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Sopravvivere e vivere

Conversazioni con Clémence Boulouque

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 600)

3.8
(63)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 181 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845924920 | Isbn-13: 9788845924927 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Bergamasco ; Intervistatore: Clémence Boulouque

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Quando Irène Némirovsky viene arrestata, nel luglio del 1942, la maggiore delle sue due figlie, Denise, ha tredici anni, la minore, Elisabeth, soltanto cinque. Tre mesi dopo anche il padre sarà deportato. Per le due bambine cominciano gli anni atroci della fuga: braccate dalla polizia francese e dalla Gestapo, passano da un nascondiglio all'altro, spostandosi di notte, prendendo treni da cui bisogna saltare giù prima che entrino nelle stazioni per evitare i poliziotti e i loro cani, trovando rifugio in un convento di suore, in cantine umide, in sottoscala. Alla Liberazione, Denise ed Elisabeth si recheranno, insieme a molti altri, alla Gare de l'Est, dove assisteranno sgomente all'arrivo dei treni che riportano a casa quei fantasmi macilenti che sono i sopravvissuti dei campi: ma da quei treni non vedranno scendere né l'uno né l'altro dei genitori. Di loro resta soltanto la valigia che Michel Epstein ha affidato alla figlia maggiore raccomandandogliela come cosa preziosa appartenuta alla madre: la valigia dentro la quale, molti anni dopo, Denise troverà il manoscritto di Suite française. In questa lunga intervista Denise ripercorre, con la limpida chiarezza del suo spirito indomabile, ma anche con l'arguzia e l'ironia che le sono proprie, un'esistenza in cui le assenze hanno pesato più delle presenze, e la memoria (e la difesa della memoria stessa) ha svolto un ruolo determinante.
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  • 5

    Ottima occasione per conoscere la donna dietro la scrittrice, e soprattutto la madre che è diventata, nonostante quella che ha avuto. Considerando che il rapporto madre/figlia e la madre-mostro sono fra i suoi temi più ricorrenti, è interessante scoprire come si sia riscattata diventando a sua vo ...continua

    Ottima occasione per conoscere la donna dietro la scrittrice, e soprattutto la madre che è diventata, nonostante quella che ha avuto. Considerando che il rapporto madre/figlia e la madre-mostro sono fra i suoi temi più ricorrenti, è interessante scoprire come si sia riscattata diventando a sua volte madre, e a me sembra che la dolcezza e l'amore provati nei confronti delle figlie, e il legame forte e profondo che le ha legate, siano un atto di accusa e una rivincita molto più soddisfacenti rispetto alle pagine livide e rancorose che si trovano in alcune sue opere.

    ha scritto il 

  • 3

    Intervista alla figlia di Irène Némirovsky

    La figlia maggiore di Irène Némirovsky aveva tredici anni quando arrestarono sua mamma, nel 1942. Si stava affacciando all’adolescenza quando si ritrovò di colpo orfana e con la necessità di scappare, di nascondersi, perché avrebbe potuto fare la stessa fine dei suoi genitori per un motivo che no ...continua

    La figlia maggiore di Irène Némirovsky aveva tredici anni quando arrestarono sua mamma, nel 1942. Si stava affacciando all’adolescenza quando si ritrovò di colpo orfana e con la necessità di scappare, di nascondersi, perché avrebbe potuto fare la stessa fine dei suoi genitori per un motivo che non riusciva a capire: essere nata da una famiglia ebrea. Come si fa a capire una realtà simile? Se è già difficile capirlo per un adulto, come poteva essere per una ragazzina trovatasi improvvisamente orfana? Come si fa a diventare una donna equilibrata, dopo un passato simile?
    Il libro è molto interessante, perché parla della quotidianità della famiglia, delle loro vacanze, dei gusti e delle passioni della mamma Irène e anche di come è stato difficile sopravvivere dopo.. Una delle cose che più mi ha colpito è che la grande rabbia di questa donna è rivolta più che contro i tedeschi, che naturalmente non hanno alcuna scusante, contro la grande patria Francia, la loro nazione, che avrebbe dovuto proteggere queste persone e che invece li ha venduti alla Germania, perché così erano gli ordini… E per questo motivo quando Denise va nelle scuole a parlare della sua esperienza, cerca di insegnare ai ragazzi a sapere dire di NO, perché ogni persona ha la sua coscienza ed è troppo facile giustificarsi dicendo che non è colpa nostra, perché l’ordine arriva da un capo superiore!!

