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Sostiene Pereira

By

Publisher: Anagrama

4.2
(9989)

Language:Español | Number of Pages: 182 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , English , Italian , German , Portuguese , Czech , Japanese , Catalan , Basque , Dutch

Isbn-10: 8433906801 | Isbn-13: 9788433906809 | Publish date: 

Translator: Carlos Gumpert , Xavier González Rovira

Also available as: Others , Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Book Description
Lisboa, 1938. En esta Europa recorrida por el virulento fantasma de los totalitarismos, Pereira, un periodista dedicado durante toda su vida a la sección de sucesos, recibe el encargo de dirigir la pagina cultural de un periódico mediocre. Se crea entonces una intensa relación entre el viejo periodista, su colaborador y su novia Marta.
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  • 5

    Nella sua semplicità è un libro davvero coinvolgente.
    Bellissima l'evoluzione del protagonista che sembra mettere in pratica la teoria della confederazione di anime.
    Il libro ha rievocato anche i rico ...continue

    Nella sua semplicità è un libro davvero coinvolgente.
    Bellissima l'evoluzione del protagonista che sembra mettere in pratica la teoria della confederazione di anime.
    Il libro ha rievocato anche i ricordi di una trasferta a Lisbona, bellissimo leggere di posti che hai visto e che raramente vengono descritti in un libro.

    said on 

  • 5

    5 stelle, senza indugio.
    Il ritmo è cadenzato da una scrittura volutamente ripetitiva, quasi laconica ad indicare l’apatia dell’anima in cui è facile cadere, ma dalla quale è altrettanto facile, o for ...continue

    5 stelle, senza indugio.
    Il ritmo è cadenzato da una scrittura volutamente ripetitiva, quasi laconica ad indicare l’apatia dell’anima in cui è facile cadere, ma dalla quale è altrettanto facile, o forse necessario, riemergere.
    Un romanzo immediato, veloce e significativo. Sicuramente da leggere per come è scritto, per quello che c’è scritto e anche per quello che non c’è scritto.

    said on 

  • 3

    Le foto di scena e retroscena, in bianco e nero, sono di Ottavio Ferrario: splendida quella di Tabucchi, con sigaretta, che chiacchiera con Mastroianni truccato da Pereira.

    Girato in francese, il film ...continue

    Le foto di scena e retroscena, in bianco e nero, sono di Ottavio Ferrario: splendida quella di Tabucchi, con sigaretta, che chiacchiera con Mastroianni truccato da Pereira.

    Girato in francese, il film sviluppa una sceneggiatura – qui riprodotta in 91 scene - di Roberto Faenza e Sergio Vecchio; Tabucchi ha collaborato ai dialoghi. “Penso che la sceneggiatura sia una specie di radice quadrata del romanzo, una sua quintessenza”, scrive Tabucchi.

    Intervistato da Antonio Gnoli, il settantenne Mastroianni confessa di non aver letto nulla di Pessoa e di averne solo un’immagine superficiale: baffetti, cappello, occhialini. “Per ignoranza, per pigrizia e per metodo non sono un attore che fa ricerca. I personaggi che interpreto li devo sentire dentro”; Lisbona gli ricorda Genova e certe località del nostro sud.

    said on 

  • 4

    Adattato da Marino Magliani, disegnato e colorato da Marco D’Aponte (sua anche la copertina), il romanzo di Tabucchi usci 21 anni fa, il tempo dell’azione è il 1938, il regime di Salazar si era ormai ...continue

    Adattato da Marino Magliani, disegnato e colorato da Marco D’Aponte (sua anche la copertina), il romanzo di Tabucchi usci 21 anni fa, il tempo dell’azione è il 1938, il regime di Salazar si era ormai consolidato e dalla vicina Spagna giungevano notizie funeree, “tutta l’Europa puzza di morte”, pensa Pereira.

