Sorella, mio unico amore

La storia segreta di Skyler Rampike

Di

Editore: Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

3.8
(556)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 667 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804588268 | Isbn-13: 9788804588269 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giuseppe Costigliola

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Bix e Betsey Rampike a prima vista sono un caso di esemplare medietà suburbana: vivono non lontano eppure distantissimi dalla grande città, in un New Jersey tanto sonnacchioso quanto crudele nelle sue frammentazioni economiche e sociali; conducono un'esistenza che oscilla poco consapevolmente tra appagato conformismo e smodata ambizione; hanno due figli che, se per Bix sono l'incarnazione di un perenne senso di colpa venato di responsabilità, per Betsey rappresentano il veicolo di sogni di gloria e di riscatto, alimentati da una sottocultura della celebrità ormai del tutto pervasiva nella middle class americana. Le aspettative su Skyler, il primogenito, si sono purtroppo infrante in seguito a un incidente che lo ha lasciato claudicante. Diverso però è il caso di Edna Louise, graziosa bambina che sin dalla più tenera infanzia dimostra un talento fuori dal comune per il pattinaggio su ghiaccio che promette di lanciarla nello scintillante mondo dell'agonismo professionistico e dello show business. Utilizzando sapientemente la voce e la prospettiva di Skyler, la Oates dipinge con mano ferma il ritratto straziante e feroce di un mondo che della corsa alla notorietà e della sessualizzazione dell'infanzia ha fatto ormai un'ineludibile formula esistenziale. Attraverso lo sguardo penetrante, sempre profondamente empatico di una delle più grandi scrittrici nordamericane viventi, la trasfigurazione letteraria di un famigerato caso di cronaca nera assurge così a parabola di un'ordinaria famiglia americana, disposta senza quasi accorgersene a dare un prezzo alla propria dignità, ai propri figli e alla vita stessa.
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  • 5

    Come per tutti i libri della Oates anche qui abbiamo un testo non facile. Disturbante. Pericoloso. Questa autrice ha la capacità di spalancare abissi oscuri nella normalità e di distruggere le apparen ...continua

    Come per tutti i libri della Oates anche qui abbiamo un testo non facile. Disturbante. Pericoloso. Questa autrice ha la capacità di spalancare abissi oscuri nella normalità e di distruggere le apparenze come pochi altri. Ho adorato ogni suo libro perchè sono testi che mi catturano completamente e impegnano la mente, non concedendo un attimo di disattenzione. Salti di prospettiva, cambiamenti di stile e, come in questo caso continui rimandi alle note che sono parte integrante della storia. La Oates ha la rara capacità di proiettare all'interno delle vite che racconta, mostrandone anche i lati più scomodi e inquietanti. Non è un libro facile, nè per lo stile nè tanto meno per l'argomento morboso che tratta. Ma per me 5 stelle piene. Come sempre per lei.

    ha scritto il 

  • 3

    Dai, ma voi dite che c'è veramente gente così? Che esistono davvero persone che imbottiscono i figli di farmaci, senza nessuno scrupolo? Che nella ricca borghesia (o nell'estrema povertà culturale) ci ...continua

    Dai, ma voi dite che c'è veramente gente così? Che esistono davvero persone che imbottiscono i figli di farmaci, senza nessuno scrupolo? Che nella ricca borghesia (o nell'estrema povertà culturale) ci sono persone che farebbero questo a Skyker, Bliss e ai loro compagnucci di scuola? Forse, purtroppo sì. Amarissimo, forse eccessivo, ritratto di un mondo troppo distante dalla mia realtà.
    Bello, ma do solo 3 stelline perché si sarebbe potuto raccontare tutto in molte meno pagine.

    ha scritto il 

  • 4

    Sorella, mio unico amore

    Questo libro mi incuriosiva da molto tempo. I motivi di questa mia curiosità sono stati:
    1)il cold case a cui la Oates si è ispirata;
    2)la fama della Oates;
    3) la copertina appariscente.
    È un libr ...continua

