Sorgo rosso

Di

Editore: Einaudi

4.0
(877)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 484 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese , Francese , Chi semplificata

Isbn-10: 8806178520 | Isbn-13: 9788806178529 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Rosa Lombardi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Un affresco fiammeggiante di storia cinese, dagli anni Trenta agli anni Settanta, raccontati da un giovane della provincia che ripercorre i drammi, gli amori, i lutti della propria famiglia. Un romanzo che per la sua forza mitica e immaginativa è stato avvicinato a "Cent'anni di solitudine".
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  • 5

    era un po che non davo cinque stelle, un eccezionale.
    solitamente per i romanzi mi pare esagerato ma questo è davvero notevole.

    sicuramente non è un libro facile
    ma mi ha affascinato la narrazione con ...continua

    era un po che non davo cinque stelle, un eccezionale.
    solitamente per i romanzi mi pare esagerato ma questo è davvero notevole.

    sicuramente non è un libro facile
    ma mi ha affascinato la narrazione con continui salti nel tempo,
    mi ha affascinato questa cina così profondamente diversa da noi eppure così uguale nella sua guerra, identica alla nostra che per combattere i tedeschi ci ha portato ad ucciderci fra vicini di casa.
    affascinanti i personaggi (sarà difficile dimenticare le sue due nonne, quella bianca di carnagione e delicata nell'aspetto, e quella scura e carnosa. come non pensare alle diversità che vediamo fra i nostri parenti ?)

    ha scritto il 

  • 3

    “Era l’anno 1939, il nono giorno dell’ottavo mese del calendario lunare. Quel bandito di mio padre aveva poco più di quattordici anni.”

    Difficile valutare questo romanzo. La scelta di intercalare i te ...continua

    “Era l’anno 1939, il nono giorno dell’ottavo mese del calendario lunare. Quel bandito di mio padre aveva poco più di quattordici anni.”

    Difficile valutare questo romanzo. La scelta di intercalare i tempi della storia rende la lettura non scorrevole, aggravata anche dal fatto che l’autore si riferisce raramente ai personaggi chiamandoli per nome ma preferisce piuttosto indicare il legame di parentela, lasciando al lettore lo sforzo di collocarli nel quadro narrativo. Eppure questo romanzo ha una grande forza descrittiva ed evocativa. E’ forte e crudo e allo stesso tempo ricco di fantasia e di immagini mitiche. Racconta di un tempo relativamente recente ma l’impressione è di leggere le avventure epiche di un’era buia, lontana e magica. Le immagini sono vivide e veramente efficaci, l’atmosfera pulp, i personaggi tenaci e forti di quella forza che è innata nelle antiche società rurali, schietti, ingenui e al tempo stesso banditi navigati e crudeli. Protagonista del libro, al pari degli uomini e delle donne, è il sorgo nelle sue molteplici vesti e funzioni, alimento, nascondiglio, campo di battaglia e giaciglio, sempre rappresentato in maniera mirabile al punto di renderlo presenza viva e parte attiva nella storia.

    ha scritto il 

  • 5

    Mo Yan significa "colui che non desidera parlare" e infatti questo scrittore non parla, ma canta una melodia che avvince legando chi legge alle storie che racconta e dipinge facendo entrare dentro la ...continua

    Mo Yan significa "colui che non desidera parlare" e infatti questo scrittore non parla, ma canta una melodia che avvince legando chi legge alle storie che racconta e dipinge facendo entrare dentro la storia stessa. In questo libro, uno dei migliori che abbia letto, un uomo racconta le vicende del padre e soprattutto del nonno, durante l'occupazione giapponese in Cina. Questo nonno protagonista, eroe e grandissima canaglia ma anche i personaggi secondari, che per la maniera in cui agiscono e vengono dipinti, secondari non sono per niente, rendono questo libro un capolavoro, che mette insieme passione, truculenza e poesia e lascia stampati nella mente gli sconfinati campi di sorgo "che in autunno scintillanti come un mare di sangue".

    Mo Yan significa "colui che non desidera parlare" e infatti questo scrittore non parla, ma canta una melodia che avvince legando chi legge alle storie che racconta e dipinge facendo entrare dentro la storia stessa. In questo libro, uno dei migliori che abbia letto, un uomo racconta le vicende del padre e soprattutto del nonno, durante l'occupazione giapponese in Cina. Questo nonno protagonista, eroe e grandissima canaglia ma anche i personaggi secondari, che per la maniera in cui agiscono e vengono dipinti, secondari non sono per niente, rendono questo libro un capolavoro, che mette insieme passione, truculenza e poesia e lascia stampati nella mente gli sconfinati campi di sorgo "che in autunno scintillanti come un mare di sangue".