    Vedovo senza figli, sovrappeso e cardiopatico, una predilezione per le omelettes alle erbe e le limonate molto zuccherate, fervente cattolico pur non credendo nella resurrezione della carne, Pereira è un amanate del quieto vivere, un giornalista a cui hanno affidato l’inutilissima pagina culturale di un quotidiano asservito. Da qualche tempo parla con il ritratto della moglie, e avverte una crescente paura della morte.
    Gli autori del fumetto compiono una scelta grafica necessaria all’originalità della rilettura, perché al romanzo di Tabucchi molti di noi hanno sovrapposto il Mastroianni del film di Roberto Faenza (1995). Da quell’immagine decidono di staccarsi, propongono un Pereira meno affascinante, che ricorda Philippe Noiret imbolsito. La caratterizzazione di Marta, la ragazza di cui è innamorato Monteiro Rossi, mi è parsa più incisiva di quella cinematografica, coi suoi abiti traslucidi, i lunghi capelli rossi abbandonati per un taglio corto e biondo.
    È davvero notevole la qualità grafica e coloristica di questo adattamento a fumetti; chi ama Lisbona e le vedute di Lisbona si troverà davanti a un autentico gioiello.

    said on 

  • 5

    Sostiene di averlo conosciuto un giorno d'estate

    Ho scelto di acquistare questo libro scritto da Antonio Tabucchi nel 1994 attratta dalla sua ambientazione portoghese. Il Portogallo è un paese che ho incontrato poche volte nelle mie letture e che qu ...continue

    Ho scelto di acquistare questo libro scritto da Antonio Tabucchi nel 1994 attratta dalla sua ambientazione portoghese. Il Portogallo è un paese che ho incontrato poche volte nelle mie letture e che quindi conosco soltanto per quanto avevo imparato a scuola.

    Il romanzo è ambientato nel 1938, poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, siamo in estate ed il caldo sembra davvero insopportabile. Veniamo subito a conoscenza del nostro protagonista , per cui è impossibile non provare simpatia o comprensione fin dal primo istante. Si chiama Pereira ed è un vecchio giornalista di cronaca nera che vive e lavora a Lisbona. Il Portogallo è in quegli anni oppresso dal regime fascista di Salazar, è un paese che vive completamente isolato dal mondo esterno e le notizie arrivano soltanto tramite il passaparola e non attraverso i giornali …

    Nonostante Pereira sia un giornalista le informazioni riguardanti la situazione storica non gli arrivano ed è spesso costretto a chiedere notizie su quanto avviene fuori Lisbona ad un barista maggiormente informato. Ovviamente è impressionante arrivare a pensare che un barista possa essere maggiormente informato rispetto ad un giornalista che dovrebbe vivere di notizie. Pereira è relegato (probabilmente dal regime) alla stesura della pagina culturale in una piccola redazione di un giornale pomeridiano vicino al governo. Pereira è vedovo, è grasso ed ha problemi cardiaci, ed è l'unico a far parte della redazione culturale. Pereira vive le sue giornate tra la redazione, il piccolo bar e la sua casa. Non ha amici o conoscenti con cui parlare, ha soltanto il ritratto della moglie. E' a lei che parla, a lei racconta le sue giornate ed i suoi pensieri.

    Il povero Pereira è ossessionato dal pensiero della morte e della successiva resurrezione dell'anima e proprio queste immagini continue lo porteranno a contattare Monteiro Rossi. Monteiro Rossi è un giovane neolaureato che ha scritto qualcosa proprio sulla morte. Monteiro Rossi, verrà assunto per scrivere nella sua redazione culturale, si dovrà occupare delle 'ricorrenze' ovvero di scrivere articoli commemorativi su autori di interesse generale.

    Monteiro Rossi presenta a Pereira, durante il loro primo incontro la sua ragazza Marta, ed accetta il lavoro da giornalista. Pereira è un uomo solo e Monteiro Rossi potrebbe avere l'età del figlio che non ha mai avuto.
    Gradualmente con il passare della storia e degli eventi, si inizia a percepire l'abbandono in cui la popolazione portoghese deve avere vissuto in quegli anni di isolamento. Durante quel periodo, nemmeno la semplice redazione culturale di un giornale era libera di riportare racconti di autori stranieri.

