Sopra eroi e tombe

Di

Editore: Einaudi

4.3
(520)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 579 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese

Isbn-10: 8806178350 | Isbn-13: 9788806178352 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Jaime Riera Rehren ; Prefazione: Ernesto Franco

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
«Il più grande romanzo sudamericano, uno dei grandi libri del Novecento». Claudio Magris

Per la prima volta tradotto integralmente, Sopra eroi e tombe è una storia d'amore, mistero e follia che passa attraverso le vicende dei singoli personaggi (alcuni, come Alejandra, indimenticabili), quelle di una famiglia «maledetta», quelle di alcune fasi della storia argentina. È soprattutto un romanzo che racconta l'inestricabile compresenza nella vita di luce e buio, di sentimenti radiosi e perversioni, di lunghe angosce e attimi di felicità.
Un libro che mescola tutti i generi romanzeschi, dal gotico al sentimentale, dal filosofico alla satira sociale, ma che alla fine può essere classificato solo, come ha scritto Gombrowicz, «nel genere sospetto di quei romanzi che si leggono d'un fiato e quando li abbiamo finiti ci si accorge che sono le quattro del mattino».

Alejandra è una ragazza affascinante ma enigmatica e scostante. Epilettica, sonnambula, sembra possedere attitudini paranormali, oppure è solo agitata da forze più grandi di lei, che non riesce, o non vuole, dominare.
E nasconde un inconfessabile mistero.
Martín, invece, è un innamorato possessivo e un po' noioso. Per lui stare con Alejandra è un'esperienza sconvolgente in tutti i sensi, che lo può portare dall'estasi all'angoscia in pochi minuti.
Bruno è un intellettuale dal carattere contemplativo, tendente alla malinconia e al rimpianto, alla ricerca di un'impossibile saggezza.
Fernando è un paranoico ossessionato dall'idea che tutti i ciechi facciano parte di una setta demoniaca destinata alla conquista del mondo. Percorre il suo viaggio nei territori del male e della perversione con la più raffinata e paradossale lucidità.
Ma tutta la sua famiglia, gli Olmos, depositari di antichi valori, sono toccati dalla tara della follia e del decadimento. In attesa di una tragica e spettacolare purificazione.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    All'inizio sembrava la solita storia d'amore tra il bravo ragazzo e la "figa secca" intervallata da riflessioni interessanti da parte di Bruno ( terzo "protagonista") , la storia tra Martin ed Alejan ...continua

    All'inizio sembrava la solita storia d'amore tra il bravo ragazzo e la "figa secca" intervallata da riflessioni interessanti da parte di Bruno ( terzo "protagonista") , la storia tra Martin ed Alejandra mi annoiava , invece mi hanno interessata le parti "storiche" , le riflessioni di Bruno, e certi episodi accaduti a Martin ( come quando è andato a parlare con Molinari, trovarsi davanti ad una negazione ad un rifiuto ed in più essere usato come cassa di risonanza per riflessioni idiote ... situazione umiliante e irritante contemporaneamente il non aver la prontezza di spirito di mandare a cagare (e poi andarsene) uno che deliberatamente e senza dispiacere ti nega aiuto e in più però appunto vuole che tu stia lì a far conversazione e assentire su argomentazioni che sono critiche su te ....) , sarà che una volta mi capitò la stessa cosa....
    Poi arriva il "Rapporto sui ciechi" e li capisci che Alejandra aveva i suoi bei problemi ... avere un padre totalmente mentecatto e avere gli stessi sintomi della sua malattia non dev'essere il massimo, ma però anche lei subisce il fascino del padre ( tanto che mi par proprio che anche se non esplicitato abbia avuto anche rapporti sessuali con Fernando ... infatti Martin la vede entrare in "quella casa" la stessa notte che Fernando dopo l'avventura nell'altro mondo ha rapporti sessuali con una donna......in quella stessa casa...)..
    Fernando ... un demente totale, pure pericoloso , per gli animali ( stronzo son contenta tu sia bruciato vivo!) e per le persone ( non scherziamo coincidenza un cavolo , è stato lui a far esplodere quel bunsen e far diventare cieco quel poveretto !) il rapporto sui ciechi è il delirio di uno squilibrato, non trovo nemmeno una perla di saggezza nella sua follia, Fernando è un demente come suo cugino anche se di tipo che si mimetizza......Però sia chiaro mi è piaciuto tutto il "Rapporto" una lettura che mi ha coinvolta, la curiosità di sapere , di seguirlo nei suoi deliri ... c'era eccome !
    Poi ultima parte Bruno , Fernando & Co. visti da lui ... ( di nuovo riflessioni stimolanti ) ... , spiegazione più ampia del ritiro del combattente utopico e valoroso ( bellissima parte) , Martin e L'Argentina ....
    Sopra tutto quella parte di mondo ... se avessi saputo non dico di più perché non ne so mezza, se avessi saputo la storia dell'Argentina mi sarei goduta meglio il romanzo che mi pare sia fatto proprio per chi appartiene a quella terra e alla sua storia appunto, comunque anche così ti rimanda certe atmosfere certi caratteri davvero stimolanti/ interessanti/ famigliari .....
    Son contenta d'averlo letto ! :-)