    Questo libro mi incuriosiva da molto tempo. I motivi di questa mia curiosità sono stati:
    1)il cold case a cui la Oates si è ispirata;
    2)la fama della Oates;
    3) la copertina appariscente.
    È un libro che non lascia indifferenti, è decisamente disturbante. Lascia un senso di rabbia, disgusto e tanta amarezza. A provocare tali reazioni negative sono le mostruosità commesse da i due genitori protagonisti. Bix and Betsey ( non darei dei nomi talmente idioti nemmeno ad una coppia di criceti) sono due coniugi americani appartenenti alla buona società. Quella società scintillante da telefilm, dove si vedono le ville di lusso, viali ben curati, macchinoni, donne elegantissime e magrissime e altre amenità. Ma questa "high society" è buona solo in apparenza: come un pacchetto confezionato con una bellissima carta ma quando lo apri ci trovi dentro qualche cosa di marcio e schifoso. Bix è un vero pallone gonfiato, un maschio alfa in carriera, tanto ricco quanto cafone. Betsey è anche peggio: una donna vuota, insicura e stupida ossessionata dall'essere ad ogni costo popolare. Lei non vuole pochi amici ma buoni: vuole essere molto popolare in mezzo alla gente che conta! In fin dei conti è arrivata seconda al concorso reginetta del ballo scolastico e non è di certo una cosa da poco. Immagino che quella che è arrivata prima ha vinto il premio Nobel per la migliore reginetta del ballo. Dal momento che con i suoi soli patetici sforzi questa popolarità non arriva non esita a distruggere la vita dei suoi stessi figli. Prima distruggono il povero Skyler che deluderà le loro aspettative sportive, poi scopriranno il talento della piccola Edna Louise e la perfida Betsey la trasformerà nella più famosa baby pattinatrice - esca per pedofili e da quel momento fino alla terribile tragedia (e poi anche oltre) risplenderà della luce riflessa della figlia. Questi due poveri bambini sarebbero cresciuti in modo più sano con un padre come Homer Simpson! È un libro che consiglio. È prolisso ma si legge in modo abbastanza scorrevole (dico abbastanza a causa delle note a piè di pagina che a volte possono rallentarne la lettura) e si termina in poco tempo.

    ha scritto il 

  • 1

    No non ci siamo

    Non ho apprezzato per niente questo romanzo della Oates, l'ho trovato noioso, prolisso, insopportabili i genitori insopportabili i nomi dei protagonisti. ho continuato a scorrere le pagine sperando ch ...continua

    Non ho apprezzato per niente questo romanzo della Oates, l'ho trovato noioso, prolisso, insopportabili i genitori insopportabili i nomi dei protagonisti. ho continuato a scorrere le pagine sperando che decolasse, che cambiasse qualcosa ma no, non è cambiato niente... bleah

    ha scritto il 

  • 5

    Noi ti amiamo Bliss! Dio ti benedica Bliss!

    "Se cado, la gente mi vorrà ancora bene?
    Se cado, mi vorrete ancora bene?"

    Un libro terribile e crudo e inquietante.
    (Vogliamo parlare delle interviste in tv di Betsey? Della lettera di riscatto? Di ...continua

    "Se cado, la gente mi vorrà ancora bene?
    Se cado, mi vorrete ancora bene?"

    Un libro terribile e crudo e inquietante.
    (Vogliamo parlare delle interviste in tv di Betsey? Della lettera di riscatto? Di Bix? Della morte di Edna Louise? Del povero Skyler? L'elenco è lungo.)
    Ma bello, vero, che racconta con spietatezza l'impellente bisogno dell'uomo di essere (e sentirsi) amato

    ha scritto il 

  • 4

    Prolisso e ridondante, ma non mi è dispiaciuto per niente. Dopo la morte di Bliss purtroppo la narrazione cala di tono, ma sul finale si riprende. Nel complesso è stata una bella lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Non so bene come recensirlo, il mio interesse è stato discontinuo. Ho letto il libro perché trovo morbosamente interessanti i beauty pageant con il loro carico esplosivo di genitori infelici e ambizio ...continua

    Non so bene come recensirlo, il mio interesse è stato discontinuo. Ho letto il libro perché trovo morbosamente interessanti i beauty pageant con il loro carico esplosivo di genitori infelici e ambiziosi, e la parte che ne tratta coglie molto bene l'atmosfera.
    Del recupero e della vita del protagonista dopo la morte di Bliss non sono riuscita a interessarmi, paradossalmente assume un tono pomposo simile a quello criticato nei terribili genitori

    ha scritto il 

  • 0

    Quando i genitori rovinano i figli

    Questo libro mi ha coinvolto, anche se a volte è ripetitivo e certamente prolisso.
    Basato su una storia vera, narra l'assassinio di una giovanissima e famosa pattinatrice, trovata morta nella cantina ...continua

    Questo libro mi ha coinvolto, anche se a volte è ripetitivo e certamente prolisso.
    Basato su una storia vera, narra l'assassinio di una giovanissima e famosa pattinatrice, trovata morta nella cantina della sua casa.

    I genitori della piccola Bliss sono allucinanti: il padre è un manager in carriera troppo spesso assente e, in ogni caso, con interessi che vanno oltre la famiglia. La madre sottopone la figlia ad estenuanti allenamenti, a sedute dal parrucchiere, al maquillage, la riempie di vitamine, anti-depressivi e altri farmaci al fine di garantirle una forma psico-fisica perfetta purchè riesca a vincere le gare di pattinaggio a cui partecipa e a diventare famosa. Calpesta i naturali bioritmi di una bambina di 6 anni senza alcuna pietà e trascura il figlioletto di 9 anni, Skyler, che è poi la voce narrante del libro. Skyler è un bambino timido e insicuro, oscurato dal successo in campo sportivo della sorellina.

