Sostiene Pereira

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Publisher: Anagrama

4.2
(10667)

Language: Español | Number of Pages: 182 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , English , Italian , German , Portuguese , Czech , Japanese , Catalan , Basque , Dutch

Isbn-10: 8433906801 | Isbn-13: 9788433906809 | Publish date: 

Translator: Carlos Gumpert , Xavier González Rovira

Also available as: Others , Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Book Description
Lisboa, 1938. En esta Europa recorrida por el virulento fantasma de los totalitarismos, Pereira, un periodista dedicado durante toda su vida a la sección de sucesos, recibe el encargo de dirigir la pagina cultural de un periódico mediocre. Se crea entonces una intensa relación entre el viejo periodista, su colaborador y su novia Marta.
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  • 5

    Sostiene Pereira che questo sia un ottimo libro

    Da anni volevo leggere questo libro, sfiorato, sulla mia mensola nascosto tra altri titoli e ora, finalmente, letto. Mi è piaciuto molto. Stile coinvolgente, una vicenda che scivola docilmente verso u ...continue

    Da anni volevo leggere questo libro, sfiorato, sulla mia mensola nascosto tra altri titoli e ora, finalmente, letto. Mi è piaciuto molto. Stile coinvolgente, una vicenda che scivola docilmente verso un finale drammatico e coraggioso. Pereira diventa sempre più simpatico e partecipe, schierato contro il buio di una dittatura feroce. Forti i necrologi degli scrittori redatti dal giovane ribelle per la pagina culturale del giornale di Pereira.

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  • 0

    Finalmente a quasi 50 anni ho letto questo bellissimo libro commovente e semplice, iniziato e finito in questa domenica di sciatalgia.
    Così ho scoperto Pereira, il Portogallo e Tabucchi che mi sembra ...continue

    Finalmente a quasi 50 anni ho letto questo bellissimo libro commovente e semplice, iniziato e finito in questa domenica di sciatalgia.
    Così ho scoperto Pereira, il Portogallo e Tabucchi che mi sembra davvero un autore dalla vita appassionata e interessante, senza muovermi dal letto.

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  • 4

    sostiene

    quante sono le cose da sostenere da dover portare come un peso senza farsi schiacciare, senza soccombere né moralmente né fisicamente? lo sa bene Pereira, giornalista da oltre trent'anni e attualmente ...continue

    quante sono le cose da sostenere da dover portare come un peso senza farsi schiacciare, senza soccombere né moralmente né fisicamente? lo sa bene Pereira, giornalista da oltre trent'anni e attualmente dirigente della pagina Culturale del Lisboa, che esce il pomeriggio... vedovo, sovrappeso cardiopatico, inseguito dalla malinconia nostalgica di non avere mai avuto un figlio dalla donna che amava, malata di tbc... quanti pesi si porta dentro Pereira, apparentemente senza palle, apparentemente indifferente dai subbugli socio politici del 43 quando si era già intuito che i tedeschi stavano facendo un gran casino e la dittatura franchista avrebbe portato alla rovina... quante limonate beve per mandare giù il boccone amaro di una coscienza etica che tirerà fuori solo nelle ultime pagine lasciandoci veramente stupiti con un bel colpo di scena...
    Un libro apparentemente claustrofobico, dentro il caldo torrido di Lisbona estiva nella calura del mese d'agosto a 38 gradi con il nostro omino Pereira, che suda di continuo e fuma il sigaro, e fa talmente caldo che sembra ci sia nebbia... ma che poi ha saputo tirare fuori la chiave magica ed è riuscito a catturarmi...

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  • 4

    Sulle limonate

    Pereira insegna che, se non soffriamo di cuore, possiamo assumerne in scioltezza 4/5 al giorno senza compromettere i livelli di acidità del nostro stomaco. Addio all'annoso dibattito sulla negatività ...continue

    Pereira insegna che, se non soffriamo di cuore, possiamo assumerne in scioltezza 4/5 al giorno senza compromettere i livelli di acidità del nostro stomaco. Addio all'annoso dibattito sulla negatività degli effetti di acqua e limone sulla gastrite!