    L'intero romanzo è scritto come una sorta di verbale, potrebbe sembrare un verbale giudiziario. Non è ben chiaro da chi sia scritto il verbale, ma è freddo ed essenziale e fa ricordare la scena vista in un milione di film dove un impiegatuccio batte sui tasti della vecchia macchina da scrivere quanto dichiarato dall'interrogato. Il nostro interrogato, il povero Pereira, che risulta incredibilmente umano e vicino a tutti noi. Secondo me questa scelta stilistica è stata molto convincente soprattutto perché in questo modo l'autore riesce a rendere evidente e davvero tangibile quello che doveva esser il clima respirato in quegli anni in Portogallo.

    Immaginare il nostro protagonista seduto davanti ad una scrivania con una luce che gli illumina il volto è quasi inevitabile, e la violenza di quest'immagine ci segue per tutto il libro. Violento il modo in cui il regime viene rappresentato nella sua forza impositiva e nel suo potere di controllo su tutto e su tutti. Il modo in cui un regime dittatoriale arriva a schiacciare chi si oppone alla sua forza, è rappresentato in moltissime parti del libro attraverso gli occhi di Pereira ma anche di tutti i personaggi che incontra durante lo sviluppo della trama.
    Quello che mi è piaciuto è come l'autore è riuscito a trasportare nel testo le differenti reazioni delle persone davanti alle imposizioni ed al terrore creato dal regime. Il nostro protagonista con tutte le sue paure ed incertezze, cambia pagina per pagina fino a diventare una persona del tutto nuova con reazioni totalmente inaspettate.

    Per quasi tutto il libro Pereira rimane solo, con lui c'è soltanto il ritratto della moglie, solo si trova a fronteggiare eventi come la guerra o il completo isolamento della sua nazione. L'indifferenza della popolazione è rappresentata in ogni frase, Pereira è solo, ma soli sono anche tutti gli altri… Tutti i personaggi che Pereira incontra sono abbandonati a loro stessi e tutti scelgono un modo differente per affrontare la situazione di isolamento del Portogallo. La solitudine dei vari personaggi è fortissima soprattutto se la si contrappone con la ricerca fatta dal protagonista di una qualche parola di conforto o di un segnale di amicizia e comprensione.

    Come ho scritto all'inizio di questa opinione, è davvero impossibile non affezionarsi a Pereira. Pereira è una persona corretta e non ha paura di affrontare il pericolo per una cosa a cui crede. Il protagonista è davvero umano, conosce i pericoli che corre ed è spaventato dalle conseguenze che potrebbero colpirlo ma nonostante questo decide comunque di attivarsi e nel suo piccolo di fare qualcosa per quello in cui crede.
    Da quanto ho letto Antonio Tabucchi ha narrato attraverso 'Sostiene Pereira' la storia di un giornalista che si era ribellato a suo modo al regime presente in Portogallo. La storia sebbene romanzata deriverebbe quindi da un fatto realmente accaduto e questa caratteristica se possibile rende ancora più speciale il romanzo. Pensare che siano esistite o che esistano ancora delle persone simili a Pereira dà in qualche modo fiducia al lettore, in quanto la situazione narrata non deve essere poi così lontana rispetto alla situazione vissuta ancora oggi in diversi paesi sparsi in tutto il mondo. Personalmente non conoscevo il percorso storico del Portogallo e prima di aver letto questo libro non avevo idea del regime politico in cui si è trovato questo paese, per ben trentasei anni. Questo mi ha spaventato facendomi pensare a quante sono le storie o comunque eventi dei quali non abbiamo conoscenza o che comunque vengono dimenticati dai libri di scuola e di conseguenza da tutti noi.

