Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Soldati di Salamina

Di

Editore: Guanda (Narratori della Fenice)

3.8
(788)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 213 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Catalano , Portoghese , Francese , Tedesco

Isbn-10: 8882464199 | Isbn-13: 9788882464196 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Pino Cacucci

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Political

Ti piace Soldati di Salamina?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Sul finire della guerra civile spagnola le truppe repubblicane si dirigono verso la frontiera francese. Al loro interno matura la decisione di fucilare un gruppo di franchisti. In un bosco si consuma la fucilazione collettiva. Tra i prigionieri c'è Rafael Sanchez Mazas, fondatore e ideologo della Falange,uno dei responsabili diretti del conflitto fraticida, che riesce però a sfuggire e salvarsi. Inseguito, viene scoperto e riconosciuto da un miliziano che, all'ultimo momento, decide di risparmiarlo. "Soldati di Salamina" presenta al tempo stesso una dettagliata ricostruzione storica e la scoperta di un eroe dimenticato.
Ordina per
  • 3

    anatomia di un istante, il libro successivo, mi era piaciuto moltissimo. riusciva perfettamente a raccontare come alcuni uomini, grazie alle loro storie, sono riusciti a difendere e costruire la Storia e la democrazia, impedendo ad altri di distruggerla.


    qui tutto questo non riesce, o meg ...continua

    anatomia di un istante, il libro successivo, mi era piaciuto moltissimo. riusciva perfettamente a raccontare come alcuni uomini, grazie alle loro storie, sono riusciti a difendere e costruire la Storia e la democrazia, impedendo ad altri di distruggerla.

    qui tutto questo non riesce, o meglio riesce solo ogni tanto. le storie dei singoli spesso sono semplicemente noiose o purtroppo inutili.

    si salva però il finale dove Cercas, che narra in prima persona tramite alter ego, incontra Roberto Bolaño e uno di questi protagonisti della Storia

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    "...purchè sia in avanti, avanti, avanti, sempre avanti."


    La prima parte irrita un pochino (perchè qui il libro potrebbe chiamarsi "come ho scritto questo libro"), la seconda (che contiene la vicenda reale da raccontare) interessa.
    Ma la terza, accidenti... la terza commuove. ...continua


    <

    "...purchè sia in avanti, avanti, avanti, sempre avanti."

    La prima parte irrita un pochino (perchè qui il libro potrebbe chiamarsi "come ho scritto questo libro"), la seconda (che contiene la vicenda reale da raccontare) interessa. Ma la terza, accidenti... la terza commuove.

    Quel vecchio comunista catalano, rimasto in guerra per sette anni dalla guerra civile alla fine della seconda mondiale, e ora finito in ospizio senza più nessuno che abbia voglia di ascoltare la sua storia, una storia dimenticata, mi fa pensare a mio padre allora partigiano ed ora vecchio, e mi fa venire voglia di correre ad abbracciarlo e farmi raccontare di nuovo tutto, perchè le sue storie di allora sono dentro di me (ed in parte dentro i suoi nipoti)... Ma io non sono uno scrittore, e quando lui non ci sarà più quelle storie saranno perdute, e nessuno ne riconoscerà le tracce nel presente, e le sapranno solo quelli che le vorranno leggere, se rimarrà voglia di conoscere eventi così lontani nel tempo...

    Ma torniamo al libro. Che non è un romanzo, ma racconta la storia vera della fucilazione (mancata) di uno dei fondatori della Falange spagnola (che stette al franchismo come il futurismo al fascismo: e le cui velleità vennero usate come supporto per la guerra e poi tradite da un regime osceno). Ma soprattutto, racconta di come Cercas raccoglie i pezzi che gli servono per un libro che non gli viene, che non è mai maturo, che rischia di non interessare a nessuno...e infatti il libro diventa completo solo quando parlando di quella guerra fratricida, e trovando la possibilità di avere la versione "rossa" di quell'episodio, si può parlare del coraggio, delle scelte di chi non divenne famoso nè milionario ma andò avanti a combattere, avanti, avanti, sempre avanti, senza nemmeno sapere esattamente per cosa...

    E dunque coraggio, superate l'irritazione e andate avanti anche voi (nella lettura)...sarete premiati:-)

    (Un grazie a Patty per il gradito dono:-))

    ha scritto il 

  • 2

    Perchè andare avanti?

