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Sotto la pelle

Di

Editore: Einaudi

3.3
(1311)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 268 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese

Isbn-10: 8806183141 | Isbn-13: 9788806183141 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Lamberti

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Una macchina percorre più volte al giorno una statale deserta nelle Highlandsscozzesi. Alla guida c'è una donna, Isserley. Sembra che stia cercandoqualcosa. All'improvviso nota sul ciglio della strada un giovane robustoseduto sul suo zaino, gli fa cenno di salire a bordo. Il ragazzo la ringraziadel passaggio, non ha motivo di diffidare di una bella ragazza dall'apparenzainoffensiva. La fattoria in cui Isserley lo conduce è una base sotterranea, unlabirinto di cucine, camere frigorifere e gabbie in cui altre prede attendonodi essere macellate. Isserley appartiene a un'altra specie, che si definisceumana per distinguersi da quella dei "vodsel", la razza inferiore che riempiele strade e le città e che il suo popolo usa come cibo. I Vodsel siamo noi.
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  • 3

    Una storia molto inquietante. Il lettore si identifica con la protagonista Isserley più che con le sue vittime vodsel. Le riflessioni della protagonista sull'inferiorità dei vodsel che la libera dei s ...continua

    Una storia molto inquietante. Il lettore si identifica con la protagonista Isserley più che con le sue vittime vodsel. Le riflessioni della protagonista sull'inferiorità dei vodsel che la libera dei sensi di colpa nei loro confronti, sono le stesse che facciamo noi nei riguardi degli animali di cui ci cibiamo. alla fine il libro ci spinge a valutare il vegetarianismo e ad apprezzare la bellezza della natura.

    ha scritto il 

  • 1

    Come racconta la 4a di copertina, ci si addentra lentamente, e cupamente, in questa storia che con fare sinuoso ti entra sotto pelle (l'assonanza non è voluta) e che impercettibilmente, ma con sicurez ...continua

    Come racconta la 4a di copertina, ci si addentra lentamente, e cupamente, in questa storia che con fare sinuoso ti entra sotto pelle (l'assonanza non è voluta) e che impercettibilmente, ma con sicurezza, fa emergere (continuo io) una noia, un senso di dejavu, una idea di perdita idiota di tempo di raro eguale.
    Non rimpiango le 61 pagine lette finora.
    Era peggio se mi piaceva.

    ha scritto il 

  • 3

    "Alla fine però i vodsel non sapevano fare nessuna delle cose proprie degli umani.

    Non potevano siuwil né mesnishtil, non avevano il concetto di slan. Nella loro brutalità, non si erano mai evoluti abbastanza da usare l'hunshur; le loro comunità erano così rudimentali che l'hississi ...continua

    Non potevano siuwil né mesnishtil, non avevano il concetto di slan. Nella loro brutalità, non si erano mai evoluti abbastanza da usare l'hunshur; le loro comunità erano così rudimentali che l'hississins non esisteva ancora; né queste creature sembravano manifestare il bisogno di un chail e neppure del chailsinn."

    Sì, bé, tutte queste parole strambe non significano niente nemmeno dopo che uno ha letto il libro, ma facevano esotico, e quindi ho scelto questo passaggio.

    Quando l'ho cominciato, non sapevo bene cosa attendermi da Sotto la pelle. Non ho visto il film, che, a quanto ho sentito, ha suscitato reazioni controverse al punto da spaccare il pubblico in schieramenti diametralmente opposti, ma dopo questa lettura il mio interesse a farlo è più che mai vivo, soprattutto perché, leggendone la trama, mi accorgo che Glazer non si è fatto scrupoli ad apportare tutte le modifiche che gli parevano, il che non mi sconvolge affatto: sono sempre stata dell'idea che cose che funzionano sulla carta non funzionano sullo schermo e viceversa, per cui sono assolutamente pro alle modifiche nelle trasposizioni, purché non sconvolgano il nucleo dell'opera -che non corrisponde strettamente a quel che accade, ma all'idea che c'è dietro. Ad ogni modo, passiamo al romanzo.

