Sotto il sole giaguaro

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar tutte le opere di Italo Calvino)

3.9
(558)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 145 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8804482141 | Isbn-13: 9788804482147 | Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
"Un libro che sto scrivendo parla dei cinque sensi, per dimostrare che l'uomo contemporaneo ne ha perso l'uso. Il mio problema scrivendo questo libro è che il mio olfatto non è molto sviluppato, manco d'attenzione auditiva, non sono un buongustaio, la mia sensibilità tattile è approssimativa, e sono miope". (Italo Calvino)
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  • 3

    Il libro di Calvino che mi è piaciuto meno, forse ero troppo piccola per entrare nella storia. E poi tutti quei nomi di fiori! vabbhè che aveva il papà agronomo o qualcosa del genere, ma io il massimo ...continua

    Il libro di Calvino che mi è piaciuto meno, forse ero troppo piccola per entrare nella storia. E poi tutti quei nomi di fiori! vabbhè che aveva il papà agronomo o qualcosa del genere, ma io il massimo che posso comprendere è "fiore giallo, fiore blu..." al limite "margherita, rosa, violetta"

    ha scritto il 

  • 4

    Tre racconti dedicati a tre diversi sensi: olfatto, gusto, udito.
    Sono in bellezza decrescente, a mio avviso. O forse il mio giudizio è dettato dal fascino che ciascuno di questi sensi esercita su di ...continua

    Tre racconti dedicati a tre diversi sensi: olfatto, gusto, udito.
    Sono in bellezza decrescente, a mio avviso. O forse il mio giudizio è dettato dal fascino che ciascuno di questi sensi esercita su di me? Fattostà che il racconto "Il nome, il naso" è per me ineguagliabile. Mi ha messo i brividi.

    ha scritto il 

  • 5

    3 racconti, uno sull'olfatto, uno sul gusto e uno sull'udito. Questo tema è collegato ad un senso di morte che aleggia in modo più o meno esplicito su tutti e tre.
    Non sono una fan dei racconti, ma qu ...continua

    3 racconti, uno sull'olfatto, uno sul gusto e uno sull'udito. Questo tema è collegato ad un senso di morte che aleggia in modo più o meno esplicito su tutti e tre.
    Non sono una fan dei racconti, ma questi sono bellissimi, tutti e tre.

    ha scritto il 

  • 5

    un gioco di sensi

    Belli tutti e tre i racconti, del primo mi piace il salto tra le epoche storiche, di tre tipi diversi d'uomo, accomunati e uguali nella stessa ricerca d'olfatto che si rivela più sorprendente di quant ...continua

    Belli tutti e tre i racconti, del primo mi piace il salto tra le epoche storiche, di tre tipi diversi d'uomo, accomunati e uguali nella stessa ricerca d'olfatto che si rivela più sorprendente di quanto immaginiamo all'inizio. In Sotto il sole giaguaro e un re in ascolto mi sembra un pò più forzato il limite del senso scelto che però da il via a più ampi collegamenti

    ha scritto il 

  • 4

    Calvino é un mastro di parole. I tre racconti del volume hanno stili diversi, ognuno probabilmente scelto per descrivere il senso protagonista. Il racconto che dá il non alla raccolta é un capolavoro ...continua

    Calvino é un mastro di parole. I tre racconti del volume hanno stili diversi, ognuno probabilmente scelto per descrivere il senso protagonista. Il racconto che dá il non alla raccolta é un capolavoro di sapori. Ha saputo risvegliare in me l'interesse per la scoperta di gusti nuovi.

    ha scritto il 

  • 4

    "Era appunto questo che io chiedevo alla precisa esperienza di madame Odile: di dare un nome a una commozione dell'olfatto che non riuscivo né a dimenticare mé a trattenere nella memoria senza che sbi ...continua

    "Era appunto questo che io chiedevo alla precisa esperienza di madame Odile: di dare un nome a una commozione dell'olfatto che non riuscivo né a dimenticare mé a trattenere nella memoria senza che sbiadisse lentamente. Dovevo affrettarmi: anche i profumi della memoria evaporano: ogni nuovo aroma che mi veniva fatto annusare, mentre mi s'imponeva come diverso, irriducibilmente lontano da quello, rendeva con la sua prepotente presenza più vago il ricordo di quel profumo assente, lo riduceva a un'ombra. "No, più acuto...voglio dire più fresco..no, più denso...". In questi andirivieni nella scala di odori mi perdevo, non sapevo più discernere la direzione in cui inseguire il mio ricordo, sapevo solo che in un punto della gamma s'apriva un vuoto, una piega nascosta dove s'annidava quel profumo, che era per me tutta una donna" ("Il nome, il naso")

    ha scritto il 

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