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Solea

Di

Editore: E/O (Tascabili e/o)

4.2
(1838)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 201 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Olandese

Isbn-10: 8876417931 | Isbn-13: 9788876417931 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Barbara Ferri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Con questo magistrale romanzo Jean-Claude Izzo chiude la trilogia marsigliese avviata con Casino totale e Chourmo. L'umanità di Montale, ex poliziotto, lupo solitario dal cuore ferito, in un mondo schifoso dove per denaro e per potere si commette qualsiasi atto crudele, è un'umanità forse anche esasperata però mai ideologica.
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  • 3

    Nel terzo capitolo, all'assurdo si può rispondere solo con l'amore, l'unica replica all'amarezza che la verità sempre comporta è la dolcezza struggente della musica, di una canzone jazz come Solea. ...continua

    Nel terzo capitolo, all'assurdo si può rispondere solo con l'amore, l'unica replica all'amarezza che la verità sempre comporta è la dolcezza struggente della musica, di una canzone jazz come Solea.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche quest'ultimo capitolo non fa che confermare quanto precedentemente scritto.
    Un autore con una capacità eccezionale di rendere visive le descrizioni, tangibili i personaggi e "olfattivi" gli ambi ...continua

    Anche quest'ultimo capitolo non fa che confermare quanto precedentemente scritto.
    Un autore con una capacità eccezionale di rendere visive le descrizioni, tangibili i personaggi e "olfattivi" gli ambienti.
    Mi rimane un'indescrivibile nostalgia, una voglia di partire e... tre dita di Lagavullin.
    Da leggere.

    ha scritto il 

  • 0

    succo di frutta

    era finita la trilogia prima che finisse, prima che si sapesse come andava a finire… mi levo il cappello di fronte alle parole, ma il senso ti lascia quell'amaro di bocca legato al tempo passato con l ...continua

    era finita la trilogia prima che finisse, prima che si sapesse come andava a finire… mi levo il cappello di fronte alle parole, ma il senso ti lascia quell'amaro di bocca legato al tempo passato con le parole.

    mi sembra di essere alla frontiera delle parole: prima del momento in cui diventano visibili ed udibili, vicino ad un libro che sogna se stesso con centellinata pazienza; è richiamo della memoria qualcosa che precede il dire e, forse, il pensare. a volte il linguaggio è fatto di parole e le parole, se non c'è attenzione, diventano alfine del loro senso, peso specifico come la fune che congiunge un cervello con la pietra che scende verso il fondo del fiume... l'amore è un amante nel quale darsi, ma anche diffidare dei suoi effetti. così la sequela dei nomipropri-parole (Babette, Sonia, Lole, Helene...) che trascrivono la storia e le sue cause. fantasmi di killer, nascondigli inutili e la morìa di affetti declinati in surreale sequenza. per questo ogni addio è uno strazio, un pegno da pagare alla lettura di situazioni complessivamente epiche dell'animo trasudante su tavoli di bettole e bicchieri, raccontate senza la speranza di avere ancora un eroe che sia capace di descrivere. jc izzo chiude la sua trilogia senza consolazione, senza il trucco che si possa rinascere, ognuno abbracciati al pentimento di essere mortali.

    ci vuole una canzone, ma non la mia. questo è certo. questo è ciò che posso fare.

    ha scritto il 

  • 4

    E arrivata all'ultimo capitolo della trilogia. Niente spoiler.
    Montale è sempre montale...bello, romantico, idealista.
    Marsiglia sempre lì, affascinante, bella e dannata più che mai. ...continua

    E arrivata all'ultimo capitolo della trilogia. Niente spoiler.
    Montale è sempre montale...bello, romantico, idealista.
    Marsiglia sempre lì, affascinante, bella e dannata più che mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Solea – Jean Claude Izzo

    Uno dei molti passaggi del libro che mi hanno affascinato
    -Mi guardò. [...] C'era solo un grande stanchezza in fondo al suo sguardo.
    "Ti dirò di più" riprese. "Cosa abbiamo da perdere? Ci siamo fottut ...continua

