Soulmates

Di

Editore: Sperling & Kupfer (Pandora)

3.3
(29)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 328 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8820056011 | Isbn-13: 9788820056018 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Mathilde Bonetti

Disponibile anche come: eBook

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Tavia non ricorda nulla del proprio passato. Ha perso la memoria in un terribile incidente aereo di cui è l'unica sopravvissuta. Ora tenta di ritrovare la serenità grazie all'aiuto di Benson, il suo unico amico. Un giorno, però, succede qualcosa di inaspettato: Tavia inizia ad avere strane visioni. Visioni di un ragazzo che non conosce, ma che sembra sapere tutto di lei. Pian piano Tavia capisce di essere legata a Quinn, il ragazzo misterioso, da un sentimento profondo, un sentimento che affonda le radici nella notte dei tempi. Ma chi sarà la vera anima gemella di Tavia: Quinn, lo sconosciuto che popola i suoi sogni, oppure Benson, l'amico di sempre?
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  • 3

    Mi aspettavo molto più, ma confido nel secondo volume della serie!

    La Recensione sul Blog :D
    http://paranormalbookslover.blogspot.it/2015/03/recensione-soulmates-di-aprilynne-pike.html

    ha scritto il 

  • 2

    Mmh.

    Ho trovato questo libro un po' contrastante. Nella prima parte non mi ha attirato moltissimo, ho faticato a leggerlo perché non riuscivo proprio a connettermi con i personaggi. Nelle ultime pagine si ...continua

    Ho trovato questo libro un po' contrastante. Nella prima parte non mi ha attirato moltissimo, ho faticato a leggerlo perché non riuscivo proprio a connettermi con i personaggi. Nelle ultime pagine si è un po' ripreso, ma mi ha lasciato con qualche dubbio.
    La storia è originale e le premesse molto buone, credo che l'autrice avrebbe dovuto svilupparlo meglio. Non ho letto l'altra saga della Pike e quindi posso esprimere il mio giudizio solo su questo romanzo.
    Di certo non mi ha lasciato quel senso d'ansia nell'attesa del seguito, senza contare che mi è stato prestato. Quindi.. boh. Aspetterò che la mia amica lo acquisti e lo legga, poi me lo farò prestare.. credo.
    Giudizio: 2 stelline - Sufficiente.

    ha scritto il 

  • 4

    Tavia è l'unica superstite di un incidente aereo in cui hanno perso la vita i suoi genitori, da quel giorno tutto è cambiato e qualcosa si è risvegliato in lei riportando a galla vecchi fantasmi del p ...continua

    Tavia è l'unica superstite di un incidente aereo in cui hanno perso la vita i suoi genitori, da quel giorno tutto è cambiato e qualcosa si è risvegliato in lei riportando a galla vecchi fantasmi del passato.
    Cose strane e incredibili iniziano ad accadere a Tavia e non sarà facile per lei riuscire a metabolizzare la verità sulla sua natura e soprattutto sulla morte dei suoi genitori.

