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Sotto il segno della pecora

By Haruki Murakami

(98)

| Paperback | 9788882462888

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Book Description

Dimenticate ciò che sapete del Giappone ed entrate nel mondo surreale di Murakami. Un mondo che ha dimenticato geishe e samurai, popolato da ragazze disinibite e indipendenti, da inquieti trentenni in carriera, insicuri e anche un po' mediocri. Uno d Continue

Dimenticate ciò che sapete del Giappone ed entrate nel mondo surreale di Murakami. Un mondo che ha dimenticato geishe e samurai, popolato da ragazze disinibite e indipendenti, da inquieti trentenni in carriera, insicuri e anche un po' mediocri. Uno di questi è il protagonista del romanzo, copywriter in un'agenzia di pubblicità, al quale un giorno arriva una telefonata. Un brutto affare, un "problema di pecore".

481 Reviews

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    “Il punto chiave è la debolezza. […] La debolezza è qualcosa che imputridisce dentro di noi, come una catena. Io la sentivo quando ero adolescente. Per questo ero irritato. Riesci a capire cosa significhi sentire che dentro di te qualcosa sta progres ...(continue)

    “Il punto chiave è la debolezza. […] La debolezza è qualcosa che imputridisce dentro di noi, come una catena. Io la sentivo quando ero adolescente. Per questo ero irritato. Riesci a capire cosa significhi sentire che dentro di te qualcosa sta progressivamente marcendo? Nel tuo corpo? […] E’ come una malattia ereditaria: sai che ce l’hai, ma non puoi fare nulla per guarirne. […] E’ una debolezza dell’esistenza stessa”.
    “Sotto il segno della pecora” è il terzo romanzo di Haruki Murakami. Lo pubblica nel 1982 ed è quello che gli dà notorietà e successo. Gli frutta anche un premio importante: il Noma Literary Award. In pochi giorni vende 150.000 copie solo in Giappone. Lo scrittore, all’epoca trentatreenne, lo intitola “Hitsuji o meguru boken”.. Un animale quindi da trovare ed eliminare con ogni mezzo per salvarsi dall’incubo della follia quotidiana.
    L’io narrante è il pubblicitario che in gioventù era amico del Ratto e della sua ragazza e di un altro personaggio ora gestore di un bar. Il pubblicitario, separato dalla moglie, ha pure un socio alcolizzato dalle capacità più limitate delle sue, e una ragazza con orecchie bellissime che le danno a volte poteri paranormali. Altri personaggi sono l’autista del boss, il professore delle pecore con il figlio gestore dell’albergo del Delfino e l’uomo-pecora.
    L’opera è soggetta all’archetipo dello shishosetsu: un romanzo che si dipana in un breve arco temporale, in parte autobiografico, narrato sempre in prima persona in cui succede un evento improvviso che conduce ad una presa di coscienza.
    La lettura è coinvolgente perché il protagonista è impegnato in un’ardua ricerca dai tempi ristretti seppure con mezzi economici illimitati, in cui gli è fianco la sua ragazza, volutamente non ben delineata e quindi con un alone d’ambiguità che tende a depistare il lettore.
    “La pecora che entra nel corpo di una persona, si ritiene che sia immortale. E la stessa cosa vale per la persona che la ospita, riceve in dono l’immortalità. Ma se viene abbandonata, questo dono lo perde. Quindi tutto dipende dalla pecora. […] Chi viene lasciato di solito lo si chiama “senzapecora”. Ed è quello che sono diventato io”.
    “Ma lo scopo della pecora, qual era?[…] Un progetto immane di cambiare gli esseri umani e il loro mondo”.
    I temi cari a Haruki Murakami ci sono tutti anche se molti saranno sviluppati più ampliamente nei romanzi successivi: l’importanza dei piccoli e grandi piaceri della vita che, in giuste dosi, fanno sentire meglio nei momenti critici: il fumo, l’alcool, il cibo, i gatti, il gioco, la musica, lo sport, il sesso.
    La difficoltà ad instaurare un rapporto duraturo e coinvolgente con la propria donna.
    L’impossibilità di realizzarsi in un lavoro gratificante.
    La presenza frequente del suicidio, della depressione o della solitudine nelle persone che conosce l’io narrante.
    “Si può dire che noi esseri umani vaghiamo senza meta sul continente della casualità, come i semi alati di qualche specie vegetale portati da una capricciosa brezza primaverile. Tuttavia si può anche sostenere che la causalità non esiste. Ciò che è accaduto, senza se e senza ma, e ciò che è di là da venire, è di là da venire”.
    La corruzione della classe politica e imprenditoriale giapponese che la mafia riesce a condizionare e manipolare ad ogni livello.
    “Il mondo è mediocre. Su questo non ci sono dubbi. Ma è sempre stato mediocre, fin dalle origini? No. All’inizio c’era il caos, e il caos non è mediocre. La mediocrità è iniziata quando gli esseri umani hanno separato la vita quotidiana dai mezzi di produzione”.
    Il senso di colpa per il passato imperialista e sanguinario del Giappone specie nell’invasione della Cina.
    La nostalgia per gli amori e gli ideali puri della giovinezza: l’amicizia, l’altruismo, la pace.

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    Eurosia said on Oct 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    È il primo libro di Murakami che leggo. Non mi dilungo, per me è meravigliosamente scoppiato!

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    Cirronegletto said on Sep 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    il mio primo libro di murakami

    sinceramente, anche se non avro' colto neanche la meta' del suo significato, mi ha preso un sacco fino alla fine...surreale, sconvolgente e intenso

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    Mati said on Sep 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E’ il primo libro di Murakami che leggo e devo dire che non mi ha entusiasmato, probabilmente perché non sono stata in grado di coglierne il senso. L’estrema tranquillità dei personaggi, anche nelle situazioni più assurde e fantastiche, che richieder ...(continue)

    E’ il primo libro di Murakami che leggo e devo dire che non mi ha entusiasmato, probabilmente perché non sono stata in grado di coglierne il senso. L’estrema tranquillità dei personaggi, anche nelle situazioni più assurde e fantastiche, che richiederebbero dei guizzi di comportamento (uno qualsiasi), me li rendono molto distanti. Nonostante io sia consapevole che la cultura orientale non è nevrotica come la nostra e che quindi tali reazioni potrebbero essere perfettamente in linea con la realtà del luogo, non riesco ad essere partecipe dell’avventura dei protagonisti, non mi coinvolgono, non mi stimolano. Probabilmente un mio limite.

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    Simonetta said on Sep 15, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Una lettura piacevole ma non tra i migliori romanzi di Murakami. Forse avrei dovuto leggerlo tra i primi per poterne apprezzare gli elementi che lo accumunano alle opere successive.
    In ogni caso, come sempre, rimane fantastica la dimensione onirica e ...(continue)

    Una lettura piacevole ma non tra i migliori romanzi di Murakami. Forse avrei dovuto leggerlo tra i primi per poterne apprezzare gli elementi che lo accumunano alle opere successive.
    In ogni caso, come sempre, rimane fantastica la dimensione onirica e spirituale in cui risolve le sue trame, lo consiglio soprattutto a chi cerca una lettura non impegnativa ma nemmeno frivola.

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    Becilia said on Aug 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    c'è poco da fare, le bizzarrie di murakami sono sempre molto affascinanti, credo perché non si lasciano mai capire fino in fondo

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    Pirex said on Aug 14, 2014 | Add your feedback

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