    Oggetto libro :
    Ottimo, il mio ideale, rilegato filo- rete , ottima carta, ottimo tutto, pagine e copertina morbide, si tiene in mano e si legge da dio :-) ,Veramente un buon prodotto!

    ha scritto il 

  • 4

    "Bruno dice sempre che purtroppo la vita la facciamo solo in brutta copia. Se uno scrittore fa una pagina imperfetta può buttarla nel cestino. La vita, no, quello che si è vissuto non c’è modo di ria ...continua

    "Bruno dice sempre che purtroppo la vita la facciamo solo in brutta copia. Se uno scrittore fa una pagina imperfetta può buttarla nel cestino. La vita, no, quello che si è vissuto non c’è modo di riaggiustarlo, di pulirlo, di buttarlo via."

    ha scritto il 

  • 5

    capolavoro

    Cosa si può dire di Sopra eroi e tombe...posso solo dispiacermi di non averlo letto prima. E' una di quelle magnifiche creazioni che vorresti non finissero mai e che, terminata l'ultima pagina, inseri ...continua

    Cosa si può dire di Sopra eroi e tombe...posso solo dispiacermi di non averlo letto prima. E' una di quelle magnifiche creazioni che vorresti non finissero mai e che, terminata l'ultima pagina, inserisci nell'elenco dei libri da rileggere. E' un viaggio tormentato nell'abisso più oscuro della realtà: "E così, a poco a poco, con forza paradossale, simile a quella che in un incubo ci fa muovere incontro all'orrore, andai penetrando nei proibiti territori in cui comincia a regnare l'oscurità metafisica"; è un viaggio struggente e poetico fra i tanti immigrati che hanno fatto l'Argentina: "...e i vecchi emigranti sognando anche loro un'altra realtà, una realtà fantastica e remota, come il vecchio D'Arcangelo, che guardava verso quella terra ormai irraggiungibile e mormorava, Addio patre e matre addio sorelli e fratelli. Parole che qualche poeta aveva mormorato nel momento in cui la nave si allontanava dalle coste di Reggio o di Paola..." lo stesso Sabato d'altronde è figlio di emigranti calabresi; è un viaggio dentro il cuore di Buenos Aires: "La più grande città spagnola del mondo. La più grande città italiana del mondo. E così via. Più pizzerie che a Napoli e Roma messe insieme. Dio mio! Cosa significa essere argentino? Oh, Babilonia"; è un viaggio nella vita: "Credo che la verità vada benissimo in matematica, in chimica, in filosofia. Non nella vita. Nella vita è più importante l'illusione, l'immaginazione, il desiderio, la speranza". E' tutto questo e tanto altro ancora, è un libro indispensabile, da leggere, assaporare e assorbire.

    ha scritto il 

  • 5

    ad un terzo del libro, senza fiato, decido che ricomincio da capo. Intensità e potere d'analisi direi denudanti
    In queste pagine fitte, senza interlinee che alleggeriscano il pensiero, si ha la sensaz ...continua

    ad un terzo del libro, senza fiato, decido che ricomincio da capo. Intensità e potere d'analisi direi denudanti
    In queste pagine fitte, senza interlinee che alleggeriscano il pensiero, si ha la sensazione che Sabato abbia inserito con ordine e consapevolezza e con la volontà e quasi necessità di condividere comunicando, tutto ciò che aveva da dire, ciò che ha pensato in una vita. Sabato è vissuto cent’anni - 1911-2011 - e "Sopra eroi e tombe" è stato pubblicato nel 1961, giusto nel mezzo del cammino della sua vita.
    Si trovano splendide riflessioni sui più svariati argomenti che riguardano l’animo umano e tributi diretti di stima a grandi analisti di interni quali Proust, Dostoevskij, Faulkner, Borges. La narrazione non trascura però fatti e accadimenti. C’è la storia completa dell’Argentina, il desiderio di indipendenza, le guerre civili, l’anarchia e il comunismo, la repressione dittatoriale, la fame, la povertà, il significato che può assumere il concetto di patria in un paese così commisto. Poi la storia di amore totale e acerbo di Martìn, le stranezze, le manie, la realtà alternativa e proibita di Fernando e Alejandra, il viaggio onirico, il passato eroico, il presente scialbo, e poi il dramma, la sensazione di pace e amarezza.
    Lettura impegnativa e appassionante, un viaggio nelle pieghe dell’animo e nella storia di un popolo.

