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Sopra eroi e tombe

Di

Editore: Editori Riuniti

4.3
(505)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 372 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese

Isbn-10: 8835937418 | Isbn-13: 9788835937418 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Fausta Leoni

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 5

    capolavoro

    Cosa si può dire di Sopra eroi e tombe...posso solo dispiacermi di non averlo letto prima. E' una di quelle magnifiche creazioni che vorresti non finissero mai e che, terminata l'ultima pagina, inseri ...continua

    Cosa si può dire di Sopra eroi e tombe...posso solo dispiacermi di non averlo letto prima. E' una di quelle magnifiche creazioni che vorresti non finissero mai e che, terminata l'ultima pagina, inserisci nell'elenco dei libri da rileggere. E' un viaggio tormentato nell'abisso più oscuro della realtà: "E così, a poco a poco, con forza paradossale, simile a quella che in un incubo ci fa muovere incontro all'orrore, andai penetrando nei proibiti territori in cui comincia a regnare l'oscurità metafisica"; è un viaggio struggente e poetico fra i tanti immigrati che hanno fatto l'Argentina: "...e i vecchi emigranti sognando anche loro un'altra realtà, una realtà fantastica e remota, come il vecchio D'Arcangelo, che guardava verso quella terra ormai irraggiungibile e mormorava, Addio patre e matre addio sorelli e fratelli. Parole che qualche poeta aveva mormorato nel momento in cui la nave si allontanava dalle coste di Reggio o di Paola..." lo stesso Sabato d'altronde è figlio di emigranti calabresi; è un viaggio dentro il cuore di Buenos Aires: "La più grande città spagnola del mondo. La più grande città italiana del mondo. E così via. Più pizzerie che a Napoli e Roma messe insieme. Dio mio! Cosa significa essere argentino? Oh, Babilonia"; è un viaggio nella vita: "Credo che la verità vada benissimo in matematica, in chimica, in filosofia. Non nella vita. Nella vita è più importante l'illusione, l'immaginazione, il desiderio, la speranza". E' tutto questo e tanto altro ancora, è un libro indispensabile, da leggere, assaporare e assorbire.

    ha scritto il 

  • 5

    ad un terzo del libro, senza fiato, decido che ricomincio da capo. Intensità e potere d'analisi direi denudanti
    In queste pagine fitte, senza interlinee che alleggeriscano il pensiero, si ha la sensaz ...continua

    ad un terzo del libro, senza fiato, decido che ricomincio da capo. Intensità e potere d'analisi direi denudanti
    In queste pagine fitte, senza interlinee che alleggeriscano il pensiero, si ha la sensazione che Sabato abbia inserito con ordine e consapevolezza e con la volontà e quasi necessità di condividere comunicando, tutto ciò che aveva da dire, ciò che ha pensato in una vita. Sabato è vissuto cent’anni - 1911-2011 - e "Sopra eroi e tombe" è stato pubblicato nel 1961, giusto nel mezzo del cammino della sua vita.
    Si trovano splendide riflessioni sui più svariati argomenti che riguardano l’animo umano e tributi diretti di stima a grandi “analisti di interni” quali Proust, Dostoevskij, Faulkner, Borges. La narrazione non trascura però fatti e accadimenti. C’è la storia completa dell’Argentina, il desiderio di indipendenza, le guerre civili, l’anarchia e il comunismo, la repressione dittatoriale, la fame, la povertà, il significato che può assumere il concetto di patria in un paese così commisto. Poi la storia di amore totale e acerbo di Martìn, le stranezze, le manie, la realtà alternativa e proibita di Fernando e Alejandra, il viaggio onirico, il passato eroico, il presente scialbo, e poi il dramma, la sensazione di pace e amarezza.
    Lettura impegnativa e appassionante, un viaggio nelle pieghe dell’animo e nella storia di un popolo.

    ha scritto il 

  • 5

    Sopra Eroi e Tombe è uno di quei rarissimi libri che cambiano, sconvolgendole, le scale di valori ed i punti di riferimento, assoluti e relativi, che ciascuno di noi, consciamente o inconsciamente, ...continua

    Sopra Eroi e Tombe è uno di quei rarissimi libri che cambiano, sconvolgendole, le scale di valori ed i punti di riferimento, assoluti e relativi, che ciascuno di noi, consciamente o inconsciamente, utilizza durante e dopo la lettura di un opera per valutarne il proprio gradimento e cercare conseguentemente di esprimere un giudizio in proposito.

