Solaris

Di

Editore: Mondadori (Oscar scrittori del Novecento)

4.1
(2200)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 245 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Giapponese , Finlandese , Portoghese , Polacco , Russo , Chi tradizionale , Norvegese , Olandese , Svedese , Turco

Isbn-10: 8804510471 | Isbn-13: 9788804510475 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Eva Bolzoni

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Il pianeta Solaris è formato da un unico immenso oceano e sembra possedere strani poteri. Può penetrare nelle menti degli astronauti che lo stanno studiando, evocare immagini del loro passato, dare una vita propria alle stesse immagini, dimostrando un'intelligenza superiore. Ma, si chiedono i protagonisti della missione, è possibile instaurare con il pianeta una comunicazione? Dal romanzo è tratto il film di Steven Soderbergh con George Clooney.
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  • 3

    "Non abbiamo bisogno di altri mondi, ma di specchi"

    Leggo: libro di fantascienza e automaticamente passo oltre, puro preconcetto.
    Come i bambini di fronte agli spinaci... O me medesima di fronte ad un piatto di fegato o interiora... Non mi piace, mi si ...continua

    Leggo: libro di fantascienza e automaticamente passo oltre, puro preconcetto.
    Come i bambini di fronte agli spinaci... O me medesima di fronte ad un piatto di fegato o interiora... Non mi piace, mi si gela il sangue e parto prevenuta. Ma io odio l'idea di avere preconcetti.
    E quindi devo sperimentare e capire da che cosa nasce questa repulsione...
    Ergo provo. Solaris ritenuto dagli estimatori un capolavoro (se devo dare una possibilità al genere che sia almeno qualcosa che viene ritenuto degno di nota ...)

    Quindi parto. Subito la navicella. Subito un altro pianeta, Solaris appunto. Subito i tubi e gli equipaggiamenti interstellari... Mi si rizzano tutti i peletti della braccia, ma con tenacia proseguo.

    Il romanzo vuole essere una riflessione sull'uomo e i suoi limiti. L'uomo cerca di trovare il mistero legato alla creazione in mondi lontani, pensa di riuscire a spiegare tutto per il tramite dell'approccio logico/razionale, attraverso la scienza che diventa il nuovo credo, scrive tomi ed enciclopedie grevi di deduzioni, formule e terminologia vuota e "fuffonica" sfogando la frustrazione e lo sgomento dell'ineluttabile realtà ovvero "la verità è che cerchiamo soltanto la gente. Non abbiamo bisogno di altri mondi, ma di specchi"
    Ma forse non vuol essere solo questo...

    Ah dimenticavo. C'è pure una storia d'amore. Molto particolare. Di Kevin, il protagonista, con la proiezione mentale della donna amata. O meglio con la proiezione mentale di ciò che Kevin amava della donna amata.

    "Ma non dimenticare che, sostanzialmente, lei è uno specchio dove si riflette una parte del tuo cervello. Se è meravigliosa, è perché tu ne hai un ricordo meraviglioso. Sei tu che ne hai fornito la ricetta. È un processo circolare, non dimenticarlo!"

    Ehm... Come dire, per necessità di costruzione... I personaggi hanno lo spessore di una proiezione ortogonale!

    Il romanzo vuol far riflettere e ci riesce. È sicuramente ben costruito. Forse troppo costruito per i miei gusti. Anche se il castello di artifici probabilmente è un elemento di genere. E qui oggettivamente non se ne abusa. Ma è una lettura che mi ha lasciato fredda. Non mi ha dato un guizzo, un'emozione o semplicemente una idea di cui potessi riconoscere l'originalità. Ma riproverò. Fantascienza senza navicelle però!

    ha scritto il 

  • 4

    Sorprendentemente attuale

    Oltre la fantascienza, perché è difficile sempre capire le cose che non appartengono al nostro mondo usando gli stessi strumenti che invece gli appartengono. Dal punto di vista del romanzo, a parte al ...continua

