Sottomissione

Di

Editore: Bompiani (Narratori stranieri)

3.3
(1412)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Olandese , Inglese

Isbn-10: 8845278700 | Isbn-13: 9788845278709 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vincenzo Vega

Disponibile anche come: eBook , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Politica , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
A Parigi, in un indeterminato ma prossimo futuro, vive François, studioso di Huysmans, che ha scelto di dedicarsi alla carriera universitaria. Perso ormai qualsiasi entusiasmo verso l’insegnamento, la sua vita procede diligente, tranquilla e impermeabile ai grandi drammi della storia, infiammata solo da fugaci avventure con alcune studentesse, che hanno sovente la durata di un corso di studi. Ma qualcosa sta cambiando. La Francia è in piena campagna elettorale, le presidenziali vivono il loro momento cruciale. I tradizionali equilibri mutano. Nuove forze entrano in gioco, spaccano il sistema consolidato e lo fanno crollare. È un’implosione improvvisa ma senza scosse, che cresce e si sviluppa come un incubo che travolge anche François. Sottomissione è il romanzo più visionario e insieme realista di Michel Houellebecq, capace di trascinare su un terreno ambiguo e sfuggente il lettore che, come il protagonista, François, vedrà il mondo intorno a sé, improvvisamente e inesorabilmente, stravolgersi.
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  • 4

    sorprendente

    Finisco questo libro e penso: diamine, non mi sentivo così da anni; da quanto non leggevo un libro così doloroso, tranciante, tagliente? E ci penso per ore, non riesco a schiodarmelo dalla testa, non ...continua

    Finisco questo libro e penso: diamine, non mi sentivo così da anni; da quanto non leggevo un libro così doloroso, tranciante, tagliente? E ci penso per ore, non riesco a schiodarmelo dalla testa, non c'è niente da fare. Bravo Houellebecq, bravo bravo bravo.

    ha scritto il 

  • 3

    Visionario

    Potrebbe rivelarsi l'equivalente di 1984 di Orwell per il XXI secolo: chissà lo sapremo solo fra qualche anno. La storia descrive scenari politici lineari e credibili, pieni di riferimenti all'attuali ...continua

    Potrebbe rivelarsi l'equivalente di 1984 di Orwell per il XXI secolo: chissà lo sapremo solo fra qualche anno. La storia descrive scenari politici lineari e credibili, pieni di riferimenti all'attualità di questi mesi, a livello globale e locale. Il libro è cinico nella visione di un occidente stanco e spento, sintomo del fallimento del capitalismo, "sottomesso" da un islam dinamico ma moderato che riesce a proporre un modello che da qualche speranza e prospettiva (anche se esclude completamente le donne). Non è facilissimo da leggere e in alcuni punto è anche poco scorrevole. Spesso diventa pesante quando tratta in dettaglio le correnti e gli autori della letteratura francese; probabilmente il lettore italiano paga l'ignoranza di autori, romanzi e conoscenza critica. I personaggi sono un po' troppo marcati e talvolta caricaturali di categorie tipo (i docenti universitari, il single donnaiolo, l'agente dell'intelligence francese etc.). Certo 1984 è un romanzo nel suo complesso (trama, contenuti, personaggi, distopia etc.) di un livello superiore.

    ha scritto il 

  • 2

    Sottomissione uguale felicità

    Il culmine della felicità umana consiste nella sottomissione più assoluta: così pontifica Houellebecq in questo romanzo che è una fusione, non proprio riuscitissima, di tre testi differenti: un romanz ...continua