    Uno dei molti passaggi del libro che mi hanno affascinato
    -Mi guardò. [...] C'era solo un grande stanchezza in fondo al suo sguardo.
    "Ti dirò di più" riprese. "Cosa abbiamo da perdere? Ci siamo fottuti la vita. Le donne ci hanno piantato. Non siamo stati capaci di fare bambini. Allora, che ci resta? L'amicizia"

    Ultimo libro della trilogia di Marsiglia. Ancora una volta Izzo è molto bravo nella descrizione dei luoghi.
    In questo romanzo però ho sentito, più che nei primi due, l'autore che per mano mi conduceva nell'animo dei protagonisti, con le loro angosce, le loro paure, la tristezza che li avvolge, la loro visione dell'amore e dell'amicizia, non dimenticando di raccontare una storia che parla di Mafia, di violenti omicidi, che vede ancora una volta coinvolto, suo malgrado, Fabio Montale.

    Giusta conclusione della trilogia, anche se dispiace di non poter più leggere le "avventure" di Fabio Montale
    Valutazione: Ottimo

    ha scritto il 

  • 4

    Ho acquistato Solea seguendo le indicazioni della più bella e affascinante nipponista che conosca e, come al solito, ho fatto bene. Il titolo - bello, bellissimo - è una citazione da Miles Davis, uno ...continua

    Ho acquistato Solea seguendo le indicazioni della più bella e affascinante nipponista che conosca e, come al solito, ho fatto bene. Il titolo - bello, bellissimo - è una citazione da Miles Davis, uno degli autori preferiti dal protagonista, il detective, ex poliziotto, Montale. Si tratta dell'ultimo atto di una trilogia noir di Izzo ambientata in una sensuale Marsiglia, di cui si percepiscono nettamente profumi e sapori, una città che trasuda di erotismo, di clandestinita, di border line culturale e morale. La narrazione è cinematografica, la tensione continua, il racconto di fantasia ben intrecciato coi fili della cronaca e di informazioni ben documentate prese dai giornali (Le Monde, innanzitutto) e dai report dell'Onu sulla criminalità internazionale.
    Non manca una certa cruenza ed è facile proiettarsi in Montale, antieroe, umano, troppo umano, dalla sbornia facile, la vita precaria, i gusti ben educati, a tratti sofisticati, ma non leziosi.
    Non vi racconto il contenuto perché vi rovinerei la sorpresa. Non vi nascondo che l'ho terminato in un amen, con nel naso il profumo della bouillabaisse e sul palato del buon rosé di Cassis e Bandol.
    Ho già preso un altro volume del trittico. Lo leggerò e vi dirò.
    A la santé.

    ha scritto il 

  • 5

    Marsiglia città di luce...anche in un noir

    Un libro così o si ama o si odia ma non lascia indifferenti. Ti conquista ed è bellissimo perdersi in questo incantesimo che coinvolge tutti i tuoi sensi. La trama è quasi in secondo piano rispetto al ...continua

    Un libro così o si ama o si odia ma non lascia indifferenti. Ti conquista ed è bellissimo perdersi in questo incantesimo che coinvolge tutti i tuoi sensi. La trama è quasi in secondo piano rispetto alla protagonista indiscussa, Marsiglia.

    ha scritto il 

  • 5

    Non è la solita trilogia...

    Chi vuol leggere una trilogia consolante, che ti tenga per mano, che ti dica che l'amore vince su tutto, non deve leggere Izzo....La trilogia porta il lettore a scoprire il buoi dei sentimenti, la dif ...continua

    Chi vuol leggere una trilogia consolante, che ti tenga per mano, che ti dica che l'amore vince su tutto, non deve leggere Izzo....La trilogia porta il lettore a scoprire il buoi dei sentimenti, la difficoltà di tenersi gli affetti e la vicinanza della morte...

    ha scritto il 

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