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Sorgo rosso

Di

Editore: Einaudi

4.0
(808)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 484 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese , Francese , Chi semplificata

Isbn-10: 8806178520 | Isbn-13: 9788806178529 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Rosa Lombardi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Un affresco fiammeggiante di storia cinese, dagli anni Trenta agli anni Settanta, raccontati da un giovane della provincia che ripercorre i drammi, gli amori, i lutti della propria famiglia. Un romanzo che per la sua forza mitica e immaginativa è stato avvicinato a "Cent'anni di solitudine".
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  • 3

    ripetitivo?

    ho finito con grande calma/lentezza questo romanzo epico del premio nobel Mo Yan. forse l'adattamento ad un unico volume l'ha reso ripetitivo.
    anche la costanza di ribadire i gradi di parentela, compl ...continua

    ho finito con grande calma/lentezza questo romanzo epico del premio nobel Mo Yan. forse l'adattamento ad un unico volume l'ha reso ripetitivo.
    anche la costanza di ribadire i gradi di parentela, complica e rallenta la lettura.
    forse converrebbe leggere una parte per volta, se non ricordo male dovrebbero essere cinque in tutto, probabilmente risulterebbe molto più gradevole. tutto quanto rigorosamente secondo il mio gusto.

    ha scritto il 

  • 5

    L'epica maestosa di Mo Yan ci cala nella storia e nella cultura di un intero popolo, attraverso la narrazione del quotidiano dei singoli, pregno di violenza, spiritualità, superstizione, poesia e crud ...continua

    L'epica maestosa di Mo Yan ci cala nella storia e nella cultura di un intero popolo, attraverso la narrazione del quotidiano dei singoli, pregno di violenza, spiritualità, superstizione, poesia e crudo realismo.
    Bellissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    C’è molto di rosso in questo libro, non solo il sorgo. Rossi sono le nuvole, il vino e le passioni, rossi gli occhi dei cani, la cupidigia ed il sangue, rosse le giacche dei bimbi e dei contadini, la ...continua

    C’è molto di rosso in questo libro, non solo il sorgo. Rossi sono le nuvole, il vino e le passioni, rossi gli occhi dei cani, la cupidigia ed il sangue, rosse le giacche dei bimbi e dei contadini, la crudeltà ed il destino. Non è semplice da leggere questo romanzo, occorre navigare, tra continui flash-back, lungo la storia di Yu Zhan'ao e della sua famiglia che si dispiega, raccontata dal nipote, concentrandosi principalmente sul periodo della guerra cino-giapponese (1937-45) ma in realtà coprendo, tra ricordi e ritorni, la vita di tre generazioni: quella dell'autore, quella di suo padre e quella dei nonni. Non c’è da ricercare una corrispondenza cronologica e storica degli eventi nei cinque libri che compongono questo romanzo; tra le parole e le immagini vivide che esse trasmettono si confondono eventi reali, o che di certo potrebbero esserlo, con altri assolutamente magici, allucinatori e fantastici che trasformano il libro in un vera saga epica dal fascino indiscutibile. Non c’è da cercare un finale, non si troverebbe; gli eventi non si concludono ma si sviluppano in narrazioni autonome, ognuna con un proprio finale, che si annodano e concatenano dilatando il tempo e lo spazio della narrazione globale che, proprio come un fiume, continua a scorrere, senza però raggiungere il proprio delta. E tra tutte questo le descrizioni vivide, quasi cinematografiche, i profumi, ma soprattutto gli odori, che sembrano farsi reali tanto da costringerti, a tratti, a sospendere la lettura per prendere fiato. Non sono un critico, né tanto meno un tecnico, non sono esperta di letteratura e di storia per cui non so dirvi cosa mi sia persa, e certo è molto, quello che posso dirvi è che vale davvero la pena di leggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Frasi dal libro

    “Sono convinto che uno scrittore sia il portavoce del popolo di una determinata regione, colui che dà voce alle aspirazioni della gente, e la cui personalità artistica possiede caratteri comuni a un’ ...continua

    “Sono convinto che uno scrittore sia il portavoce del popolo di una determinata regione, colui che dà voce alle aspirazioni della gente, e la cui personalità artistica possiede caratteri comuni a un’ampia fascia della popolazione. Questo è un requisito indispensabile per ottenere dei risultati e il motivo per cui lo scrittore diviene l’eco del tempo in cui vive.”

    http://frasiarzianti.wordpress.com/2014/11/05/sorgo-rosso-mo-yan/

    ha scritto il 

  • 4

    Tutto scorre fra i campi di sorgo, tutto passa con lo stesso ritmo crudele, fatto di giustizia fai da te e di soprusi: Comunisti, Nazionalisti, Collaborazionisti, Giapponesi. Tutti contro tutti. Anche ...continua