    Oltre la fantascienza, perché è difficile sempre capire le cose che non appartengono al nostro mondo usando gli stessi strumenti che invece gli appartengono. Dal punto di vista del romanzo, a parte alcune lunghe descrizioni ambientali necessariamente datate, l'idea di base e il suo svolgimento è geniale. Guardarsi dentro, con i propri drammatici errori e occasioni perdute, ed avere una anche una sola importante occasione di redenzione, sarebbe fantastico. Ma è fantascienza...

    ha scritto il 

  • 5

    il romanzo è un capolavoro, come risulta evidente alla rilettura a distanza di anni.
    L'occasione però è buona per capire un po' meglio la chiacchierata (ma anche un po' fumosa) questione della traduzi ...continua

    il romanzo è un capolavoro, come risulta evidente alla rilettura a distanza di anni.
    L'occasione però è buona per capire un po' meglio la chiacchierata (ma anche un po' fumosa) questione della traduzione integrale dal polacco apportata dalla nuova edizione Sellerio: dopo aver abbastanza sfruculiato il testo, non ho trovato differenze apprezzabili rispetto alla storica edizione Mondadori (e Nord prima ancora), che rimane più che valida. Dopo aver sfogliato pagine su pagine, sono finalmente riuscito ad individuare una frase di tre righe (tre!) mancante nella precedente versione. Direi che i possessori delle vecchie edizioni possono tranquillamente tenersele. Gli altri si accomodino.

    ha scritto il 

  • 4

    “Non abbiamo bisogno di altri mondi, ma di specchi.”

    Sorprendente romanzo, di fantascienza nella forma, ma che mescola, psicologia, filosofia, metafisica e gnoseologia. Solaris è un pianeta ai limiti dell’universo, con il quale si trovano a fare i conti ...continua

    Sorprendente romanzo, di fantascienza nella forma, ma che mescola, psicologia, filosofia, metafisica e gnoseologia. Solaris è un pianeta ai limiti dell’universo, con il quale si trovano a fare i conti gli ospiti di una navicella spaziale. Pianeta un po’ particolare però, perché dotato di vita ma la cui popolazione è rappresentata da un unico abitante, un oceano che occupa l’intera superficie del corpo celeste e interagisce gli astronauti dando realtà ai loro fantasmi.
    I protagonisti della storia sono così chiamati ad un doppio confronto: da un lato con un tipo di vita intelligente diversa dalla nostra, qualcosa che non conosciamo e che travalica le nostre capacità di comprensione perché vive secondo regole e leggi davanti alle quali la logica e la scienza sembrano strumenti spuntati, dall'altro devono confrontarsi con se stessi, con un passato e un vissuto che credevano morto e sepolto e che ora torna in vita e non può essere eluso.
    Solaris è un viaggio intorno ai limiti della conoscenza umana, un libro sull'impossibilità di spiegare tutto e insieme sul bisogno di provare a farlo, un grande romanzo su quel mediocre impasto di cuore e cervello che è l’uomo e sul suo bagaglio fatto di poco sapere e tanta sicumera con cui va alla conquista del cosmo.

    ha scritto il 

  • 4

    Lección sobre lo extraño y nuestras debilidades

    Magistral obra de Lem. Se critica nuestro obstinado antropocentrismo (quizá más de lo realista) y se pone en evidencia lo débiles que somos los seres humanos emocionalmente, en contraposición a lo cap ...continua

    Magistral obra de Lem. Se critica nuestro obstinado antropocentrismo (quizá más de lo realista) y se pone en evidencia lo débiles que somos los seres humanos emocionalmente, en contraposición a lo capaces que somos tecnológicamente. Este contraste mental colisiona de lleno en Solaris, una suerte de planeta-ser aparentemente imposible, que se relaciona con el espacio y el tiempo, con la materia, de forma diferente a nosotros.

    Ciencia-ficción sesentera de la buena (hay viajes interestelares pero grabaciones en cinta ¯\_(ツ)_/¯ ), terror y filosofía a partes iguales. Atmósfera ligeramente lovecraftiana en cuanto a la confrontación de lo extraño y la imposibilidad humana de controlar los acontecimientos, de los que es víctima, generando sensación de opresión constante.