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  • 4

    Ai piccoli eroi

    Siamo in Portogallo sotto la dittatura di Salazar. Pereira è un giornalista, si occupa della pagina della cultura, è vedovo, cardiopatico e incarna perfettamente l’uomo medio. Niente stravizi, niente ...continue

    Siamo in Portogallo sotto la dittatura di Salazar. Pereira è un giornalista, si occupa della pagina della cultura, è vedovo, cardiopatico e incarna perfettamente l’uomo medio. Niente stravizi, niente donne, le sue giornate scorrono abitudinarie, tutte uguali, da casa al giornale e dal giornale a casa. Così lo conosciamo meglio, Pereira: soffre il caldo, che combatte con limonate gelate e con bagni freschi, e traduce scrittori francesi perché hanno una marcia in più secondo lui, anche a dispetto dei suoi connazionali. Il mondo gli cambia attorno, le vicende politiche si complicano e lo travolgono incoscientemente. Non si rende conto che un cambiamento sta avvenendo dentro di lui, ma sta avvenendo. La prosa ha un respiro costante, che mantiene l’attenzione, segue il suo percorso con il suo curioso intercalare. Ci si aspetta qualcosa. Si sa che qualcosa succederà e il lettore è preparato a tutto questo in un climax inesorabile.
    Ogni uomo può cambiare il proprio destino, a qualsiasi età, e diventare un piccolo eroe di se stesso.

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  • 4

    Pereira sostiene

    Pereira e’ un personaggio “debole”: debole di cuore, debole di stomaco, anche con ideali tutto sommato deboli rispetto a quanto succede intorno a lui. Fino a quando non lascia entrare nella sua vita M ...continue

    Pereira e’ un personaggio “debole”: debole di cuore, debole di stomaco, anche con ideali tutto sommato deboli rispetto a quanto succede intorno a lui. Fino a quando non lascia entrare nella sua vita Marta e Monteiro Rossi, e il dottore della casa di talassoterapia - quest’ultimo quasi una voce dela coscienza - che con la loro giovinezza e gli ideali che spesso la giovinezza si porta appresso a poco a poco gli cambiano radicalmente la vita. E da debole si fa forte.
    Alla fine del romanzo, Tabucchi spiega comunque la nascita del personaggio Pereira, rispondendo a molti nostri interrogativi. Ambientato in Portogallo, sotto la dittatura di Salazar, potrebbe essere la storia di qualsiasi paese europeo in quel periodo storico.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Sensazionale... Sostiene.

    In una Lisbona torrida e dal cielo sfavillante, la figura del giornalista Pereira si inserisce perfettamente e Tabucchi, con le sue descrizioni particolareggiate del personaggio e degli ambienti che f ...continue

    In una Lisbona torrida e dal cielo sfavillante, la figura del giornalista Pereira si inserisce perfettamente e Tabucchi, con le sue descrizioni particolareggiate del personaggio e degli ambienti che frequenta, ci dà un ritratto preciso di questo uomo. Pieno di piccole manie quotidiane e malato di cuore, Pereira si trova a confrontarsi con la Seconda Guerra Mondiale, e in modo decisamente anticonvenzionale, cioè aiutando un ragazzo, suo praticante, alleato della resistenza.
    Leggetelo. Io già alla prima pagina me ne sono innamorata.

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  • 0

    Un racconto che mi ha lasciato perplesso ed anche adesso, al momento di scrivere questa recensione, non riesco a venirne a capo.

    Mi sembra scritto benissimo, con una profonda maestria dell'arte di rac ...continue

    Un racconto che mi ha lasciato perplesso ed anche adesso, al momento di scrivere questa recensione, non riesco a venirne a capo.

    Mi sembra scritto benissimo, con una profonda maestria dell'arte di raccontare, ed anche la storia è interessante e di spessore, ciò che non riesco a mettere a fuoco è il "tono" del racconto. A tratti mi sembra didascalico, a tratti venato di un sottile umorismo, a tratti ancora spinto nell'assurdo, a tratti precipitato nell'attualità più feroce, a tratti intimista. Isomma, più ci giro attorno e più risulta cangiante ed evanescente.
    Mi da l'impressione di un dipinto in cui l'autore ha dato prova di grande padronanza della tecnica ed in cui l'immagine ritratta è ben riconoscibile ma in cui toni e colori sono incongrui e contrastanti.