    Ho letto le prime trenta pagine, senza pregiudizi, ma perchè andare avanti?
    L'autore è preso da smanie narcisistiche e racconta dei suoi sfortunati trascorsi da romanziere, della depressione, dell'abbandono da parte della moglie (a sensazione pienamente giustifiato, come implicitamente ammette Ce ...continua

    Ho letto le prime trenta pagine, senza pregiudizi, ma perchè andare avanti? L'autore è preso da smanie narcisistiche e racconta dei suoi sfortunati trascorsi da romanziere, della depressione, dell'abbandono da parte della moglie (a sensazione pienamente giustifiato, come implicitamente ammette Cercas), della sua ripresa dell'attività di giornalista, di cosa mangIa e beve nelle colazioni di lavoro, di cosa mangiano e bevono i suoi commensali, usando un numero a mio parere esagerato di frasi fra parentesi. Insomma, nel mezzo o alla fine sarà un capolavoro della letteratura, ma la vita incalza....

    ha scritto il 

  • 2

    Partiendo de la base de que el protagonista, Sánchez Mazas, escritor y uno de los creadores de la falange, me interesa más bien poquito y que la historia que aquí se cuenta, acaecida en la guerra civil, no es que sea para dejarte pegado al libro ni para hacerte ponerte a pensar, el libro me ha de ...continua

    Partiendo de la base de que el protagonista, Sánchez Mazas, escritor y uno de los creadores de la falange, me interesa más bien poquito y que la historia que aquí se cuenta, acaecida en la guerra civil, no es que sea para dejarte pegado al libro ni para hacerte ponerte a pensar, el libro me ha dejado un poco ploff. No es de lo mejor de Cercas.

    ha scritto il 

  • 3

    Sono al terzo libro di Cercas e ormai mi sono rassegnato: fare dei metaromanzi, raccontarsi addosso, usare metà delle pagine per dirci come e perché ha scritto l'altra metà è una sua cifra stilistica. Che stavolta non mi ha convinto più di tanto, visto che ha preparato una sorta di panino imbotti ...continua

    Sono al terzo libro di Cercas e ormai mi sono rassegnato: fare dei metaromanzi, raccontarsi addosso, usare metà delle pagine per dirci come e perché ha scritto l'altra metà è una sua cifra stilistica. Che stavolta non mi ha convinto più di tanto, visto che ha preparato una sorta di panino imbottito in cui la vera storia narrata è la seconda parte del libro, mentre la prima e la terza (se vogliamo molto + godibili) sono costituite dalle sue peripezie nel ricostruire il doloroso avvento del franchismo in Catalogna.

    ha scritto il 

  • 2

    Perché uno che scrive bene come Cercas deve propinare centocinquanta pagine di noia mortale e poi come d'incanto le ultime cinquanta di grande bellezza? Sono indispettito.

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo bellissimo, ben scritto e che appassiona fino all'ultima riga, con una descrizione dei luoghi e, sopratutto, dei personaggi, a partire dallo stesso autore del romanzo, semplicemente sublime. L'ultimo capitolo è davvero splendido ed a tratti commovente, tanto da far quasi scendere le la ...continua

    Un romanzo bellissimo, ben scritto e che appassiona fino all'ultima riga, con una descrizione dei luoghi e, sopratutto, dei personaggi, a partire dallo stesso autore del romanzo, semplicemente sublime. L'ultimo capitolo è davvero splendido ed a tratti commovente, tanto da far quasi scendere le lacrime dagli occhi, come quelle dei ricordi di un soldato che difendeva nel deserto la bandiera tricolore di un paese che non era il suo e difendeva degli ignari cittadini che in quel momento passeggiavo nelle piazze di quel paese non suo. Le lacrime di chi, come tutti i soldati morti in una guerra inutile (come lo sono tutte), vorrebbe non essere dimenticato e che trova finalmente il ricordo tra le righe di un romanzo da ricordare.

    ha scritto il 

  • 5

    siempre hacia delante

    prima di leggere, liberatevi di tutta la paccottiglia da guerra civil di cui siete imbevuti e abbandonatevi a queste pagine, dove fra l'altro troverete bolaño, la malinconia di un pasodoble e uomini come non se ne fanno più.
    e vi sfido a non emozionarvi nel finale tumultuoso e a non agguantare la ...continua

    prima di leggere, liberatevi di tutta la paccottiglia da guerra civil di cui siete imbevuti e abbandonatevi a queste pagine, dove fra l'altro troverete bolaño, la malinconia di un pasodoble e uomini come non se ne fanno più. e vi sfido a non emozionarvi nel finale tumultuoso e a non agguantare la bandiera della filibusta e portarla hacia delante, siempre hacia delante. sarà pure un libro ruffiano, ma avercene.

    ha scritto il