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Sotto la pelle

Di

Editore: Einaudi (Einaudi tascabili.1246)

3.3
(1301)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 268 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese

Isbn-10: 8806157167 | Isbn-13: 9788806157166 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Luca Lamberti

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Una macchina percorre più volte al giorno una statale deserta nelle Highlands scozzesi. Alla guida c'è una donna, Isserley. Sembra che stia cercando qualcosa. All'improvviso nota sul ciglio della strada un giovane robusto seduto sul suo zaino, gli fa cenno di salire a bordo. Il ragazzo la ringrazia del passaggio, non ha motivo di diffidare di una bella ragazza dall'apparenza inoffensiva. La fattoria in cui Isserley lo conduce è una base sotterranea, un labirinto di cucine, camere frigorifere e gabbie in cui altre prede attendono di essere macellate. Isserley appartiene a un'altra specie, che si definisce umana per distinguersi da quella dei "vodsel", la razza inferiore che riempie le strade e le città e che il suo popolo usa come cibo. I Vodsel siamo noi.
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  • 1

    Libro sconclusionato e rivoltante. Letto su consiglio di Curarsi con i libri, ma questa volta sono stata proprio gabbata. L'idea originaria dell'autore è originale, ma a mio parere è trattata malissim ...continua

    Libro sconclusionato e rivoltante. Letto su consiglio di Curarsi con i libri, ma questa volta sono stata proprio gabbata. L'idea originaria dell'autore è originale, ma a mio parere è trattata malissimo, e lo stesso autore si perde per strada, tanto è che la fine non ha alcun senso.
    Isserley è una donna molto particolare che se va in giro di cerca di autostoppisti. Li carica, inizia a parlarci un po' e poi li addormenta, per portarli alla sua Farm, dove verranno sottoposti a strane procedure. Non svelo oltre per non rovinare la sorpresa del libro.
    L'unico plauso che si può fare all'autore è che è stato molto bravo nel creare un'atmosfera post-apocalittica nei giorni nostri.

    ha scritto il 

  • 3

    ho chiesto aiuto agli amici lettori per decidere se andare avanti oppure no, visto il mio stomaco tutto attorcigliato. Non avevo mai letto un fanta/horror e devo dire che non è stato male. Ho letto di ...continua

    ho chiesto aiuto agli amici lettori per decidere se andare avanti oppure no, visto il mio stomaco tutto attorcigliato. Non avevo mai letto un fanta/horror e devo dire che non è stato male. Ho letto di peggio purtroppo.

    ha scritto il 

  • 4

    e se fossimo noi umani solo degli animali d'allevamento destinati a diventare succulenti bistecche per esseri "superiori"? E' su questa domanda che Faber ci spinge a riflettere quando ci apprestiamo ...continua

    e se fossimo noi umani solo degli animali d'allevamento destinati a diventare succulenti bistecche per esseri "superiori"? E' su questa domanda che Faber ci spinge a riflettere quando ci apprestiamo ad addentare un pezzo di carne.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Michel Faber

    Il romanzo d’esordio di Michel Faber Sotto la pelle, pubblicato nel 2000, attua un crossover tra generi disturbanti. Come certi racconti di Lovecraft, declina lo spirito fantascientifico in chiave hor ...continua

    Il romanzo d’esordio di Michel Faber Sotto la pelle, pubblicato nel 2000, attua un crossover tra generi disturbanti. Come certi racconti di Lovecraft, declina lo spirito fantascientifico in chiave horror, in una dimensione che qui diventa però quella di un thriller deragliato. Abbiamo dunque una protagonista, Isserley, e le sue peregrinazioni lungo l’autostrada A9 in Scozia, elementi costanti del romanzo. Faber focalizza da subito il punto di vista su Isserley, centellinando le informazioni fondamentali. Chi è lei veramente? Perché passa il tempo cercando autostoppisti da caricare in auto? Perché lo definisce il suo lavoro? Cosa succede a questi uomini?