    “Dio invece non lo prendevo neanche in considerazione: ero troppo arrabbiata. Se uno ci pensa, capisce subito che non soltanto le religioni (qualsiasi religione), ma anche le bandiere e i confini non fanno altro che provocare guerre e tragedie. Mi sarebbe piaciuto di più credere nell’Uomo universale, ma anche questa, probabilmente, è un’utopia.”

    ha scritto il 

  • 4

    Denise Epstein racconta, parlandone con Clémence Boulouque, la sua vita prima, durante e dopo la guerra nella Francia invasa e divisa. Denise Epstein è la figlia di Irène Némirovsky. Con la guerra, la vita della famiglia Epstein è quella di una famiglia in fuga. Il 13 luglio del 1942 i gendarmi p ...continua

    Denise Epstein racconta, parlandone con Clémence Boulouque, la sua vita prima, durante e dopo la guerra nella Francia invasa e divisa. Denise Epstein è la figlia di Irène Némirovsky. Con la guerra, la vita della famiglia Epstein è quella di una famiglia in fuga. Il 13 luglio del 1942 i gendarmi prelevano la scrittrice Nemirovsky; tre mesi dopo viene arrestato e deportato anche il marito. Le due figlie, Denise, di tredici anni, e Élisabeth, di cinque, iniziano da quel momento una vita clandestina. Il padre, prima di essere arrestato, aveva affidato alla figlia più grande la valigia con gli scritti della moglie. Tra le carte, il manoscritto di Suite francese. Entrambi i genitori furono inghiottiti dalla macchina dello sterminio.

    ha scritto il 

  • 4

    scritto in forma di intervista,è il racconto della figlia di Irene Nemirovscky."nel momento in cui le immagini della mia vita sono sul punto di diventare "carta", mi sembra importante presentare i personaggi di questa "commedia umana"...
    una lettura che non può mancare per chi ama la scritt ...continua

    scritto in forma di intervista,è il racconto della figlia di Irene Nemirovscky."nel momento in cui le immagini della mia vita sono sul punto di diventare "carta", mi sembra importante presentare i personaggi di questa "commedia umana"...
    una lettura che non può mancare per chi ama la scrittrice di Suite francese e tanti altri splendidi romanzi.

    ha scritto il 

  • 5

    interessante da leggere per entrare nel mondo nemirovskj e per conoscere un lato meno conosciuto degli anni del nazismo: la visuale è quella bassa di un bambino (un bambino vero e non quelli finti dei romanzi-commerciali alla "un bambino col pigiama a righe)
    denise mi spiega benissimo come ...continua

    interessante da leggere per entrare nel mondo nemirovskj e per conoscere un lato meno conosciuto degli anni del nazismo: la visuale è quella bassa di un bambino (un bambino vero e non quelli finti dei romanzi-commerciali alla "un bambino col pigiama a righe)
    denise mi spiega benissimo come era facile per una bambina di quegli anni sentire, ma non capire, vedere, ma non comprendere, riuscire a barcamenarsi in una situazione difficile anche per un adulto.
    mi hanno colpita due cose, prima fra tutte la rabbia di debise che sembra essere rivolta verso tutti: sua madre che non è scappata, Dio, gli ebrei, i nazisti, le suore, la gente comune, la Francia, la nonna un atteggiamento umanamente comprensibile molto diverso dagli altri sopravvissuti che di solito i libri ci vogliono propinare.
    una rabbia che arriva a mettere in discussione persino la governante che è stata la sua "salvatrice", ma, testuali parole di denise " ho imparato che un atto di eroismo non è necessariamente scevro da sentimenti meschini"

    ha scritto il 

  • 0

    Non si possono assegnare delle stelline alle interviste.
    Questo libro non ha valore letterario ma ha un valore umano che mi ha commosso e fatto riflettere. Denise Epstein e' la figlia di Irene Nemirovsky, una grandissima scrittrice che sta finalmente conoscendo la giusta fama mondiale che m ...continua

