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Sorella, mio unico amore

La storia segreta di Skyler Rampike

Di

Editore: Mondolibri su licenza Mondadori

3.8
(526)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 667 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giuseppe Costigliola

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 3

    Non so bene come recensirlo, il mio interesse è stato discontinuo. Ho letto il libro perché trovo morbosamente interessanti i beauty pageant con il loro carico esplosivo di genitori infelici e ambizio ...continua

    Non so bene come recensirlo, il mio interesse è stato discontinuo. Ho letto il libro perché trovo morbosamente interessanti i beauty pageant con il loro carico esplosivo di genitori infelici e ambiziosi, e la parte che ne tratta coglie molto bene l'atmosfera.
    Del recupero e della vita del protagonista dopo la morte di Bliss non sono riuscita a interessarmi, paradossalmente assume un tono pomposo simile a quello criticato nei terribili genitori

    ha scritto il 

  • 0

    Quando i genitori rovinano i figli

    Questo libro mi ha coinvolto, anche se a volte è ripetitivo e certamente prolisso.
    Basato su una storia vera, narra l'assassinio di una giovanissima e famosa pattinatrice, trovata morta nella cantina ...continua

    Questo libro mi ha coinvolto, anche se a volte è ripetitivo e certamente prolisso.
    Basato su una storia vera, narra l'assassinio di una giovanissima e famosa pattinatrice, trovata morta nella cantina della sua casa.

    I genitori della piccola Bliss sono allucinanti: il padre è un manager in carriera troppo spesso assente e, in ogni caso, con interessi che vanno oltre la famiglia. La madre sottopone la figlia ad estenuanti allenamenti, a sedute dal parrucchiere, al maquillage, la riempie di vitamine, anti-depressivi e altri farmaci al fine di garantirle una forma psico-fisica perfetta purchè riesca a vincere le gare di pattinaggio a cui partecipa e a diventare famosa. Calpesta i naturali bioritmi di una bambina di 6 anni senza alcuna pietà e trascura il figlioletto di 9 anni, Skyler, che è poi la voce narrante del libro. Skyler è un bambino timido e insicuro, oscurato dal successo in campo sportivo della sorellina.

    Fino alla tragica scomparsa (si teme un rapimento) e al conseguente ritrovamento del cadavere di Bliss. Chi ha ucciso Bliss? I genitori, il fratellino geloso, un pedofilo infatuato di lei?
    Si scoprirà alla fine.

    Madre, padre e fratello reagiscono in modi completamente diversi al lutto che li ha colpiti.
    Credo che lo Oates abbia volutamente esagerato la caratterizzazione dei genitori e, allo stesso tempo, spero che, nella realtà, genitori così cinici, spietati ed egoisti non esistano.

    Darei a questo libro quasi 4 stelline.

    ha scritto il 

  • 3

    Avrei volentieri assegnato una stellina in più a questo romanzo, se non fosse stato così incredibilmente prolisso. Non è una cosa che faccio spesso, ma in alcuni momenti ho saltato pagine e paragrafi ...continua

    Avrei volentieri assegnato una stellina in più a questo romanzo, se non fosse stato così incredibilmente prolisso. Non è una cosa che faccio spesso, ma in alcuni momenti ho saltato pagine e paragrafi perchè insostenibili e ripetitivi (il capitolo lungo... troppo lungo sulla storia d'amore con Heidi.. ecco quello l'ho proprio saltato a piè pari).
    La trama è sicuramente accattivante, anche perchè rimanda ad una (brutta) storia vera della quale, tra l'altro, mi ricordavo anche molto bene. In generale, tagliando pezzi qua e là, mi ha accompagnato piacevolmente, ma poteva essere meglio.

    ha scritto il 

  • 2

    Quasi insostenibilmente pesante

    In attesa da anni, mi è tornato in mente dopo la fuggevole visione di uno stomachevole programma di Real Time sui concorsi di bellezza americani per bambine di ogni età. Mi è sembrato agghiacciante il ...continua

    In attesa da anni, mi è tornato in mente dopo la fuggevole visione di uno stomachevole programma di Real Time sui concorsi di bellezza americani per bambine di ogni età. Mi è sembrato agghiacciante il fanatismo delle madri, che depilano, truccano, addobbano le loro figlie - a volte insofferenti, ma più spesso contagiate dalla feroce competitività delle genitrici - e insegnano loro mossette e faccine ammiccanti fino a renderle perfette esche per pedofili. Dunque ho ripensato a questo libro ispirato a un agghiacciante fatto di cronaca degli ultimi anni del secolo scorso: l’omicidio mai risolto di una piccola bellissima miss bambina.

    E così mi aspettavo un libro-reportage, sul genere di A sangue freddo. Niente di più sbagliato: la Oates prende solo lo spunto dagli avvenimenti reali e fa narrare le vicende a Skyler, fratello maggiore della piccola star trasformata in una pattinatrice prodigio, in una sorta di lunghissima terapia psicologica, visto che nient’altro ha funzionato per rimettere insieme i pezzi dalla sua povera vita stracciata.

