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Spartaco il gladiatore

Il romanzo di Roma IV

Di

Editore: Mondadori

3.5
(92)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 382 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804595248 | Isbn-13: 9788804595243 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Nella scuola gladiatoria di Lentulo Batiato a Capua gli schiavi stanno preparando la rivolta: Spartaco ne è l'ideatore e altri duecento sono con lui. Il vigore e l'eleganza del fisico, la dolcezza dello sguardo e la forza incrollabile dei suoi ideali lo rendono immediatamente un simbolo. Il suo nome diventa l'urlo della ribellione, l'emblema del riscatto dalla schiavitù, l'ideale di libertà che nutre i sogni di decine di migliaia di schiavi e popola gli incubi dei pretori e dei consoli romani. Mentre il nome di Spartaco e la leggenda delle sue gesta si diffondono per le strade di Roma, sussurrati con timore o scritti a grandi lettere sui muri, attorno alla figura del gladiatore ribelle si intrecciano i destini di Decio, Claudia e Floro, così lontani e diversi eppure tanto vicini. Decio, valoroso legionario romano poi condannato ingiustamente come traditore e reso schiavo, si trova al fianco di Spartaco fin dall'inizio, tra i gladiatori di Capua, scegliendo di restare con lui battaglia dopo battaglia, sebbene già conosca le conseguenze del folle progetto di opporsi alla potenza di Roma. Claudia, giovane e bellissima nobile costretta a sposare un uomo arrogante e senza scrupoli, trova il coraggio di ascoltare l'amore che prova per lo schiavo della sua domus, Lucio, e si batte per affrancare alcune serve bambine. Floro infine, pur sognando di eguagliare il padre, integerrimo centurione romano, è sempre più turbato dalla progressiva scoperta dei giochi di potere che si nascondono dietro al culto di Roma.
Lo stile asciutto e incalzante di Mauro Marcialis ci restituisce le immagini vivide di una delle pagine più affascinanti della storia di Roma, dove il declino della Repubblica è sempre più chiaro e la lotta per la libertà assume ogni giorno di più la grandezza fulgida e straziante delle battaglie destinate alla sconfitta.
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  • 3

    ***1/2, che le meritava ma Anobii non me le fa dare

    Quando hai l'onore (o l'onere) di raccontare una storia di dominio pubblico devi stare attento a non annoiare. Marcialis ci riesce, seguendo tre personaggi (che hanno un'apertura mentale così evoluta da far invidia a certe persone che conosco) sì legati a Spartaco, ma protagonisti di vicende del ...continua

    Quando hai l'onore (o l'onere) di raccontare una storia di dominio pubblico devi stare attento a non annoiare. Marcialis ci riesce, seguendo tre personaggi (che hanno un'apertura mentale così evoluta da far invidia a certe persone che conosco) sì legati a Spartaco, ma protagonisti di vicende del tutto personali. Rischia molto: narra in terza persona presente un romanzo storico (qui mi discosto con alcuni dei commenti sotto: la voce è una sola, quella dell'autore, che segue tre personaggi) e inserisce scampoli di finale a inizio di ogni capitolo (scelta intelligente, tanto come finisce Spartaco lo sappiamo già), ma alla fine tutte le sue scelte sono giuste.

    Sono un po' perplesso sulla storia di Claudia (che trovo melodrammatica in stile fiction) e sulla necessità di tutti gli intrighi sentimentali/familiari di cui il libro è composto, ma se fosse stato perfetto avrei scritto solo figata e compratelo subito, no?

    Per leggere la recensione completa: http://wp.me/p4X9gY-1m

    ha scritto il 

  • 3

    Riuscito a metà. L'autore ha impostato personaggi credibili ma li fa poi muovere negli schemi tipici del romanzo d'avventura; mentre li porta a buoni livelli di consistenza umana nel rispetto della psicologia storica, poi ogni tanto li abbassa a stereotipi e si fa riassorbire da tutti i luoghi co ...continua