    Sempre bazzicando internet in cerca di qualche informazioni che potevo essermi lasciata sfuggire -in genere questo è il mio modus operandi post-lettura, spoiler non ne vogliamo- mi sono imbattuta, sai che novità, in Wikipedia. Qui, alla voce Sotto la pelle, si legge che il romanzo in questione "ha una connotazione cupamente satirica, toccando temi di politica vicini alle industrie, l'allevamento intensivo e il decadimento ambientale. Riflette anche su domande più esistenziali, come lo snobismo, la pietà, l'umanità e l'identità sessuale."
    Mia reazione: ma anche no.

    Dei temi sopracitati, il solo che davvero io ho riscontrato è l'allevamento intensivo, e la pietà, forse, ma appena appena di striscio. Anche questi due, tuttavia, vengono toccati con così tanta leggerezza e con una tale prevedibilità che a mio parere qualsiasi opportunità che essi avessero di sembrare profondi o "esistenziali" svanisce nel fumo alla velocità di uno schiocco di dita. Quindi, se cercate un romanzo profondo, questo non è il vostro genere.
    Si può essere ingannati dai tormenti morali che la protagonista accusa nella seconda parte del romanzo, ma anche lì, i suoi pensieri sono così poco approfonditi ed esplorati che si finisce col trovarsi davanti a un personaggio sì dilaniato dal proprio passato, sì annientato dai soprusi subiti, ma incapace di risvegliare nel lettore la vera empatia necessaria per partecipare e, dunque, capire. La sua storia è tragica e orribile, ma allora perché non aprire uno spiraglio in più sul suo passato invece che lasciare tutto in una nebulosa informe? Il presente poi forse avrebbe avuto più forza.
    Senza contare che circa a metà storia, con la comparsa del figlio del boss, la narrazione prende una piega animalista che mi ha fatto venire i brividi. Mi aspettavo solo che il rampollo in questione tentasse di convincere Isserley a diventare vegetariana. Per fortuna, anche questa tematica viene solo accarezzata e lasciata cadere nel fango.

    Intendiamoci, Sotto la pelle è un buon romanzo. Non annoia, intrattiene, sa interessare. Sostanzialmente, direi che mi è piaciuto molto; solo che l'ho trovato troppo superficiale per poter dire di averlo realmente amato.

    ha scritto il 

  • 1

    Libro sconclusionato e rivoltante. Letto su consiglio di Curarsi con i libri, ma questa volta sono stata proprio gabbata. L'idea originaria dell'autore è originale, ma a mio parere è trattata malissim ...continua

    Libro sconclusionato e rivoltante. Letto su consiglio di Curarsi con i libri, ma questa volta sono stata proprio gabbata. L'idea originaria dell'autore è originale, ma a mio parere è trattata malissimo, e lo stesso autore si perde per strada, tanto è che la fine non ha alcun senso.
    Isserley è una donna molto particolare che se va in giro di cerca di autostoppisti. Li carica, inizia a parlarci un po' e poi li addormenta, per portarli alla sua Farm, dove verranno sottoposti a strane procedure. Non svelo oltre per non rovinare la sorpresa del libro.
    L'unico plauso che si può fare all'autore è che è stato molto bravo nel creare un'atmosfera post-apocalittica nei giorni nostri.

    ha scritto il 

  • 3

    ho chiesto aiuto agli amici lettori per decidere se andare avanti oppure no, visto il mio stomaco tutto attorcigliato. Non avevo mai letto un fanta/horror e devo dire che non è stato male. Ho letto di ...continua

    ho chiesto aiuto agli amici lettori per decidere se andare avanti oppure no, visto il mio stomaco tutto attorcigliato. Non avevo mai letto un fanta/horror e devo dire che non è stato male. Ho letto di peggio purtroppo.

