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Solaris

Urania Classici 159

Di

Editore: Mondadori (Urania Classici)

4.2
(1313)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 220 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Giapponese , Finlandese , Portoghese , Polacco , Russo , Chi tradizionale , Norvegese , Olandese , Svedese , Turco

Isbn-10: A000020298 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    PsicoSci-FI

    Un libro nuovo, di uno stampo completamente a me ignoto. Stanislaw Lem, un autore su cui mi sono documentato soltanto dopo aver letto il libro in questione, sembra aver messo in questa opera il succo del suo essere. Come la Le Guin, la fantascienza sembra quasi più una scusa per mettere in campo ...continua

    Un libro nuovo, di uno stampo completamente a me ignoto. Stanislaw Lem, un autore su cui mi sono documentato soltanto dopo aver letto il libro in questione, sembra aver messo in questa opera il succo del suo essere. Come la Le Guin, la fantascienza sembra quasi più una scusa per mettere in campo la propria materia, che in questo caso è l'agnosticismo, la psiche, la razionalità e i meandri dell'ES più profondo. Non è in questa sede che dirò nulla sulla trama del libro, che pure non perderebbe un grammo del suo valore. Un'opera che tiene attaccati alla pagina e che non merita le 5 stelle forse solo a causa di una (probabilmente) inevitabile non fine e un respiro breve per i miei gusti.

    ha scritto il 

  • 4

    "ma ... potevano chimarsi pensiero i processi che si svolgevano nell'oceano? una montagna è solo una pietra enorme? un pianeta è una montagna immensa?"


    "allora ho capito che, qualunque cosa io faccia, sarà lo stesso; voglia o non voglia, per te deve essere una tortura. forse qualcosa di pe ...continua

    "ma ... potevano chimarsi pensiero i processi che si svolgevano nell'oceano? una montagna è solo una pietra enorme? un pianeta è una montagna immensa?"

    "allora ho capito che, qualunque cosa io faccia, sarà lo stesso; voglia o non voglia, per te deve essere una tortura. forse qualcosa di peggio, poiché gli strumenti di tortura sono passivi e innocenti, come le pietre che possono cadere e ammazzare. ma uno strumento di tortura che ti ama e ti vuole bene ... veramente non riesco a immaginarmelo"

    ha scritto il 

  • 4

    "L'uomo era andato incontro ad altri mondi e ad altre civiltà senza conoscere fino in fondo i propri anfratti, i propri vicoli ciechi, le proprie voragini e le proprie nere morte sbarrate." (p. 232)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Forse due, forse tre, forse quattro stelline.

    Sinceramente non sono sicura che questo libro mi sia piaciuto.
    Ho adorato l'idea di qusto solitario pianeta con due soli di colori differenti, avvolto in uno strano ed imperscrutabile mare gelatinoso dalle mille forme. Mi ha fatto molto pensare questo suo "contatto" con gli uomini tramite l ...continua

    Sinceramente non sono sicura che questo libro mi sia piaciuto.
    Ho adorato l'idea di qusto solitario pianeta con due soli di colori differenti, avvolto in uno strano ed imperscrutabile mare gelatinoso dalle mille forme. Mi ha fatto molto pensare questo suo "contatto" con gli uomini tramite la materializzazione di qualcuno in un certo qual modo loro caro.
    Purtroppo i personaggi sono estremamente antipatici (Kelvin e Sartorius) o tratteggiati un po' a catso (Snaut) e hanno un comportamento che io ho personalmente odiato. Mi spiego: vivono in una base su un remoto pianeta che nessuno è ancora riuscito a capire, ad un certo punto ricevono la visita di qualcuno che non dovrebbe, non potrebbe, essere lì e anzichè condividere l'esperienza, anzichè fare "brainstorming" sulla situazione e sulle sue implicazioni (filosofiche ma anche più pratiche) decidono semplicemente di isolarsi, di nascondersi, di non farsi vedere. Capisco che la situazione che vivono i personaggi sia psicologicamente destabilizzante, che il libro sia stato scritto in un'epoca in cui i social network non esistevano e quindi condividere la propria vita con altri non fosse così naturale, però rimane un comportamento che non capisco. In fondo stiamo parlando di scienziati, professionisti preparati che sono sul pianeta per studiarlo e stabilire un contatto con l'entità che ci vive e cosa sono quelle "persone", quelle repliche impossibili, se non un contatto?
    Harey, invece, mi è piaciuta molto, mi sono piaciuti la sua presa di coscienza, il suo senso di smarrimento, inadeguatezza, le decisioni che ha il coraggio di prendere, il suo amore disperato. Davvero un personaggio ben riuscito, l'unico che abbia un'evoluzione interessante.
    Ci sono, nel libro, due capitoli killer che parlano solamente di Solaristica e sono di una noia mortale. Non mi vergogno a dire che una volta capita l'antifona li ho saltati a pié pari.
    Purtroppo non è questa la fantascienza che mi fa palpitare il cuore.

    ha scritto il 

  • 3

    Dice bene la quarta di copertina: capolavoro di fantascienza filosofica. Anzi la fantascienza è quasi un pretesto per profonde e mai banali analisi filosofiche e metafisiche. Nulla a che vedere con il film del "mistico" Tarkovskij, che non ha capito nulla del libro, e dello insulso Soderbergh. ...continua

    Dice bene la quarta di copertina: capolavoro di fantascienza filosofica. Anzi la fantascienza è quasi un pretesto per profonde e mai banali analisi filosofiche e metafisiche. Nulla a che vedere con il film del "mistico" Tarkovskij, che non ha capito nulla del libro, e dello insulso Soderbergh.

    ha scritto il 

  • 4

    為什麼不同情《索拉力星》的擬人?

