Solomon

Di

Editore: Lupetti - Editori di Comunicazione

4.3
(7)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8883911180 | Isbn-13: 9788883911187 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

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Descrizione del libro
C'è una vecchia foto di una ragazza, sbiadita e consumata dal tempo. C'è Venezia d'inverno, con il suo aroma di alghe sottozero. C'è un grande scrittore ormai vecchio, Josif Salomon, di cui si sa poco o nulla. C'è la giovane Rebecca, che cerca di capire cosa fare della propria vita, senza lavoro e lontana da casa e con la presenza schiacciante di suo padre. E poi c'è Alec, il fotografo di guerra, che presenta Salomon a Rebecca prima di ripartire...
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  • 5

    E il mio amore per Venezia

    Premessa uno: fino a oggi solo suo figlio Joe Hill era riuscito nell'ardua impresa di farmi lasciare a metà un libro di Stephen King, in assoluto il mio autore preferito, per dare priorità a un libro ...continua

    Premessa uno: fino a oggi solo suo figlio Joe Hill era riuscito nell'ardua impresa di farmi lasciare a metà un libro di Stephen King, in assoluto il mio autore preferito, per dare priorità a un libro appena recuperato. Ora anche Massimo Volta, con il suo primo romanzo, che sono andata a cercarmi dopo averne letto il secondo e ultimo fin qui.

    Premessa due: l'ho trovato su Amazon e ce n'erano solo due copie e ho pensato che m'era andata bene per il rotto della cuffia, e non vi dico le corse giù per le scale quand'è arrivato il corriere o il terrore provato quando, qualche giorno dopo, mentre se ne stava lì sul comodino ad aspettare che finissi il racconto di King, c'è caduta la camomilla sopra.

    Detto ciò, ovvio, no, non sto per scrivere una rece obiettiva, neanche una sinossi alternativa.

    Ribadisco a sviolinate - e me ne frego se vi paiono stonate - che nella scrittura di Massimo c'è quel ritmo che mi dà respiro, c'è empatia, c'è talento, ci sono calore e stupore, meraviglia e orrore, di quel genere che tagliano e ricuciono l'anima, di quel tipo di narrativa che sa sfiorarla con delicatezza o passarci attraverso senza resistenza.

    E c'è Venezia, città che io amo profondamente. Qui l'ho ritrovata amata quasi tanto quanto quella di Iosif Brodskij nel suo "Le Fondamenta degli Incurabili", che detto tra noi, fu il romanzo che nell'ottobre del 2015 mi aiutò a uscire dal mio embargo emotivo, tanto vasto e profondo da aver inaridito anche la passione per la lettura, la letteratura, la musica, il cinema, l'arte tutta. Mi sbloccai pian, piano dal mio blocco della lettrice, nel quale non mi riconoscevo più, grazie a Venezia, leggendo di Venezia e di uno scrittore che la raggiungeva ogni qual volta dovesse prendere di petto il suo blocco dello scrittore. E qui l'ho ritrovato e ne sono ben lieta.

    E questa forse è la premessa tre.

    Facciamo così: lascio a voi la rece non appena il romanzo verrà ripubblicato, perché succederà.

    ha scritto il