    Non si possono assegnare delle stelline alle interviste.
    Questo libro non ha valore letterario ma ha un valore umano che mi ha commosso e fatto riflettere. Denise Epstein e' la figlia di Irene Nemirovsky, una grandissima scrittrice che sta finalmente conoscendo la giusta fama mondiale che merita. Ma la Epstein e' stata anche una bambina abbandonata, una vittima della Shoah, una donna traumatizzata dalla guerra e dalla nefandezza umana. Da qui il grande valore della sua testimonianza, per, ancora una volta, non dimenticare, per continuare a stare in allerta, perché non ci lasciamo mai trascinare dall'odio irrazionale o dalla paura dell'apparentemente "diverso".
    Qualcuno giudica le domande della giornalista troppo banali, troppo scandalistiche; io trovo che siano domande "giuste", nella misura in cui la Epstein e' una donna normale, ormai piuttosto anziana, che desidera ricordare ma con pudore. Non e' una filosofa o una scrittrice, ha dato solo spazio alla voce della madre barbaramente scomparsa nei camini di Auschwitz, e già solo per questo e' meritevole di attenzione e considerazione. Ma e' una donna normale, cresciuta in circostanze difficili, addolorata e sola.

    ha scritto il 

  • 4

    Il valore della testimonianza

    E' stata una sofferenza crudele per lei chiamarsi France?
    Ci ho pensato solo molto tempo dopo, quando ho preso coscienza di molte cose. Comunque,non ha importanza,dato che non mi sono mai servita di questo nome.
    Come la chiamava sua madre?
    Con nomi dolcissimi che v ...continua

    E' stata una sofferenza crudele per lei chiamarsi France?
    Ci ho pensato solo molto tempo dopo, quando ho preso coscienza di molte cose. Comunque,non ha importanza,dato che non mi sono mai servita di questo nome.
    Come la chiamava sua madre?
    Con nomi dolcissimi che voglio restino solo miei.Non avevano nulla di straordinario, ma erano teneri. I miei genitori non mi hanno praticamente mai chiamata Denise, ed è meglio così! Mi lasci tenere questi nomi affettuosi soltanto per me, sono forse l'unica cosa che mi resta! Non se ne abbia a male.
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    Nota a margine: Il presente libretto è una conversazione tra Denise Epstein e Clemente Boulouque, non ha pretese narrative, è soprattutto la testimonianza di una grande affezione filiale il cui evidente valore storico risiede negli eventi di cui, suo malgrado, Denise è stata testimone.
    Avvertenza necessaria: interessantissimo per gli estimatori della Némirovsky, per gli altri rimarrà quasi trascurabile.

    ha scritto il 

  • 5

    Vivere e sopravvivere

    Primo libro della figlia di Irene Nemirovsky, dove esalta il dolore per la perdita della madre e del mondo in cui viveva da bambina con la sorella, scomparsa prematuramente.
    Un intervista rilasciata da Denise Epstein in cui prevalgono sentimenti di odio, malinconia, tristezza verso qualcosa ...continua

    Primo libro della figlia di Irene Nemirovsky, dove esalta il dolore per la perdita della madre e del mondo in cui viveva da bambina con la sorella, scomparsa prematuramente.
    Un intervista rilasciata da Denise Epstein in cui prevalgono sentimenti di odio, malinconia, tristezza verso qualcosa che non può più essere e non tornerà mai.
    Non manca un capitolo dedicato alla sorella con cui aveva avuto un rapporto difficile.

    ha scritto il 

  • 5

    " Alla liberazione, Denise ed Elisabeth si recheranno insieme a molti altri, alla Gare de l'
    Est, dove assisteranno sgomente all'arrivo dei treni che riportano quei fantasmi macilenti che sono i sopravvissuti dei campi di sterminio: ma da quei treni non vedranno scendere nè l'uno nè l'altro ...continua

    " Alla liberazione, Denise ed Elisabeth si recheranno insieme a molti altri, alla Gare de l'
    Est, dove assisteranno sgomente all'arrivo dei treni che riportano quei fantasmi macilenti che sono i sopravvissuti dei campi di sterminio: ma da quei treni non vedranno scendere nè l'uno nè l'altro dei genitori..."
    La figlia di Irene Nemirovsky racconta...per chi ama e ha amato questa scrittrice, questo libro è assolutamente da leggere.

    ha scritto il