    ha scritto il 

  • 4

    e se fossimo noi umani solo degli animali d'allevamento destinati a diventare succulenti bistecche per esseri "superiori"? E' su questa domanda che Faber ci spinge a riflettere quando ci apprestiamo ...continua

    e se fossimo noi umani solo degli animali d'allevamento destinati a diventare succulenti bistecche per esseri "superiori"? E' su questa domanda che Faber ci spinge a riflettere quando ci apprestiamo ad addentare un pezzo di carne.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Michel Faber

    Il romanzo d’esordio di Michel Faber Sotto la pelle, pubblicato nel 2000, attua un crossover tra generi disturbanti. Come certi racconti di Lovecraft, declina lo spirito fantascientifico in chiave hor ...continua

    Il romanzo d’esordio di Michel Faber Sotto la pelle, pubblicato nel 2000, attua un crossover tra generi disturbanti. Come certi racconti di Lovecraft, declina lo spirito fantascientifico in chiave horror, in una dimensione che qui diventa però quella di un thriller deragliato. Abbiamo dunque una protagonista, Isserley, e le sue peregrinazioni lungo l’autostrada A9 in Scozia, elementi costanti del romanzo. Faber focalizza da subito il punto di vista su Isserley, centellinando le informazioni fondamentali. Chi è lei veramente? Perché passa il tempo cercando autostoppisti da caricare in auto? Perché lo definisce il suo lavoro? Cosa succede a questi uomini?

    DA QUI IN AVANTI LA RECENSIONE CONTIENE SPOILER

    Faber non usa mai la parola “alieno”, ma fa capire molto presto che è questo il segreto di Isserley, anche se non verranno mai ufficialmente nominati viaggi spaziali e altri pianeti – tanto più che, mantenendo il paragone con Lovecraft, potremmo addirittura immaginare Isserley come parte di una razza di Grandi Antichi, abitanti nelle viscere della terra. La focalizzazione su di lei fornisce l’immagine della sua normalità, per noi a tratti incomprensibile, anche se piena di tratti comuni a quella terrestre. Eppure per Isserley noi siamo “i vodsel” (e infatti Isserley usa il termine “umano” riferendosi alla propria stessa razza) e non ci riconosce come suoi simili più di quanto non lo faremmo noi con lei.

    Gli alieni siamo noi, insomma, ma non solo: per Isserley siamo animali. Affascinata dalle pecore e dai cani, il cui aspetto è più simile a quello della sua razza rispetto al nostro, Isserley ama la natura del pianeta Terra. Il suo confronto col mondo è solitario: per Isserley contano solo le montagne, il mare, la vertiginosa libertà di poter vivere in mezzo a queste cose invece che sottoterra, dove il suo popolo si è dovuto ritirare.

    Sotto la pelle fornisce però anche la descrizione di una Scozia piovosa e industriale piena di disoccupati e bifolchi, e sembra paragonare il nostro mondo a quello di Isserley, sovrappopolato e sprofondato nel sottosuolo per ragioni climatiche. In questo senso il suo mondo è la copia profetica di ciò che sarà il nostro se stravolto dall’inquinamento e dallo sfruttamento insostenibile delle risorse. Romanzo ecologista, dunque, che usa la sua trovata al meglio possibile. Attraverso gli occhi di Isserley vediamo la Terra nella sua vastità e purezza, la percepiamo come un bene inestimabile senza che Faber faccia in merito un discorso vero e proprio.

