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Solaris

By Stanislaw Lem

(356)

| Paperback | 9788804510475

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Book Description

Il pianeta Solaris è formato da un unico immenso oceano e sembra possedere strani poteri. Può penetrare nelle menti degli astronauti che lo stanno studiando, evocare immagini del loro passato, dare una vita propria alle stesse immagini, dimostrando u Continue

Il pianeta Solaris è formato da un unico immenso oceano e sembra possedere strani poteri. Può penetrare nelle menti degli astronauti che lo stanno studiando, evocare immagini del loro passato, dare una vita propria alle stesse immagini, dimostrando un'intelligenza superiore. Ma, si chiedono i protagonisti della missione, è possibile instaurare con il pianeta una comunicazione? Dal romanzo è tratto il film di Steven Soderbergh con George Clooney.

312 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    L'immagine più vivida di tutte è senza dubbio il finale, con Kelvin che ha perso di nuovo: ha perso la donna che amava, perdendo allo stesso tempo la possibilità di trovare la felicità tanto agognata.

    Ma in realtà aveva già perso da prima, quando ci ...(continue)

    L'immagine più vivida di tutte è senza dubbio il finale, con Kelvin che ha perso di nuovo: ha perso la donna che amava, perdendo allo stesso tempo la possibilità di trovare la felicità tanto agognata.

    Ma in realtà aveva già perso da prima, quando cioè aveva scelto di credere nel bluff offertogli da Solaris, gettando al vento ogni possibilità di redenzione.
    Non rimane altro quindi che fissare quel mare spaziale, così grande e così vivo: l'unico che è stato in grado di capirlo.

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    Jetrho said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    It's Not so Unusual

    "Noi non conosciamo le persone quando vengono da noi; dobbiamo andare noi da loro per sapere quel che sono."
    [G.]

    - Mi scusi, Signorina, "noi" starebbe per lei e quello strano ragazzo che l’accompagna sempre? No, perchè vede la frase sarebbe..
    - Lo ...(continue)

    "Noi non conosciamo le persone quando vengono da noi; dobbiamo andare noi da loro per sapere quel che sono."
    [G.]

    - Mi scusi, Signorina, "noi" starebbe per lei e quello strano ragazzo che l’accompagna sempre? No, perchè vede la frase sarebbe..
    - Lo so di chi è la frase. Ho messo l’iniziale apposta.
    E’di George Clooney, protagonista del film di Soderbergh (il tanto criticato film, mai paragonabile al capolavoro di Tarkovskij. Ma non è questo il punto..)

    - Ahia, J.W.G., quando fa così.. Che poi sa benissimo di chi è la frase.


    - (.. il punto, la questione, infatti, è che Clooney è l’unico attore in grado di essere sexy mostrando l’unica cosa ragionevolmente visibile quando s’indossa una tuta d’astronauta; e cioè: la nuca.)

    - Ti ricordo che ci sono anche scene di nudo, in quel film lì.
    Natascha McElhone. Bellissima!

    - Sentite, mai per insistere eh, ma qui si dovrebbe commentare il libro di Stanislaw Lem. Anche non a parole vostre, infatti avete usato le mie.. ma non dovreste divagare, quAntomeno.
    - Ah, ma io non di va go mica.
    Il libro è un viaggio su di un pianeta. Vivo.
    Ora, se ci fossi andata io su quel pianeta, sempre insieme allo strano ragazzo qui che mi accompagna sempre, a) si sarebbe divertito molto di più che ad andarci da solo aa) avrebbe capito che si può fare di una storia d'amore un caso scientifico e aaa) sarebbe stato il pianeta ad avere seri problemi di (co)esistenza.
    E cmq io la parte l’avrei data a Tom Jones**.

    ** Quello del‘65.

    http://www.youtube.com/watch?v=XZy4M41oMA4

    Solaris: - Ditele di stare lontana da noi.

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    Anto. [capelli capelli] said on Jul 30, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    "L'uomo era andato incontro ad altri mondi e ad altre civiltà senza conoscere fino in fondo i propri anfratti, i propri vicoli ciechi, le proprie voragini e le proprie nere morte sbarrate." (p. 232)

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    NULLA_DIES_SINE_LINEA said on Jul 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Forse due, forse tre, forse quattro stelline.

