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Sorgo rosso

By Mo Yan

(898)

| Paperback | 9788806178529

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Book Description

Un affresco fiammeggiante di storia cinese, dagli anni Trenta agli anni Settanta, raccontati da un giovane della provincia che ripercorre i drammi, gli amori, i lutti della propria famiglia. Un romanzo che per la sua forza mitica e immaginativa è sta Continue

Un affresco fiammeggiante di storia cinese, dagli anni Trenta agli anni Settanta, raccontati da un giovane della provincia che ripercorre i drammi, gli amori, i lutti della propria famiglia. Un romanzo che per la sua forza mitica e immaginativa è stato avvicinato a "Cent'anni di solitudine".

154 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Tra i romanzi di Mo e me non c'è filing,la cosa lo lascerà del tutto indifferente,come lascia del tutto indiffernte me.

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    asfodelo said on Sep 14, 2014 | 8 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Tutto scorre fra i campi di sorgo, tutto passa con lo stesso ritmo crudele, fatto di giustizia fai da te e di soprusi: Comunisti, Nazionalisti, Collaborazionisti, Giapponesi. Tutti contro tutti. Anche i cani hanno imparato presto.
    Perché la violenza ...(continue)

    Tutto scorre fra i campi di sorgo, tutto passa con lo stesso ritmo crudele, fatto di giustizia fai da te e di soprusi: Comunisti, Nazionalisti, Collaborazionisti, Giapponesi. Tutti contro tutti. Anche i cani hanno imparato presto.
    Perché la violenza richiama la violenza ed anche quando c'è amore si sente il suo respiro:
    Cos'è l'amore? [...] Ho desunto alcune costanti valide per le tre generazioni della mia famiglia. La prima fase, quella dell'amore ardente, è fatta di dolore lacerante, dal cuore gocciola un liquido simile alla resina di pino; il sangue versato per le pene d'amore sgorga dallo stomaco, attraversa gli intestini e viene espulso dal corpo sotto forma di feci nere come la pece. La seconda fase, quella dell'amore crudele, è la fase di critica impietosa; gli innamorati adorano scorticarsi vivi sul piano fisico, psicologico, spirituale e materiale; adorano strapparsi a vicenda le vene, i muscoli, gli organi e infine il cuore nero o rosso, e gettarlo in faccia all'altro, facendo sì che i due cuori si scontrino e vadano in pezzi. La terza fase o quella dell'amore di ghiaccio, è caratterizzata da lunghi silenzi. La freddezza trasforma gli amanti in ghiaccioli. E' per quello che quelli che amano veramente hanno il viso bianco come brina e la temperatura corporea di venticinque gradi. Battono i denti senza riuscire a parlare, non perché non vogliano ma perché hanno disimparato, e agli altri danno impressione di essere muti.

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    Grimilde said on Aug 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Racconto epico. Le prime cento pagine non mi hanno entusiasmato, ma poi sono stata catturata. Solo che lascia molte curiosità su ciò che resta non-raccontato.

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    Ludoviji said on Aug 10, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Dunque, c'è ancora qualcuno che sa raccontare, scrivere un romanzo (un vero romanzo, s'intende - né un meta-esperimento né un ennesimo deja vu mal scritto) senza essere banale o, al contrario, senza dover mostrare a ogni pagina di essere un vero inte ...(continue)

    Dunque, c'è ancora qualcuno che sa raccontare, scrivere un romanzo (un vero romanzo, s'intende - né un meta-esperimento né un ennesimo deja vu mal scritto) senza essere banale o, al contrario, senza dover mostrare a ogni pagina di essere un vero intellettuale dotato di pensiero profondo.

    Un romanzo completo, trascinante, appagante che mostra ancora una volta come la narrazione sia un'arte che prescinde dalla sola tecnica e che c'è chi nasce con essa innata mescolata col sangue, nelle vene.

    Mo Yan, come direbbe Totò, lo nacque.

    Che poi, dice tutto l'introduzione posta all'inizio del libro e non servirebbe soffermarsi oltre. La storia epica d'una famiglia nella Cina povera e disperata (ma pur sempre orgogliosa) della campagne, prime piegate da fame e miseria, poi umiliate dagli invasori giapponesi, descritta con un vigore e un realismo straordinari, dove i contorni dei fatti narrati sfumano sospesi costantemente fra una prosa epica, ariosa, ricercata, persino mistica e una crudissima, realistica fino a diventare - letteralmente - chirurgica e spietata.

    Lo specchio d'un mondo perennemente appeso fra due estremi, molto più presenti di quanto non lo siano nella nostra vita moderna quotidiana, che vegeta costantemente (o quasi) nella mediocrità mediana.

    Poesia della natura immensa e incontaminata, della cultura tradizionale e dei riti, delle piccole cose e delle grandi emozioni da una parte. Sangue, cadaveri, orrori indescrivibili, merda dall'altra.

    Unire queste due parti senza mediazioni, e riuscirci pure bene, è un'impresa non da poco. Unirle in un racconto avvincente e con una scrittura impeccabile è fenomenale.

    Ebbene, leggete. Soprattutto chi ha amato Cent'anni di solitudine , ma pure tutti gli altri.

    Ne vale la pena.

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    Dvd (A. Erit In Orbe Ultimo) said on Jul 7, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    "A volte penso che ci sia un rapporto tra il decadentismo dell'umanità e la prosperità e il benessere in cui viviamo..."

    "La prosperità e il benessere sono obiettivi anche necessari che il genere umano persegue nella sua lotta per il progresso, ma generano profonde e temibili contraddizioni. Il genere umano sta infatti distruggendo con le sue mani alcune delle quali ...(continue)

    "La prosperità e il benessere sono obiettivi anche necessari che il genere umano persegue nella sua lotta per il progresso, ma generano profonde e temibili contraddizioni. Il genere umano sta infatti distruggendo con le sue mani alcune delle qualità che possiede".

    Sorgo Rosso prende l'avvio nel 1939, durante un'azione di guerriglia capitanata dal carismatico bandito cinese Yu Zhan'ao, che si oppone con ferocia agli invasori giapponesi, e procede avanti e indietro nel tempo, dall'inizio del XX secolo agli anni '70, dando vita ad un gigantesco affresco sociale, politico e culturale dei decenni più importanti per la Cina, un affresco fatto di rapine e scorrerie, di amori e passioni, di morti e violenze, di leggi disumane che colpiscono i più deboli e di vendette.
    Attraverso questo racconto lungo e appassionante, minuzioso e assolutamente realistico, Mo Yan dà voce e volto alle migliaia di persone che vivono nelle campagne cinesi, in mezzo alle distese di sorgo.
    Dal romanzo, è stato tratto l'omonimo film di Zhang Yimou, vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino nel 1988.

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    Stefania86 Il mondo è fatto per finire in un bel libro said on Jun 14, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    bellissimo romanzo storico, molto cruento.....potrebbe essere una buona base per una sceneggiatura per un film di quentin tarantino!

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    Pidicin said on Jun 6, 2014 | Add your feedback

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