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Solea

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Editeur: Gallimard

4.3
(1802)

Language:Français | Number of pages: 298 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Italian , English , German , Spanish , Dutch

Isbn-10: 2070417182 | Isbn-13: 9782070417186 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Description du livre
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  • 5

    Non è la solita trilogia...

    Chi vuol leggere una trilogia consolante, che ti tenga per mano, che ti dica che l'amore vince su tutto, non deve leggere Izzo....La trilogia porta il lettore a scoprire il buoi dei sentimenti, la difficoltà di tenersi gli affetti e la vicinanza della morte...

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    4

    La trilogia si conclude con un massacro che non risparmia quasi nessuno. C'è una disperazione ancora superiore ai due capitoli precedenti. A posteriori, sembra quasi che Izzo avesse preventivato la sua (pur meno cruenta) morte.

    dit le 

  • 2

    Il lirismo nascosto nella cuccuma

    Avevo bisogno di Chandler per capire cosa non funziona (per me) di Izzo.
    Dopo The long goodbye (Il lungo addio) e The little sister (La sorellina), ho lasciato la California e ho letto il terzo capitolo della famosa trilogia marsigliese, dedicata al personaggio di Fabio Montale.
    Il quale Montale ...continuer

    Avevo bisogno di Chandler per capire cosa non funziona (per me) di Izzo. Dopo The long goodbye (Il lungo addio) e The little sister (La sorellina), ho lasciato la California e ho letto il terzo capitolo della famosa trilogia marsigliese, dedicata al personaggio di Fabio Montale. Il quale Montale non ha un minimo di ironia. Trovatemi una frase in cui quest'uomo che prende tutto tremendamente, tragicamente sul serio, si fa la proverbiale risata. Mai. Aggiungo: a quest'uomo capitano solo tragedie, peraltro spesso onestamente inverosimili (tralascio di esprimermi sull'ingenuità dell'assunto di base della trama: magari la mafia fosse fatta di ammazzasette armati di coltello). Concludo: tutto quello che fa questo Montale deve assumere per forza un carattere esasperatamente lirico. Mette su il caffè, e per forza parte una tirata sul caffè che simboleggia non si sa che. Mette su una cassetta, e per forza si scatena un'epifania di ricordi, emozioni, sensazioni, mondi che si aprono, che si chiudono. Viene mollato dalla donna della sua vita e dopo due giorni ne rimorchia un'altra in un bar ed è anche quella la donna della sua vita. Non arriva il fine settimana che ne incontra una terza, non ci crederete, pure quella scatena tutta una tormenta. Non c'è niente da fare, a me la bouillabasse (qualunque cosa sia) resta sullo stomaco. Meglio un sandwich loffio e una birra al bar di sotto in Cahuenga Boulevard con Phil.

    PS: le disquisizioni di alta politica e criminologia di cui il romanzo è disseminato possono essere saltate a piè pari

    dit le 

  • 1

    Dopo le prime pagine uno pensa:
    "Insostenibile romanzetto per donnicciole in fregola estiva"
    tanti però me ne hanno parlato benissimo, indaghiamo quindi analizzando i dati certi:


    1 - Prezzo: se un giallo mondadori costa 2 euro e 99, un Harmony costa 3,20 e questa porcheria cost ...continuer

    Dopo le prime pagine uno pensa: "Insostenibile romanzetto per donnicciole in fregola estiva" tanti però me ne hanno parlato benissimo, indaghiamo quindi analizzando i dati certi:

    1 - Prezzo: se un giallo mondadori costa 2 euro e 99, un Harmony costa 3,20 e questa porcheria costa 8 euro e 50 (scontato) chi lo legge appartiene allo strato più ricco della società, è un primo indizio.

    2 - Qualità: il libro è scritto con i piedi, la cosa non è giustificata dall'essere "narrativa di genere" (e comunque dopo Hammett questa non è più una scusa) quindi, se fior di lettori lo idolatrano dev'essere per quello che dice. Cosa c'è in questo libro che da tanta soddisfazione a un lettore benestante e mediamente acculturato?

    3 - Razzismo: l'autore, e il suo personaggio, non avranno mai conosciuto una vecchia vicina algerina che vota fronte nazionale e ti invita a casa sua per mangiare il couscous. Per lui i piednoir sono sempre quelli da salvare, da redimere, da "sottrarre alle strumentalizzazioni". Questa è una chiave del grande successo del libro; offre un modello di razzismo politically correct. Se il fascista discrimina il magrebino per quello che è, Izzo lo discrimina perché non si adegua al modello di riscatto che lo stato gli offre. La scuola, per diventare un poliziotto, giudice, o insegnante e magari lo sport dove nei casi peggiori si potrà riscattare facendosi riempire di pugni su un ring, nei casi migliori qualche miliardario socialista gli darà una maglia dell'OM, e potrà sognare di essere Zidane.