    Riuscito a metà. L'autore ha impostato personaggi credibili ma li fa poi muovere negli schemi tipici del romanzo d'avventura; mentre li porta a buoni livelli di consistenza umana nel rispetto della psicologia storica, poi ogni tanto li abbassa a stereotipi e si fa riassorbire da tutti i luoghi comuni della rivolta di Spartaco quasi sentendosi obbligato a dire la sua su tutte le vicende e i protagonisti.
    Ma l'impianto iniziale era un altro, centrato su due personaggi inconsueti come Decio, il legionario contadino ridotto in schiavitù per i soprusi dei superiori, il migliore a mio parere del romanzo, e Floro, figlio di un eroico centurione che comincia a guardare dietro la facciata dell'eroismo patriottico romano. Ci si aspettava quindi una conduzione narrativa più consequenziale e originale e invece si ricade nei massacri e nell'avventura fine a se stessa. Lo stesso amaro finale, ben ritagliato nella cornice di una storia già scritta, con Decio, il vero romano in fondo, crocifisso fra i ribelli e Floro che sceglie di integrarsi nella politica romana pur vedendone chiaramente i foschi retroscena, poteva rappresentare un bel guizzo etico e narrativo e invece sembra solo l'ineluttabile conclusione di una storia di sangue e di potere.
    Inrtercalando la narrazione con "angoli" riservati alla evoluzione e all'analisi, sia pure indiretta, dei protagonisti, l'autore tenta un recupero intimistico della storia e in parte vi riesce.
    Nel complesso rivela doti non comuni nella rivisitazione realistica, indignata ma non moralistica di una pagina di storia romana che ha sempre attratto ideologi e rivoluzionari ma sembra non sappia sfruttare a fondo i personaggi e le occasioni narrative che lui stesso è riuscito a creare e involgarisce il risultato. Peccato!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    E' un libro veramente bello anche se un po cruento, ma d'altronde la storia lo è nella maggior parte dei casi. Trovo la storia narrata in modo veramente fluido che fa si che ognuno di noi partecipi alle battaglie. Trovo l'amore di Claudia verso Lucio stupendo e puro senza nessuna forma di pregiud ...continua

    E' un libro veramente bello anche se un po cruento, ma d'altronde la storia lo è nella maggior parte dei casi. Trovo la storia narrata in modo veramente fluido che fa si che ognuno di noi partecipi alle battaglie. Trovo l'amore di Claudia verso Lucio stupendo e puro senza nessuna forma di pregiudizio. E condiviso l'idea espressa dal suo personaggio, ossia che siamo tutti uguali: ci ha creato un dio e siamo nati allo stesso modo tutti e abbiamo gli stessi diritti. Nessuno può disporre della libertà di una persona, ma alla fine, anche se so che è una cosa forte quella che dico, i soldi ci rendono ancora schiavi perché chi ha i soldi rende schiavi i poveri, i bisognosi, soli solo che in modo meno esplicito.

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante però...

    Dalla descrizione della trama mi aspettavo qualcosina di più!Si tratta si di un romanzo a più voci, in cui la ribellione degli schiavi e soprattutto lo stesso Spartacus rimangono secondo me un pò troppo come sfondo di scena e poco come protagonisti, cosa che il titolo invece fa supporre.
    In ...continua

    Dalla descrizione della trama mi aspettavo qualcosina di più!Si tratta si di un romanzo a più voci, in cui la ribellione degli schiavi e soprattutto lo stesso Spartacus rimangono secondo me un pò troppo come sfondo di scena e poco come protagonisti, cosa che il titolo invece fa supporre.
    Inoltre si fa un pò di fatica a stare dietro ai diversi nodi della vicenda, visto che la storia viene costruita attraverso gli occhi di singoli personaggi in continui avanti e indietro che ad un certo momento stufano abbastanza.
    Per quanto riguarda invece la ricostruzione storica del contesto e del mondo romano nulla da dire; anzi, l'ho trovata molto precisa e con alle spalle un attento studio documentario.

    ha scritto il 

  • 2

    2 stelle e mezza

    Di tutto il romanzo, ciò che mi è piaciuto meno è stata la struttura della narrazione. Io non amo le narrazioni interrotte e/o frammentarie, in questo caso, capitoli alternati con le vicende dei vari personaggi, ma preferisco una narrazione più fluida e scorrevole.
    Detto questo, la storia h ...continua

    Di tutto il romanzo, ciò che mi è piaciuto meno è stata la struttura della narrazione. Io non amo le narrazioni interrotte e/o frammentarie, in questo caso, capitoli alternati con le vicende dei vari personaggi, ma preferisco una narrazione più fluida e scorrevole.
    Detto questo, la storia ha faticato a decollare (con me), e non mi ha veramente coinvolto molto, tranne forse il capitolo finale e conclusivo, in cui le storie ed i punti di vista dei vari personaggi erano uniti assieme.
    Bho, non mi viene altro da dire.

    ha scritto il 

  • 4

    Che dire di questo libro se non che mi ha appassionato dall'inizio alla fine.
    Scritto a tre voci, come solo Mauro Marcialis sa fare, parla della storia dello schiavo Spartaco che diventa un grande gladiatore e combatte per la libertà.
    In questo libro c'è tutto:
    c'è la grande sto ...continua