    E' difficile seguire il dipanarsi degli eventi, non solo perché si sa che condurranno invariabilmente verso la loro tragica evoluzione, ma anche e soprattutto per la scrittura contorta e sincopata - complicata e appesantita da innumerevoli divagazioni in forma di note a piè di pagina - che traduce perfettamente la riluttanza di Skyler a convergere verso gli eventi che hanno cancellato la vita di sua sorella fisicamente, e metaforicamente la sua.

    Intollerabile il ritratto di una famiglia che vive della luce riflessa delle glorie della bambina. Quella che da viva può essere torturata con allenamenti sfiancanti e sedute interminabili di cure estetiche e bombardata di anabolizzanti e ormoni della crescita, da morta si rivela una fonte inesauribile di popolarità per la madre, che sfrutta l’immagine di sua figlia per passare da un’intervista all'altra, da una trasmissione scandalistica all'altra.

    Non so cosa mi sia risultato più insopportabile: se l’arrivismo menefreghista del padre, o l’ambizione per interposta persona della madre, persino l’arrendevole rassegnazione del fratello a restare una nullità sullo sfondo della vita della diva sorella mi disturba e mi suscita il desiderio di scuoterlo per spingerlo a qualche richiesta eclatante di attenzione. Così, quando si compie il destino della piccola vittima è quasi scontato che il mio sospetto si appunti sul povero, insignificante, trascurato Skyler, guidato anche dall’enorme senso di colpa che il ragazzo manifesta con il suo contorno di psichiatri, case di correzione camuffate da scuole esclusive, psicofarmaci e dipendenze da sostanze stupefacenti.

    Ma anche se fino alle ultime pagine non si conosce il vero artefice dell’assassinio, nel mio subconscio i reali colpevoli sono gli orrendi genitori, entrambi, come se insieme avessero colpito la testolina e stretto le mani intorno al fragile collo. E dunque, la conclusione della Oates non mi ha sorpreso, anzi ha suggellato con la sua banalità una occasione persa.

    ha scritto il 

  • 4

    La Oates continua la sua spietata e accurata indagine nelle pieghe oscura della famiglia americana.

    Libro faticoso, in particolare per uno stile di scrittura soggettiva, molto discontinuo. Ma che è un ...continua

    La Oates continua la sua spietata e accurata indagine nelle pieghe oscura della famiglia americana.

    Libro faticoso, in particolare per uno stile di scrittura soggettiva, molto discontinuo. Ma che è uno degli elementi di valore, rendendo bene lo stato d'animo, il percorso del protagonista.

    Prende spunto da uno storia reale, un omicidio mai risolto, ma che serve solo da canovaccio, da sfondo.

    ha scritto il 

  • 1

    Tema potenzialmente interessante:famiglia (molto) disfunzionale americana,ansia del successo,bambini già considerati adulti a quattro anni e poi un assassinio che richiama una storia vera.
    Peccato che ...continua

    Tema potenzialmente interessante:famiglia (molto) disfunzionale americana,ansia del successo,bambini già considerati adulti a quattro anni e poi un assassinio che richiama una storia vera.
    Peccato che la Oates abbia deciso di trattarlo nelle forme del romanzo postmoderno (peraltro mi sembra anche fuori tempo) con tutte quelle note (prolisse) a pié di pagina,quegli ammiccamenti tra autore e lettore (che - sarò limitato - finisco sempre per non capire),insomma un mattone insopportabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Una famiglia da copertina

    La Oates partendo da un fatto di cronaca (reale), costruisce una storia che scandaglia "una famiglia da rotocalco" dell'alta borghesia americana.
    I componenti di questo bel gruppetto sono:
    - la madre ...continua

    La Oates partendo da un fatto di cronaca (reale), costruisce una storia che scandaglia "una famiglia da rotocalco" dell'alta borghesia americana.
    I componenti di questo bel gruppetto sono:
    - la madre che ha tre scopi: conoscere le persone della sua città che contano ed essere introdotta nei loro salotti, far sì che i figli riescano esattamente in ciò in cui lei ha fallito, essere al centro dell'attenzione. Ora non ho fatto cenno al benessere della propria prole. Infatti non c'è tempo per essere anche una mamma che ascolta i propri figli, implicherebbe il sacrificio di qualcos'altro;
    -il padre: un maschio alfa (come lo definisce la Oates), in carriera, donnaiolo, affascinante (per chi ama il genere), il classico superuomo che non può sopportare l'idea di avere un figlio deboluccio e non portato per lo sport e il destino ovviamente questo gli propone. Sesso, fama e potere sono i suoi pilastri;
    - il figlio: colui che narra l'intera vicenda ed è trascinato nel turbine della disgrazia che tocca la sua famiglia quando ha nove anni, trascorre i primi vent'anni da medici, psichiatri, psicologi, neurologi ottenendo un elenco di diagnosi di patologie psichiche infinito e un elenco di farmaci da assumere altrettanto numeroso;
    - la figlia: quella che viene deliberatamente rappresentata in modo stucchevole sulla copertina rosa confetto del libro, che non vorrebbe fare la bambola sexy a soli sei anni, ma si trova costretta a farla. Anche per lei non c'è tempo per essere ascoltata. E' vittima anche in senso fisico perché la storia si dipana dal suo omicidio.

