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Sorgo rosso

Di

Editore: Einaudi

4.0
(829)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 484 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese , Francese , Chi semplificata

Isbn-10: 8806178520 | Isbn-13: 9788806178529 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Rosa Lombardi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Un affresco fiammeggiante di storia cinese, dagli anni Trenta agli anni Settanta, raccontati da un giovane della provincia che ripercorre i drammi, gli amori, i lutti della propria famiglia. Un romanzo che per la sua forza mitica e immaginativa è stato avvicinato a "Cent'anni di solitudine".
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  • 4

    Sullo sfondo delle sconfinate distese di campi di sorgo, la storia del bandito Yu Zhan’ao, della sua famiglia e della Cina dalla fine degli anni trenta, durante il conflitto sino-giapponese, all'inizi ...continua

    Sullo sfondo delle sconfinate distese di campi di sorgo, la storia del bandito Yu Zhan’ao, della sua famiglia e della Cina dalla fine degli anni trenta, durante il conflitto sino-giapponese, all'inizio degli anni settanta.

    Un romanzo di non semplice lettura per la narrazione non cronologica degli eventi, con continui salti tra passato, presente e futuro, di forte intensità narrativa, di descrizioni vivide e strazianti, denso di colori e odori, che mi ha lasciato spossata e stordita.

    ha scritto il 

  • 3

    "I forti raggi del sole scaldavano le acque del fiume facendolo apparire come olio di soia appena spremuto"

    "Sorgo Rosso" è stata una lettura a passi di lumaca, singhiozzante, a tratti appassionante a tratti no. Comunque questo titolo era nel mio ebook da troppo tempo per essere sempre e solo ignorato e poi ...continua

    "Sorgo Rosso" è stata una lettura a passi di lumaca, singhiozzante, a tratti appassionante a tratti no. Comunque questo titolo era nel mio ebook da troppo tempo per essere sempre e solo ignorato e poi non potevo non leggere quello che è stato definito il capolavoro della letteratura cinese contemporanea e premio Nobel. Insomma ma di cosa parla Sorgo Rosso? E' la storia della Cina dagli anni Venti fino alla Rivoluzione culturale raccontata fra i campi del sorgo. Sicuramente ci sono descrizioni molto vivide: "Chiuse gli occhi. Le sue ciglia umide sembravano coperte da uno strato di miele, così folti e forti, si sovrapponevano formando una linea ricurva simile alle code di rondine". O ancora "I forti raggi del sole scaldavano le acque del fiume facendolo apparire come olio di soia appena spremuto". E la vividezza non è solo in queste frasi delicate, nella narrazione delle tradizione, degli usi, dei nonni, del padre, della povera genta...no, la vividezza è presente anche nelle scene di guerra e negli orrori che essa porta con sè. Un capitolo, in particolare, ritengo non sia alla portata di tutti, o meglio della sensibilità di tutti. Comunque bellino, ma non eccezionale, un pò per il racconto frammentario, un pò per l'eccessiva prolissità, un pò per un certo distacco dell'autore nella narrazione di eventi forti che tra l'altro riguardano anche la sua famiglia!

    ha scritto il 

  • 5

    Qualche tempo fa in una famosa rivendita di civaie biologiche mi cadde sotto gli occhi un sacchetto di semi di sorgo, e pensai che, se nella poverissima Cina di Mo Yan lo si fosse commerciato a quel p ...continua

