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Solaris

Nord - SF Narrativa d'anticipazione, 1

Di

Editore: Nord ( SF Narrativa d'anticipazione)

4.2
(2058)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 218 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Giapponese , Finlandese , Portoghese , Polacco , Russo , Chi tradizionale , Norvegese , Olandese , Svedese , Turco

Isbn-10: A000057335 | Isbn-13: 9788842906063 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Nota:
il codice ISBN è stato assegnato a posteriori dalla casa editrice, a partire da giugno 1993, e si riferisce alla prima edizione e a tutte le successive ristampe.
Ristampa 1978
Scegli la copertina della ristampa di tuo interesse dal menù “Modifica”
* * *

Solaris è un'opera singolarissima, sconcertante, affascinante. Per trovare un precedente, anche formale, a questo libro, bisognerebbe forse risalire al Moby Dick di Melville. Come la «balena bianca» anche il pianeta Solaris, in cui l'uomo s'imbatte nel momento della sua più rigogliosa espansione, costituisce un'enigma insolubile, una sfida impossibile. Solaris è un pianeta «vivo», la cui essenza, le cui ragioni, le cui finalità, esorbitano le ragioni della mente umana. Dinnanzi ad esso la conoscenza perde ogni potere. Lo scienziato è alle prese con un mistero di cui può catalogare le circostanze ma non esplorare la natura, poiché non può «stabilire il contatto» con essa. Anche la scienza più astratta incontra il proprio limite nel latente antropomorfismo: per cui l'uomo non solo ragiona, ma «sente» come se fosse il centro dell'universo. Di fronte alla realtà di Solaris, però, l'individuo perde la propria identità. Si trova ridotto in scomposti brandelli di vita, senza organizzazione interna possibile: si trova in balia dei propri dati esistenziali e, allo stesso tempo, obbligato a cimentarsi con l'enorme intrico di tutte le realtà, storica e psicologica, sociale e filosofica. L'avventura dei tre scienziati nella «stazione» di studio, librata in permanenza sull'«oceano vivente» di Solaris, col suo rigoglio di forme effimere, immense e incomprensibili, somiglia all'immagine di un inferno. L'oceano solariano proietta, nella solitudine di ciascuno dei tre, l'immagine del rispettivo nucleo umano essenziale: quel nucleo che rimane, indistruttibile, una volta smantellate tutte le sovrastrutture. Ognuno dei tre è ridotto alla propria nuda, infima natura, di cui magari si vergogna a morte. Eppure ognuno dei tre continua a misurarsi col problema dell'universo.
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  • 5

    Un libro con un'epistemologia di fondo che viene incarnata o "incartata" con ammirabile coerenza.

    Solo la coincidenza di aver letto questo libro "casualmente" mentre leggevo un saggio e approfondivo le mie conoscenze sulla nascita del pensiero sistemico e quindi anche sulla cibernetica e la teoria organismica può aggiungere qualcosa a questo bellissimo romanzo.
    Forse un oceano si è impa ...continua

    Solo la coincidenza di aver letto questo libro "casualmente" mentre leggevo un saggio e approfondivo le mie conoscenze sulla nascita del pensiero sistemico e quindi anche sulla cibernetica e la teoria organismica può aggiungere qualcosa a questo bellissimo romanzo.
    Forse un oceano si è impadronito anche di me è mi ha portato a questa lettura proprio in questo momento perchè potessi affrontare un tema così complesso in modo razionale, ma anche emotivo e onirico coerentemente col salto paradigmatico che richiede.
    Un libro con un'epistemologia di fondo che viene incarnata o incartata con ammirabile coerenza.
    Un capolavoro con qualche passaggio oscuro che fa perdere fra le manifestazioni di Solaris il lettore come i suoi esploratori.

    ha scritto il 

  • 4

    "ma ... potevano chimarsi pensiero i processi che si svolgevano nell'oceano? una montagna è solo una pietra enorme? un pianeta è una montagna immensa?"


    "allora ho capito che, qualunque cosa io faccia, sarà lo stesso; voglia o non voglia, per te deve essere una tortura. forse qualcosa di pe ...continua

    "ma ... potevano chimarsi pensiero i processi che si svolgevano nell'oceano? una montagna è solo una pietra enorme? un pianeta è una montagna immensa?"

    "allora ho capito che, qualunque cosa io faccia, sarà lo stesso; voglia o non voglia, per te deve essere una tortura. forse qualcosa di peggio, poiché gli strumenti di tortura sono passivi e innocenti, come le pietre che possono cadere e ammazzare. ma uno strumento di tortura che ti ama e ti vuole bene ... veramente non riesco a immaginarmelo"

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    L'immagine più vivida di tutte è senza dubbio il finale, con Kelvin che ha perso di nuovo: ha perso la donna che amava, perdendo allo stesso tempo la possibilità di trovare la felicità tanto agognata.