    Il culmine della felicità umana consiste nella sottomissione più assoluta: così pontifica Houellebecq in questo romanzo che è una fusione, non proprio riuscitissima, di tre testi differenti: un romanzetto di fantapolitica, un racconto dedicato al mesto declino umano di un professore parigino e un saggio su Huysmans.
    Considerato che quando uscì fece scandalo e polemica, alla lettura resta solo un amaro in bocca di come alla fine si tratti del solito gioco di marketing pubblicitario misto all'ignoranza di chi parla senza conoscere, e nel caso senza aver letto il libro.
    Di positivo, come sempre nei suoi libri, vi è un utilizzo di stile e una grande abilità della scrittura, molto virtuosa, che rende il tutto molto scorrevole e a volte anche piacevole.
    La parte più blanda e poco verosimile, per come è descritta, è proprio quella fantapolitica, molto ingenua, esagerata, quasi infantile e ignara della complessità della situazione mondiale del "conflitto" tra le civiltà occidentali ed orientali.
    Urticante il presupporre che esista solo ed esclusivamente la Francia come se il resto del pianeta non esistesse proprio: un modo di vedere vecchio di secoli e molto miope. Molto francese.
    Finale mesto per un libro, ed un personaggio, che difficilmente diventerà memorabile, anzi spesso nella lettura ci si distrarre pensando ad altro e facendo scorrere le pagine e la vita...

    ha scritto il 

  • 4

    Ingredienti: un professore universitario single, ateo e svogliato, un partito islamico che arriva al potere nel cuore della Francia, le conseguenze culturali, sociali ed educative causate dai nuovi do ...continua

    Ingredienti: un professore universitario single, ateo e svogliato, un partito islamico che arriva al potere nel cuore della Francia, le conseguenze culturali, sociali ed educative causate dai nuovi dominatori, una “sottomissione” religiosa e individuale come opportunità di sopravvivenza, e successo.
    Consigliato: agli osservatori attenti della società attuale e delle sue derive estremiste, ai degustatori di romanzi moderni, lucidi e visionari, in equilibrio tra letteratura e politica.

    ha scritto il 

  • 0

    Un Houellebecq un po' in sordina

    "Sottomissione", alla sua uscita, suscitò non proprio clamore, soprattutto perché la sua pubblicazione francese avvenne il 7 gennaio 2015, il giorno dell'attentato alla sede di Charlie Hebdo. E un po' ...continua

    "Sottomissione", alla sua uscita, suscitò non proprio clamore, soprattutto perché la sua pubblicazione francese avvenne il 7 gennaio 2015, il giorno dell'attentato alla sede di Charlie Hebdo. E un po' tutti conosciamo l'a-dir-poco controverso rapporto del suo autore con l'islam, oggetto centrale del romanzo in questione.
    Una settimana dopo, il libro uscì pure in Italia: se ne parlava troppo, costava una cifra e la voglia di leggerlo, per forza di cose, mi passò. Avendo comunque amato "Le particelle elementari", pochi mesi dopo decisi di tornare indietro e leggermi "Estensione del dominio della lotta", la dichiarazione di poetica houellebecquiana il cui godimento che ne ricavai fu direttamente proporzionale al contorcimento di budella che mi causò; e andò benissimo così, visto che al buon Michel, ormai, io chiedo proprio il solito contorcimento di budella.

    Ecco, lo stesso sconvolgimento non è arrivato con Sottomissione, che senza dubbio è un buon romanzo, nel quale la scrittura del francese con la scorta è ormai un marchio di fabbrica e di garanzia; nel quale ritroviamo i suoi argomenti riproposti in una narrazione più misurata e più blanda, efficace ma un po' meno coraggiosa, forse meno "eretica" rispetto ai due capisaldi da me letti in precedenza.
    La distopia-utopia - non saprei come definirla dal punto di vista di Houellebecq - islamica vissuta dal protagonista, un professore universitario specializzato nell'opera di Huysmans, sembra rimanere sottotraccia nel racconto, che privilegia invece il punto di vista del personaggio e le sue disavventure, a cominciare dall'interdizione dall'insegnamento dovuta al novello regime musulmano.

    Interessante è ad esempio la descrizione dell'ascesa politica del leader del partito islamico, mentre ho trovato riuscita solo in parte, probabilmente troppo poco sviluppata, la parte che chiamerei, a questo punto, "distopica", nella quale il Nostro si ritrova a vivere, con tutti i suoi difetti, i suoi pregi, e le sue distorsioni; a cominciare dalla condizione della donna, tema di discussione centrale nel dibattito sulla religione del profeta Maometto, nonché ambiguo, politicamente scorretto e assai presente anche nei romanzi di Michelone, che anche a questo giro non si lascia sfuggire le donne, la rappresentazione del sesso, la solitudine del maschio senza la donna e viceversa - ma anche no.