    Ancora una volta la Pike si distingue dai soliti fantasy dando vita ad una storia un pò diversa, non del tutto originale, ma senza dubbio nuova e per nulla deflazionata.
    Non vi dirò cosa e chi è Tavia, perchè il bello di questo libro sta proprio nello scoprire pagina dopo pagina tutti i segreti dei vari protagonisti.
    Molti, forse troppi, i personaggi che si incontrano durante la lettura ed ognuno ha un suo ruolo più o meno importante, ma comunque determinante e ognuno nasconde un segreto... Purtroppo la Pike si è soffermata poco sui personaggi, che non sono ben delineati, anche se devo ammettere che questo suo non dire molto di ognuno fa aumentare la curiosità e i dubbi e porta il lettore a farsi molte domande e a sospettare di tutti.
    Tavia è la vera protagonista e, come già mi capitò con Wings, non mi ha colpito molto, a tratti è quasi odiosa ed egoista e difficilmente il lettore riesce a sentirsi in sintonia con lei eppure alla fine non la si prende nemmeno in antipatia e si ha voglia di scoprire cosa farà e come andrà a finire questa sua avventura.
    Benson è uno dei due protagonisti maschili, sicuramente quello meglio delineato e per come viene descritto è anche quello di cui è impossibile non innamorarsi! Lui è il tipico ragazzo che si prende subito in simpatia, anche se dietro i suoi occhiali nasconde molto di più di quello che vuol far credere...
    La storia è ben congegnata e il modo in cui viene raccontata porta il lettore a sentirsi non solo totalmente coinvolto, ma anche trascinato senza sosta verso la fine: gli avvenimenti raccontati si susseguono veloci e destano senza sosta la curiosità di chi legge e più si va avanti nella lettura più si vuole far chiarezza su Tavia e gli altri protagonisti.
    Da quando ha scritto la saga di Wings la Pike è sicuramente maturata molto, infatti il suo stile sempre molto accattivante e ammaliante ora ha un qualcosa in più, che la porta ad osare e i suoi protagonisti non sono più casti e puri: non mancano momenti carichi di passione, desiderio e la tensione tra Tavia e Benson è quasi palpabile.
    Ancora una volta la Pike riesce con le sue storie a trasportare il lettore in un luogo magico, dove tutto è possibile, dove presente e passato si mischiano e confondono aprendo le porte verso un mondo dove l'impossibile diviene possibile.
    Difficilmente durante la lettura ci si annoia o si perde la concentrazione, si ha l'impressione di esser sempre di corsa, di rischiare di perder qualcosa se si rallenta e ciò fa si che la lettura risulti non solo piacevole, ma anche leggera e appassionante.
    Un libro adatto per chi ama staccarsi dalla realtà , da leggere sotto un albero in estate immergendosi totalmente tra queste pagine cariche di emozioni, colpi di scena, adrenalina e magia!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Se la tua anima gemella bussasse alla porta del tuo cuore,sapresti riconoscerla?

    Allora partiamo dal presupposto che non avevo letto nulla della Pike finora, primo perchè il tema trattato nella precedente serie non mi attirava particolarmente e secondo perchè molte delle recension ...continua

    Allora partiamo dal presupposto che non avevo letto nulla della Pike finora, primo perchè il tema trattato nella precedente serie non mi attirava particolarmente e secondo perchè molte delle recensioni lette in giro sulla serie Wings non erano molto positive...Soulmates è il primo capitolo di una duologia, la protagonista è la diciottenne Tavia, che dopo essere stata coinvolta in un incidente aereo nel quale sono morti i suoi genitori, tenta di riprendere in mano la sua vita in una nuova cittadina, insieme agli zii che l'hanno accolta in casa loro.
    Ad aiutarla c'è Benson, il suo unico amico, per il quale prova però qualcosa che va oltre l'amicizia; ma Tavia inizia ben presto a cambiare, a vedere cose che gli altri non vedono e ad avere strane visioni di un ragazzo di nome Quinn, che sembra uscito dall'epoca vittoriana e che Tavia sente di conoscere da una vita.
    Tavia si sente irrimediabilmente attratta da quel ragazzo, senza capirne il perchè e pian piano inizia a mettere insieme i pezzi di un passato che non ricordava e che cambierà la sua esistenza per sempre...
    Già dalla frase riportata sulla cover (Se la tua anima gemella bussasse alla porta del tuo cuore,sapresti riconoscerla?) dovevo capire dove sarebbe andato a parare il romanzo e purtroppo devo dire che non mi ha convinto quasi per niente, se non forse per le ultime pagine...
    La storia è davvero troppo confusionaria, specialmente all'inizio: l'autrice da troppe informazioni in poco tempo senza però dare il tempo al lettore di metabolizzarle e capirne il peso! Sembra quasi che dovesse a tutti i costi far rientrare il romanzo in questo totale di pagine e che non abbia voluto rinunciare a nulla, ma in questo modo ha reso il romanzo troppo veloce e ciò ha penalizzato l'idea di base che era invece abbastanza originale!
    Parliamo dei personaggi: Tavia, la protagonista è di una piattezza esagerata, davvero è noiosa, fa cose senza senso e per spiegare quello che fa si inventa giustificazioni ancora più assurde delle sue azioni! E poi sinceramente ma come si fa ad essere così ingenui e poco riflessivi!? Si vedeva da 10 chilometri che Benson aveva qualcosa da nascondere,è fin troppo perfetto!
    E qualcuno mi faccia capire l'utilità di Quinn come personaggio,seriamente oltre che apparire ogni due e tre, dire frasi che Tavia puntualmente non capisce e fare una piccola apparizione sul finale,a cosa serve questo ragazzo?
    Semplice, a giustificare l'ennesimo triangolo amoroso, triangolo davvero ridicolo a mio parere, almeno fino a quando l'autrice nella sua corsa verso il finale non scopre tutte le sue carte e ci spiega il perchè di tutto ciò!
    L'idea dell'autrice mi piaceva molto ma purtroppo l'ha sviluppata male, creando dei personaggi piatti e caratterizzandoli ben poco e utilizzando un ritmo narrativo davvero troppo sostenuto, che non ha reso giustizia alla storia ma che più che altro l'ha resa confusionaria, poco chiara e banale!
    A questo punto, viste le premesse, non credo che leggerò il seguito!

