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Solar

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Publisher: Nan A. Talese

3.4
(1702)

Language:English | Number of Pages: 287 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Portuguese , Italian , Spanish , Catalan , French , German , Polish , Czech , Dutch

Isbn-10: 0385533411 | Isbn-13: 9780385533416 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Softcover and Stapled , eBook , Audio CD , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science & Nature

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Book Description
The literary event of the summer: a new novel from Ian McEwan, as surprising as
it is masterful. Michael Beard is a Nobel prize–winning physicist whose best ...
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  • 2

    Niente da fare. L'amore tra me e Mc Ewan è di quelli destinati a non scoccare mai. Allora perché mi ostino a leggerlo? Eh, perché è uno degli autori che più spesso fa la corte alla scienza, e le mie r ...continue

    Niente da fare. L'amore tra me e Mc Ewan è di quelli destinati a non scoccare mai. Allora perché mi ostino a leggerlo? Eh, perché è uno degli autori che più spesso fa la corte alla scienza, e le mie ricerche di questo si occupano. Però però... Al di là del fatto che, anche in questo romanzo, la fisica è più uno sfondo variopinto che un soggetto reale (e questa è la libera scelta dell'autore, intendiamoci), ho trovato il libro scialbo e squallido. Vorrebbe far ridere, o comunque dimostrare arguzia e ironia, e finisce solo per disamorare dai personaggi e dalla storia. I libri di Mc Ewan che ho letto finora, mi lasciano sempre in bocca il gusto di qualcosa scritto così per fare, senza alcuna necessità alla base, senza spinta emotiva, etica, di senso. Pagine gradevoli che, una volta lette, sembrano volare via e disperdersi senza rumore nel vuoto.

    said on 

  • 3

    La versione del professore

    Solar di McEwan: un altro di quei libri che da sempre mi guardavano dalla libreria e da sempre snobbavo. Fino a un paio di settimane fa. Non ne sapevo neppure la trama, e devo confessare che era sopra ...continue

    Solar di McEwan: un altro di quei libri che da sempre mi guardavano dalla libreria e da sempre snobbavo. Fino a un paio di settimane fa. Non ne sapevo neppure la trama, e devo confessare che era soprattutto la cover a tenermi lontano: una palla arancione in campo nero. Più da saggio di divulgazione che da romanzo. E invece è un romanzo, e pure bello. Sintetizzando al massimo: Solar è La versione di Barney con un protagonista un po’ meno memorabile, con dei personaggi di contorno un po’ meno azzeccati, con uno sviluppo della trama un po’ meno armonioso.
    Vediamo nel dettaglio.
    Incominciamo dal protagonista. Il professor Michael Beard è un uomo spregevole, che ha tutti i vizi del più abietto uomo della strada, coniugati però alla supponenza e all’alterigia del premio Nobel per la fisica. Insomma, una creatura disgustosa, un protagonista umano, troppo umano, fino all’eccesso. Beve troppo, mangia troppo, scopa troppo, non riesce a rispettare nessuno, ha vinto un Nobel in gioventù ma ha poi completamente trascurato la professione e adesso vive grazie al ricordo della sua fama e a mille sotterfugi, alcuni addirittura criminali. L’operazione di McEwan – calcare la mano sui difetti del suo eroe fino a metterlo in buona luce, ovvero, renderlo così orribile da sembrare piacevole – riesce fino a metà. Perché Barney ci stava simpatico a causa dei suoi difetti, certo, ed è vero che erano i lati negativi a trasformarlo in una potenza della natura, ma Richler non aveva paura di farci vedere anche le sue qualità, il cuore buono immerso in quella palude discutibile e informe che era il suo animo. Invece sembra che la prima preoccupazione di McEwan sia divertire, tenere alto il ritmo, inventarsi sempre nuove situazioni, mentre tutto il resto rimane un po’ sacrificato. Cura poco i suoi personaggi. Con poco amore, si direbbe. Cura poco la trama: ogni singola invenzione è riuscita, ma il tutto è poco amalgamato. A volte il salto è così brusco che non sembra di leggere un capitolo di un libro, ma di guardare un episodio di una serie tv. Tra le altre cose che funzionano poco, il titolo e la cover (non rispecchiano lo spirito del libro) e la centralità che ha il tema dell’energia solare all’interno del romanzo. L’autore rimane sempre indeciso sul da farsi: da una parte vorrebbe appesantire il tono leggero delle sue pagine con qualche vera riflessione sulle problematiche ambientali, dall’altra si avverte un sapore di improvvisazione e faciloneria nell’affrontare certi temi. In certi passaggi si usano parole in libertà e supercazzole che paiono davvero improbabili sulle labbra di un premio Nobel, per quanto incompetente e cialtrone. Questi difetti oscurano solo in parte la forza di alcune pagine: quando tutto funziona – quando il protagonista viene calato in una situazione che gli permette di sfoderare la sua amabile capacità di essere sempre fuori luogo, e quando i personaggi di contorno sono funzionali al meccanismo comico – si raggiungono dei picchi davvero alti. La scena con l’orso bianco nella spedizione al Polo non la dimenticherò facilmente, per dirne una.
    Insomma, 3 stelle. Buona qualità media, potenzialità non del tutto sfruttate. Quando fa ridere, Solar strappa risate come La versione di Barney; per tutto il resto gli rimane sotto, e parecchio.

