Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Someday This Pain Will Be Useful to You

By

Publisher: Farrar Straus Giroux

3.8
(5226)

Language:English | Number of Pages: 229 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , French , German , Spanish

Isbn-10: 0374309892 | Isbn-13: 9780374309893 | Publish date: 

Also available as: Paperback , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

Do you like Someday This Pain Will Be Useful to You ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
It’s time for eighteen-year-old James Sveck to begin his freshman year at Brown. Instead, he’s surfing the real estate listings, searching for a sanctuary—a nice farmhouse in Kansas, perhaps. Although James lives in twenty-first-century Manhattan, he’s more at home in the faraway worlds of Eric Rohmer or Anthony Trollope—or his favorite writer, the obscure and tragic Denton Welch. James’s sense of dislocation is exacerbated by his willfully self-absorbed parents, a disdainful sister, his Teutonically cryptic shrink, and an increasingly vague, D-list celebrity grandmother. Compounding matters is James’s growing infatuation with a handsome male colleague at the art gallery his mother owns, where James supposedly works at his summer job but where he actually plots his escape to the prairie.

In the tradition of The Catcher in the Rye and The Perks of Being a Wallflower (Booklist has hailed Cameron as “one of the best writers about middle-class youth since Salinger”), Peter Cameron paints an indelible portrait of a teenage hero holding out for a better grownup world.
Sorting by
  • 4

    A James, il suo giovane Holden, Cameron non fa dire che il divorzio dei genitori lo ha rovinato, devastato. Gli fa dire che lo ha deluso. E quando a stretto contatto con i suoi simili, troppo stretto ...continue

    A James, il suo giovane Holden, Cameron non fa dire che il divorzio dei genitori lo ha rovinato, devastato. Gli fa dire che lo ha deluso. E quando a stretto contatto con i suoi simili, troppo stretto per lui, il ragazzo mette la mano sul fuoco della sua originalità, grasso terreno di solitudine, ne prova si' dolore ma non si lascia incenerire. " Mi ha fatto desiderare [...] di non essere vivo": è un sussurro alternativo all'urlo di volerla fare finita. Il dolore lo fa divincolare dalla vita per un attimo, solo per un attimo.
    Con un disincanto sorridente e melanconico Cameron nutre una storia e percorre una scrittura che sa di terza strada tra la tragedia e la stessa ribaltata in farsa.
    Un romanzo di formazione, per i lettori.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Cameron meglio di Salinger!

    ”A volte le brutte esperienze aiutano, servono a chiarire che cosa dobbiamo fare davvero. Forse ti sembro troppo ottimista, ma io penso che le persone che fanno solo belle esperienze non sono molto in ...continue

    ”A volte le brutte esperienze aiutano, servono a chiarire che cosa dobbiamo fare davvero. Forse ti sembro troppo ottimista, ma io penso che le persone che fanno solo belle esperienze non sono molto interessanti. Possono essere appagate, e magari a modo loro anche felici, ma non sono molto profonde.”

    Sull’utilità del dolore ho sempre nutrito molte perplessità però è anche vero che trovare la propria strada nel mondo non sempre è facile, soprattutto se non si trovano affinità con i propri coetanei e non si ha una famiglia solida e presente su cui contare.
    James Sveck racconta in queste pagine la sua vita di diciottenne che non vuole adattarsi ad un mondo e ad una società che non sopporta. Lo fa isolandosi, preferendo il silenzio alle parole (bisognerebbe parlare solo se si ha da dire qualcosa di interessante o di necessario). L’unica persona con cui riesce a comunicare è sua nonna Nanette, forse perché anche lei è un po’ anticonformista o forse solo perché è l’unica che non lo vorrebbe diverso da come è ma semplicemente lo aiuta a guardarsi dentro.
    Avevo già visto il film di Faenza, perciò la trama non mi era nuova. Le differenze sono molte, alcune ininfluenti ai fini della storia altre forse dettate da esigenze cinematografiche (una psicanalista fighetta fa più effetto di quella triste e incapace descritta da Cameron), quella del finale però cambia tutto, prima non lo sapevo perché non conoscendo la storia scritta da Cameron mi ero illusa che il messaggio che Nanette lascia al nipote lo avrebbe aiutato a costruirsi il suo futuro. In realtà quel messaggio non c’è mai stato, James, probabilmente in seguito a tutti gli avvenimenti descritti nel libro, ad un certo punto capisce che deve muoversi pur non avendo certezze su cosa il futuro serberà per lui.

    «Le persone felici cucinano bene e creano cose eleganti. Chi è felice non ha voglia di mangiare carne in scatola e frattaglie tritate. Ha voglia di mettere un vestito che gli doni, non scarpe vecchie e golfoni. Forse lo stato d'animo non influisce sul clima, ma non è detto».