    ha scritto il 

  • 2

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2014/03/soulmates.html

    È stato allora che ho capito che saremmo morti tutti. E in quel momento la mia paura è svanita. Mi sono sentita completamente in pace. ...continua

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2014/03/soulmates.html

    È stato allora che ho capito che saremmo morti tutti. E in quel momento la mia paura è svanita. Mi sono sentita completamente in pace. Nessun flash della mia vita che mi scorreva davanti agli occhi, nessun rimorso, solo una pace immensa.

    L’aereo su cui Tavia viaggiava insieme ai suoi genitori è precipitato. Unica superstite, Tavia si è trasferita a Portsmouth a casa di Reese, sorellastra del padre, e dello zio Jay.
    Se vi state chiedendo perché mai a Jay sia riconosciuto il grado parentale e non a Reese, mi dispiace: non ho una risposta. Spero vi consoli sapere che nemmeno per Jay il ruolo di zio rimane costante.
    Tuttavia, gli zii con cui Tavia non ha mai avuto molti contatti l’hanno accolta con loro senza esitazioni: dopo la morte dei genitori, la ragazza doveva essere protetta soprattutto da mass media e necessitava di cure mediche e psicologiche. Per questo alterna le sedute dal fisioterapista con quelle da Elizabeth, la sua psicoterapeuta. Con lei è impossibile avere un segreto: sa come farsi raccontare ogni timore, ogni incubo della ragazza.
    D’altra parte, frequentando una scuola online, non ha molte altre persone con cui confidarsi. Eccetto Benson. Lui è l’unico che sappia tutto. Per evitare di attirare l’attenzione le è stato detto (e lei ha accettato quasi con gratitudine) di mentire, di raccontare di aver avuto un incidente d’auto, ma con Benson è stato diverso. Dopo essersi conosciuti nella biblioteca in cui il ragazzo lavora, hanno continuato a vedersi spesso e a messaggiare. Benson è il suo miglior amico.
    Un giorno, però, vede un ragazzo in abiti d’epoca («Una ricostruzione storica?» si chiede): ha i capelli lunghi, biondi, tirati indietro in una coda bassa. Non riesce a staccare gli occhi da lui e lo fissa come ipnotizzata, trattenendo il fiato.

    E per qualche ragione che non riesco a comprendere o a spiegare, il mio cuore comincia a martellarmi nel petto all’impazzata.