    Sinceramente non sono sicura che questo libro mi sia piaciuto.
    Ho adorato l'idea di qusto solitario pianeta con due soli di colori differenti, avvolto in uno strano ed imperscrutabile mare gelatinoso dalle mille forme. Mi ha fatto molto pensare ques ...(continue)

    Sinceramente non sono sicura che questo libro mi sia piaciuto.
    Ho adorato l'idea di qusto solitario pianeta con due soli di colori differenti, avvolto in uno strano ed imperscrutabile mare gelatinoso dalle mille forme. Mi ha fatto molto pensare questo suo "contatto" con gli uomini tramite la materializzazione di qualcuno in un certo qual modo loro caro.
    Purtroppo i personaggi sono estremamente antipatici (Kelvin e Sartorius) o tratteggiati un po' a catso (Snaut) e hanno un comportamento che io ho personalmente odiato. Mi spiego: vivono in una base su un remoto pianeta che nessuno è ancora riuscito a capire, ad un certo punto ricevono la visita di qualcuno che non dovrebbe, non potrebbe, essere lì e anzichè condividere l'esperienza, anzichè fare "brainstorming" sulla situazione e sulle sue implicazioni (filosofiche ma anche più pratiche) decidono semplicemente di isolarsi, di nascondersi, di non farsi vedere. Capisco che la situazione che vivono i personaggi sia psicologicamente destabilizzante, che il libro sia stato scritto in un'epoca in cui i social network non esistevano e quindi condividere la propria vita con altri non fosse così naturale, però rimane un comportamento che non capisco. In fondo stiamo parlando di scienziati, professionisti preparati che sono sul pianeta per studiarlo e stabilire un contatto con l'entità che ci vive e cosa sono quelle "persone", quelle repliche impossibili, se non un contatto?
    Harey, invece, mi è piaciuta molto, mi sono piaciuti la sua presa di coscienza, il suo senso di smarrimento, inadeguatezza, le decisioni che ha il coraggio di prendere, il suo amore disperato. Davvero un personaggio ben riuscito, l'unico che abbia un'evoluzione interessante.
    Ci sono, nel libro, due capitoli killer che parlano solamente di Solaristica e sono di una noia mortale. Non mi vergogno a dire che una volta capita l'antifona li ho saltati a pié pari.
    Purtroppo non è questa la fantascienza che mi fa palpitare il cuore.

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    115987-troppo presto fuori dalle caverne, troppo lontani dalle stelle! said on Jul 3, 2014 | Add your feedback

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    Dice bene la quarta di copertina: capolavoro di fantascienza filosofica. Anzi la fantascienza è quasi un pretesto per profonde e mai banali analisi filosofiche e metafisiche. Nulla a che vedere con il film del "mistico" Tarkovskij, che non ha capito ...(continue)

    Dice bene la quarta di copertina: capolavoro di fantascienza filosofica. Anzi la fantascienza è quasi un pretesto per profonde e mai banali analisi filosofiche e metafisiche. Nulla a che vedere con il film del "mistico" Tarkovskij, che non ha capito nulla del libro, e dello insulso Soderbergh.

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    Luca Mazzei said on Jul 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    il capolavoro bistrattato

    Mi sono avvicinata a questo titolo per via dei molteplici commenti positivi trovati in rete: bellissimo, superbo, capolavoro, ecc.
    In parte meritati: il libro in sé è bello ma talmente impregnato di concetti filosofici e metafisici da risultare molto ...(continue)

    Mi sono avvicinata a questo titolo per via dei molteplici commenti positivi trovati in rete: bellissimo, superbo, capolavoro, ecc.
    In parte meritati: il libro in sé è bello ma talmente impregnato di concetti filosofici e metafisici da risultare molto pesante se non alienante.
    Per me è stato piuttosto difficile arrivare alla fine sebbene il racconto non sia così lungo. Il problema non è il libro, ma io; purtroppo non sono una persona così profonda da poterlo apprezzare in pieno.

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    Veronique said on Jun 28, 2014 | Add your feedback

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