel per la fisica. Insomma, una creatura disgustosa, un protagonista umano, troppo umano, fino all’eccesso. Beve troppo, mangia troppo, scopa troppo, non riesce a rispettare nessuno, ha vinto un Nobel in gioventù ma ha poi completamente trascurato la professione e adesso vive grazie al ricordo della sua fama e a mille sotterfugi, alcuni addirittura criminali. L’operazione di McEwan – calcare la mano sui difetti del suo eroe fino a metterlo in buona luce, ovvero, renderlo così orribile da sembrare piacevole – riesce fino a metà. Perché Barney ci stava simpatico a causa dei suoi difetti, certo, ed è vero che erano i lati negativi a trasformarlo in una potenza della natura, ma Richler non aveva paura di farci vedere anche le sue qualità, il cuore buono immerso in quella palude discutibile e informe che era il suo animo. Invece sembra che la prima preoccupazione di McEwan sia divertire, tenere alto il ritmo, inventarsi sempre nuove situazioni, mentre tutto il resto rimane un po’ sacrificato. Cura poco i suoi personaggi. Con poco amore, si direbbe. Cura poco la trama: ogni singola invenzione è riuscita, ma il tutto è poco amalgamato. A volte il salto è così brusco che non sembra di leggere un capitolo di un libro, ma di guardare un episodio di una serie tv. Tra le altre cose che funzionano poco, il titolo e la cover (non rispecchiano lo spirito del libro) e la centralità che ha il tema dell’energia solare all’interno del romanzo. L’autore rimane sempre indeciso sul da farsi: da una parte vorrebbe appesantire il tono leggero delle sue pagine con qualche vera riflessione sulle problematiche ambientali, dall’altra si avverte un sapore di improvvisazione e faciloneria nell’affrontare certi temi. In certi passaggi si usano parole in libertà e supercazzole che paiono davvero improbabili sulle labbra di un premio Nobel, per quanto incompetente e cialtrone. Questi difetti oscurano solo in parte la forza di alcune pagine: quando tutto funziona – quando il protagonista viene calato in una situazione che gli permette di sfoderare la sua amabile capacità di essere sempre fuori luogo, e quando i personaggi di contorno sono funzionali al meccanismo comico – si raggiungono dei picchi davvero alti. La scena con l’orso bianco nella spedizione al Polo non la dimenticherò facilmente, per dirne una.
    Insomma, 3 stelle. Buona qualità media, potenzialità non del tutto sfruttate. Quando fa ridere, Solar strappa risate come La versione di Barney; per tutto il resto gli rimane sotto, e parecchio.

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  • 4

    energie alternative spese alla solita vecchia maniera

    Michael Beard è un premio Nobel che vive di rendita sul suo passato glorioso, è un personaggio sgradevole, tignoso, di quelli inglesi vecchio stampo con la scopa nel sedere e la spocchia immotivata di ...continue

    Michael Beard è un premio Nobel che vive di rendita sul suo passato glorioso, è un personaggio sgradevole, tignoso, di quelli inglesi vecchio stampo con la scopa nel sedere e la spocchia immotivata di chi ce l'ha fatta e non sa nemmeno lui come, oltretutto ha avuto cinque mogli che ha sempre tradito, pur non essendo una bellezza ha avuto fortuna, ma lui questo non lo sa...lui pensa che una deroga qua e una là non facciano di lui lo stronzo anaffettivo che invece tutte le sue donne dicono che sia...come non bastasse è un disonesto e manda in galera un poveraccio con un'accusa di omicidio, per il solo fatto che questi è stato l'amante della sua quinta e tradita moglie...nel complesso per questo personaggio non è certo facile provare empatia, e non è quello che McEwan chiede al lettore, o forse solo un pochino, negli scivoloni umani, troppo umani che questo ometto ogni tanto prende...e la fine che si merita avverrà fuori campo, essendo inglese McEwan ci risparmia lo strazio degli accapigliamenti tra le sue ultime due donne e l'infarto che sappiamo lo raggiungerà dopo l'ennesima deroga alcolico/alimentare...tutto sommato un libro divertente, di quelli che fanno riflettere sulla differenza tra quel che siamo e quello che pensiamo di essere...
    ps. la scena del congelamento e quella delle patatine sul treno sono da antologia...

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Questo fa parte della categoria dei libri in cui non sono capace di dare un giudizio obiettivo, perché mi sta troppo antipatico il personaggio principale. Un uomo sgradevole sotto ogni punto di vista ...continue

    Questo fa parte della categoria dei libri in cui non sono capace di dare un giudizio obiettivo, perché mi sta troppo antipatico il personaggio principale. Un uomo sgradevole sotto ogni punto di vista: pur essendo un premio nobel per la fisica, vive di rendita, dandosi alla politica e guadagnando un tantissimo per sperperare i soldi dei contribuenti in un fallimentare progetto ecologico. Il laido individuo, non contento, continua a sposarsi tradendo le mogli e le amanti. Ruba il lavoro a un giovane genio, guadagnandoci fior di soldi in brevetti. Visto che il giovane genio, che comunque è amante della sua ultima moglie, muore per un incidente, riesce a far incolpare per l'omicidio un altro amante della sua ultima moglie. Per finire, essendo completamente sregolato, vive nel disordine (quando non ha la cornuta di turno che si occupa di lui) nella sporcizia, non fa attenzione né al cibo né alla salute. Finirà (giustamente: non speravo altro!!) in tragedia: finiti i soldi, l'esperimento della sua vita distrutto, una malattia mortale, due amanti infuriate di cui una madre di sua figlia. Alla fine solo la bambina è troppo piccola e ingenua per disprezzarlo.

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  • 2

    la prima parte del libro mi è quasi piaciuta forse nella speranza che giungesse a una svolta o a un'evoluzione del ragionamento del protagonista, invece il susseguirsi dell'amarezza assoluta e della n ...continue

    la prima parte del libro mi è quasi piaciuta forse nella speranza che giungesse a una svolta o a un'evoluzione del ragionamento del protagonista, invece il susseguirsi dell'amarezza assoluta e della negatività del personaggio senza via di scampo dal suo pensiero senza alcuna evoluzione mi hanno delusa fino alla fine ....

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