    No recomendable para quien quiera una historia de aventuras o héroes, o realismo científico total, si bien es aceptable. Muy recomendable para quien quiera pensar más allá y plantearse cosas en las que no haya pensado antes.

    El ritmo y estructura estilo planteamiento, nudo y desenlace es muy plano, siendo en la práctica, de principio a fin, un nudo durante absolutamente toda la novela. Personalmente, me ha gustado mucho.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Lem era in grado come pochi di sfruttare appieno le potenzialità della fantascienza, grazie alle sue profonde conoscenze sia scientifiche che umanistiche, messe al servizio di un’immaginazione prodigi ...continua

    Lem era in grado come pochi di sfruttare appieno le potenzialità della fantascienza, grazie alle sue profonde conoscenze sia scientifiche che umanistiche, messe al servizio di un’immaginazione prodigiosa, che gli permetteva di creare mondi inconcepibili raccontati però con inoppugnabile coerenza. E’ così anche per il misterioso pianeta Solaris, un mondo interamente ricoperto da un immenso oceano senziente, le cui finalità restano però oscure. L’incontro fra Solaris e la razza umana, che da origine alla solaristica, vasta ed inconcludente disciplina pseudo-scientifica ed affine in qualche modo alla filosofia ed alla teologia, è uno spettacolare emblema dell’incomunicabilità, tema molto caro a Lem.
    Studiosi attraversano anni luce per trovare nel magmatico oceano di proto-plasma la shakespeariana sostanza di cui sono fatti i loro sogni (forse non è un caso che il primo testimone delle sbalorditive facoltà creative di Solaris si chiami André Berton , quasi un omonimo dell’alfiere della surrealtà) e capire di non conoscere affatto gli spazi oscuri della propria psiche. Solaris riesce in qualche modo a leggere nel loro inconscio ed a materializzarne i conflitti irrisolti; è quanto accade a Chris Kelvin, uno psicologo che si trova affiancato da un’enigmatica sembianza della propria compagna, morta sucida anni prima per colpa sua. Kelvin riconosce nell’oceano le qualità demiurgiche ma imperfette di un dio bambino, ma rimane comunque su Solaris, in attesa, preso in ostaggio dai propri rimorsi… o almeno questo è il punto in cui si trova fermo in un finale volutamente irrisolto, nel quale penso sia facile leggere anche un invito ad evitare di cercare soluzioni e risposte unicamente al di fuori di se stessi.

    ha scritto il 

  • 4

    Era da tanto che desideravo leggere il tanto decantato romanzo di Lem. Ne avevo sentito talmente tanto parlare, e talmente tanto bene, che prima di iniziarlo avevo paura di sovraccaricarlo di aspettat ...continua