    said on 

  • 4

    energie alternative spese alla solita vecchia maniera

    Michael Beard è un premio Nobel che vive di rendita sul suo passato glorioso, è un personaggio sgradevole, tignoso, di quelli inglesi vecchio stampo con la scopa nel sedere e la spocchia immotivata di ...continue

    Michael Beard è un premio Nobel che vive di rendita sul suo passato glorioso, è un personaggio sgradevole, tignoso, di quelli inglesi vecchio stampo con la scopa nel sedere e la spocchia immotivata di chi ce l'ha fatta e non sa nemmeno lui come, oltretutto ha avuto cinque mogli che ha sempre tradito, pur non essendo una bellezza ha avuto fortuna, ma lui questo non lo sa...lui pensa che una deroga qua e una là non facciano di lui lo stronzo anaffettivo che invece tutte le sue donne dicono che sia...come non bastasse è un disonesto e manda in galera un poveraccio con un'accusa di omicidio, per il solo fatto che questi è stato l'amante della sua quinta e tradita moglie...nel complesso per questo personaggio non è certo facile provare empatia, e non è quello che McEwan chiede al lettore, o forse solo un pochino, negli scivoloni umani, troppo umani che questo ometto ogni tanto prende...e la fine che si merita avverrà fuori campo, essendo inglese McEwan ci risparmia lo strazio degli accapigliamenti tra le sue ultime due donne e l'infarto che sappiamo lo raggiungerà dopo l'ennesima deroga alcolico/alimentare...tutto sommato un libro divertente, di quelli che fanno riflettere sulla differenza tra quel che siamo e quello che pensiamo di essere...
    ps. la scena del congelamento e quella delle patatine sul treno sono da antologia...

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Questo fa parte della categoria dei libri in cui non sono capace di dare un giudizio obiettivo, perché mi sta troppo antipatico il personaggio principale. Un uomo sgradevole sotto ogni punto di vista ...continue

    Questo fa parte della categoria dei libri in cui non sono capace di dare un giudizio obiettivo, perché mi sta troppo antipatico il personaggio principale. Un uomo sgradevole sotto ogni punto di vista: pur essendo un premio nobel per la fisica, vive di rendita, dandosi alla politica e guadagnando un tantissimo per sperperare i soldi dei contribuenti in un fallimentare progetto ecologico. Il laido individuo, non contento, continua a sposarsi tradendo le mogli e le amanti. Ruba il lavoro a un giovane genio, guadagnandoci fior di soldi in brevetti. Visto che il giovane genio, che comunque è amante della sua ultima moglie, muore per un incidente, riesce a far incolpare per l'omicidio un altro amante della sua ultima moglie. Per finire, essendo completamente sregolato, vive nel disordine (quando non ha la cornuta di turno che si occupa di lui) nella sporcizia, non fa attenzione né al cibo né alla salute. Finirà (giustamente: non speravo altro!!) in tragedia: finiti i soldi, l'esperimento della sua vita distrutto, una malattia mortale, due amanti infuriate di cui una madre di sua figlia. Alla fine solo la bambina è troppo piccola e ingenua per disprezzarlo.

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  • 2

    la prima parte del libro mi è quasi piaciuta forse nella speranza che giungesse a una svolta o a un'evoluzione del ragionamento del protagonista, invece il susseguirsi dell'amarezza assoluta e della n ...continue

    la prima parte del libro mi è quasi piaciuta forse nella speranza che giungesse a una svolta o a un'evoluzione del ragionamento del protagonista, invece il susseguirsi dell'amarezza assoluta e della negatività del personaggio senza via di scampo dal suo pensiero senza alcuna evoluzione mi hanno delusa fino alla fine ....

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    與近期看過的作者比較,Ian McEvan不如Jeffrey Archer般節奏明快,文筆也不如Alice Munro般優雅恬淡。他是打算寫出很可笑的劇情,但在營造氣氛上拖得太長,結果笑點最後出現時,我反而忽略了(或許是我剛巧在地鐵上精神不太集中),譬如Michael Beard吃掉對面青年的薯片後,才發現自己那包還在西裝口袋裡,我第一次看時不知怎的竟然看漏了。還有他在雪地上小便後有些甚麼東西掉進 ...continue

    與近期看過的作者比較,Ian McEvan不如Jeffrey Archer般節奏明快,文筆也不如Alice Munro般優雅恬淡。他是打算寫出很可笑的劇情,但在營造氣氛上拖得太長,結果笑點最後出現時,我反而忽略了(或許是我剛巧在地鐵上精神不太集中),譬如Michael Beard吃掉對面青年的薯片後,才發現自己那包還在西裝口袋裡,我第一次看時不知怎的竟然看漏了。還有他在雪地上小便後有些甚麼東西掉進褲管裡,後來到了郵輪上脫衣時,同行的女藝術家替他拾起來,還說相信是潤唇膏,我到現在還是搞不懂那是啥。