    Qualche tempo fa in una famosa rivendita di civaie biologiche mi cadde sotto gli occhi un sacchetto di semi di sorgo, e pensai che, se nella poverissima Cina di Mo Yan lo si fosse commerciato a quel prezzo, i suoi personaggi l’avrebbero potuto gustare sì e no a Natale e a Pasqua: ma quello che era il nutrimento principale dei contadini della sua terra oggi, almeno qui da noi, è diventato alimento di lusso. Così non era prima che lo soppiantasse il più redditizio e forse più saporito granoturco: anche in Italia il sorgo, col miglio, serviva da cibo a chi non si poteva permettere il frumento; e il cinquecentesco Luca Contile ne dà una graziosa descrizione: “…ha il suo gambo alto da dodici piedi con le foglie somiglianti a quelle delle canne, ma lunghe et alquanto più larghe e assai più rosseggianti (…) la sua pannocchia (…) si somiglia in vista al frutto del pino domestico di grossezza, le sue granella sono comunemente di color che nel rosso nereggia (…) e tutto che il gambo di cotal pianta è sì alto, è però debole, e benché per la gravezza della pannocchia si pieghi, non però si rompe, se non quando la violenza fosse grande”.
    Ma quella che in un nostro antico autore sonava come curiosità botanica e araldica, in Mo Yan assume toni di epica cruenta e severa: tra la fine degli anni Trenta e i primi anni Quaranta, mentre la Cina è invasa dai giapponesi, e si scontrano fra incredibili atrocità i diavoli del Sol Levante, le armate di Mao, quelle nazionaliste e la guerriglia spontanea di paesani e briganti, le immense distese rosseggianti del sorgo divengono di volta in volta testimoni muti o teatro di battaglie, repressioni o stragi, come già nei decennî precedenti, ancora pregni della vecchia Cina imperiale e feudale, avevano assistito ad amori e rivolte.
    Difficile render conto in poche parole di quest’affresco grandioso ed epico: tutto si svolge in un modesto villaggio povero e lontano dai grandi centri dove si fa la storia, eppure le vicende del padre, del nonno, della nonna del protagonista e di tante altre figure, sovente semplici meteore passeggere, sono sbalzati con una forza e una maestria, grazie anche ad un linguaggio di cui perfino in traduzione si avverte ancora la lussureggiante ricchezza, tali da meravigliare il lettore: in particolare, credo, proprio il lettore occidentale, che nella letteratura dei nostri giorni non trova facilmente simili esempî di concezione generosa e vasta della letteratura. In certi passi addirittura la violenza prende accenti e colori foschi, allucinati e visionarî che sfiorano il fantastico e il sovrannaturale, come nell’episodio terribile della lotta invernale fra i ragazzi e i cani diventati randagi e regrediti a una ferocia tribale primordiale.
    Attraversato poi il gelo disumano della rivoluzione culturale, il villaggio dei nostri tempi è tornato pacifico; ma i suoi vecchi eroi sono scomparsi, e anche il sorgo è un altro: un ibrido moderno, privo dell’antico sapore e dell’antico rosseggiare sanguigno. Il tempo dell’epica e delle leggende, anche nella remota Cina rurale, sembra tramontato per sempre.

    ha scritto il 

  • 3

    ripetitivo?

    ho finito con grande calma/lentezza questo romanzo epico del premio nobel Mo Yan. forse l'adattamento ad un unico volume l'ha reso ripetitivo.
    anche la costanza di ribadire i gradi di parentela, compl ...continua

    ho finito con grande calma/lentezza questo romanzo epico del premio nobel Mo Yan. forse l'adattamento ad un unico volume l'ha reso ripetitivo.
    anche la costanza di ribadire i gradi di parentela, complica e rallenta la lettura.
    forse converrebbe leggere una parte per volta, se non ricordo male dovrebbero essere cinque in tutto, probabilmente risulterebbe molto più gradevole. tutto quanto rigorosamente secondo il mio gusto.

    ha scritto il 

  • 5

    L'epica maestosa di Mo Yan ci cala nella storia e nella cultura di un intero popolo, attraverso la narrazione del quotidiano dei singoli, pregno di violenza, spiritualità, superstizione, poesia e crud ...continua

    L'epica maestosa di Mo Yan ci cala nella storia e nella cultura di un intero popolo, attraverso la narrazione del quotidiano dei singoli, pregno di violenza, spiritualità, superstizione, poesia e crudo realismo.
    Bellissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    C’è molto di rosso in questo libro, non solo il sorgo. Rossi sono le nuvole, il vino e le passioni, rossi gli occhi dei cani, la cupidigia ed il sangue, rosse le giacche dei bimbi e dei contadini, la ...continua