    Era da tanto che desideravo leggere il tanto decantato romanzo di Lem. Ne avevo sentito talmente tanto parlare, e talmente tanto bene, che prima di iniziarlo avevo paura di sovraccaricarlo di aspettative. Casi analoghi mi sono già successi per altri libri, ma non per questo, anche se, devo ammetterlo, durante la lettura e anche nell’immediato post mi sono accorto di averci investito tanta fiducia. Solaris è un romanzo strano, capace di catturare il lettore nonostante i suoi difetti. Non è un libro perfetto e il fatto forse più stupefacente è proprio che grazie alle sue lacune riesca a coinvolgere il lettore. Il trucco, che in fondo non è un trucco ma una situazione generata dal caso, è che gli ampi spazi vuoti all’interno della narrazione (e non parlo di buchi temporali e di trama, quanto piuttosto di approfondimenti mancati o volutamente lasciati dentro la macchina da scrivere dell’autore) hanno una forza di gravità tale da trattenere chi legge, così tanto da farlo diventare parte attiva del racconto.
    La storia è di per sé semplice e priva di grandi colpi di scena, anche se Lem soprattutto all’inizio sembra cercare di dare una struttura narrativa di suspace (tentativo che con lo scorrere delle pagine viene lentamente abbandonato). Il fulcro del romanzo può essere ricondotto a un’analisi molto più psicologica di quanto non farebbe pensare la riduttiva catalogazione fantascientifica (non a caso Lem stesso si rifiutava di intrattenere rapporti cordiali con altri scrittori di fantascienza, che al tempo era piuttosto spicciala). Questo permette al romanzo di avere quei buchi di cui sopra che non vengono riempiti da nozioni calate dall’alto dall’autore, ma che sembrano chiedere al lettore una partecipazione attiva nel riempirli. Chi legge Solaris si troverà ad avanzare ipotesi sul pianeta del titolo, così come su alcuni concetti espressi dal protagonista e lasciati a galleggiare nelle pagine come una bottiglia in mezzo al mare. Non c’è un vero dialogo tra i personaggi, se si escludono i pochi e scarni tra gli abitanti della stazione spaziale che orbita attorno a Solaris, ma tutto il libro è un grande enorme dialogo tra il protagonista voce narrante e il lettore. Ed è il lettore che deve dare risposte alle domande che gli vengono poste, oppure terminare le frasi e i concetti che vengono iniziate e accennati dal protagonista. Un lavoro che porterà, al termine della lettura, a trovarsi di nuovo catapultato nel mondo reale dopo essere stato per un breve lasso di tempo (il libro non è molto grande) non nella stazione spaziale insieme agli astronauti, bensì su Solaris stesso.
    Se è vero che nello scriverlo Lem si era trovato a subire lui stesso il fascino della sua creazione e ad abbandonare qualsiasi struttura preimpostata a scapito della gioia di leggere lui stesso un libro che stava di fatto scrivendo, è forse altrettanto vero che il pianeta che dà il titolo al romanzo non è pianeta vero e proprio quanto piuttosto il lettore stesso.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Solaris merita certamente di più, le mie tre stelline sono dovute ad una questione di gusto personale circa i romanzi che si chiudono in loop con atmosfere deprimenti, angoscianti o ossessive, per cui ...continua

    Solaris merita certamente di più, le mie tre stelline sono dovute ad una questione di gusto personale circa i romanzi che si chiudono in loop con atmosfere deprimenti, angoscianti o ossessive, per cui 4 stelline mi sembravano troppe.. detto questo penso che le meriti: è scritto bene, ben argomentato, la trama è sufficientemente tesa, nonostante l'atmosfera di stagnazione... soprattutto, cosa che mi è piaciuta e ho trovato personalmente interessante, è l'unico romanzo tra quelli che ho letto (mi pare) che sostanzialmente lascia irrisolto l'incontro con l'intelligenza aliena... ammesso che si possa definire tale. Lo scrittore abilmente ci disvela diverse cose un po' per volta, con resoconti di spedizioni e studi precedenti al tempo della narrazione, in modo da tenerci sospesi, ma alla fine del romanzo non sapremo nulla di più di quanto gli studiosi sapessero già prima; gli avvenimenti che ci vengono raccontati sostanzialmente non si risolvono o meglio si risolvono, se così si può dire, unicamente nell'antro psicologico dei protagonisti, più in particolare del protagonista narratore, di cui non siamo nemmeno sicuri quanto sia coscientemente lucido o quali influenza, se pur involontarie o non minacciose, abbia subito: siamo alla totale incompatibilità, incomunicabilità e impossibilità di comprensione. E per giunta forse l'oceano vivente sta tentando di comunicare, sicuramente è in grado di interagire con gli uomini... ma quanto possa conoscerli o comprenderli almeno lui, nemmeno questo ci è dato sapere. Rimane l'abisso stupefacente dell'individualità, istintivo, fragile, privo di ragione, entro cui perdersi. Tutto questo l'ho trovato molto interessante, mi ha fatto pensare che anche nella fantascienza, che spesso mi sembra capace di una visione molto più ampia di studiosi o scrittori tradizionali, si ricada nonostante tutto nell'inevitabile antropocentrismo, per cui di solito alla fine qualsiasi mistero dell'universo viene in qualche modo conosciuto e rassicurantemente risolto. Dopo Solaris forse cambierà un po' l'approccio razionale delle mie letture....

    ha scritto il 

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