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Sopravvivere coi lupi

Dal Belgio all'Ucraina una bambina ebrea attraverso l'Europa nazista

Di

Editore: Ponte alle Grazie

3.9
(349)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 266 | Formato: Altri

Isbn-10: 8879284231 | Isbn-13: 9788879284233 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Maria Grazia Gini , AlessandraDe Vizzi

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
La storia di una bambina in fuga dagli orrori della guerra e dalla crudeltàdegli uomini, che paradossalmente trova solo presso gli animali il calore el'affetto che il mondo degli uomini le aveva negato. Un libro che parladell'amore per gli animali, dell'amore per la vita, ma anche della memoria,del dovere di ricordare, del dolore che non finisce.
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  • 1

    Che tutta la storia sia stata inventata è il minore dei mali per questo stupidissimo racconto: una miscela di luoghi comuni, di situazioni adatte a soddisfare un lettore con poche esigenze, di melensaggini intollerabili. Insomma, molto americano, anche il successo che incomprensibilmente ebbe all ...continua

    Che tutta la storia sia stata inventata è il minore dei mali per questo stupidissimo racconto: una miscela di luoghi comuni, di situazioni adatte a soddisfare un lettore con poche esigenze, di melensaggini intollerabili. Insomma, molto americano, anche il successo che incomprensibilmente ebbe alla sua pubblicazione.
    Da dimenticare velocemente.

    ha scritto il 

  • 3

    Carino, toccante, anche se poco plausibile. Rispetto a tante storie sull'Olocausto, questa è diversa e piacevole per il rapporto con la Natura della protagonista, anche se mi aspettavo fosse molto più incentrato sulla vita coi lupi (che in realtà non occupa neanche metà libro).
    Lettura piac ...continua

    Carino, toccante, anche se poco plausibile. Rispetto a tante storie sull'Olocausto, questa è diversa e piacevole per il rapporto con la Natura della protagonista, anche se mi aspettavo fosse molto più incentrato sulla vita coi lupi (che in realtà non occupa neanche metà libro).
    Lettura piacevole

    ha scritto il 

  • 5

    Sopravvivere coi lupi

    La storia e' molto toccante, e narra della piccola protagonista, Micha, alla quale sono stati portati via i genitori, deportati in un campo di concentramento. La piccola intraprendera' un incredibile viaggio, sola e sperduta, a piedi nudi nel freddo inverno Belga, fino ad arrivare in Ucraina. Nel ...continua

    La storia e' molto toccante, e narra della piccola protagonista, Micha, alla quale sono stati portati via i genitori, deportati in un campo di concentramento. La piccola intraprendera' un incredibile viaggio, sola e sperduta, a piedi nudi nel freddo inverno Belga, fino ad arrivare in Ucraina. Nel corso del viaggio, trovera' degli " amici " molto speciali che la aiuteranno a sopravvivere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Un libro decisamente piacevole e scorrevole, ben scritto.
    Non ho letto molto sul nazismo, anche perchè libri simili mi mettono addosso una certa tristezza e angoscia, questo libro ha il pregio di raccontare le brutture della guerra senza per questo mettere addosso al lettore eccessiva trist ...continua

    Un libro decisamente piacevole e scorrevole, ben scritto.
    Non ho letto molto sul nazismo, anche perchè libri simili mi mettono addosso una certa tristezza e angoscia, questo libro ha il pregio di raccontare le brutture della guerra senza per questo mettere addosso al lettore eccessiva tristezza e depressione.

    La storia (che sia vera o meno poco mi importa, so che c'è stata polemica su questo) narra di Misha una bambina belga ebrea di sei anni.
    Un giorno i suoi genitori la mandano a vivere con una famiglia tedesca, tingendole i capelli e dandole documenti falsi.
    Misha è spaventata, non capisce cosa succede e, come tutti i bambini, vuole solo mamma e papà.
    I De Wael sono freddi, scortesi e tirannici, per fortuna di Misha però, i nonni de Wael che vivono in campagna la prendono in simpatia e la loro casa diventa un oasi di pace e tranquillità per la bambina.
    Un brutto giorno il nonno le dice che ormai è pericoloso, per lei, venire a trovarlo.

    La prospettiva di perdere l'unico posto dove si sente felice la terrorizza al punto da indurla a fuggire e mettersi in viaggio alla ricerca dei genitori.

    Nel suo lungo viaggio Misha imparerà quanto possono essere crudeli gli uomini e diffiderà di loro.
    Messa di fronte alle brutture della guerra, costretta a vivere di furti, la bambina diventerà sempre più guardinga e selvatica.
    Finchè un giorno incontra una lupa "mamma Rita" che la adotta, prendendola sotto la sua ala protettiva.
    Misha vive così assieme a mamma Rita e al compagno di lei, viene accudita e protetta riscoprendo la gioia di avere una famiglia.
    Ma il mostro chiamato uomo è sempre in agguato e la sua nuova famiglia viene uccisa.

    Nel corso del libro la bambina si trova di fronte alla realtà della deportazione, entra nel ghetto di Varsavia dove vede la miseria, la disperazione dei "prigionieri" ormai ridotti a involucri di carne privi di anima.
    La speranza di ritrovare la sua famiglia comincia ad assottigliarsi.
    Grazie a un innata prudenza, la bambina riesce a nascondersi e a non farsi quasi mai notare dagli adulti. Solo due volte sarà davvero in pericolo: nel ghetto di Varsavia e quando dovrà uccidere un soldato tedesco per salvarsi la vita.
    Solo raramente incontra degli esseri umani disposti ad aiutarla.
    Partigiani in Polonia, una donna in Iugoslavia, soldati, suore, contadini.
    A volte le danno da mangiare, altre un passaggio su un carro ma ci vorranno anni perchè Misha possa tornare ad aprire il suo cuore ai suoi simili.

    Avrei sperato in un finale più felice, con il ricongiungimento di Misha alla sua famiglia, ma questa è una storia reale e nella realtà non sempre c'è un lieto fine.
    Misha non saprà mai che fine hanno fatto i suoi genitori.
    Non potrà vivere con il suo amato nonno, almeno non subito e i campi di sterminio sono esistiti davvero.

    Una storia incredibile, e forse lo è, appassionante, di coraggio, disperazione e amore.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto questo libro perché me lo ha regalato mio nipote al quale era stato imposto a scuola. Bel libro, per me che ho 60 anni, ma, cari professori, per favore, fate leggere ai ragazzi qualcosa di più divertente, altrimenti non si appassioneranno mai alla lettura: in seguito saranno loro a cerca ...continua

    Ho letto questo libro perché me lo ha regalato mio nipote al quale era stato imposto a scuola. Bel libro, per me che ho 60 anni, ma, cari professori, per favore, fate leggere ai ragazzi qualcosa di più divertente, altrimenti non si appassioneranno mai alla lettura: in seguito saranno loro a cercare qualcosa di più interessante e impegnativo, non fateli scappare!

    ha scritto il 

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