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Speaking in Tongues

By Jeffery Deaver

(25)

| Paperback | 9780671024109

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Book Description

Aaron Matthews is a man with a gift: he can talk anyone into doing almost anything. As a psychologist he used that talent to help people. Now he's using it against one man for revenge. With former trial lawyer Tate Collier as his target, the bril Continue

Aaron Matthews is a man with a gift: he can talk anyone into doing almost anything. As a psychologist he used that talent to help people. Now he's using it against one man for revenge. With former trial lawyer Tate Collier as his target, the brilliant, ruthless Matthews knows the easiest way to destroy his adversary is to strike at the point of least resistance, which for Collier is his teenage daughter.

146 Reviews

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    Ora ho capito perchè costasse solamente € 3,90...storie così possono piacere solo agli americani...

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    Dante Burzigotti said on Sep 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    7.5/10

    Inizio molto buono, centro bello ma fine un po' scarsina.
    I thriller psicologici generalmente mi piacciono di più dei thriller basati più sulle indagini e avevo grosse aspettative su questo libro. Io sono una delle poche, se non l'unica, che non appr ...(continue)

    Inizio molto buono, centro bello ma fine un po' scarsina.
    I thriller psicologici generalmente mi piacciono di più dei thriller basati più sulle indagini e avevo grosse aspettative su questo libro. Io sono una delle poche, se non l'unica, che non apprezza particolarmente la serie dell' autore con protagonista L. Rhyme perchè trovo i dettagli tecnici spesso esagerati e noiosi.
    I pochi libri fuori dalla serie di Rhyme infatti mi sono piaciuti di più e questo non fa eccezione. Bisogna però dire che evidentemente Deaver non è portato per il thriller psicologico e quindi non scrive certamente capolavori quando vi si cimenta.
    La trama è interessante, all' inizio è proprio ben fatto, se la fine fosse stata all' altezza sarebbe stato proprio un bel libro!
    Lo consiglio comunque a chi è interessato al genere!

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    Sameterry said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    decadenza di un genere (?)

    Mi ha divertito davvero poco questo “La figlia sbagliata” di Jeffery Deaver che in “giacenza” da tempo.
    Non ci sarebbe molto da approfondire trattandosi di un thriller senza pretese, ma il fatto è che Deaver è stato uno dei miei autori di genere pre ...(continue)

    Mi ha divertito davvero poco questo “La figlia sbagliata” di Jeffery Deaver che in “giacenza” da tempo.
    Non ci sarebbe molto da approfondire trattandosi di un thriller senza pretese, ma il fatto è che Deaver è stato uno dei miei autori di genere preferiti, o almeno più seguiti (dalle statistiche anobiiane qui accanto pare che ne abbia letti già 15 in precedenza!) e allora vorrei provare a capire meglio:

    Ipotesi 1: Deaver dà il suo meglio nella serie che ha come protagonisti Lincoln Rhyme & Amelia Sachs. Non tutti gli episodi sono eccellenti ma, per quanto mi riguarda, al di fuori di essi non ho mai trovato particolare soddisfazione e questo romanzetto conferma la regola. Il prossimo Deaver che sceglierò sarà nell’ambito della serie (il penultimo lo devo ancora leggere, l’ultimo deve ancora uscire in Italia…) ma, nel caso mi faccia lo stesso effetto, sarà valida l’ipotesi 2…

    Ipotesi 2: Deaver mi ha stufato. Ormai le sue trame sono sempre più prevedibili, i caratteri sterotipati, l’azione standardizzata come stile e come sviluppo: non mi sorprende più e allora perché mai continuare?

    Ipotesi 3: c’è anche un’ipotesi 3, supportata dal fatto che anche l’ultimo Connelly e, in misura minore, l’ultimo Winslow che ho letto quest’anno mi hanno lasciato insoddisfatto: il thriller americano sta cominciando a mostrare la corda e si esaurisce nella ripetizione seriale (ipotesi 3 a) oppure sono io (ipotesi 3 b) che sono giunto a saturazione nel coltivare questo genere a cui ho fin troppo attinto nel recente passato. Di certo non aiuta, in ambedue i casi, il fatto che, oltre alla pletora di trame e scrittori che con varia fortuna si affollano in questo campo, siamo bombardati anche dal cinema (e tv) dove ormai fra detective, killer, commissari e simili non se ne può più, tanto da far rivalutare la personalità di commercialisti, idraulici e salumieri…

    Mi sono dilungato in riflessioni generali perché nel merito di “La figlia sbagliata” trovo ben poco da dire se non l’osservazione che qualche colpo di scena nella parte finale mi risparmia dall’attribuire un’unica stella a Deaver ma…qui mi fermo perché non è il caso di aggiungere uno spoiler ai difetti intrinseci di questo romanzetto.