    DA QUI IN AVANTI LA RECENSIONE CONTIENE SPOILER

    Faber non usa mai la parola “alieno”, ma fa capire molto presto che è questo il segreto di Isserley, anche se non verranno mai ufficialmente nominati viaggi spaziali e altri pianeti – tanto più che, mantenendo il paragone con Lovecraft, potremmo addirittura immaginare Isserley come parte di una razza di Grandi Antichi, abitanti nelle viscere della terra. La focalizzazione su di lei fornisce l’immagine della sua normalità, per noi a tratti incomprensibile, anche se piena di tratti comuni a quella terrestre. Eppure per Isserley noi siamo “i vodsel” (e infatti Isserley usa il termine “umano” riferendosi alla propria stessa razza) e non ci riconosce come suoi simili più di quanto non lo faremmo noi con lei.

    Gli alieni siamo noi, insomma, ma non solo: per Isserley siamo animali. Affascinata dalle pecore e dai cani, il cui aspetto è più simile a quello della sua razza rispetto al nostro, Isserley ama la natura del pianeta Terra. Il suo confronto col mondo è solitario: per Isserley contano solo le montagne, il mare, la vertiginosa libertà di poter vivere in mezzo a queste cose invece che sottoterra, dove il suo popolo si è dovuto ritirare.

    Sotto la pelle fornisce però anche la descrizione di una Scozia piovosa e industriale piena di disoccupati e bifolchi, e sembra paragonare il nostro mondo a quello di Isserley, sovrappopolato e sprofondato nel sottosuolo per ragioni climatiche. In questo senso il suo mondo è la copia profetica di ciò che sarà il nostro se stravolto dall’inquinamento e dallo sfruttamento insostenibile delle risorse. Romanzo ecologista, dunque, che usa la sua trovata al meglio possibile. Attraverso gli occhi di Isserley vediamo la Terra nella sua vastità e purezza, la percepiamo come un bene inestimabile senza che Faber faccia in merito un discorso vero e proprio.

    L’orrore ultimo del libro si trova sempre nella sua trovata, perché il romanzo non è solo ecologista ma soprattutto sembra essere vegano. Il mistero sulle attività di Isserley viene svelato verso la metà del libro, benché il lettore potrebbe averlo già intuito grazie a una miriade di riferimenti raccapriccianti lasciati cadere qui e là da Faber. Ciononostante, la vera rivelazione arriva come uno shock, perché, per quanto le anticipazioni puntino sempre in direzione dell’omicidio e dello smembramento dei corpi, la verità è ancora più disturbante. L’uomo è solo carne per Isserley, ma soprattutto per la multinazionale che l’ha mandata sulla Terra. Il compito di Isserley e della sua squadra è quello di catturare i maschi umani (vodsel), e sottoporli a indicibili orrori per farne lievitare le carni in cattività (castrazione, taglio della lingua, vita nei recinti), trasformandoli infine in bistecche pronte alla spedizione. Il parallelo con il nostro allevamento animale è didascalico, ma efficacissimo nella divulgazione del suo messaggio palesemente vegano.

    La stessa Isserley è una vittima collaterale di questo orrore, perché il suo corpo è stato sottoposto a trasformazioni chirurgiche che l’hanno mutilato per darle un aspetto simile al nostro. Isserley soffre nella carne e nello spirito, ha perso la sua identità, è rabbiosa e inconsapevole. Rifiuta ostinatamente la contaminazione con l’uomo, con cui passa gran parte del suo tempo, respingendo il concetto di empatia che però in qualche modo sembra essersi fatto strada nel suo inconscio.

    SEGUONO SPOILER CHE RIGUARDANO ANCHE IL ROMANZO DI DAVE EGGERS IL CERCHIO

    Isserley assomiglia molto a Mae, la protagonista del romanzo di Dave Eggers Il Cerchio. In entrambi i casi la focalizzazione è sul loro punto di vista, attraverso il quale l’autore fa filtrare una realtà a via a via sempre più frustrante per il lettore proprio perché viene accettata dal personaggio. Isserley, come Mae, finisce per assumere il ruolo della nazista priva di empatia e di pietà. E come a Mae, anche a Isserley la retta via viene indicata da un personaggio maschile giovane e bello, ricco e potente, cresciuto in seno a un’istituzione malefica alla quale ha deciso di ribellarsi; nel caso di Mae è il fantomatico Kalden, per Isserley è Amlis Vess, il figlio del capo. A differenza di Mae, però, Isserley sembra registrare in qualche modo la sofferenza provocata, e trova la sua redenzione in un’autodistruzione finale.