    4 - Politica: siamo proprio sicuri che tutta questa ostinazione a ripetere chi sono i cattivi non è il vecchio metodo di indicare per differenza (senza nominarli) chi sono i "buoni"? I marsigliesi che conosco sono troppo cazzuti per appassionarsi a queste miserie.

    5 - Mafia: qui cita studi serissimi e poi sovverte completamente le cose. Tralasciamo. La mafia comunque uccide solo col coltello...

    6 - Polizia: l'eroe è sempre un poliziotto. Se è un ex-poliziotto c'è sempre un poliziotto onesto ancora in servizio.

    7 - Donne: se tutte le donne si innamorano di lui, (e ha capito che grazie a dio alle donne belle piacciono gli uomini brutti) perché si comporta, ragiona e parla come un segaiolo?

    8 - Musica: Miles Davis descritto è un vero pezzo comico, davvero irresistibile. Se la gioca con Gian Maria Testa maitre a penser.

    9 - Alcol: qui il messaggio è chiaro. Bere fa bene; bevendo una ventina di bottiglie in tre giorni si conduce un'indagine, si seminano pedinatori, si va a piedi in cima a una montagna, e, se si va a trovare un'amico, se ne approfitta per fare venti minuti di boxe. Ma... Io il vecchio A., che beveva la metà di Montale, e sicuramente scopava il doppio, non vado a trovarlo: vive sempre a Marsiglia, ma ha cambiato casa, ora sta in una clinica, non riconosce più quasi nessuno, e persino qando vede sua madre la chiama signora. Ma... Ora ho capito: A. beveva whiskey, anzi, diceva uischí. Al suo sorriso non importava la marca bastava fosse buono. ecco il suo errore. Doveva bere Lagavulin. Quindi: Bere fa bene, ma solo prodotti del gruppo Pinault. L'autodistruzione si, ma griffata LVMH, parbleu!

    Vabbè, sto esagerando, bastava dire "Pastis e superficialità: a paragone di qust'accozzaglia di luoghi comuni politicamente corretti su Marsiglia, al commissario Montalbano dobrebbero dare il Nobel per la letteratura." e infatti l'avevo scritto, mi è rimasto qui in fondo alla pagina, ma...

    10 - Marsiglia: non si può perdonare a questo libro lo sfregio che fa allo spirito della città. Qualcuno (mi dicono) lo utilizza addirittura come guida turistica. Speriamo che qualcun altro si organizzi per rapinarlo.

    dit le 

  • 5

    Bella tutta la trilogia, in crescendo fino al culmine di 'Solea'. La città, il cibo, la musica, l'amicizia, l'amore, la passione, la morte, il dolore, la solitudine. Tutti ingredienti dosati ed amalgamati magnificamente. Con Manchette, Scerbanenco e Vàzquez Montalbàn, un maestro del noir europeo. ...continuer

    Bella tutta la trilogia, in crescendo fino al culmine di 'Solea'. La città, il cibo, la musica, l'amicizia, l'amore, la passione, la morte, il dolore, la solitudine. Tutti ingredienti dosati ed amalgamati magnificamente. Con Manchette, Scerbanenco e Vàzquez Montalbàn, un maestro del noir europeo.

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    5

    Una vera saga noir

    Quello che mi è piaciuto in questa 'Trilogia di Marsiglia' è che è un vero noir, un trittico senza consolazione, feroce, crudele e violenti che si conclude senza possibilità di sequel ma con una straordinaria forza icastica: il protagonista deve morire e lo deve fare nel suo elemento naturale, qu ...continuer

    Quello che mi è piaciuto in questa 'Trilogia di Marsiglia' è che è un vero noir, un trittico senza consolazione, feroce, crudele e violenti che si conclude senza possibilità di sequel ma con una straordinaria forza icastica: il protagonista deve morire e lo deve fare nel suo elemento naturale, quello che l'ha accompagnato in tutti e tre i romanzi, l'unico che che non tradito, offeso o umiliato ossia il mare. Da 'Casino totale' in cui Fabio Montale perde tutte e due gli amici di infanzia, criminali, e decide di vendicarli illegalmente, proprio lui che è poliziotto; a Churmo, dove è richiamato dal suo esilio minimalista per indagare e vendicare la morte del nipote; a questo splendido gioiello finale, Solea, in cui la mafia marsigliese devasta i pochi pezzi rimasti della sua esistenza in cui non è più nulla (né poliziotto, né amico, né amante); Jean-Claude Izzo ci consegna l'immagine di un vinto dalla marea della vita che cerca sprazzi di felicità in mezzo alla discarica di un'esistenza che perde pezzi a ogni pagina. C'è tanta delinquenza in queste pagine, tanto cibo, musica d'autore, alcol, sesso (vissuto o pensato), amore, tragedia; e poi c'è il mare che sembra lavar via ogni peccato ed inghiottire passato, presente e futuro cosicché alla fine si ha l'impressione che anche il tempo sia un'illusione e che non ci rimanga altro che sederci a riva ad aspettare in silenzio.

    dit le 

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