    Sopra Eroi e Tombe è molte cose, è quasi tutto.

    E’ storia d’amore, impossibile e disperato, tra gli adolescenti Alejandra e Martìn, e di odio, tra Martìn e la madre-fogna e tra Alejandra e il padre Fernando, paranoico manipolatore, pieno di disprezzo per le donne e per la società costituita, rapinatore e assassino.
    E’ romanzo storico e sociologico, pieno di amore/odio per Buenos Aires, l’Argentina e per il drammatico e sanguinoso cammino percorso fino all’indipendenza dalla Spagna (e soprattutto dopo), di cui la famiglia di Alejandra è prova vivente e la cui storia è ripercorsa in un lasso temporale di 150 anni.

    E’ testimonianza di doloroso affetto per il destino e la vita dei milioni d’immigrati che raggiunsero l’Argentina nel XIX e XX secolo, di cui l’autore, Ernesto Sàbato, è uno dei figli. E’ digressione critica sulla letteratura argentina e sudamericana, in cui l’odiato (da Sàbato) Borges diventa persino uno dei personaggi del libro.

    Sopra Eroi e Tombe è un viaggio negli abissi e negli inferi del Male Assoluto insito nella condizione umana e da essa inscindibile, rappresentato attraverso la discesa fisica, metafisica e metaforica nei meandri della Buenos Aires sotterranea, compiuta da Fernando nella sua ossessiva ricerca dei capi e della verità sulla Setta dei Ciechi che, secondo la paranoica ossessione da cui è afflitto, governerebbe il mondo avendo sconfitto anche (e soprattutto) Dio: tutto ciò accade e si compie nel terzo e celeberrimo capitolo del libro, il “Rapporto sui Ciechi”, sorta di monolite nero kubrickiano conficcato nel cuore del libro e nell’anima del lettore.

    Sopra Eroi e Tombe è, soprattutto, capolavoro assoluto. E’ vertice indiscutibile e incontestabile, che lascia il lettore con lo stesso senso di straniato stupore e fascino che si prova davanti a una meraviglia naturale o ad un opera d’arte, che si percepisce come unica e irripetibile.

    ha scritto il 

  • 5

    "Sopra eroi e tombe": a un titolo così, come si può resistere? un titolo a dir poco epico, che promette tutto, tutta la verità sulla grandezza e sulla miseria, sui nobili sentimenti e il nero dell'ani ...continua

    "Sopra eroi e tombe": a un titolo così, come si può resistere? un titolo a dir poco epico, che promette tutto, tutta la verità sulla grandezza e sulla miseria, sui nobili sentimenti e il nero dell'animo umano, sulla loro indistricabile unità.
    Mantiene quello che promette? In effetti mi aspettavo qualcosa di diverso, prima di leggerlo, ma questo non significa che sia rimasta delusa, tutt'altro.
    Di certo l'autore sembra prodigasi molto a sondare tenebre, incubi, abissi, follia - in particolare nell'enigmatica parte "Rapporto sui ciechi".

    Come il titolo, anche il romanzo è esagerato. Esageratamente onirico o esoterico in alcune parti, esageratamente misterioso in alcune atmosfere. E la narrazione, una volta che si sia riusciti a immergersi in questa atmosfera inquietante e appiccicosa, e in questo modo di raccontare un po' contorto, scorre e trascina come un fiume in piena, con una prosa impeccabile, elegante, evocativa.
    La cornice del romanzo è fornita da una storia d'amore tra il romantico Martin e la misteriosa Alejandra; per lui sarà una sorta di cammino d'iniziazione alla vita, per lei uno degli ultimi episodi prima di sprofondare denitivamente negli abissi. E in questa cornice, è dell'uomo che si parla.

