Solaris

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Publisher: Minotauro

4.1
(2312)

Language: Español | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , French , Catalan , German , Italian , Japanese , Finnish , Portuguese , Polish , Russian , Chi traditional , Norwegian , Dutch , Swedish , Turkish

Isbn-10: 8445073559 | Isbn-13: 9788445073551 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    有趣的是,萊姆的小說裡並沒有提到任何一幅畫,但在電影裡,空間卻充滿了塔可夫斯基慣用的繪畫象徵╱符號,小說提供的空間,成為塔可夫斯基能夠加以發揮的畫布。

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  • 5

    "We have no need of other worlds. We need mirrors."

    Un saggio di filosofia sul concetto di identità e i suoi labili confini, sulla limitatezza dell'uomo e sulla sua paura ancestrale nei confronti dell'ignoto; il tutto mascherato in una cornice fantasci ...continue

    Un saggio di filosofia sul concetto di identità e i suoi labili confini, sulla limitatezza dell'uomo e sulla sua paura ancestrale nei confronti dell'ignoto; il tutto mascherato in una cornice fantascientifica scura e incredibilmente minuziosa, degna del miglior Dick.

    Una piccola perla, insomma.

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  • 5

    Un gruppo di scienziati, dedito allo studio di una forma di vita aliena di dimensioni letteralmente planetarie, viene improvvisamente tormentato da copie di esseri umani scaturiti dai loro ricordi. So ...continue

    Un gruppo di scienziati, dedito allo studio di una forma di vita aliena di dimensioni letteralmente planetarie, viene improvvisamente tormentato da copie di esseri umani scaturiti dai loro ricordi. Solaris è tante cose: un romanzo sulla ricerca di comunicazione, un trattato di xenobiologia, una riflessione profonda sulla psiche umana e sull'arroganza che ci contraddistingue come razza. Più di tutto però, è un indiscusso capolavoro della fantascienza.

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  • 5

    Il misterioso pianeta Solaris

    Capolavoro in assoluto della fantascienza filosofica.
    Era il 1961 quando lo scrittore, filosofo e scienziato Stanislaw Lem pubblicò Solaris. La vasta cultura dell’Autore, candidato al premio Nobel, tr ...continue

    Capolavoro in assoluto della fantascienza filosofica.
    Era il 1961 quando lo scrittore, filosofo e scienziato Stanislaw Lem pubblicò Solaris. La vasta cultura dell’Autore, candidato al premio Nobel, traspare in ogni riga, e il romanzo rimane attuale come ogni classico che si rispetti. La solida preparazione scientifica rende credibili le dispute accademiche, le rappresentazioni degli ambienti, delle apparecchiature e degli strumenti. Gli eventi sono narrati con toni minimalisti, senza indugiare su dettagli superflui che a distanza di anni potrebbero apparire sorpassati o involontariamente comici. Le previsioni sul futuro della conquista dello spazio sono verosimili; addirittura si prefigurano stazioni spaziali, videotelefoni, elenchi telematici simili a pagine di internet. I dibattiti accademici, i problemi tecnici, le aspettative della gente riguardo la colonizzazione di Solaris sono analoghi a quelli che oggi interessano la conquista di Marte.
    Le vicende che si svolgono sul pianeta Solaris sono tuttavia un pretesto o un mezzo per far riflettere su temi filosofici. Fin dalle prime pagine il lettore viene immerso in un’atmosfera opprimente e cupa; razzi e astronavi attraversano lo spazio, si accenna alla colonizzazione della galassia eppure la mente umana e le sue imprevedibili reazioni rimangono un mistero insondabile.
    I resoconti delle esplorazioni e delle teorie sviluppate nel corso dei decenni possono apparire lenti, forse noiosi, ma sono necessari per fornire verosimiglianza e sottolineare il clima cupo che grava sugli astronauti
    Stupefacente, a dir poco, è la descrizione della superficie fluida e delle formazioni di plasma pulsante che animano l’oceano vivente.
    Solaris, come si sarà intuito, non è un libro facile. La lettura è leggermente compromessa da una traduzione non proprio agile, costantemente in bilico tra l’arditezza e l’approssimazione. Ma l’atmosfera estraniante – alienante – non ne risente, riuscendo forse proprio amplificata da certi accostamenti di termini in grado di evocare immagini e suggestioni ataviche. Per ammissione del suo autore, dopotutto, questo è forse il suo romanzo più inspiegabile, prodotto di un autentico processo inconscio. La tematica del rapporto tra la scienza e la tecnologia, e tra la tecnologia e la conoscenza, l’indagine dei meccanismi sottesi ai processi cognitivi sono, come già accennato, i motivi ricorrenti della produzione di Lem. In questo caso la speculazione è approfondita dall’esame dei risvolti psicologici di una situazione ai confini della comprensibilità e dell’umana tolleranza. La precarietà della condizione umana, l’incomunicabilità e l’esilità dei rapporti trapelano dalle pagine e le elevano ad un livello di universalità ineccepibile. E l’ossessione per il doppio, per il riflesso della realtà, anticipa di un decennio la lezione dickiana.

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  • 4

    Se Asimov è un ingegnere della fantascienza per il modo in cui tratta la filosofia che ne sta alle spalle, Lem, con questo libro, lo supera, diventando un ignegnere dell'animo umano. Con intento descr ...continue

    Se Asimov è un ingegnere della fantascienza per il modo in cui tratta la filosofia che ne sta alle spalle, Lem, con questo libro, lo supera, diventando un ignegnere dell'animo umano. Con intento descrittivo e senza dare risposte viviseziona, più che raccontare, ma lo fa riuscendo a creare una tensione difficilmente spiegabile, un senso di attesa per qualcosa che, si intuisce, non arriverà mai. La scrittura comunque è molto diversa da quella di Asimov, meno secca, ma anche più eccessiva, a volte oltre l'accettabile. Ma il libro che ne esce è qualcosa di enorme.

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  • 4

    Più che un romanzo, un trattato di filosofia e antropologia

    Il soggetto è veramente originale e suggestivo: un pianeta con un unico "abitante", un oceano "vivo" che però non risponde alle leggi fisiche che l'uomo conosce e con il quale è impossibile comunicare ...continue

    Il soggetto è veramente originale e suggestivo: un pianeta con un unico "abitante", un oceano "vivo" che però non risponde alle leggi fisiche che l'uomo conosce e con il quale è impossibile comunicare. L'incipit è veramente eccezionale e l'inizio e la fine del romanzo sono veramente belli. In mezzo però di storia ce n'è veramente poca, e i dialoghi sono spesso troncati e le frasi lasciate cadere nel vuoto, veramente difficili da seguire. Alcune parti sono inutilmente lunghe e sterili ai fini del romanzo stesso e potevano tranquillamente essere tagliate/accorciate, ne avrebbe guadagnato la facilità di lettura. Di contro però abbiamo una disamina approfondita di una serie di concetti sull'uomo, sulla sua evoluzione e sui suoi limiti veramente interessanti e molto approfonditi. Di spunti di riflessione ce ne sono parecchi, ma a me è sembrato più un trattato di filosofia e antropologia che un vero e proprio romanzo. Da leggere sicuramente, ma mi aspettavo qualche cosa di diverso. Come voto gli darei 3 stelle e mezza

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