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Solea

Di

Editore: E/O (Tascabili e/o)

4.2
(1821)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 201 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Olandese

Isbn-10: 8876417931 | Isbn-13: 9788876417931 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Barbara Ferri

Disponibile anche come: Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Con questo magistrale romanzo Jean-Claude Izzo chiude la trilogia marsigliese avviata con Casino totale e Chourmo. L'umanità di Montale, ex poliziotto, lupo solitario dal cuore ferito, in un mondo schifoso dove per denaro e per potere si commette qualsiasi atto crudele, è un'umanità forse anche esasperata però mai ideologica.
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  • 4

    E arrivata all'ultimo capitolo della trilogia. Niente spoiler.
    Montale è sempre montale...bello, romantico, idealista.
    Marsiglia sempre lì, affascinante, bella e dannata più che mai. ...continua

    E arrivata all'ultimo capitolo della trilogia. Niente spoiler.
    Montale è sempre montale...bello, romantico, idealista.
    Marsiglia sempre lì, affascinante, bella e dannata più che mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Solea – Jean Claude Izzo

    Uno dei molti passaggi del libro che mi hanno affascinato
    -Mi guardò. [...] C'era solo un grande stanchezza in fondo al suo sguardo.
    "Ti dirò di più" riprese. "Cosa abbiamo da perdere? Ci siamo fottut ...continua

    Uno dei molti passaggi del libro che mi hanno affascinato
    -Mi guardò. [...] C'era solo un grande stanchezza in fondo al suo sguardo.
    "Ti dirò di più" riprese. "Cosa abbiamo da perdere? Ci siamo fottuti la vita. Le donne ci hanno piantato. Non siamo stati capaci di fare bambini. Allora, che ci resta? L'amicizia"

    Ultimo libro della trilogia di Marsiglia. Ancora una volta Izzo è molto bravo nella descrizione dei luoghi.
    In questo romanzo però ho sentito, più che nei primi due, l'autore che per mano mi conduceva nell'animo dei protagonisti, con le loro angosce, le loro paure, la tristezza che li avvolge, la loro visione dell'amore e dell'amicizia, non dimenticando di raccontare una storia che parla di Mafia, di violenti omicidi, che vede ancora una volta coinvolto, suo malgrado, Fabio Montale.

    Giusta conclusione della trilogia, anche se dispiace di non poter più leggere le "avventure" di Fabio Montale
    Valutazione: Ottimo

    ha scritto il 

  • 4

    Ho acquistato Solea seguendo le indicazioni della più bella e affascinante nipponista che conosca e, come al solito, ho fatto bene. Il titolo - bello, bellissimo - è una citazione da Miles Davis, uno ...continua

    Ho acquistato Solea seguendo le indicazioni della più bella e affascinante nipponista che conosca e, come al solito, ho fatto bene. Il titolo - bello, bellissimo - è una citazione da Miles Davis, uno degli autori preferiti dal protagonista, il detective, ex poliziotto, Montale. Si tratta dell'ultimo atto di una trilogia noir di Izzo ambientata in una sensuale Marsiglia, di cui si percepiscono nettamente profumi e sapori, una città che trasuda di erotismo, di clandestinita, di border line culturale e morale. La narrazione è cinematografica, la tensione continua, il racconto di fantasia ben intrecciato coi fili della cronaca e di informazioni ben documentate prese dai giornali (Le Monde, innanzitutto) e dai report dell'Onu sulla criminalità internazionale.
    Non manca una certa cruenza ed è facile proiettarsi in Montale, antieroe, umano, troppo umano, dalla sbornia facile, la vita precaria, i gusti ben educati, a tratti sofisticati, ma non leziosi.
    Non vi racconto il contenuto perché vi rovinerei la sorpresa. Non vi nascondo che l'ho terminato in un amen, con nel naso il profumo della bouillabaisse e sul palato del buon rosé di Cassis e Bandol.
    Ho già preso un altro volume del trittico. Lo leggerò e vi dirò.
    A la santé.

    ha scritto il 

  • 5

    Marsiglia città di luce...anche in un noir

    Un libro così o si ama o si odia ma non lascia indifferenti. Ti conquista ed è bellissimo perdersi in questo incantesimo che coinvolge tutti i tuoi sensi. La trama è quasi in secondo piano rispetto al ...continua

    Un libro così o si ama o si odia ma non lascia indifferenti. Ti conquista ed è bellissimo perdersi in questo incantesimo che coinvolge tutti i tuoi sensi. La trama è quasi in secondo piano rispetto alla protagonista indiscussa, Marsiglia.

    ha scritto il 

  • 5

    Non è la solita trilogia...

    Chi vuol leggere una trilogia consolante, che ti tenga per mano, che ti dica che l'amore vince su tutto, non deve leggere Izzo....La trilogia porta il lettore a scoprire il buoi dei sentimenti, la dif ...continua

    Chi vuol leggere una trilogia consolante, che ti tenga per mano, che ti dica che l'amore vince su tutto, non deve leggere Izzo....La trilogia porta il lettore a scoprire il buoi dei sentimenti, la difficoltà di tenersi gli affetti e la vicinanza della morte...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    La trilogia si conclude con un massacro che non risparmia quasi nessuno. C'è una disperazione ancora superiore ai due capitoli precedenti. A posteriori, sembra quasi che Izzo avesse preventivato la su ...continua

    La trilogia si conclude con un massacro che non risparmia quasi nessuno. C'è una disperazione ancora superiore ai due capitoli precedenti. A posteriori, sembra quasi che Izzo avesse preventivato la sua (pur meno cruenta) morte.

    ha scritto il 

  • 2

    Il lirismo nascosto nella cuccuma

    Avevo bisogno di Chandler per capire cosa non funziona (per me) di Izzo.
    Dopo The long goodbye (Il lungo addio) e The little sister (La sorellina), ho lasciato la California e ho letto il terzo capito ...continua

    Avevo bisogno di Chandler per capire cosa non funziona (per me) di Izzo.
    Dopo The long goodbye (Il lungo addio) e The little sister (La sorellina), ho lasciato la California e ho letto il terzo capitolo della famosa trilogia marsigliese, dedicata al personaggio di Fabio Montale.
    Il quale Montale non ha un minimo di ironia.
    Trovatemi una frase in cui quest'uomo che prende tutto tremendamente, tragicamente sul serio, si fa la proverbiale risata. Mai.
    Aggiungo: a quest'uomo capitano solo tragedie, peraltro spesso onestamente inverosimili (tralascio di esprimermi sull'ingenuità dell'assunto di base della trama: magari la mafia fosse fatta di ammazzasette armati di coltello).
    Concludo: tutto quello che fa questo Montale deve assumere per forza un carattere esasperatamente lirico.
    Mette su il caffè, e per forza parte una tirata sul caffè che simboleggia non si sa che.
    Mette su una cassetta, e per forza si scatena un'epifania di ricordi, emozioni, sensazioni, mondi che si aprono, che si chiudono.
    Viene mollato dalla donna della sua vita e dopo due giorni ne rimorchia un'altra in un bar ed è anche quella la donna della sua vita. Non arriva il fine settimana che ne incontra una terza, non ci crederete, pure quella scatena tutta una tormenta.
    Non c'è niente da fare, a me la bouillabasse (qualunque cosa sia) resta sullo stomaco.
    Meglio un sandwich loffio e una birra al bar di sotto in Cahuenga Boulevard con Phil.

    PS: le disquisizioni di alta politica e criminologia di cui il romanzo è disseminato possono essere saltate a piè pari

    ha scritto il 

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