    Do la parola a Sabato:
    [...]l'uomo, da quando si è sollevato sulle due gambe posteriori, ha cominciato a gettare le fondamenta della propria grandezza, ma anche della propria angoscia. Avrebbe costruito quell'edificio strano e potente che si chiama cultura, smettendo di essere un animale, ma senza speranza di diventare il dio che il suo spirito prefigurava. Un essere addolorato e malato, condannato a vivere tra la terra degli animali e il cielo degli dei, che avrà perso il paradiso dell'innocenza senza guadagnare il paradiso della redenzione, che si farà domande, per la prima volta, sul senso dell'esistenza. L'uso delle mani e del fuoco, e poi la scienza e la tecnica, scaveranno l'abisso sempre più profondo che separa l'uomo dalla specie originaria e dalla felicità zoologica.
    E la grande città sarà l'ultima tappa della sua corsa impazzita, l'espressione più alta del suo orgoglio e la forma estrema della sua alienazione.

    L'animo umano rimarrà definitivamente inconoscibile mediante la semplice ragione; come afferma Fernando, una sorte di eroe del male, il folle ma lucido protagonista del rapporto sui ciechi:

    Molte stupidaggini hanno l'aria di impeccabili ragionamenti. Certo, ragioniamo bene, magnificamente, sulla base delle premesse A, B e C. Solo che non avevamo considerato la premessa D, e neanche E o F. Tutto un abbecedario. Dinamica in virtù della quale gli astuti inquisitori della psicoanalisi si sentono con l'anima in pace pensando di aver tratto conclusioni corrette partendo da basi rachitiche.

    E' l'arte invece ciò che permette di sondare e conoscere l'uomo; come si legge nell'introduzione di Ernesto Franco:

    Se si arriva alla scienza per ansia di verità e conoscenza [...] si può scoprire presto che i suoi strumenti dànno accesso a verità parziali e che la totalità dell'uomo è conoscibile solo attraverso il contraddittorio percorso dell'arte, «perché i grandi problemi della condizione umana non sono adatti alla coerenza, ma sono accessibili unicamente a quell'espressione mitopoietica, contraddittoria e paradossale, affine alla nostra esistenza»

    ha scritto il 

  • 5

    Imponente. Non tanto (non solo) è la mole del libro ad essere imponente quanto la densità di alcune pagine, la struttura di questo capolavoro, il senso di onnipotenza, dolore e distruzione che lascia ...continua

    Imponente. Non tanto (non solo) è la mole del libro ad essere imponente quanto la densità di alcune pagine, la struttura di questo capolavoro, il senso di onnipotenza, dolore e distruzione che lascia addosso.
    Ho incontrato Sabato molto tardi, e ancora lo conosco poco, ma il poco che ho letto è bastato a farlo entrare nel gruppo degli scrittori che più amo. Una storia apparentemente semplice (l'amore tra due giovani a Buenos Aires) si complica di follia e di inganni. E questo solo guardando la superficie delle cose, mentre scavando si trova ancora di più: la personale visione del mondo di Sabato, Borges, un mondo infinito.
    Se non fosse stato per uno stupido incidente l'avrei letteralmente divorato...

    ha scritto il 

  • 4

    "E pensava, come davanti a un abisso, quanto poco restava di questo cammino verso il nulla"

    Per molti giorni questo libro è stato il mio viatico sul cammino verso il regno del sonno.
    L'ho mangiato, assimilato, assorbito al punto che esso è diventato parte di quella materia caotica e ricca al ...continua

    Per molti giorni questo libro è stato il mio viatico sul cammino verso il regno del sonno.
    L'ho mangiato, assimilato, assorbito al punto che esso è diventato parte di quella materia caotica e ricca alla quale i sogni attingono per formare se stessi (ho sognato addirittura - in un sogno concreto quanto la realtà - di vivere in un mondo di ciechi).