    Ci sono persone che si sentono a disagio se stanno in silenzio e si affrettano a riempirlo pensando che qualsiasi cosa sia meglio di niente, ma io non sono così. Io in silenzio mi sento a mio agio […]

    said on 

  • 3

    Un futuro migliore

    La vita non è quasi mai una cosa semplice e di certo non lo è a diciotto anni, quando tutto appare proprio come un grande dilemma e il mondo sembra parlare una lingua completamente ignota e ci si sent ...continue

    La vita non è quasi mai una cosa semplice e di certo non lo è a diciotto anni, quando tutto appare proprio come un grande dilemma e il mondo sembra parlare una lingua completamente ignota e ci si sente soli ed estranei a tutto quello che ci capita intorno ma solo in pochi riescono a comprendere il vero significato di tutta quella sofferenza, necessaria per crescere e per diventare un domani delle persone certamente migliori.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Ni...

    Per quanto riesca ad immedesimarmi in James e nella sua totale sfiducia verso un mondo nel quale non si rispecchia e di cui razionalmente non vuol far parte, l'ho trovato a lungo andare fastidioso. Co ...continue

    Per quanto riesca ad immedesimarmi in James e nella sua totale sfiducia verso un mondo nel quale non si rispecchia e di cui razionalmente non vuol far parte, l'ho trovato a lungo andare fastidioso. Come lui, a volte, mi capita di condividere il pensiero secondo cui siamo immersi nella mediocrità: non è presunzione, ma è la capacità di guardare lucidamente con occhi obiettivi ciò che ci circonda, capacità che non posseggono tutti. E quello che ci circonda, purtroppo, è spesso e volentieri un ammasso di persone e situazioni tutte quante stereotipate, svuotate di ogni contenuto. Ciononostante, è evidente che James avverta quanto questo 'potere' sia una lama a doppio taglio: è un escluso, anzi, si autoesclude dal mondo poiché sente di non essere capace di reggerne le dinamiche. Se da un lato fa di tutto per non conformarsi ai 'costumi' di una società banale ed ipocrita, dall'altro sa che non conformarsi significa vivere da eremiti, essere soli. E questo lo dilania.
    Eppure, è un personaggio che mi ha preso poco, forse proprio perché mi ricorda tanto una versione estremizzata di me stesso. Forse non bisognerebbe giudicare un libro da questo particolare, ma essendo raccontato addirittura in prima persona ha fatto sì che non vedessi l'ora di finirlo e di porre fine ai continui piagnistei di un ragazzo tanto brillante quanto infantile e capriccioso per alcuni versi.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Credo di aver sbagliato completamente l'età di lettura, nel senso che la fase dei (meravigliosi?) 18 anni l'ho passata da un bel pezzo e quindi ho un po' dimenticato il disagio che probabilmente tutti ...continue

    Credo di aver sbagliato completamente l'età di lettura, nel senso che la fase dei (meravigliosi?) 18 anni l'ho passata da un bel pezzo e quindi ho un po' dimenticato il disagio che probabilmente tutti abbiamo vissuto in quel periodo per capire bene quale sarebbe stato il nostro posto.
    Sì perché con il senno di poi, ora che so qual'è (stata) la mia strada, è tutto più facile, circa.... però all'epoca non sapevi cosa fare, le persone che ti stavano attorno avevano riposto in te delle aspettative, e tu ne portavi già il fardello, e poi dovevi capire bene anche tu chi eri e cosa ti aspettavi da te stesso.
    Questo a molti può essere sembrato un libro assolutamente assurdo e inconcludente, il fatto è che lo erano anche i 18 anni (i miei quanto meno lo sono stati)... sembravo in balia della tempesta intervallata da una quiete molto strana che presagiva una tempesta peggiore di quella precedente.
    Il libro rappresenta proprio questo, un ragazzo che cerca di capire chi è, cosa prova, quali sono i suoi obiettivi, e che strada prendere, inquieto anche a causa della famiglia disastrosa che si ritrova (papà e mamma separati, mamma al terzo matrimonio durato praticamente meno della luna di miele, sorella che se la fa con un prof sposato con figli). Nel momento di formazione questa situazione non è che aiuti molto a dare certezze e a far camminare un ragazzo appena diciottenne con le proprie gambe.
    Se poi ci mettiamo il fatto che lui sa di essere omosessuale, e i genitori vogliono saperlo per "aiutarlo", abbiamo un'ulteriore problema che si affaccia.
    L'unica persona che sembra rispettarlo è la nonna, che in qualche modo vuole parlare veramente con lui non solo sapere i fatti suoi per giudicarlo.
    Insomma niente di che direi, anche se scorre bene e ha ottimi spunti di lettura!!!

