La lotta disperata di un uomo che assiste alla disgregazione della sua vita in un paesaggio messicano deformato dagli effetti dell'alcol.
Dal 1947, anno della prima edizione, la fama di Sotto il vulcano è andata crescendo, al punto che oggi viene universalmente giudicato uno dei massimi roma Continue
La lotta disperata di un uomo che assiste alla disgregazione della sua vita in un paesaggio messicano deformato dagli effetti dell'alcol.
Dal 1947, anno della prima edizione, la fama di Sotto il vulcano è andata crescendo, al punto che oggi viene universalmente giudicato uno dei massimi romanzi del nostro secolo. Scrittore denso e seducente, non a caso circondato da un’aura mitica, Lowry volle scrivere, per sua stessa ammissione, una Divina Commedia ubriaca. La definizione resta calzante, perché Sotto il vulcano se da una parte è la storia, ambientata in Messico, di un alcolizzato perseguitato da un oscuro complesso di colpa e incapace di ristabilire un rapporto con la moglie, dall’altra si configura, grazie anche a una fitta rete di riferimenti e paralleli culturali, come una grandiosa allegoria moderna della redenzione, o meglio come “un’opera faustiana” (Max-Pol Fouchet).
Il paesaggio messicano pare progressivamente deformato dall’effetto dell’alcol sulla psiche del Console (il protagonista), ma questi non combatte solo una disperata lotta contro la gelosia e contro l’alcol, bensì vive la disintegrazione di un mondo che si rivela sempre più minaccioso e assurdo: in questa prospettiva Sotto il vulcano costituisce anche una diagnosi, scritta subito prima della seconda guerra mondiale, di una crisi davvero storica e destinata a incombere a lungo sul “bel giardino” che in molte di queste pagine si scongiura di non lasciar distruggere. Lowry aveva sostenuto che Sotto il vulcano è “una profezia, un monito politico, un criptogramma”: sono tre livelli di interpretazione che coesistono perfettamente e che non cessano di coinvolgere il lettore, alle prese con un materiale narrativo e intellettuale ricchissimo.
"In apparenza è un romanzo sul Messico, la pietosa epopea di un alcolizzato che si dibatte contro i fantasmi della sua mente, perseguitato dai rimorsi di un'antica colpa inespiabile; o, magari, è un romanzo d'amore. Ma vi si tratta anche d'altro: per esempio, della vacillante salute del mondo, della solitudine, del frantumarsi dell'essere e anche della verità della conoscenza. Non è detto che non vi si possa vedere anche il resoconto di certi combattimenti disperati: contro l'alcol, contro il destino o contro le forze perverse del mondo, o dell'uomo contro se stesso. Certi lo considerano un romanzo della gelosia, altri un'allegoria della Redenzione (con il suo bravo inferno in fondo alla strada), ma c'è anche chi lo vuole nello scaffale del settore Scienze occulte. Lowry, per conto suo, autorizza ogni interpretazione e altre ne suggerisce; dice d'essersi ispirato alle Anime morte per arrivare a questo risultato: una Divina Commedia ubriaca. Ha voluto scrivere un "roman comique" e ne è venuto fuori un poema ( altri diranno: una sinfonia). Max-Pol Fouchet ha messo tutti d'accordo: Sotto il vulcano è un'opera "faustiana". --Maurice Nadeau
Pubblicato in prima edizione nel 1947, il libro viene riproposto in edizione speciale per i cinquant'anni di Giangiacomo Feltrinelli Editore.
Sotto il vulcano
La presentazione e le recensioni di "Sotto il vulcano", romanzo di Malcolm Lowry edito da Feltrinelli. Scrittore denso e seducente, non a caso circondato da un'aura mitica, Lowry volle scrivere, per sua stessa ammissione, una "Divina Commedia" ubriac ... (read full critics)