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  • 3

    Ironico, intelligente ma amaro... amaro...amaro. Boh! forse non era il momento giusto per leggerlo, d'altro canto io sono una che i film di Paolo Villaggio, tranne qualche spezzone, mettono tristezza ...continue

    Ironico, intelligente ma amaro... amaro...amaro. Boh! forse non era il momento giusto per leggerlo, d'altro canto io sono una che i film di Paolo Villaggio, tranne qualche spezzone, mettono tristezza o al massimo m'incazzo per le sfortune del povero ragioniere; si sembra un discorso strano ma vi assicuro che c'entra anche se il protagonista non è uno sfortunato ragioniere ma un premio Nobel simil furbastro.

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  • 4

    Ho letto quasi tutti i libri di Jan McEwan, ed anche se " Espiazione", mi è piaciuto molto, leggendo questo romanzo mi sono divertita molto, simpaticissimo, bastardo, protagonista. Mi ha ricordato Bar ...continue

    Ho letto quasi tutti i libri di Jan McEwan, ed anche se " Espiazione", mi è piaciuto molto, leggendo questo romanzo mi sono divertita molto, simpaticissimo, bastardo, protagonista. Mi ha ricordato Barney ( La versione di Barney ); altro libro che tengo in libreria e consiglio come ottima lettura.

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  • 2

    Non è un gran libro. Sul giudizio finale, ero indeciso fra le 2 e le 3 stelle: hanno prevalso le 2 perché, anche se è scritto bene e si fa leggere abbastanza appassionatamente, è il classico libro che ...continue

    Non è un gran libro. Sul giudizio finale, ero indeciso fra le 2 e le 3 stelle: hanno prevalso le 2 perché, anche se è scritto bene e si fa leggere abbastanza appassionatamente, è il classico libro che a fine lettura non lascia traccia di sé. Il che significa che non è né memorabile in certe sue riflessioni, né particolarmente attraente e magnetico nella trama. Niente di straordinario, insomma.

    La scrittura di McEwan, va detto, è piuttosto ricercata, molto lontana da certa cattiva prosa da thriller, nonostante sia questo alla fin fine il genere che più s'avvicina al romanzo. Genere a cui il romanzo si avvicina, ma non raggiunge mai, così come altri che via via si accavallano l'uno sull'altro (romanzo psicologico, saggio di speculazione scientifica).

    Né carne né pesce quindi.

    Il protagonista è ben tratteggiato nella sua mediocre meschinità, nonostante si tratti addirittura di un premio Nobel per la fisica; la trama scorre, piace a momenti, assai meno in altri (interi episodi - il lungo resoconto della spedizione nell'Artico e altri intermezzi minori - sembrano appendici fatte crescere per aumentare il volume del libro e senza altro scopo).

    Dalle recensioni di altri romanzi, pare che Mc Ewan meriti comunque un'altra chance (trattandosi della mia prima lettura di opere sue).

    Detto ciò, questo non è certamente un libro che passerà alla storia né il miglior romanzo da cui cominciare a scoprire questo autore.

    said on 

  • 2

    Se avete qualche buona nozione di fisica o l'avete studiata ad un buon livello, questo romanzo potrebbe essere estremamente irritante. Tutta la storia ruota infatti intorno al professor Michael Beard, ...continue

    Se avete qualche buona nozione di fisica o l'avete studiata ad un buon livello, questo romanzo potrebbe essere estremamente irritante. Tutta la storia ruota infatti intorno al professor Michael Beard, premio Nobel per la fisica che ha vinto il prestigioso premio per aver sviluppato una teoria che non si può spiegare e che non si può capire. Eppure questa benedetta "coflazione" viene citata innumerevoli volte nel corso della storia, e alla fine del libro possiamo pure leggere la presentazione del suo lavoro fatta dall'Accademia Svedese. Ma a che serve? Che cosa spiega? Impossibile capirlo. Essendo una teoria di pura finzione, McEwan pensa che basti buttare lì qualche buzzword e tanto basterà al lettore medio per accettare che il protagonista è un genio della scienza.

    In realtà, la parte "scientifica" della storia è affrontata con grande superficialità. Quello che McEwan racconta in 350 pagine è la storia di uno scienziato che è ammirato per il suo lavoro intellettuale ma conduce una vita privata all'insegna di vizi, debolezze, scorrettezze tutto condito con basso senso morale e grande egoismo. E' un ritratto che si addice a molti scienziati veri (Einstein per esempio non fu mai un marito e padre esemplare) ma alla fine conoscere le debolezze personali di un genio toglie qualcosa al suo valore scientifico?

    Infine, il vero punto debole del romanzo è il fatto di essere noioso. Intere parti del libro - la spedizione nell'Artico per esempio - non aggiungono nulla di sostanziale alla storia, ma sembrano messe lì per allungare il brodo. Di sicuro ho letto libri migliori di McEwan.

    said on 

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