    Ma in realtà aveva già perso da prima, quando cioè aveva scelto di credere nel bluff offe ...continua

    L'immagine più vivida di tutte è senza dubbio il finale, con Kelvin che ha perso di nuovo: ha perso la donna che amava, perdendo allo stesso tempo la possibilità di trovare la felicità tanto agognata.

    Ma in realtà aveva già perso da prima, quando cioè aveva scelto di credere nel bluff offertogli da Solaris, gettando al vento ogni possibilità di redenzione.
    Non rimane altro quindi che fissare quel mare spaziale, così grande e così vivo: l'unico che è stato in grado di capirlo.

    ha scritto il 

  • 4

    "L'uomo era andato incontro ad altri mondi e ad altre civiltà senza conoscere fino in fondo i propri anfratti, i propri vicoli ciechi, le proprie voragini e le proprie nere morte sbarrate." (p. 232)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Forse due, forse tre, forse quattro stelline.

    Sinceramente non sono sicura che questo libro mi sia piaciuto.
    Ho adorato l'idea di qusto solitario pianeta con due soli di colori differenti, avvolto in uno strano ed imperscrutabile mare gelatinoso dalle mille forme. Mi ha fatto molto pensare questo suo "contatto" con gli uomini tramite l ...continua

    Sinceramente non sono sicura che questo libro mi sia piaciuto.
    Ho adorato l'idea di qusto solitario pianeta con due soli di colori differenti, avvolto in uno strano ed imperscrutabile mare gelatinoso dalle mille forme. Mi ha fatto molto pensare questo suo "contatto" con gli uomini tramite la materializzazione di qualcuno in un certo qual modo loro caro.
    Purtroppo i personaggi sono estremamente antipatici (Kelvin e Sartorius) o tratteggiati un po' a catso (Snaut) e hanno un comportamento che io ho personalmente odiato. Mi spiego: vivono in una base su un remoto pianeta che nessuno è ancora riuscito a capire, ad un certo punto ricevono la visita di qualcuno che non dovrebbe, non potrebbe, essere lì e anzichè condividere l'esperienza, anzichè fare "brainstorming" sulla situazione e sulle sue implicazioni (filosofiche ma anche più pratiche) decidono semplicemente di isolarsi, di nascondersi, di non farsi vedere. Capisco che la situazione che vivono i personaggi sia psicologicamente destabilizzante, che il libro sia stato scritto in un'epoca in cui i social network non esistevano e quindi condividere la propria vita con altri non fosse così naturale, però rimane un comportamento che non capisco. In fondo stiamo parlando di scienziati, professionisti preparati che sono sul pianeta per studiarlo e stabilire un contatto con l'entità che ci vive e cosa sono quelle "persone", quelle repliche impossibili, se non un contatto?
    Harey, invece, mi è piaciuta molto, mi sono piaciuti la sua presa di coscienza, il suo senso di smarrimento, inadeguatezza, le decisioni che ha il coraggio di prendere, il suo amore disperato. Davvero un personaggio ben riuscito, l'unico che abbia un'evoluzione interessante.
    Ci sono, nel libro, due capitoli killer che parlano solamente di Solaristica e sono di una noia mortale. Non mi vergogno a dire che una volta capita l'antifona li ho saltati a pié pari.
    Purtroppo non è questa la fantascienza che mi fa palpitare il cuore.

    ha scritto il 

  • 3

    Dice bene la quarta di copertina: capolavoro di fantascienza filosofica. Anzi la fantascienza è quasi un pretesto per profonde e mai banali analisi filosofiche e metafisiche. Nulla a che vedere con il film del "mistico" Tarkovskij, che non ha capito nulla del libro, e dello insulso Soderbergh. ...continua

    Dice bene la quarta di copertina: capolavoro di fantascienza filosofica. Anzi la fantascienza è quasi un pretesto per profonde e mai banali analisi filosofiche e metafisiche. Nulla a che vedere con il film del "mistico" Tarkovskij, che non ha capito nulla del libro, e dello insulso Soderbergh.

    ha scritto il 

  • 4

    il capolavoro bistrattato

    Mi sono avvicinata a questo titolo per via dei molteplici commenti positivi trovati in rete: bellissimo, superbo, capolavoro, ecc.
    In parte meritati: il libro in sé è bello ma talmente impregnato di concetti filosofici e metafisici da risultare molto pesante se non alienante.
    Per me è ...continua

    Mi sono avvicinata a questo titolo per via dei molteplici commenti positivi trovati in rete: bellissimo, superbo, capolavoro, ecc.
    In parte meritati: il libro in sé è bello ma talmente impregnato di concetti filosofici e metafisici da risultare molto pesante se non alienante.
    Per me è stato piuttosto difficile arrivare alla fine sebbene il racconto non sia così lungo. Il problema non è il libro, ma io; purtroppo non sono una persona così profonda da poterlo apprezzare in pieno.

    ha scritto il 

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