    ha scritto il 

  • 5

    Sopra Eroi e Tombe è uno di quei rarissimi libri che cambiano, sconvolgendole, le scale di valori ed i punti di riferimento, assoluti e relativi, che ciascuno di noi, consciamente o inconsciamente, ...continua

    Sopra Eroi e Tombe è uno di quei rarissimi libri che cambiano, sconvolgendole, le scale di valori ed i punti di riferimento, assoluti e relativi, che ciascuno di noi, consciamente o inconsciamente, utilizza durante e dopo la lettura di un opera per valutarne il proprio gradimento e cercare conseguentemente di esprimere un giudizio in proposito.

    Sopra Eroi e Tombe è molte cose, è quasi tutto.

    E’ storia d’amore, impossibile e disperato, tra gli adolescenti Alejandra e Martìn, e di odio, tra Martìn e la madre-fogna e tra Alejandra e il padre Fernando, paranoico manipolatore, pieno di disprezzo per le donne e per la società costituita, rapinatore e assassino.
    E’ romanzo storico e sociologico, pieno di amore/odio per Buenos Aires, l’Argentina e per il drammatico e sanguinoso cammino percorso fino all’indipendenza dalla Spagna (e soprattutto dopo), di cui la famiglia di Alejandra è prova vivente e la cui storia è ripercorsa in un lasso temporale di 150 anni.

    E’ testimonianza di doloroso affetto per il destino e la vita dei milioni d’immigrati che raggiunsero l’Argentina nel XIX e XX secolo, di cui l’autore, Ernesto Sàbato, è uno dei figli. E’ digressione critica sulla letteratura argentina e sudamericana, in cui l’odiato (da Sàbato) Borges diventa persino uno dei personaggi del libro.

    Sopra Eroi e Tombe è un viaggio negli abissi e negli inferi del Male Assoluto insito nella condizione umana e da essa inscindibile, rappresentato attraverso la discesa fisica, metafisica e metaforica nei meandri della Buenos Aires sotterranea, compiuta da Fernando nella sua ossessiva ricerca dei capi e della verità sulla Setta dei Ciechi che, secondo la paranoica ossessione da cui è afflitto, governerebbe il mondo avendo sconfitto anche (e soprattutto) Dio: tutto ciò accade e si compie nel terzo e celeberrimo capitolo del libro, il “Rapporto sui Ciechi”, sorta di monolite nero kubrickiano conficcato nel cuore del libro e nell’anima del lettore.

    Sopra Eroi e Tombe è, soprattutto, capolavoro assoluto. E’ vertice indiscutibile e incontestabile, che lascia il lettore con lo stesso senso di straniato stupore e fascino che si prova davanti a una meraviglia naturale o ad un opera d’arte, che si percepisce come unica e irripetibile.

    ha scritto il 

  • 5

    "Sopra eroi e tombe": a un titolo così, come si può resistere? un titolo a dir poco epico, che promette tutto, tutta la verità sulla grandezza e sulla miseria, sui nobili sentimenti e il nero dell'ani ...continua

    "Sopra eroi e tombe": a un titolo così, come si può resistere? un titolo a dir poco epico, che promette tutto, tutta la verità sulla grandezza e sulla miseria, sui nobili sentimenti e il nero dell'animo umano, sulla loro indistricabile unità.
    Mantiene quello che promette? In effetti mi aspettavo qualcosa di diverso, prima di leggerlo, ma questo non significa che sia rimasta delusa, tutt'altro.
    Di certo l'autore sembra prodigasi molto a sondare tenebre, incubi, abissi, follia - in particolare nell'enigmatica parte "Rapporto sui ciechi".

    Come il titolo, anche il romanzo è esagerato. Esageratamente onirico o esoterico in alcune parti, esageratamente misterioso in alcune atmosfere. E la narrazione, una volta che si sia riusciti a immergersi in questa atmosfera inquietante e appiccicosa, e in questo modo di raccontare un po' contorto, scorre e trascina come un fiume in piena, con una prosa impeccabile, elegante, evocativa.
    La cornice del romanzo è fornita da una storia d'amore tra il romantico Martin e la misteriosa Alejandra; per lui sarà una sorta di cammino d'iniziazione alla vita, per lei uno degli ultimi episodi prima di sprofondare denitivamente negli abissi. E in questa cornice, è dell'uomo che si parla.