    Comunque il protagonista lo capisco quando dice di non voler andare all'università perché non gli piace l'idea di stare con i suoi coetanei, io quella fase l'ho avuta all'asilo: odiavo gli altri bambini, odiavo i giochi che facevano che erano da bambini ma molto insulsi, odiavo il fatto che mettessero tutto in disordine, odiavo il fatto che urlassero. Insomma odiavo tutto e tutti, e infatti ho smesso di andarci, e per la mia esperienza sono cresciuta serena e felice e se potessi tornare indietro probabilmente ci andrei per eliminarne qualcuno ;)

    said on 

  • 0

    Bruttissimo

    Ho comprato questo libro perchè mi sono fidata delle recenzioni positive. Purtroppo, ma devo essere io che non capisco un tubo, non mi è piaciuto per niente.
    E' una storia insulsa, scritta male, che n ...continue

    Ho comprato questo libro perchè mi sono fidata delle recenzioni positive. Purtroppo, ma devo essere io che non capisco un tubo, non mi è piaciuto per niente.
    E' una storia insulsa, scritta male, che non sa di niente e che non raacconta niente.
    Delusione allo stato puro.

    said on 

  • 5

    Il mio Holden

    Se l'unico problema che ho avuto nel leggere "Il giovane Holden" è stata la lontananza del periodo in cui è stato scritto, Cameron è qui e parla anche per me. Credevo che avrei odiato questo libro e i ...continue

    Se l'unico problema che ho avuto nel leggere "Il giovane Holden" è stata la lontananza del periodo in cui è stato scritto, Cameron è qui e parla anche per me. Credevo che avrei odiato questo libro e invece l'ho adorato, il che è sempre una piacevolissima sorpresa. Comunque concludere un libro per adolescenti insicuri con una domanda è quantomeno sleale. Sciagura e disonore su di te, Cameron!

    said on 

  • 4

    Questo è uno di quei libri che riesce a raccontare il mondo in cui viviamo, in modo molto semplice,ma anche attento e non banale. Non ci sono situazioni eclatanti o poco credibili, ma un ragazzo che s ...continue

    Questo è uno di quei libri che riesce a raccontare il mondo in cui viviamo, in modo molto semplice,ma anche attento e non banale. Non ci sono situazioni eclatanti o poco credibili, ma un ragazzo che si sta formando e attraverso varie esperienze, alcuni errori e molte riflessioni riesce a farsi largo definedo se stesso. Un romanzo di formazione moderno, in cui molti si potranno riconoscere secondo me, in uno dei diversi personaggi che lo popolano. Romanzo di generazione che consiglio perché scorrevole, gradevole e anche ironico.

    said on 

  • 2

    C'era quasi...

    A dispetto del titolo così efficace, il libro è piuttosto banale e, sebbene siano presenti alcuni spunti interessanti, l'autore non riesce a definire il profilo psicologico del protagonista fino in fo ...continue

    A dispetto del titolo così efficace, il libro è piuttosto banale e, sebbene siano presenti alcuni spunti interessanti, l'autore non riesce a definire il profilo psicologico del protagonista fino in fondo e ad approfondire le riflessioni sul bisogno di solitudine del ragazzo e sull'incapacità dello stesso a relazionarsi con gli altri. Peccato.

    said on 

  • 3

    Quanto è faticoso crescere: l’infanzia, l’adolescenza, i 18 anni..
    Già, a 18 anni si diventa maggiorenni e si crede di sapere tutto ciò che ci serve nella vita,
    ci si crede già grandi, ma lo si è vera ...continue

    Quanto è faticoso crescere: l’infanzia, l’adolescenza, i 18 anni..
    Già, a 18 anni si diventa maggiorenni e si crede di sapere tutto ciò che ci serve nella vita,
    ci si crede già grandi, ma lo si è veramente?
    E’ arrivato il momento per James di decidere cosa fare della sua vita.
    E’ un ragazzo “disturbato”, con forti problemi di relazione con gli altri, o forse è solo insicuro, spaventato ed ha bisogno di conoscersi e capire chi è, e cosa vuole veramente dalla vita.
    Con l’aiuto di Nanette comprende che le difficoltà della vita servono proprio per maturarci e migliorarci, in una parola a “crescere”.
    “A volte le brutte esperienze aiutano, servono a chiarire che cosa dobbiamo fare davvero. […] le persone che fanno solo belle esperienze non sono molto interessanti. Possono essere appagate, e magari a modo loro anche felici, ma non sono molto profonde. […] godersi i momenti felici è facile. Non che la felicità sia necessariamente semplice…. Io non credo, però, che la tua vita sarà così, e sono convinta che proprio per questo tu sarai una persona migliore. Il difficile è non lasciarsi abbattere dai momenti brutti. Devi considerarli un dono, un dono crudele, ma pur sempre un dono”..
    Si, un bel romanzo che ci insegna che nella vita bisogna lottare, mai arrendersi.
    Molto interessante la descrizione dei quattro bellissimi quadri di Thomas Cole dal titolo “Il viaggio della vita”, vale veramente la pena di approfondirli.
    http://chicco1963.blogspot.it/2007/07/il-viaggio-della-vita-opera-di-thomas.html

    scritto il 15 ott 2009

    said on 

Sorting by
Sorting by