    L’orrore ultimo del libro si trova sempre nella sua trovata, perché il romanzo non è solo ecologista ma soprattutto sembra essere vegano. Il mistero sulle attività di Isserley viene svelato verso la metà del libro, benché il lettore potrebbe averlo già intuito grazie a una miriade di riferimenti raccapriccianti lasciati cadere qui e là da Faber. Ciononostante, la vera rivelazione arriva come uno shock, perché, per quanto le anticipazioni puntino sempre in direzione dell’omicidio e dello smembramento dei corpi, la verità è ancora più disturbante. L’uomo è solo carne per Isserley, ma soprattutto per la multinazionale che l’ha mandata sulla Terra. Il compito di Isserley e della sua squadra è quello di catturare i maschi umani (vodsel), e sottoporli a indicibili orrori per farne lievitare le carni in cattività (castrazione, taglio della lingua, vita nei recinti), trasformandoli infine in bistecche pronte alla spedizione. Il parallelo con il nostro allevamento animale è didascalico, ma efficacissimo nella divulgazione del suo messaggio palesemente vegano.

    La stessa Isserley è una vittima collaterale di questo orrore, perché il suo corpo è stato sottoposto a trasformazioni chirurgiche che l’hanno mutilato per darle un aspetto simile al nostro. Isserley soffre nella carne e nello spirito, ha perso la sua identità, è rabbiosa e inconsapevole. Rifiuta ostinatamente la contaminazione con l’uomo, con cui passa gran parte del suo tempo, respingendo il concetto di empatia che però in qualche modo sembra essersi fatto strada nel suo inconscio.

    SEGUONO SPOILER CHE RIGUARDANO ANCHE IL ROMANZO DI DAVE EGGERS IL CERCHIO

    Isserley assomiglia molto a Mae, la protagonista del romanzo di Dave Eggers Il Cerchio. In entrambi i casi la focalizzazione è sul loro punto di vista, attraverso il quale l’autore fa filtrare una realtà a via a via sempre più frustrante per il lettore proprio perché viene accettata dal personaggio. Isserley, come Mae, finisce per assumere il ruolo della nazista priva di empatia e di pietà. E come a Mae, anche a Isserley la retta via viene indicata da un personaggio maschile giovane e bello, ricco e potente, cresciuto in seno a un’istituzione malefica alla quale ha deciso di ribellarsi; nel caso di Mae è il fantomatico Kalden, per Isserley è Amlis Vess, il figlio del capo. A differenza di Mae, però, Isserley sembra registrare in qualche modo la sofferenza provocata, e trova la sua redenzione in un’autodistruzione finale.

    FINE SPOILER SU IL CERCHIO

    Sotto la pelle riesce a manipolare bene un’idea di base non proprio originale, e nonostante qualche incongruenza fastidiosa (gli autostoppisti sembrano inesauribili; Isserley guida senza patente e non è mai stata fermata dalla polizia etc.) riesce ad essere un romanzo sorprendente, una bella variazione sui generi (l’on the road senza meta unito all’horror alieno) che provoca sinceri brividi di raccapriccio.

    Nel 2013 il regista Jonathan Glazer l’ha adattato per il cinema, trasformandolo radicalmente in un’opera onirica che non conserva la trama e le trovate di Faber. Il risultato è interessante, per chi volesse approfondire qui la recensione di Under the Skin: http://www.cinemaerrante.it/2015/03/19/under-the-skin-la-recensione/

    ha scritto il 

  • 3

    Come un felino in agguato, Isserley va in giro sulle strade deserte delle Highlands scozzesi a caccia di autostoppisti maschi.
    E' sola, è bella, è piena di strane ferite nel corpo. E' decisamente peri ...continua

    Come un felino in agguato, Isserley va in giro sulle strade deserte delle Highlands scozzesi a caccia di autostoppisti maschi.
    E' sola, è bella, è piena di strane ferite nel corpo. E' decisamente pericolosa.
    Che cosa nasconde sotto la pelle?
    Una storia strana e per lunghi tratti riflessiva. La narrazione alterna sezioni violente ed horror ad altre più complesse senza per questo annoiare il lettore.
    Una storia su come cambiamo, su come restiamo gli stessi, su ciò che fa la differenza.
    Da questo romanzo è stato tratto il film Under The Skin con Scarlett Johansson.

    ha scritto il 

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