    Do la parola a Sabato:
    [...]l'uomo, da quando si è sollevato sulle due gambe posteriori, ha cominciato a gettare le fondamenta della propria grandezza, ma anche della propria angoscia. Avrebbe costruito quell'edificio strano e potente che si chiama cultura, smettendo di essere un animale, ma senza speranza di diventare il dio che il suo spirito prefigurava. Un essere addolorato e malato, condannato a vivere tra la terra degli animali e il cielo degli dei, che avrà perso il paradiso dell'innocenza senza guadagnare il paradiso della redenzione, che si farà domande, per la prima volta, sul senso dell'esistenza. L'uso delle mani e del fuoco, e poi la scienza e la tecnica, scaveranno l'abisso sempre più profondo che separa l'uomo dalla specie originaria e dalla felicità zoologica.
    E la grande città sarà l'ultima tappa della sua corsa impazzita, l'espressione più alta del suo orgoglio e la forma estrema della sua alienazione.

    L'animo umano rimarrà definitivamente inconoscibile mediante la semplice ragione; come afferma Fernando, una sorte di eroe del male, il folle ma lucido protagonista del rapporto sui ciechi:

    Molte stupidaggini hanno l'aria di impeccabili ragionamenti. Certo, ragioniamo bene, magnificamente, sulla base delle premesse A, B e C. Solo che non avevamo considerato la premessa D, e neanche E o F. Tutto un abbecedario. Dinamica in virtù della quale gli astuti inquisitori della psicoanalisi si sentono con l'anima in pace pensando di aver tratto conclusioni corrette partendo da basi rachitiche.

    E' l'arte invece ciò che permette di sondare e conoscere l'uomo; come si legge nell'introduzione di Ernesto Franco:

    Se si arriva alla scienza per ansia di verità e conoscenza [...] si può scoprire presto che i suoi strumenti dànno accesso a verità parziali e che la totalità dell'uomo è conoscibile solo attraverso il contraddittorio percorso dell'arte, «perché i grandi problemi della condizione umana non sono adatti alla coerenza, ma sono accessibili unicamente a quell'espressione mitopoietica, contraddittoria e paradossale, affine alla nostra esistenza»

    ha scritto il 

  • 5

    Imponente. Non tanto (non solo) è la mole del libro ad essere imponente quanto la densità di alcune pagine, la struttura di questo capolavoro, il senso di onnipotenza, dolore e distruzione che lascia ...continua

    Imponente. Non tanto (non solo) è la mole del libro ad essere imponente quanto la densità di alcune pagine, la struttura di questo capolavoro, il senso di onnipotenza, dolore e distruzione che lascia addosso.
    Ho incontrato Sabato molto tardi, e ancora lo conosco poco, ma il poco che ho letto è bastato a farlo entrare nel gruppo degli scrittori che più amo. Una storia apparentemente semplice (l'amore tra due giovani a Buenos Aires) si complica di follia e di inganni. E questo solo guardando la superficie delle cose, mentre scavando si trova ancora di più: la personale visione del mondo di Sabato, Borges, un mondo infinito.
    Se non fosse stato per uno stupido incidente l'avrei letteralmente divorato...

    ha scritto il 

  • 4

    "E pensava, come davanti a un abisso, quanto poco restava di questo cammino verso il nulla"

    Per molti giorni questo libro è stato il mio viatico sul cammino verso il regno del sonno.
    L'ho mangiato, assimilato, assorbito al punto che esso è diventato parte di quella materia caotica e ricca al ...continua

    Per molti giorni questo libro è stato il mio viatico sul cammino verso il regno del sonno.
    L'ho mangiato, assimilato, assorbito al punto che esso è diventato parte di quella materia caotica e ricca alla quale i sogni attingono per formare se stessi (ho sognato addirittura - in un sogno concreto quanto la realtà - di vivere in un mondo di ciechi).

    Sabato, grande padre (padre di molti scrittori sudamericani e, in particolare, di Bolaño e del suo I detective selvaggi), sente, nei nervi, nel cuore, nel cervello, in un'empatia estrema, i dolori della sua Argentina (madre di piccoli, commoventi eroi, sconfinato cimitero di tombe).

    ha scritto il 

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