    Anche i personaggi si muovono al limite dell'assurdo: Pereira è un ex capo-redattore di cronaca (di evidente successo) ma che non mostra la minima curiosità per il mondo che lo circonda! Il prete padre-confessore e guida spirituale è sempre troppo indaffarato per occuparsi della sua pecorella molto poco smarrita (P. è descritto come un cattolico svogliatamente osservante ma convinto) ma assai turbata, insomma uno che fa ben poco il proprio mestiere! Il medico che sembra l'unico a prendere sul serio il proprio ruolo, cercando di curare con attenzione e dedizione anime e corpi al contempo, molla tutto ed emigra. I due giovani rivoluzionari sono talmente pasticcioni che se la battono con le "nuove BR" italiane (ricordare il famoso tablet con la lista dei nomi). In un certo senso solo i cattivi si muovono in modo coerentemente bieco: la squadraccia di picchiatori con modi ed esiti di stretta osservanza fascista, i politici ed i responsabili della stampa con stile colluso e mafioso.

    In questa sarabanda mi è difficile capire se l'autore vuole divertire o commuovere o semplicemente raccontare una storia di "ordinaria repressione", analizzare la trasformazione interiore di un "uomo tranquillo", descrivere l'ottundimento degli animi sotto una dittatura. E, soprattutto, mi è difficile capire in che modo vuole raccontare tutto ciò.

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  • 0

    Per molto tempo ho evitato Tabucchi, non so per quale ragione probabilmente nascosta in me. Invece era proprio un grande scrittore, ad avercene come lui in Italia.

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  • 0

    L’avevo adocchiata da un bel po’ quest’opera. E ha finalmente trovato il suo momento, come al supermercato quando si sta in piedi in attesa del proprio turno al bancone dei salumi con quell’esile bigl ...continue

    L’avevo adocchiata da un bel po’ quest’opera. E ha finalmente trovato il suo momento, come al supermercato quando si sta in piedi in attesa del proprio turno al bancone dei salumi con quell’esile biglietto di carta in mano, attingendo a piene mani dalle scorte di pazienza. E ora sono sazio: bramavo di curiosità per questo manoscritto terminato il 25 agosto del 1993 (come Tabucchi ha lasciato inciso, un giorno per lui speciale: il compleanno della figlia) e la curiosità è stata pienamente soddisfatta. Racconta una storia positiva, vince secondo me il personaggio eroe, il buono sui cattivi. Ma non in termini di finale o in una specifica “battaglia”, bensì durante tutto l’arco dell’opera. Sfogliando pagina per pagina ho avvertito un senso di vicinanza crescente e costante a questo omone grasso e cardiopatico al quale la vita ha portato via la moglie, morta di tubercolosi e che ora cerca di riempire quella stessa vita con la sua semplicità e bonarietà. Lavorando al “Lisboa”, un settimanale che cerca di sgomitare tra i grandi quotidiani della capitale portoghese, descritta spesso da Tabucchi per mezzo dei suoi Cafè, i suoi Tram, le sue vie, così come appare a Pereira nei suoi spostamenti. Sfuggendo per quanto possibile alla portinaia impicciona, ascoltando gli avvenimenti politici per bocca del barista Manuel, imparando la teoria dell'”io egemone” dal professor Cardoso, personaggi che danzano intorno a Pereira esaltando il ritmo del romanzo. E la straordinaria tecnica di narrazione dove sembra che, per mezzo di quei costanti, quasi opprimenti “Sostiene Pereira, Pereira sostiene”, il narratore ascolti una “versione dei fatti” raccontata dal giornalista portoghese, che pur necessitando di una settimana di riposo in una clinica del benessere per il cattivo stato della sua salute, è dotato di una straordinaria cultura e di un intelletto secondo a nessuno. E’ un uomo buono finito nei pasticci proprio per la sua magnanimità, ma saprà cavarsela in modo egregio, dopo essersi preso una soddisfazione dinnanzi al mondo che lo circonda, il mondo di una afosa estate del 1938, dove sta montando una nuova guerra mondiale e nel quale non è bene affidarsi agli autori francesi dell’ottocento. E capirete perchè, sostiene Pereira…

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