    Sabato, grande padre (padre di molti scrittori sudamericani e, in particolare, di Bolaño e del suo I detective selvaggi), sente, nei nervi, nel cuore, nel cervello, in un'empatia estrema, i dolori della sua Argentina (madre di piccoli, commoventi eroi, sconfinato cimitero di tombe).

    ha scritto il 

  • 3

    I «benché» sono quasi sempre «perché» sconosciuti (M. Proust)

    All'inizio, già reduce dalla lettura de “Il Tunnel”, pensavo alla differenza fra Sabato e buona parte degli altri latino-americani. Dopo i primi capitoli ho dovuto ricredermi. Se non proprio magico, i ...continua

    All'inizio, già reduce dalla lettura de “Il Tunnel”, pensavo alla differenza fra Sabato e buona parte degli altri latino-americani. Dopo i primi capitoli ho dovuto ricredermi. Se non proprio magico, il suo ha iniziato ad essere un realismo leggendario, una miscela della Allende e di Marquez che per numero di personaggi aveva poco da invidiare alle saghe familiari di entrambi. Il libro è diviso in tre parti ed ognuna di esse paga pegno alla convinzione di Sabato che l’uomo sia conoscibile solo attraverso l’arte e che le problematiche dell’umanità non siano adatte alla coerenza, ma debbano essere rappresentate nella loro paradossalità contraddittoria.
    Cosa significa ciò? Cosa comporta leggere questo libro? Citando Sabato direi
    “Cercare una pietra preziosa in una poltiglia di fango e escrementi”
    La prima parte è quella dell’amore, dell’incontro fra Martin ed Alejandra, della quale preventivamente viene specificato il triste destino. Alejandra è quel tipo di donna tormentata ed insopportabile con cui è bene che perdano tempo coloro che si sentono redentori. La seconda parte è il brogliaccio del romanzo che ha dato fama mondiale a Saramago, Cecità. Diciamo che nell'economia del libro, è una parte che potrebbe essere tranquillamente omessa. Se le mie stelle sono solo tre, lo si deve alla noia con la quale mi son sorbito le farneticazioni, in prima persona, del debordante Ferdinando Vidal. La terza parte vede ancora Vidal come protagonista, in questo caso però, è analizzata l’influenza del suo carisma sulla vita del narratore. Le parti non sono scollate, ma neppure saldate benissimo fra loro. Su tutto il romanzo poi, domina il sentimento nazionale, il concetto di patria.
    Julio Velasco una volta disse: i messicani discendono dagli aztechi, i peruviani dagli Incas e gli argentini dalle navi.
    E’ un’ottima sintesi per una nazione che non è né Europa né America, un luogo dove non c’è niente di solido, dove l’uomo sembra più fallimentare che altrove.
    Voi non avete idea di quante pietre preziose vi siano nella poltiglia di queste pagine. Occorrono pazienza, stomaco e resistenza, ma si viene premiati. Opportunamente lavata, metto sul tavolo una delle mie, in modo che a nessun altro venga in mente di reclamarla a fine lettura.
    Giacché le persone sincere e oneste, non essendo in grado di occultare i sentimenti di rifiuto o di distanza provocati da tante circostanze della vita, non riescono mai ad ammaliare gli altri come fanno i cinici e i bugiardi. Le bugie sono spesso più gradevoli della verità, per molta gente. La verità è sempre macchiata da imperfezioni, persino nelle persone più vicine alla perfezione.

    Colonna Sonora:

    Ella Fitzgerald
    http://www.youtube.com/watch?v=ZYu0vNxiMrM

    Guccini
    http://www.youtube.com/watch?v=A68DYsOsbHM

    Celentano
    http://www.youtube.com/watch?v=TePjliGxKmo

    E-Book N°68
    Sopra eroi e tombe (ERNESTO SÁBATO)
    Agosto 2014

    ha scritto il 

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