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Sonderkommando Auschwitz

La verità sulle camere a gas. Una testimonianza unica.

By Shlomo Venezia, Maddalena Carli (Translator), Umberto Gentiloni Silveri (Editor), Marcello Pezzetti (Editor)

(330)

| Hardcover | 9788817017787

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Book Description

Tutto mi riporta al campo. Qualunque cosa faccia, qualunque cosa veda, il mio spirito torna sempre nello stesso posto... Non si esce mai, per davvero, dal Crematorio."
Sono parole di Shlomo Venezia, ebreo di Salonicco, di nazionalità italiana; è uno dei pochi sopravvissuti del Sonderkommando di Continue

Tutto mi riporta al campo. Qualunque cosa faccia, qualunque cosa veda, il mio spirito torna sempre nello stesso posto... Non si esce mai, per davvero, dal Crematorio."
Sono parole di Shlomo Venezia, ebreo di Salonicco, di nazionalità italiana; è uno dei pochi sopravvissuti del Sonderkommando di Auschwitz-Birkenau, una squadra speciale selezionata tra i deportati con l'incarico di far funzionare la spieiata macchina di sterminio nazista. Gli uomini del Sonderkommando accompagnavano i gruppi di prigionieri alle camere a gas, li aiutavano a svestirsi, tagliavano i capelli ai cadaveri, estraevano i denti d'oro, recuperavano oggetti e indumenti negli spogliatoi, ma soprattutto si occupavano di trasportare nei forni i corpi delle vittime. Un lavoro organizzato metodicamente all'interno di un orrore che non conosce eccezioni: il pianto disperato di un bimbo di tre mesi, la cui madre è morta asfissiata dal gas letale, richiama l'attenzione del Sonderkommando, lo scavare frenetico tra i corpi inanimati, il ritrovamento e subito dopo lo sparo isolato della SS di guardia che ammutolisce per sempre quel vagito consegnandolo alla storia. Per decenni l'autore ha preferito mantenere il silenzio, ma il riaffiorare di quei simboli, di quelle parole d'ordine, di quelle idee che avevano generato il mostro dello sterminio nazista ha fatto sì che dal 1992 abbia incominciato a parlare, e quei racconti sono la base della lunga intervista che è all'origine di questo libro.

Critics

  • Sonderkommando Auschwitz

    La presentazione e le recensioni di Sonderkommando Auschwitz, saggio di Shlomo Venezia edito da Rizzoli. "Tutto mi riporta al campo. Qualunque cosa faccia, qualunque cosa veda, il mio spirito torna sempre nello stesso posto... Non si esce mai, per da ... (read full critics)

    Qlibri published on Fri, 26 Nov 2010

7 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Come tutti i diari, non li voto.
    Ritengo che dare un voto ad una vita (o ad una parte di vita) vissuta non sia giusto.
    Ovviamente, qui c'è la vita di Shlomo Venezia, e non è che ci racconta dei suoi viaggi, dei suoi liberi pensieri, dei suoi sogni e tant'altro.
    Sì, c'è anche questo, ma c'è il Sonde ... (continue)

    Come tutti i diari, non li voto.
    Ritengo che dare un voto ad una vita (o ad una parte di vita) vissuta non sia giusto.
    Ovviamente, qui c'è la vita di Shlomo Venezia, e non è che ci racconta dei suoi viaggi, dei suoi liberi pensieri, dei suoi sogni e tant'altro.
    Sì, c'è anche questo, ma c'è il Sonderkommando. C'è la voce di chi ha preso parte al Sonderkommando.
    Questo è uno di quei libri che ti porti dentro. Che ti segna, ma non con un evidenziatore, ma con un punteruolo; che segna punto dopo punto.

    Quando leggo questi libri, penso sempre al fatto che se fossi diventata una docente di lingua italiana, questi libri li avrei letti in classe, li avrei fatti leggere d'estate, alla faccia dei programmi ministeriali!
    E a tutti gli alunni di prima media, avrei fatto fare un bel "viaggio della memoria", come lo chiamano in tanti...
    Sono proprio convinta, che queste due cose servano, e a tanto!!!

    P. S. Libro preso in prestito.

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    MoonlightShadow said on Apr 27, 2011 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    E' una testimonianza asciutta e diretta, senza elaborazione culturale o emotiva, fatti crudi di quello che accadeva nella mostruosa macchina dello sterminio di Auschwitz.

    Shlomo Venezia, come tanti altri reduci dai lager nazisti, per 40 anni ha sofferto della "sindrome del salvato", non ha parlato ... (continue)

    E' una testimonianza asciutta e diretta, senza elaborazione culturale o emotiva, fatti crudi di quello che accadeva nella mostruosa macchina dello sterminio di Auschwitz.