    Dopo aver letto la trama – non proprio precisa- nella seconda di copertina e la tormentata domanda in quarta di copertina («Se la tua anima gemella bussasse alla porta del tuo cuore, sapresti riconoscerla?»), è facile farsi un’idea dei contenuti del romanzo e sospettare che non ci sia possibilità di originalità. Nonostante non sia entusiasta di questa lettura, devo riconoscere che gli elementi di base erano tutti molto buoni e che, con uno sviluppo diverso, avrei apprezzato molto di più Soulmates.
    Proprio il taglio che la Pike ha dato alla sua opera mi rende difficile parlarne senza fare grossi spoiler. Farò del mio meglio.
    Il titolo dell’edizione italiana si allontana da quello originale e coglie solo un aspetto della storia di Tavia. Questa scelta consente di evitare forse di rivelare troppo presto gli sviluppi del romanzo, ma allo stesso tempo è davvero deviante o, almeno, io la percepisco così. Si tratta di un particolare comunque.
    L’incipit di Soulmates è piuttosto intrigante, ha un buon ritmo e una prospettiva interessante, ma innalza troppo le aspettative: la narrazione delude quasi subito, buttando il lettore in un intreccio labirintico. Ci sono, infatti, condizioni diverse in cui un lettore afferma di essere confuso. In un primo, piacevolissimo caso la lettura è coinvolgente e i tanti misteri la sostengono invitando il lettore a procedere. In un secondo caso i misteri non vengono percepiti come tali e i punti interrogativi affollano la mente del lettore lasciandolo smarrito. Questo è il caso di Soulmates e poco conta che ogni tassello trovi il suo posto alla fine. Naturalmente si tratta della mia opinione.
    Alla confusione contribuisce il ritmo narrativo: la Pike sembra essersi lanciata in pista pronta a vincere una gara contro i piloti più veloci del momento. Perdonatemi per il paragone.
    L’impressione è che abbia voluto mettere troppa carne sul fuoco: troppe idee e troppa fretta. Qualche pagina in più avrebbe reso, forse, più giustizia alla storia.
    La voce narrante è proprio Tavia, ma il suo punto di vista aggiunge poco: non ci sono riflessioni profonde e la ragazza tende a essere un tantino ripetitiva. Mi dispiace veramente metterla in questi termini, ma anche le reazioni dei personaggi sono frustranti, soprattutto quelle della protagonista. Non credo di fare un grosso spoiler usando un evento dei primi capitoli come esempio. Una notte, dopo aver avuto un incubo, Tavia vede nel giardino di casa il ragazzo in abiti d’epoca a cui accennavo nella trama. Quando il ragazzo sparisce, lei si sente confusa: perché ne sente la mancanza?
    In seguito, quando con la mente più lucida dovrebbe razionalizzare l’episodio, affermerà che sa che non si tratta di uno stalker e che può fidarsi di lui. Istinto? Mettiamola così. L’imprudenza e la goffaggine dimostrate successivamente, però, fanno dubitare della sua intelligenza. Non so se è normale, ma mi sono chiesta se questa ragazza avesse mai visto un qualsiasi telefilm: fa troppe sciocchezze e non riesce – nemmeno ci prova – a fare due più due.
    Dall’altra parte c’è il comportamento di Benson: non scendo nei dettagli, ma è sempre troppo calmo, perfetto e soprattutto disponibile. Ci sono situazioni in cui il minimo pensare di essere impazziti.
    Dato che io ho letto tutto il romanzo, posso rassicurarvi: negli ultimi capitoli troverete una spiegazione.
    Altri personaggi importanti sono Elizabeth, Reese e Jay, ma mi sono resa conto di non poter parlare nei dettagli di ciascuno di loro e forse perché non sono particolarmente caratterizzati.
    SPOILER
    A un certo punto la protagonista inizia a chiamarli con nomi diversi, mescolando il livello di confidenza e anche i nomi originari. L’ho trovato incoerente.
    FINE SPOILER
    Ho letto il libro con concentrazione perché avevo l’impressione che la Pike si contraddicesse o che ci fossero dei buchi; in realtà non ho trovato nulla del genere: alla fine, l’ho già spiegato, diventa tutto chiaro. Ma è tutto forzatamente spinto perché ci sia mistero e la confusione è troppa. Mi spiego: ci sono romanzi in cui la risposta alle mille domande arriva solo nella conclusione, ma la narrazione è probabilmente meglio gestita e soprattutto meno frettolosa. In Soulmates non ci sono briciole disseminate, qua e là, tra una vicenda e l’altra (tranne per un caso, forse), nulla che ti faccia esclamare: «Era ovvio! Come ho fatto a non arrivarci?».
    D’altra parte le tante idee, che ho annotato come negative abbinate al frettoloso svolgimento, costituiscono uno spunto positivo: Soulmates unisce generi diversi, dal paranormal romance al distopico, e ha così la possibilità di soddisfare i gusti di molti lettori. A tal proposito mi sembra che l’elemento distopico sia di troppo, ma solo il seguito potrà smentirmi.
    La grossa pecca, per me, è stata la narrazione troppo veloce e, di conseguenza, poco suggestiva. La Pike avrebbe potuto tentare uno sviluppo leggermente più lineare e soprattutto dare più sprint a Tavia.
    Per concludere, Soulmates non era il romanzo giusto per me. Voi l’avete letto? Che ne pensate?

    ha scritto il