    Mo Yan significa "colui che non desidera parlare" e infatti questo scrittore non parla, ma canta una melodia che avvince legando chi legge alle storie che racconta e dipinge facendo entrare dentro la storia stessa. In questo libro, uno dei migliori che abbia letto, un uomo racconta le vicende del padre e soprattutto del nonno, durante l'occupazione giapponese in Cina. Questo nonno protagonista, eroe e grandissima canaglia ma anche i personaggi secondari, che per la maniera in cui agiscono e vengono dipinti, secondari non sono per niente, rendono questo libro un capolavoro, che mette insieme passione, truculenza e poesia e lascia stampati nella mente gli sconfinati campi di sorgo "che in autunno scintillanti come un mare di sangue".

    ha scritto il 

  • 1

    tra l'andirivieni nel tempo presente passato e futuro, tra la bassa macelleria, pagine e pagnine solo dedicate all'uccisione di cani...... Questa volta lo mollo. Mica mi pagano per leggerlo........ ...continua

    tra l'andirivieni nel tempo presente passato e futuro, tra la bassa macelleria, pagine e pagnine solo dedicate all'uccisione di cani...... Questa volta lo mollo. Mica mi pagano per leggerlo........

    ha scritto il 

  • 2

    Finito con difficoltà

    Non un brutto libro, ma un libro non semplice da portare a termine, vuoi per lo stile di scrittura, vuoi per la difficoltà nel collocare geograficamente e storicamente gli eventi, difficoltà accresciu ...continua

    Non un brutto libro, ma un libro non semplice da portare a termine, vuoi per lo stile di scrittura, vuoi per la difficoltà nel collocare geograficamente e storicamente gli eventi, difficoltà accresciuta dai piani di narrazione sovrapposti, spostandosi continuamente avanti e indietro nel tempo nell'arco di 40 anni. Resta comunque un libro denso di epica e di guerriglia criminale e contadina, dove le circostanze costringono a passare senza problemi da una categoria all'altra senza soluzione di continuità.
    Un romanzo da canzone di gesta con tutti i crismi.

    ha scritto il 

  • 1

    12/9

    270 pagine le ho lette.
    E con questo ho espiato i peccati di quest'anno (compresa la bugia su "finito")
    Il prossimo cercherò di essere più buona, lo prometto.
    Amen.

    ha scritto il 

  • 1

    Salvate gli alberi ! (e anche i lettori)

    E' davvero difficile commentare una simile porcheria priva di senso.
    A pagina 279 l'ho chiuso, esattamente a questo passaggio: "naturalmente erano stati i tre cani della mia a ordinare quegli impulsi ...continua

    E' davvero difficile commentare una simile porcheria priva di senso.
    A pagina 279 l'ho chiuso, esattamente a questo passaggio: "naturalmente erano stati i tre cani della mia a ordinare quegli impulsi confusi e a ripensare in modo razionale ai loro atti". I cani, poveri noi.
    E non c'è ironia, si badi, come non c'è nella frase "si toccò la pancia e capì di avere fame".
    Solo delirio, putrido sconcio demenziale delirio.
    La cifra narrativa del romanzo (?) consiste nel nominare ogni dieci righe il sorgo rosso, e attribuire a tutto - persone cose animali - il colore rosso e il puzzo di escrementi.
    Inutile diffondersi sul resto: basti dire che, in sintesi, è la storia di personaggi meccanici, anaffettivi, crudeli, sleali nel contesto della Cina degli anni '30 del Novecento.
    Ma non si tiri fuori la solita pappina del contesto culturale da apprezzare comunque: la lettura è un piacere.
    Una sofferenza di 450 pagine, pari solo all'equivalente rottura di coglioni, è invece un castigo che non arricchisce nè gratifica il lettore in alcun modo. Coerente tuttavia con la casistica dei premi Nobel degli ultimi trent'anni.

    ha scritto il 

  • 1

    5/9
    Cari tutti,
    Oggi piove.
    Centinaia di meravigliose pagine mi sorridono da ogni dove: io le snobberò.
    Riprendo da pagina 51 e mi avvio, sotto la vostra responsabilità, fra i campi di sorgo. ...continua

    5/9
    Cari tutti,
    Oggi piove.
    Centinaia di meravigliose pagine mi sorridono da ogni dove: io le snobberò.
    Riprendo da pagina 51 e mi avvio, sotto la vostra responsabilità, fra i campi di sorgo.

    ha scritto il 

  • 4

    Sullo sfondo delle sconfinate distese di campi di sorgo, la storia del bandito Yu Zhan’ao, della sua famiglia e della Cina dalla fine degli anni trenta, durante il conflitto sino-giapponese, all'inizi ...continua

    Sullo sfondo delle sconfinate distese di campi di sorgo, la storia del bandito Yu Zhan’ao, della sua famiglia e della Cina dalla fine degli anni trenta, durante il conflitto sino-giapponese, all'inizio degli anni settanta.

    Un romanzo di non semplice lettura per la narrazione non cronologica degli eventi, con continui salti tra passato, presente e futuro, di forte intensità narrativa, di descrizioni vivide e strazianti, denso di colori e odori, che mi ha lasciato spossata e stordita.

    ha scritto il 

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