    A me nel complesso è piaciuto molto, sicuramente la Oates ha dato più risalto ad alcuni elementi della società rispetto ad altri, per congruenza rispetto ai temi trattati, ma ritengo sia verosimile.
    Anche il continuo rimando alle cure farmaceutiche nuove e senza effetti collaterali, è una chiara critica alla superficialità nell'suo-abuso dei medicinali e se pensiamo che in Italia il Lexotan (ansiolitico) fino a poco tempo fa era fra i 10 farmaci più venduti forse questo problemino ci tocca da vicino.
    Infine la conclusione non è banale e dà un soffio di speranza e di ossigeno, che, per i temi trattati, è mancato in tutto il libro!

    ha scritto il 

  • 3

    'Possa avere per dono la bellezza, ma non una bellezza che renda folle un occhio sconosciuto'

    Dopo quelli di Carrere e Capote, sono finito in un altro fattaccio di cronaca. Questa volta però, l'autrice ne ha preso spunto e poi ha scelto di divagare a proprio piacimento.
    Divagare sta per scrive ...continua

    Dopo quelli di Carrere e Capote, sono finito in un altro fattaccio di cronaca. Questa volta però, l'autrice ne ha preso spunto e poi ha scelto di divagare a proprio piacimento.
    Divagare sta per scrivere del fatto saliente dopo un paio di pagine e contestualizzarlo solo trecento pagine più tardi.
    Divagare sta per creare un'imponente reticolo di strade e poi non adottare una segnaletica adeguata che distingua quelle a statali da quelle a fondo chiuso.
    Divagare sta per abbaiare con un furore simile al panetto d'hashish e al panino alla mortadella, nascosti in due armadietti distinti.
    Appurato che JCO divaga, è giusto specificare che lo fa meglio di altri.
    A differenza de “L'avversario” e di “A sangue freddo”, che avevano un punto vista esterno, JCO affida la narrazione ad uno dei personaggi, un diciannovenne con seri problemi psichici.
    A me era piaciuto molto “Una famiglia americana” ambientato fra la fine degli anni '70 e i primi anni '80. Quella di “Sorella mio unico amore” è un'altra famiglia americana fotografata dieci anni più tardi, un attimo prima del boom di Internet e dei telefoni cellulari. Un'altra famiglia infettata dal morbo del successo, della gloria, del riconoscimento sociale. I genitori caricano i figli aspettative abnormi, arrivano ad usarli come gradini.
    Incontro di gioco
    Appuntamento organizzato da adulti in cui bambini piccoli vengono accompagnati, di solito a casa di uno di loro, per “giocare” insieme. Tratto caratteristico della vita americana contemporanea di provincia delle classi alte, in cui i “vicini” non esistono più, e i bambini non frequentano più come un tempo le case degli “amichetti del loro quartiere”, non giocano più nei giardini sul retro delle abitazioni. In mancanza di marciapiedi nelle nuove zone residenziali private, bambini non possono “andare a piedi” a casa dei compagni per giocare, devono essere accompagnati dagli adulti, di solito dalle madri. Un “incontro di gioco” non avviene mai per iniziativa dei partecipanti (cioè dai bambini) ma delle loro madri.
    La madre di Bliss e Skyler Rampike aveva fatto un organigramma delle famiglie più in vista della zona, contava di conquistarle introducendo a casa loro i propri figli. La madre di Bliss dopo aver scoperto il talento da pattinatrice della figlia, la imbottiva di ormoni e farmaci per migliorarne la prestanza fisica. Il padre dei bambini aveva un lavoro prestigioso che lo teneva lontano da casa consentendogli una vita parallela. Tutto il libro è impregnato di tristezza, di sofferenza emotiva, non ricordo una sola scena che mi abbia strappato un sorriso.
    JCO ha ricostruito una famiglia (e una lunga serie di personaggi accessori) partendo da un delitto irrisolto. Può darsi che abbia fatto di più di quanto non abbiano fatto Carrere e Capote che hanno seguito fedelmente le orme della realtà, a mio avviso però, non ha conseguito un risultato migliore.
    Nel link sottostante c'è il fatto di cronaca da cui questo romanzo ha preso vita
    http://it.wikipedia.org/wiki/JonBen%C3%A9t_Ramsey

    E-book N°40
    Sorella, mio unico amore (Joyce Carol Oates)
    Gennaio 2014

    ha scritto il