    FINE SPOILER SU IL CERCHIO

    Sotto la pelle riesce a manipolare bene un’idea di base non proprio originale, e nonostante qualche incongruenza fastidiosa (gli autostoppisti sembrano inesauribili; Isserley guida senza patente e non è mai stata fermata dalla polizia etc.) riesce ad essere un romanzo sorprendente, una bella variazione sui generi (l’on the road senza meta unito all’horror alieno) che provoca sinceri brividi di raccapriccio.

    Nel 2013 il regista Jonathan Glazer l’ha adattato per il cinema, trasformandolo radicalmente in un’opera onirica che non conserva la trama e le trovate di Faber. Il risultato è interessante, per chi volesse approfondire qui la recensione di Under the Skin: http://www.cinemaerrante.it/2015/03/19/under-the-skin-la-recensione/

    ha scritto il 

  • 3

    Come un felino in agguato, Isserley va in giro sulle strade deserte delle Highlands scozzesi a caccia di autostoppisti maschi.
    E' sola, è bella, è piena di strane ferite nel corpo. E' decisamente peri ...continua

    Come un felino in agguato, Isserley va in giro sulle strade deserte delle Highlands scozzesi a caccia di autostoppisti maschi.
    E' sola, è bella, è piena di strane ferite nel corpo. E' decisamente pericolosa.
    Che cosa nasconde sotto la pelle?
    Una storia strana e per lunghi tratti riflessiva. La narrazione alterna sezioni violente ed horror ad altre più complesse senza per questo annoiare il lettore.
    Una storia su come cambiamo, su come restiamo gli stessi, su ciò che fa la differenza.
    Da questo romanzo è stato tratto il film Under The Skin con Scarlett Johansson.

    ha scritto il 

  • 0

    Più che l’intreccio, Faber costruisce un personaggio, la sua Isserley, che è specchio di molte paure. Non arrivo a dire che trattasi di paure personali. Sono senz’altro i valori fondanti la storia, l’ ...continua

    Più che l’intreccio, Faber costruisce un personaggio, la sua Isserley, che è specchio di molte paure. Non arrivo a dire che trattasi di paure personali. Sono senz’altro i valori fondanti la storia, l’insicurezza, l’incomprensibilità, lo scontro tra culture aliene (sì, è il caso di usare questa parola), il rigetto di deformità acquisite, la pietà verso gli animali e l’ipocrisia che circonda coloro che troppo amore attribuiscono loro.
    Un personaggio sofferente, perché devastato dagli interventi chirurgici atti a negarne la natura, perché Isserley possa passare per un vodsel (un essere umano), attirare ignari autostoppisti, conoscerli quel tanto che basta per escludere legami pericolosi, tipo una famiglia, qualcuno che, venendo loro a mancare, possa allertare le autorità, e rapirli per cambiare la loro destinazione d’uso.
    Da creature senzienti a oggetti.

    Recensione di Germano “Hell” Greco - Continua su http://www.bookandnegative.com/libri/sotto-la-pelle-di-michel-faber-romanzo/

    ha scritto il 

  • 4

    Devo dire che leggendo alcuni dei commenti più recenti qui si anobii ero in dubbio su questo romanzo, ma a me è piaciuto parecchio. Affronta diversi temi importanti e profondi, al di là delle semplici ...continua

    Devo dire che leggendo alcuni dei commenti più recenti qui si anobii ero in dubbio su questo romanzo, ma a me è piaciuto parecchio. Affronta diversi temi importanti e profondi, al di là delle semplici polemiche animaliste. Io con parecchia inquietudine ho riflettuto sulla capacità di accettazione di se stessi, il sentirsi estranei, il fatto che diamo spesso per scontato di essere in cima alla catena alimentare e che per la nostra sopravvivenza tutto è consentito, la nostra presunzione di essere superiori a qualsiasi altro essere vivente, ci siamo ormai dimenticati la meravigliosa bellezza e immensità della natura e del mondo che ci circonda.
    L'autore ha impostato un mondo in cui coloro che si definiscono "umani" (no, non è un errore di traduzione come qualcuno ha insinuato) sono ai nostri occhi degli animali, e viceversa, con grande efficacia. È vero, tutto non è spiegato nel dettaglio ma non mi sembra neanche lo scopo del libro. Preferisco non fare spoiler, in ogni caso ho trovato il finale perfetto, dolce amaro e poetico.

    ha scritto il 

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