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Sono solo Mia

Di

Editore: Edizioni EL

4.1
(18)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Altri

Isbn-10: 8847728312 | Isbn-13: 9788847728318 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
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  • 5

    Imperdibile!

    Un racconto in prima persona da una ragazzina di appena quindici anni che affronta la malattia della madre con forza e coraggio ed è pronta a scontrarsi con il padre per la sua severità e la sua poca sensibilità! Un libro davvero imperdibile secondo me

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Io queste storie che raccontano di famiglie problematiche in cui la protagonista se ne tira fuori con le sue sole forze davvero non le capisco. Non è la mia esperienza di vita. A volte ho l'impressione che storie del genere esistano solo nella mente dell'autrice e dell'editore, i quali filtrano l ...continua

    Io queste storie che raccontano di famiglie problematiche in cui la protagonista se ne tira fuori con le sue sole forze davvero non le capisco. Non è la mia esperienza di vita. A volte ho l'impressione che storie del genere esistano solo nella mente dell'autrice e dell'editore, i quali filtrano la realtà applicandoci i loro schemi ideali, concettuali e narrativi.
    Qui c'è l'ennesima ragazzina, Mia, con una madre apparentemente "super" , fanatica di tutto ciò che è "bio", con una sorella più grande (ultimo anno del Liceo Classico) con cui non va d'accordo e un padre in politica (lo chiama l'Assessore anziché papà, già qui m'è parso strano) che pensa solo a sé e a mantenere l'apparenza. Mia è una 16enne che frequenta il Liceo Artistico: la classe è descritta in modo statico, come calata dall'alto: ci sono gli "emo" (quelli che vestono di nero e hanno pensieri negativo-selettivi) e l'altro gruppo (di cui non ricordo il nome). Mia non si riconosce in nessun schieramento. E poi c'è Andrea, il nuovo arrivato, normale, che s'innamora di Mia.
    Dovrebbe essere un romanzo di formazione, solo che io la formazione non ce l'ho vista.
    La madre si ammala di leucemia e non è più così "super" come sembrava all'inizio, ha anche lei le sue paure e le sue debolezze. La sorella scopre che il suo ragazzo la tradisce e, dulcis in fundo, viene a galla il tradimento del padre con una collega; peggio: costretto a scoprirsi dalla moglie (in un'assurda conversazione davanti alle figlie) lei lo caccia di casa. Questi dovrebbero essere i "fatti" che dovrebbero spingere Mia verso un processo di crescita e di maturazione, solo che dalla teoria alla pratica ce ne vuole! La mia esperienza è che da una tragedia simile non se ne esce da soli, solo con la buona volontà.
    Una donna lasciata dal marito, con la leucemia addosso, la chemio e tutto il resto, è arrabbiata col mondo intero: capisco che intimi al marito di andarsene, ma poi non ce la vedo a fare discorsi psico-sapienziali di accettazione della realtà e ad aprirsi un negozio con una delle professoresse di Mia. Idem le figlie "abbandonate" e "tradite" dal loro papà: come possono stare in piedi, studiare e tutto il resto, sapendo che il loro genitore ha commesso un fatto tanto grave?
    Insomma, qui tutti se ne escono tranquillamente come non fosse successo nulla: appena una leucemia, appena un tradimento... cosa vuoi che sia? Il padre si fa un'altra vita con l'amante, la moglie si riprende e si mette a lavorare, le figlie trovano il modo di andare avanti e Mia trova l'amore (Andrea).
    A me sembra che non ci sia una vera crescita interiore, ma solo un barcamenarsi cercando di soffrire il meno possibile: le cose si sono messe male, proviamo a rimetterle in carreggiata.
    Il vero cambiamento sarebbe avvenuto se fosse stato descritto un rapporto con un altra persona davvero influente (un nuovo personaggio della storia, o persino Dio, l'Alterità), perché solo nella profondità di una relazione umana vera, la persona cambia.

    ha scritto il 

  • 4

    La sorella perfetta, la madre perfetta, il padre perfetto non esistono.
    Non si possono classificare le persone in base a sterili etichette, il più delle volte prive di vero significato.
    Non esistono punti cardinali fissi nella vita di una persona, tutto è in movimento costante. ...continua

    La sorella perfetta, la madre perfetta, il padre perfetto non esistono.
    Non si possono classificare le persone in base a sterili etichette, il più delle volte prive di vero significato.
    Non esistono punti cardinali fissi nella vita di una persona, tutto è in movimento costante.

    Sono sostanzialmente questi i punti salienti di un libro che si fa leggere in non più di due giorni. Lo stile della Alvisi è veramente scorrevole e nonostante la totale assenza di colpi di scena veri e propri - diciamo che ogni cosa che accade è abbastanza prevedibile - non sono riuscita a staccarmi dalle pagine di questo romanzo.

    Ed è strano come a volte, negli scaffali dedicati ai libri young adult, si possano trovare romanzi che riescono a descrivere la vita vera molto meglio dei loro colleghi posizionati sugli scaffali per adulti.

    Una lettura che mi sento di consigliare veramente a chiunque, perché in fondo la vita di Mia potrebbe essere o essere stata quella di chiunque di noi.

    ha scritto il 

  • 5

    A dire la verità la trama è abbastanza scontata, che appena succede qualcosa ti immagini subito come si svilupperà, e avevo anche riconosciuto subito la malattia di Giovanna, ancora prima della diagnosi (a quanto pare 15 stagioni di E.R. e altri libri di medicina hanno fatto il loro effetto), pe ...continua

    A dire la verità la trama è abbastanza scontata, che appena succede qualcosa ti immagini subito come si svilupperà, e avevo anche riconosciuto subito la malattia di Giovanna, ancora prima della diagnosi (a quanto pare 15 stagioni di E.R. e altri libri di medicina hanno fatto il loro effetto), però scorre così bene che non puoi fare meno di leggerlo tutto di fila in una notte. L'unica fregatura è che Mia mette un po' troppi "tipo" nelle sue frasi.

    ha scritto il