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Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese

Isbn-10: 8807018322 | Isbn-13: 9788807018329 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Solo

    Solo è il titolo originale del libro in inglese, e si riferisce al termine musicale: come una lunga cadenza senza orchestra. Strano bel libro ambientato in... Bulgaria. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Not an easy read

    After having struggled with Tokyo Cancelled, I am not sure why I bought this - but it was better than I expected. Just needed to take my time reading it to get the most out of it.

    ha scritto il 

  • 3

    Scrittura bella e contemporanea, interessante ispirazione, personaggi originali ma l'amalgama non funziona,non è riuscito a coinvolgermi veramente. Migliore la prima parte.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Sofia I love you

    I would be nothing without you, dice Einstein a Ulrich. E che vuol dire? Vuol dire che Alberto riconosce il fallimento nel viso di Ulrico o sta parlando del fallimento della sua vita di premio Nobel e nume tutelare della modernità? Non chiarissimo. Un bel libro, forse un pò confuso, ma l'ho letto ...continua

    I would be nothing without you, dice Einstein a Ulrich. E che vuol dire? Vuol dire che Alberto riconosce il fallimento nel viso di Ulrico o sta parlando del fallimento della sua vita di premio Nobel e nume tutelare della modernità? Non chiarissimo. Un bel libro, forse un pò confuso, ma l'ho letto in inglese e allora magari è colpa mia. Cupissime vampe e un racconto bulgaro da un indiano di canterbuty non te lo aspetteresti. A me certi passaggi hanno ricordato un primo De Carlo di Treno di Panna, poi dimenticato da lui, De Carlo, in primis. Altri livelli, niente da dire, ma Ulrico e Ikitache che se ne vanno in macchina per LA mi ha fatto pensare a questo. Colpa mia. "Solo" me lo ha regalato mio zio, uno dei 45 che hanno letto questo libro e mi chiedo, adesso, se il messaggio che mio zio volesse a sua volt comunicarmi (I would be nothing without you) ovvero il fallimento di cui parlavo in apertura, si riferisca al suo o al mio. Magari ad entrambi.

    ha scritto il 

  • 2

    La seconda parte con fatica si incastra alla prima. Se di sogno si tratta non si capisce la connessione tra passato e presente, tra Ulrich e i giovani. Nelle ultime pagine l'autore chiarisce in qualche modo, ma non mi ha convinto.

    ha scritto il 

  • 5

    Che bel libro! Rana Dasgupta, giovane scrittore indiano, è stato veramente una bella scoperta. Ho apprezzato molto l'originalità del racconto, non mi era mai capitato di leggere un libro simile.
    Il libro si suddivide in due parti. Nella prima Ulrich, il protagonista del libro, un chimico bulgaro ...continua

    Che bel libro! Rana Dasgupta, giovane scrittore indiano, è stato veramente una bella scoperta. Ho apprezzato molto l'originalità del racconto, non mi era mai capitato di leggere un libro simile. Il libro si suddivide in due parti. Nella prima Ulrich, il protagonista del libro, un chimico bulgaro, ricorda tutta la sua vita. Ormai ha quasi 100 anni, è cieco e non rimanendogli molto da vivere si affida ai sogni. Qui inizia la seconda parte del libro che è dedicata ai suoi sogni. Il libro cambia completamente anche nel linguaggio. Ogni sogno è un racconto breve che però riprende piccoli e quasi insignificanti dettagli della vera vita di Ulrich. Ogni sogno/racconto ha il suo protagonista e man mano che si va avanti i sogni e i personaggi iniziano ad incrociarsi e le loro vite s'intrecciano. Sogno e realtà s'intrecciano, convivono. Cosa è vero? Cosa è sogno? Cos'è più importante? La vita "reale" senza soddisfazioni o una vita "sognata" dove viviamo in un mondo tutto nostro e ci prendiamo delle soddisfazioni rendendo la vita reale più accettabile?

    E' un sogno, Clara, ma non è solo un sogno. Siamo più di quel che viviamo. [...]La vita accade in un dato posto e per un certo periodo di tempo. Ma c'è sempre un grande surplus che avanza, e dove lo mettiamo se non nei nostri sogni?

    E' un libro da leggere lentamente assaporando ogni parola. Ho fatto l'errore di leggerlo avidamente perchè una volta iniziato non sono più riuscita a metterlo giù.

    ha scritto il 

  • 2

    La vita agra a destra, i sogni pompati a sinistra - dalla prospettiva del libro. Al centro: un vuoto incolmabile che potrebbe dar a sperare un giusto mezzo. Una biografia bulgare d'Italia?

    Un uomo, fallito, cerca giustificazioni al suo fallimento, col senno del poi, tirando in mezzo Einstein, la fisica atomica, le tragedie del Novecento.


    L'ambizione letteraria è altissima, seria e meritevole, tutt'altro che banale o da usufruizione commerciale. La pretenziosità estetica è i ...continua

    Un uomo, fallito, cerca giustificazioni al suo fallimento, col senno del poi, tirando in mezzo Einstein, la fisica atomica, le tragedie del Novecento.

    L'ambizione letteraria è altissima, seria e meritevole, tutt'altro che banale o da usufruizione commerciale. La pretenziosità estetica è il traguardo minimo, per chi vuole scrivere letteratura e non limitarsi a fare classifica.

    Riproverò con il prossimo, di Dasgupta. O con il precendente.

    ha scritto il 

  • 4

    Cent'anni di solitudine in Bulgaria

    Primo romanzo del giovane autore anglo-indiano, vincitore del Commonwealth Writers’ Prize.


    Scrittura piacevole e fluida, nella seconda parte (che io ho preferito) in maniera notevole.


    Lo ho trovato molto innovativo anche se il romanzo a cui meglio lo accosterei è quello di Garcia M ...continua

    Primo romanzo del giovane autore anglo-indiano, vincitore del Commonwealth Writers’ Prize.

    Scrittura piacevole e fluida, nella seconda parte (che io ho preferito) in maniera notevole.

    Lo ho trovato molto innovativo anche se il romanzo a cui meglio lo accosterei è quello di Garcia Marquez.

    ha scritto il