    Tutto scorre fra i campi di sorgo, tutto passa con lo stesso ritmo crudele, fatto di giustizia fai da te e di soprusi: Comunisti, Nazionalisti, Collaborazionisti, Giapponesi. Tutti contro tutti. Anche i cani hanno imparato presto.
    Perché la violenza richiama la violenza ed anche quando c'è amore si sente il suo respiro:
    Cos'è l'amore? [...] Ho desunto alcune costanti valide per le tre generazioni della mia famiglia. La prima fase, quella dell'amore ardente, è fatta di dolore lacerante, dal cuore gocciola un liquido simile alla resina di pino; il sangue versato per le pene d'amore sgorga dallo stomaco, attraversa gli intestini e viene espulso dal corpo sotto forma di feci nere come la pece. La seconda fase, quella dell'amore crudele, è la fase di critica impietosa; gli innamorati adorano scorticarsi vivi sul piano fisico, psicologico, spirituale e materiale; adorano strapparsi a vicenda le vene, i muscoli, gli organi e infine il cuore nero o rosso, e gettarlo in faccia all'altro, facendo sì che i due cuori si scontrino e vadano in pezzi. La terza fase o quella dell'amore di ghiaccio, è caratterizzata da lunghi silenzi. La freddezza trasforma gli amanti in ghiaccioli. E' per quello che quelli che amano veramente hanno il viso bianco come brina e la temperatura corporea di venticinque gradi. Battono i denti senza riuscire a parlare, non perché non vogliano ma perché hanno disimparato, e agli altri danno impressione di essere muti.

    ha scritto il 

  • 5

    Dunque, c'è ancora qualcuno che sa raccontare, scrivere un romanzo (un vero romanzo, s'intende - né un meta-esperimento né un ennesimo deja vu mal scritto) senza essere banale o, al contrario, senza d ...continua

    Dunque, c'è ancora qualcuno che sa raccontare, scrivere un romanzo (un vero romanzo, s'intende - né un meta-esperimento né un ennesimo deja vu mal scritto) senza essere banale o, al contrario, senza dover mostrare a ogni pagina di essere un vero intellettuale dotato di pensiero profondo.

    Un romanzo completo, trascinante, appagante che mostra ancora una volta come la narrazione sia un'arte che prescinde dalla sola tecnica e che c'è chi nasce con essa innata mescolata col sangue, nelle vene.

    Mo Yan, come direbbe Totò, lo nacque.

    Che poi, dice tutto l'introduzione posta all'inizio del libro e non servirebbe soffermarsi oltre. La storia epica d'una famiglia nella Cina povera e disperata (ma pur sempre orgogliosa) della campagne, prime piegate da fame e miseria, poi umiliate dagli invasori giapponesi, descritta con un vigore e un realismo straordinari, dove i contorni dei fatti narrati sfumano sospesi costantemente fra una prosa epica, ariosa, ricercata, persino mistica e una crudissima, realistica fino a diventare - letteralmente - chirurgica e spietata.

    Lo specchio d'un mondo perennemente appeso fra due estremi, molto più presenti di quanto non lo siano nella nostra vita moderna quotidiana, che vegeta costantemente (o quasi) nella mediocrità mediana.

    Poesia della natura immensa e incontaminata, della cultura tradizionale e dei riti, delle piccole cose e delle grandi emozioni da una parte. Sangue, cadaveri, orrori indescrivibili, merda dall'altra.

    Unire queste due parti senza mediazioni, e riuscirci pure bene, è un'impresa non da poco. Unirle in un racconto avvincente e con una scrittura impeccabile è fenomenale.

    Ebbene, leggete. Soprattutto chi ha amato Cent'anni di solitudine , ma pure tutti gli altri.

    Ne vale la pena.

    ha scritto il 

  • 4

    "A volte penso che ci sia un rapporto tra il decadentismo dell'umanità e la prosperità e il benessere in cui viviamo..."

    "La prosperità e il benessere sono obiettivi anche necessari che il genere umano persegue nella sua lotta per il progresso, ma generano profonde e temibili contraddizioni. Il genere umano sta infatti ...continua

    "La prosperità e il benessere sono obiettivi anche necessari che il genere umano persegue nella sua lotta per il progresso, ma generano profonde e temibili contraddizioni. Il genere umano sta infatti distruggendo con le sue mani alcune delle qualità che possiede".

    Sorgo Rosso prende l'avvio nel 1939, durante un'azione di guerriglia capitanata dal carismatico bandito cinese Yu Zhan'ao, che si oppone con ferocia agli invasori giapponesi, e procede avanti e indietro nel tempo, dall'inizio del XX secolo agli anni '70, dando vita ad un gigantesco affresco sociale, politico e culturale dei decenni più importanti per la Cina, un affresco fatto di rapine e scorrerie, di amori e passioni, di morti e violenze, di leggi disumane che colpiscono i più deboli e di vendette.
    Attraverso questo racconto lungo e appassionante, minuzioso e assolutamente realistico, Mo Yan dà voce e volto alle migliaia di persone che vivono nelle campagne cinesi, in mezzo alle distese di sorgo.
    Dal romanzo, è stato tratto l'omonimo film di Zhang Yimou, vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino nel 1988.

    ha scritto il 

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