    Fino alla tragica scomparsa (si teme un rapimento) e al conseguente ritrovamento del cadavere di Bliss. Chi ha ucciso Bliss? I genitori, il fratellino geloso, un pedofilo infatuato di lei?
    Si scoprirà alla fine.

    Madre, padre e fratello reagiscono in modi completamente diversi al lutto che li ha colpiti.
    Credo che lo Oates abbia volutamente esagerato la caratterizzazione dei genitori e, allo stesso tempo, spero che, nella realtà, genitori così cinici, spietati ed egoisti non esistano.

    Darei a questo libro quasi 4 stelline.

    ha scritto il 

  • 3

    Avrei volentieri assegnato una stellina in più a questo romanzo, se non fosse stato così incredibilmente prolisso. Non è una cosa che faccio spesso, ma in alcuni momenti ho saltato pagine e paragrafi ...continua

    Avrei volentieri assegnato una stellina in più a questo romanzo, se non fosse stato così incredibilmente prolisso. Non è una cosa che faccio spesso, ma in alcuni momenti ho saltato pagine e paragrafi perchè insostenibili e ripetitivi (il capitolo lungo... troppo lungo sulla storia d'amore con Heidi.. ecco quello l'ho proprio saltato a piè pari).
    La trama è sicuramente accattivante, anche perchè rimanda ad una (brutta) storia vera della quale, tra l'altro, mi ricordavo anche molto bene. In generale, tagliando pezzi qua e là, mi ha accompagnato piacevolmente, ma poteva essere meglio.

    ha scritto il 

  • 2

    Quasi insostenibilmente pesante

    In attesa da anni, mi è tornato in mente dopo la fuggevole visione di uno stomachevole programma di Real Time sui concorsi di bellezza americani per bambine di ogni età. Mi è sembrato agghiacciante il ...continua

    In attesa da anni, mi è tornato in mente dopo la fuggevole visione di uno stomachevole programma di Real Time sui concorsi di bellezza americani per bambine di ogni età. Mi è sembrato agghiacciante il fanatismo delle madri, che depilano, truccano, addobbano le loro figlie - a volte insofferenti, ma più spesso contagiate dalla feroce competitività delle genitrici - e insegnano loro mossette e faccine ammiccanti fino a renderle perfette esche per pedofili. Dunque ho ripensato a questo libro ispirato a un agghiacciante fatto di cronaca degli ultimi anni del secolo scorso: l’omicidio mai risolto di una piccola bellissima miss bambina.

    E così mi aspettavo un libro-reportage, sul genere di A sangue freddo. Niente di più sbagliato: la Oates prende solo lo spunto dagli avvenimenti reali e fa narrare le vicende a Skyler, fratello maggiore della piccola star trasformata in una pattinatrice prodigio, in una sorta di lunghissima terapia psicologica, visto che nient’altro ha funzionato per rimettere insieme i pezzi dalla sua povera vita stracciata.

    E' difficile seguire il dipanarsi degli eventi, non solo perché si sa che condurranno invariabilmente verso la loro tragica evoluzione, ma anche e soprattutto per la scrittura contorta e sincopata - complicata e appesantita da innumerevoli divagazioni in forma di note a piè di pagina - che traduce perfettamente la riluttanza di Skyler a convergere verso gli eventi che hanno cancellato la vita di sua sorella fisicamente, e metaforicamente la sua.

    Intollerabile il ritratto di una famiglia che vive della luce riflessa delle glorie della bambina. Quella che da viva può essere torturata con allenamenti sfiancanti e sedute interminabili di cure estetiche e bombardata di anabolizzanti e ormoni della crescita, da morta si rivela una fonte inesauribile di popolarità per la madre, che sfrutta l’immagine di sua figlia per passare da un’intervista all'altra, da una trasmissione scandalistica all'altra.

    Non so cosa mi sia risultato più insopportabile: se l’arrivismo menefreghista del padre, o l’ambizione per interposta persona della madre, persino l’arrendevole rassegnazione del fratello a restare una nullità sullo sfondo della vita della diva sorella mi disturba e mi suscita il desiderio di scuoterlo per spingerlo a qualche richiesta eclatante di attenzione. Così, quando si compie il destino della piccola vittima è quasi scontato che il mio sospetto si appunti sul povero, insignificante, trascurato Skyler, guidato anche dall’enorme senso di colpa che il ragazzo manifesta con il suo contorno di psichiatri, case di correzione camuffate da scuole esclusive, psicofarmaci e dipendenze da sostanze stupefacenti.

    Ma anche se fino alle ultime pagine non si conosce il vero artefice dell’assassinio, nel mio subconscio i reali colpevoli sono gli orrendi genitori, entrambi, come se insieme avessero colpito la testolina e stretto le mani intorno al fragile collo. E dunque, la conclusione della Oates non mi ha sorpreso, anzi ha suggellato con la sua banalità una occasione persa.

    ha scritto il