    Le più belle pagine, invece, trovo che siano quelle dedicate alle digressioni del protagonista su Huysmans, tanto che mi sono accattato, pochi giorni dopo, il celeberrimo "À rebours" - nella mia edizione italiana: Controcorrente -, che ai tempi del Liceo ci veniva presentato come capostipite del decadentismo; anche se poi non si è mai capito bene cosa fosse, 'sto decadentismo. Cioè, lo so: ma è giusto un modo per semplificare le cose ai ragazzi del liceo che in una settimana devono capire il nesso tra i francesi, gli italiani, gli inglesi e il resto del mondo - come nella barzelletta del fantasma formaggino - e cavarne infine fuori un'interrogazione decente. Mica poco.

    Tornando al romanzo, non si può dire che sia brutto, perché non lo è; e non si può dire che sia poco riuscito o sconclusionato, poiché sarebbe un errore. Mi limito a dire che mi sarei aspettato qualcosa di più, un coraggio e una forza che ho trovato negli altri testi dello scrittore francese, che qui un po' mancano, sostituiti da un po' di mestiere e da una normalizzazione, se così vogliamo chiamarla, delle solite tematiche. Non scema però la classe, che non è acqua e che per fortuna rimane la stessa, in attesa della prossima fatica di quel malandrino di Michel.

    ha scritto il 

  • 3

    Un bel manuale sul maschio

    Devo dire che la parte che mi ha divertito di più, e ho trovato quasi istruttiva, e quella relativa alla considerazione di un maschio di buone letture e cultura sulla donne. Le donne da fottere e quel ...continua

    Devo dire che la parte che mi ha divertito di più, e ho trovato quasi istruttiva, e quella relativa alla considerazione di un maschio di buone letture e cultura sulla donne. Le donne da fottere e quelle da sposare, alla fin fine; soluzione? Sposarne diverse per poter soddisfare entrambi (e altri) aspetti. Vantaggi per le donne? In fondo essere perennemente bambine e mantenute. In fondo la sottomissione rende, politicamente, lavorativamente e socialmente. Non credo sia un problema dell'Islam, e dei Fratelli musulmani: funziona altrimenti forse Comunione e Liberazione? E fino a 50 anni fa non avevamo sensali a combinare matrimoni, o la rete delle buone amicizie?
    La scrittura scorre molto piacevolmente; sulla forza propulsiva dell'Islam non ho dubbi e non ci voleva H. per arrivarci. Un po' un buon instant book letterario. Forse sopravvalutato, non mi paiono riflessioni particolarmente brillanti.

    ha scritto il 

  • 2

    Forse la mia aspettativa era troppo alta (e non è stata raggiunta). A Parigi, in un indeterminato ma prossimo futuro, vive François, studioso di Huysmans, che ha scelto di dedicarsi alla carriera univ ...continua

    Forse la mia aspettativa era troppo alta (e non è stata raggiunta). A Parigi, in un indeterminato ma prossimo futuro, vive François, studioso di Huysmans, che ha scelto di dedicarsi alla carriera universitaria. Ma qualcosa sta cambiando. La Francia è in piena campagna elettorale, i tradizionali equilibri stanno mutando e si prospetta una Francia in cui il primo partito è di forte connotazione musulmana con le conseguenze che questo può portare. Le scene di alta pornografia mi sembra si prestino ad usi tutt’altro che letterari e il punto di vista mi sembra fortemente maschile (non credo che uno dei problemi di questo scenario potrebbe essere la scomparsa di tante minigonne in università, ma non voglio banalizzare).

    ha scritto il 

  • 3

    2 stelle per la prosa e le venature nichiliste, non proprio nelle mie corde, ma almeno 4 per la riflessione sul ruolo delle religioni e delle "sottomissioni": dell'uomo a Dio, della gente comune alle ...continua

    2 stelle per la prosa e le venature nichiliste, non proprio nelle mie corde, ma almeno 4 per la riflessione sul ruolo delle religioni e delle "sottomissioni": dell'uomo a Dio, della gente comune alle èlites e della donna all'uomo. Siamo poi così sicuri che che anche in occidente una parte della popolazione non possa tornare a trovarle desiderabili?

    ha scritto il 

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