    微中子人如此像人,卻不是人,而是「擬人」,那「人」究竟是什麼?如果思想、情感和記憶無法使微中子人成為「人」的話,那是什麼讓諾斯特、薩托琉斯,還有凱文之所以為「人」?

    我讀完小說《索拉力星》後一直想著這些無解的問題。

    http://dejamisvu.weebly.com/f-i-c-t--o-n-23567-35498/solaris

    ha scritto il 

  • 5

    abbiamo un problema Houston (cit.)

    ad essere sinceri ne abbiamo più di uno
    ma gravitano tutti attorno ad una sola cosa: uno stramaledetto insondabile pianeta
    Solaris
    il corpus della Solaristica è sterminato
    gli studi vanno avanti da decenni
    è stato colo ...continua

    abbiamo un problema Houston (cit.)

    ad essere sinceri ne abbiamo più di uno
    ma gravitano tutti attorno ad una sola cosa: uno stramaledetto insondabile pianeta
    Solaris
    il corpus della Solaristica è sterminato
    gli studi vanno avanti da decenni
    è stato colonizzato da fior di scienziati
    osservato, scandagliato, fotografato, registrato
    in ultimo si è persino ricorso all'invio di uno psicologo (!)
    tutto inutile
    un fallimento
    non è stato possibile dominare quello spazio (?) dove, come terrestri, siamo andati per conquistare - la verità è che cerchiamo soltanto la gente. Non abbiamo bisogno di altri mondi, ma di specchi.

    è un pianeta che si fatica anche a descrivere, a interpretare; ha l'aspetto di un oceano in continua trasformazione, a volte si antropomorfizza; potrebbe essere un'Intelligenza Artificiale e si è pensato che sia in grado di materializzare i desideri e le paure inconsce; tutto questo angoscia terribilmente

    si è considerata anche la situazione inversa, che sia Solaris a condurre esperimenti sui terrestri nel tentativo di stabilire un contatto; ipotesi ancor più disperante, data l'apertura mentale degli esseri umani nei confronti dei loro simili (vedi alla voce discriminazione per: luogo di origine, razza, sesso, età, cultura, religione, etc., etc., etc.)

    non c'è la Soluzione; sta a noi

    Lem affascina, spaventa, crea suspense, commuove, fa riflettere ma lascia aperte le porte del labirinto della mente, perché sa che il problema non è entrare o uscire, quanto perdersi irrimediabilmente e spera che il lettore capisca quanto semplice sarebbe invece gironzolare a proprio agio, se solo si abbattessero tutti i muri

    ha scritto il 

  • 5

    Libro meraviglioso. Sorprendente e meraviglioso.


    Solaris è un pianeta in orbita attorno a due soli (uno rosso e uno blu) la cui superficie è quasi interamente coperta da quello che all’apparenza è un nero oceano, ma che in realtà è un unico smisurato essere vivente e pensante (anche se su ...continua

    Libro meraviglioso. Sorprendente e meraviglioso.

    Solaris è un pianeta in orbita attorno a due soli (uno rosso e uno blu) la cui superficie è quasi interamente coperta da quello che all’apparenza è un nero oceano, ma che in realtà è un unico smisurato essere vivente e pensante (anche se su livelli di coscienza imperscrutabili) in grado di materializzare il contenuto della mente umana. Il protagonista, uno psicologo in missione sulla stazione scientifica di Solaris, incontra qui nuovamente la moglie Harey, suicidatasi dieci anni prima. Questa Harey è solo una copia perfetta dell’originale, una copia inizialmente inconsapevole di esserlo, ma che lentamente e confusamente prende coscienza della sua natura di duplicato, un po’ come accade a Rachel, la replicante di Blade Runner. Il mistero dell’identità e il dramma della perdita rappresentano il cuore del libro. Più in generale la fantascienza di Lem è sempre lo specchio di meditazioni filosofiche più che il pretesto per un semplice spettacolo della fantasia: l’esplorazione dello spazio cosmico è allegoria di quella dello spazio interiore, della ricerca di un’altrove metafisico. Kubrick è lì dietro l’angolo.

    Lem alterna nel libro momenti letterari diversi. Gli eventi che accadono nel claustrofobico contesto della stazione spaziale sono raccontati quasi in bianco e nero, con grande sobrietà ed estrema attenzione per la dimensione psicologica. Ricordano certo cinema di fantascienza d’altri tempi, che compensava, con un espediente tutto teatrale, la povertà di mezzi visivi con la suggestione delle parole e di pochissimi oggetti quasi simbolici (come i fondali di rocce clamorosamente di cartapesta contro un cielo innaturalmente rosso in certi vecchi episodi di Star Trek). Un notevole rigore scientifico, per cui nessun particolare viene lasciato al caso o trattato con superficialità, controbilancia certi anacronismi, inevitabili per un libro del 1961 (sulla stazione, ad esempio, gli strumenti sono valvolari, i registratori a nastro e i libri, ma che assurdità, di carta). In altri passaggi invece mette in scena una sorprendente e ricchissima orgia visionaria, come nel memorabile capitolo in cui descrive le impressionanti ed incomprensibili architetture organiche che l’oceano plasmatico continuamente crea e distrugge senza apparente ragione. In questi passaggi il romanzo è senza freni, onirico, immaginifico e delirante.

    Di quest’opera, nota per le trasposizioni cinematografiche di Tarkovskij (1972) e Soderbergh (2002), Sellerio propone la prima (ottima) traduzione integrale in italiano dall’edizione originale polacca.

    Prima di leggerlo immaginavo che Solaris fosse semplicemente una suggestiva opera di fantascienza mentre invece è, semplicemente, grande letteratura.

    ha scritto il 

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