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    Ubik said on Jun 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E' il primo romanzo di Deaver che leggo ed è esattamente come mi aspettavo che fosse, un bel thriller scritto con tanto mestiere.
    Deaver è un veterano del genere e "La figlia sbagliata" è un romanzo da manuale. Riesce a tirar fuori una storia tutto ...(continue)

    E' il primo romanzo di Deaver che leggo ed è esattamente come mi aspettavo che fosse, un bel thriller scritto con tanto mestiere.
    Deaver è un veterano del genere e "La figlia sbagliata" è un romanzo da manuale. Riesce a tirar fuori una storia tutto sommato convincente, ricca di suspense e colpi di scena, qualche bel fashback per allungare il brodo e complicarci le cose e poi tutto torna. Sotto l'ombrellone si legge che è una meraviglia! Quattro stelle!

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    Ic@rus said on May 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Megan è un’adolescente americana. Come tanti ragazzi della sua età, è figlia di separati in perenne conflitto.
    Megan si sente trascurata, anzi ignorata, dai genitori e cerca in tutti i modi di attirare la loro attenzione. A causa di una bravata finis ...(continue)

    Megan è un’adolescente americana. Come tanti ragazzi della sua età, è figlia di separati in perenne conflitto.
    Megan si sente trascurata, anzi ignorata, dai genitori e cerca in tutti i modi di attirare la loro attenzione. A causa di una bravata finisce in psicoanalisi, ma anche col suo psicanalista non riesce a costruire un rapporto di fiducia e le sedute diventano un dovere da cui liberarsi al più presto.
    Ma un giorno, ad attenderla alla solita seduta c’è il dottor Peters che, in pochi attimi, grazie alla sua abilità, riesce a tirar fuori l’odio di Megan per i suoi genitori. Per Megan è una liberazione, finalmente riesce ad esternare, insieme a tante lacrime, i suoi sentimenti e la sua rabbia. E’ una seduta liberatoria, ma estenuante che si conclude con una iniezione di sedativo.
    Ma quando Megan si risveglia è prigioniera in una camera di un ospedale psichiatrico abbandonato da tempo.
    Cosa è successo? Cosa vuole il dottor Peters? I suoi genitori si saranno accorti della sua assenza?
    Sicuramente è stata una lettura coinvolgente. L’autore ha tentato di mischiare il filone giallo con i problemi intimi di Megan: il rapporto conflittuale con i genitori, i suoi tentativi di trasgressione, il dolore di sentirsi una “figlia sbagliata”. Sicuramente si tratta di temi importanti e molto attuali che mi intrigano molto e buona parte del libro è avvincente e ben scritta.
    Però i fatti descritti nell’ultima parte li ho trovati poco originali e non in linea con il livello della storia.

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    Anto_s1977 said on Mar 24, 2014 | Add your feedback

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    Deaver stavolta scrive un thriller psicologico soffermandosi più sui personaggi coinvolti che sull'indagine vera e propria. Il libro è un pò più lento rispetto al solito ma decolla definitivamente nelle ultime 100 pagine fino a un buon finale. Genito ...(continue)

    Deaver stavolta scrive un thriller psicologico soffermandosi più sui personaggi coinvolti che sull'indagine vera e propria. Il libro è un pò più lento rispetto al solito ma decolla definitivamente nelle ultime 100 pagine fino a un buon finale. Genitori divorziati che hanno trascurato un pò la figlia, ritrovano un pò di coinvolgimento emotivo quando la figlia scompare. Interessanti i personaggi coinvolti: dalla coppia di genitori alla figlia, senza trascurare il Rapitore.

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    Chrissnow said on Jan 22, 2014 | Add your feedback

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