    Che dire di questo libro se non che mi ha appassionato dall'inizio alla fine.
    Scritto a tre voci, come solo Mauro Marcialis sa fare, parla della storia dello schiavo Spartaco che diventa un grande gladiatore e combatte per la libertà.
    In questo libro c'è tutto:
    c'è la grande storia, c'è la guerra, ci sono i combattimenti spietati, ci sono atti di violenza su donne,bambine, uomini, ma c'è anche tanto amore, amore di una nobildonna per uno schiavo, amore verso i piccoli maltrattati e privati di ogni innocenza, amore di un figlio verso il proprio padre adottivo,amore per un figlio che non si è mai nemmeno conosciuto,amore per la libertà di ogni uomo.
    Quindi non mi resta che dire ancora una volta bravo a questo nostro autore italiano!

    ha scritto il 

  • 5

    "Tornerò e sarò milioni."

    La rivolta del gladiatore Spartaco che seppe raccogliere attorno a sé migliaia di schiavi e gladiatori ribelli è raccontata con stile vivido e appassionato da Marcialis che sa rendere vivi ai nostri occhi personaggi lontani migliaia d'anni. Personaggi ed idee, perché Spartaco non è solo il nome d ...continua

    La rivolta del gladiatore Spartaco che seppe raccogliere attorno a sé migliaia di schiavi e gladiatori ribelli è raccontata con stile vivido e appassionato da Marcialis che sa rendere vivi ai nostri occhi personaggi lontani migliaia d'anni. Personaggi ed idee, perché Spartaco non è solo il nome di un'uomo, ma è anche un'idea, un simbolo, un nome per la speranza.
    Interessante anche il modo di raccontare la storia dal punto di vista di tre personaggi diversi, Decio, Claudia e Floro: se da una parte ritroviamo un modo di raccontare tipico di Marcialis, già visto in altri libri, dall'altra si rivela efficace per mostrare le cose da punti di vista ed ideologie differenti. Decio, il legionario tradito e reso schiavo, che si unirà a Spartaco nella lotta contro Roma. Claudia, la bella nobile romana costretta a seguire le convenzioni ma che si ribella innamorandosi dello schiavo Lucio. Floro, il giovane soldato turbato dalla scoperta dei giochi di potere che si nascondono dietro il grande nome di Roma e che non sa se seguire il cuore o l'ideale di Roma fino alla fine.
    La vittoria finale di Roma è scontata, con la potenza delle sue legioni superorganizzate e il potere dei suoi comandanti (interessante la figura del tribuno emergente Cesare).

    "Roma ha vinto!" conclude Crasso.
    Ora c'è solo un silenzio.
    È un silenzio avvolgente, assordante.
    Caronte, discretamente, procede a piedi nudi sulla vergogna…

    ha scritto il 

  • 2

    Anacronistico

    Prendi 3 o 4 personaggi con pensieri e coscienze di oggi, fiondali nella Roma della tarda Repubblica e lasciali liberi di criticare tutto quello che vedono e che fanno. Aggiungi una trama che la tira troppo per le lunghe ed avrai questo libro mediocrissimo. Abbiamo da una parte i "buoni" con in t ...continua

    Prendi 3 o 4 personaggi con pensieri e coscienze di oggi, fiondali nella Roma della tarda Repubblica e lasciali liberi di criticare tutto quello che vedono e che fanno. Aggiungi una trama che la tira troppo per le lunghe ed avrai questo libro mediocrissimo. Abbiamo da una parte i "buoni" con in testa nozioni di libertà, democrazia, autodeterminazione dei popoli, diritti umani ed altre cosette molto facili da trovare in giro attorno all'anno zero. Dall'altra parte abbiamo i cattivi tutti intenti a sbudellare, storpiare, violentare poveri schiavi solo per il gusto di farlo. Ah già, dimenticavo i politici impegnati a corrompere e rubare, ingannare il popolo e uccidere gli avversari per raggiungere il proprio tornaconto. Insomma, se non ti piaceva l'Antica Roma potevi anche scrivere un romanzo rosa, no?

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro non facile ma interessante con un linguaggio e un punto di vista nuovi su una vicenda già nota. Peccato vederlo, a volte, stroncare senza reali motivazioni. Molti nemici molto onore, anche quando i detrattori sono un po' vigliacchetti. FORZA SPARTACO!!!

    ha scritto il 

  • 3

    l'ho letto in 2 mesi causa poco tempo.. non ho potuto godermelo. Ma più che spartacus sono le storie dei vari personaggi e i vari intrecci. Sparty è sullo sfondo però viene trattato comunque come una leggenda e un grande eroe

    ha scritto il