    Shlomo Venezia, come tanti altri reduci dai lager nazisti, per 40 anni ha sofferto della "sindrome del salvato", non ha parlato dell'orrore a cui aveva assistito, per senso di colpa rispetto ai "sommersi", per paura di non essere creduto. Fortunatamente ha trovato poi la forza di condividere con gli altri questa dolorosa ma indispensabile testimonianza. Oggi accompagna i giovani delle scuole italiane in visita nei luoghi dell'orrore nazista, raccontando ciò che accadeva nella nostra civilissima Europa qualche anno fa.

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    BillClinton said on Sep 13, 2011 about the Paperback edition | Add your feedback

  • La parte di "diario" è molto interessante e scorrevole. Ho scoperto tutta una serie di atrocità che ignoravo. Ho trovato un po' più noiosa la parte storica al fondo.

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    Elisaversiglia said on Feb 7, 2012 | Add your feedback

  • L'ho acquistato dopo aver letto una recensione...e l'ho lasciato li' per un sacco di tempo prima di decidermi a leggerlo. Leggere dell'Olocausto e' ogni volta, ancora, un atto di coraggio.

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    Dido said on Jan 31, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • Pagine che sono durissimi pugni allo stomaco, come quando Shlomo racconta di quel bimbo sopravvissuto alle camere a gas ma subito ucciso da un SS o come quando parla del cadavere di una donna talmente bella che lui e io compagni del Sonderkommando non riuscivano a bruciarla... nei campi e nei ghetti ... (continue)

    Pagine che sono durissimi pugni allo stomaco, come quando Shlomo racconta di quel bimbo sopravvissuto alle camere a gas ma subito ucciso da un SS o come quando parla del cadavere di una donna talmente bella che lui e io compagni del Sonderkommando non riuscivano a bruciarla... nei campi e nei ghetti hanno distrutto l'infanzia, la bellezza, la gioia, la speranza, la vita di tante persone. sia che siano morte sia che sono soppravvisute perchè "Tutto mi riporta al campo. Qualunque cosa faccia, qualunque cosa veda, il mio spirito torna sempre nello stesso posto... Non si esce mai, per davvero, dal Crematorio."
    Dobbiamo ringraziare uomini come Shlomo che - cn grande sforzo e sofferenza - ci permettono di sapere quello che realmente è accaduto. Per non dimenticare e per fare in modo che non accada più.

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    Trilly Gio said on Jan 31, 2012 | Add your feedback

  • Il Sommerso ad essersi Salvato.

    Primo Levi divide gli internati dei campi nazisti in due categorie, i sommersi e i salvati. E in base a questa distinzione formula il suo "principio di indeterminazione" dei lager: chi si è salvato ha sì potuto raccontare i campi ma non fino in fondo proprio perchè uscirne vivo ha significato non ve ... (continue)

    Primo Levi divide gli internati dei campi nazisti in due categorie, i sommersi e i salvati. E in base a questa distinzione formula il suo "principio di indeterminazione" dei lager: chi si è salvato ha sì potuto raccontare i campi ma non fino in fondo proprio perchè uscirne vivo ha significato non vedere fino alla Fine. I sommersi, i musulmaner, quelli all'ultimo stadio di denutrizione e stenti, hanno visto tutto dei campi e proprio per questo non sono potuti tornare a raccontarli. Chi è tornato a raccontare non ha visto e chi ha visto non ha potuto raccontare. Lo stesso Levi, la cui lucidità ha dato tanto alla comprensione della realtà del lager, deve la sua sopravvivenza ad una serie di fortunate circostanze che lo hanno preservato da una parte dell'orrore della quotidianità nei campi ma nello stesso tempo allontanato dalla Totale Comprensione.
    Alla luce di questa riflessione Shlomo Venezia è una rarità, uno di quelli che più si è avvicinato al Gorgo rimanendo vivo per poterlo raccontare. Shlomo viene selezionato per far parte di un sonderkommando, una squadra di prigionieri "addetti" alle camere a gas e ai crematori, l'ultimo stadio della parabola concentrazionaria. Pur nutriti meglio dei prigionieri comuni, i membri del sonderkommando venivano periodicamente eliminati e sostituiti: nei piani delle ss erano testimoni troppo scomodi per essere lasciati in vita. Ecco perchè la sopravvivenza di Venezia rappresenta una rarità, uno dei pochi Sommersi ad essersi Salvato.

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    mario_espo said on Dec 10, 2011 | Add your feedback

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