    C’è molto di rosso in questo libro, non solo il sorgo. Rossi sono le nuvole, il vino e le passioni, rossi gli occhi dei cani, la cupidigia ed il sangue, rosse le giacche dei bimbi e dei contadini, la crudeltà ed il destino. Non è semplice da leggere questo romanzo, occorre navigare, tra continui flash-back, lungo la storia di Yu Zhan'ao e della sua famiglia che si dispiega, raccontata dal nipote, concentrandosi principalmente sul periodo della guerra cino-giapponese (1937-45) ma in realtà coprendo, tra ricordi e ritorni, la vita di tre generazioni: quella dell'autore, quella di suo padre e quella dei nonni. Non c’è da ricercare una corrispondenza cronologica e storica degli eventi nei cinque libri che compongono questo romanzo; tra le parole e le immagini vivide che esse trasmettono si confondono eventi reali, o che di certo potrebbero esserlo, con altri assolutamente magici, allucinatori e fantastici che trasformano il libro in un vera saga epica dal fascino indiscutibile. Non c’è da cercare un finale, non si troverebbe; gli eventi non si concludono ma si sviluppano in narrazioni autonome, ognuna con un proprio finale, che si annodano e concatenano dilatando il tempo e lo spazio della narrazione globale che, proprio come un fiume, continua a scorrere, senza però raggiungere il proprio delta. E tra tutte questo le descrizioni vivide, quasi cinematografiche, i profumi, ma soprattutto gli odori, che sembrano farsi reali tanto da costringerti, a tratti, a sospendere la lettura per prendere fiato. Non sono un critico, né tanto meno un tecnico, non sono esperta di letteratura e di storia per cui non so dirvi cosa mi sia persa, e certo è molto, quello che posso dirvi è che vale davvero la pena di leggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Frasi dal libro

    “Sono convinto che uno scrittore sia il portavoce del popolo di una determinata regione, colui che dà voce alle aspirazioni della gente, e la cui personalità artistica possiede caratteri comuni a un’ ...continua

    “Sono convinto che uno scrittore sia il portavoce del popolo di una determinata regione, colui che dà voce alle aspirazioni della gente, e la cui personalità artistica possiede caratteri comuni a un’ampia fascia della popolazione. Questo è un requisito indispensabile per ottenere dei risultati e il motivo per cui lo scrittore diviene l’eco del tempo in cui vive.”

    http://frasiarzianti.wordpress.com/2014/11/05/sorgo-rosso-mo-yan/

    ha scritto il 

  • 4

    Tutto scorre fra i campi di sorgo, tutto passa con lo stesso ritmo crudele, fatto di giustizia fai da te e di soprusi: Comunisti, Nazionalisti, Collaborazionisti, Giapponesi. Tutti contro tutti. Anche ...continua

    Tutto scorre fra i campi di sorgo, tutto passa con lo stesso ritmo crudele, fatto di giustizia fai da te e di soprusi: Comunisti, Nazionalisti, Collaborazionisti, Giapponesi. Tutti contro tutti. Anche i cani hanno imparato presto.
    Perché la violenza richiama la violenza ed anche quando c'è amore si sente il suo respiro:
    Cos'è l'amore? [...] Ho desunto alcune costanti valide per le tre generazioni della mia famiglia. La prima fase, quella dell'amore ardente, è fatta di dolore lacerante, dal cuore gocciola un liquido simile alla resina di pino; il sangue versato per le pene d'amore sgorga dallo stomaco, attraversa gli intestini e viene espulso dal corpo sotto forma di feci nere come la pece. La seconda fase, quella dell'amore crudele, è la fase di critica impietosa; gli innamorati adorano scorticarsi vivi sul piano fisico, psicologico, spirituale e materiale; adorano strapparsi a vicenda le vene, i muscoli, gli organi e infine il cuore nero o rosso, e gettarlo in faccia all'altro, facendo sì che i due cuori si scontrino e vadano in pezzi. La terza fase o quella dell'amore di ghiaccio, è caratterizzata da lunghi silenzi. La freddezza trasforma gli amanti in ghiaccioli. E' per quello che quelli che amano veramente hanno il viso bianco come brina e la temperatura corporea di venticinque gradi. Battono i denti senza riuscire a parlare, non perché non vogliano ma perché hanno disimparato, e agli altri danno impressione di essere muti.

    ha scritto il 

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