    Spesso si sente discutere della giusta importanza che bisogna dare alla stampa o comunque a tutti i mezzi di diffusione. Questo libro porta, anche il lettore più distratto, a pensare all'importanza che rivestono ed hanno sempre rivestito le informazioni e le notizie all'interno di un sistema. La presa di coscienza di un individuo può avvenire soltanto se questa persona viene messa nelle condizioni di comprendere e per poter capire il soggetto deve essere adeguatamente informato del reale stato delle cose. Non si può parlare di paese libero o di democrazia quando le informazioni non circolano oppure circolano in modo filtrato.

    Consiglio a tutti la lettura di 'Sostiene Pereira' sia per la particolarità dell'argomento trattato che per il modo in cui è scritto. E' facile seguire la trama ed è davvero interessante venire a conoscenza del percorso storico di un paese rimasto lontano dal mondo per anni. E poi è davvero bello leggere di un personaggio come Pereira.

    said on 

  • 2

    L'insostenibile Pereira

    Un libro, a mio parere, modesto senza quel respiro vibrante e vivo dell' anatomia di una dittatura, mi riferisco a libri come il maesto e Margherita o a quelli del russo Grossmann, li si la tensione ...continue

    Un libro, a mio parere, modesto senza quel respiro vibrante e vivo dell' anatomia di una dittatura, mi riferisco a libri come il maesto e Margherita o a quelli del russo Grossmann, li si la tensione è viva e si coglie in tutte le pagine anche quando non ne parlano direttamente. Tabucchi invece sembra tendere a voler dramattizzare a forza e appare tutto "finto". Non si coglie il peso della dittatura. Inoltre, sempre a mio parere, sostiene pereira è un libro estremamente retorico, ideologico e datato sebbene scritto solo pochi decenni fa.

    said on 

  • 2

    e Lisbona sfavillava

    Dispiace dirlo - Tabucchi è uno dei miei scrittori italiani preferiti e come da nick sono legatissimo a "Sostiene Pereira" - ma quella che poteva essere un'interessante operazione, cioè rendere un rom ...continue

    Dispiace dirlo - Tabucchi è uno dei miei scrittori italiani preferiti e come da nick sono legatissimo a "Sostiene Pereira" - ma quella che poteva essere un'interessante operazione, cioè rendere un romanzo attraverso delle illustrazioni, si è rivelata un'occasione persa. Nulla da dire sulla sceneggiatura, dato che il libro è potente di suo, ma la resa grafica dei disegni e in particolare dei colori usati secondo il mio parere non rende l'idea - anzi, la banalizza - del romanzo e dei suoi personaggi, nonché della stessa Lisbona. Peccato davvero, perché come il film di Faenza, nulla aggiunge all'opera di Tabucchi, ma perfino sottrae, e sottrae tanto.

    said on 

  • 3

    Personaggio indimenticabile, il candido Pereira - col suo affanno e le sue limonate, il suo riserbo, le confidenze con la moglie morta - che ormai per me ha impresse le fattezze d'un anziano Mastroian ...continue

    Personaggio indimenticabile, il candido Pereira - col suo affanno e le sue limonate, il suo riserbo, le confidenze con la moglie morta - che ormai per me ha impresse le fattezze d'un anziano Mastroianni, avendo visto il film in parallelo col procedere della lettura*.
    Eppure il libro non mi ha coinvolta come avrei voluto, nonostante il messaggio dei più alti: forse per via di uno stile di "basso profilo" che non mi è affatto dispiaciuto, anzi, ma che a lungo andare temo abbia finito per "anestetizzarmi" un po'; o forse proprio per l'altezza di quel messaggio, essendo io fin troppo simile al "primo" Pereira, quello del disimpegno onesto, quello del rifugio nella letteratura, del feticismo dei ricordi, quello che «io penso a me soltanto e alla cultura, è questo il mio mondo»; o chissà poi perché.

    * film reperibile sul sito di Rai Cinema: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-3f6bd957-cd17-4579-a4f4-1d1c4746d10a-cinema.html

    said on 

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