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Specimen Days

By

Publisher: Picador USA

3.4
(348)

Language:English | Number of Pages: 336 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 0312425023 | Isbn-13: 9780312425029 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Softcover and Stapled , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
n each section of Michael Cunningham's new book, we encounter the same group of characters: a young boy, an older man, and a young woman. 'In the Machine' is a ghost story which takes place at the height of the Industrial Revolution, as human beings confront the alienated realities of the new machine age. 'The Children's Crusade,' set in the early twenty-first century, plays with the conventions of the noir thriller as it tracks the pursuit of a terrorist band which is detonating bombs seemingly at random around the city. The third part, 'Like Beauty,' evokes a New York 150 years into the future, when the city is all but overwhelmed by refugees from the first inhabited planet to be contacted by the people of Earth.
Sorting by
  • 5

    An absolutely wonderful series of novellas - the most affecting of Cunningham's works, combining the profound poetry of Whitman with beautiful, uncanny renderings of America during different time periods. Definitely worth a read!

    said on 

  • 2

    31-2013

    Che delusione, dopo l'esaltazione di "The hours" e il massiccio "Carne e sangue" letti qualche anno fa....
    Come in "The hours" anche in "Giorni memorabili" vi sono tre sezioni temporali, e un autore a congiungerli. Là era Virginia Woolf, qui è Walt Whitman. Ma le analogie sono finite. "The ...continue

    Che delusione, dopo l'esaltazione di "The hours" e il massiccio "Carne e sangue" letti qualche anno fa....
    Come in "The hours" anche in "Giorni memorabili" vi sono tre sezioni temporali, e un autore a congiungerli. Là era Virginia Woolf, qui è Walt Whitman. Ma le analogie sono finite. "The hours" era breve, lapidario, visionario. "Giorni memorabili" è noioso, ripetitivo, sconclusionato. Salvo solo il capitolo di mezzo, il primo invece è certamente il peggiore.

    said on 

  • 3

    ½ - "Io celebro me stesso , e canto me stesso / e ciò che io presumo, tu presumerai, / perché ogni atomo che mi appartiene appartiene anche a te."

    Costituito da tre racconti lunghi, il filo conduttore del romanzo è la poesia di Walt Whitman : poeta del corpo e dell’anima, cantore della democrazia e della natura, profeta del cammino verso la felicità.


    Il primo racconto, intitolato “Nella Macchina”, è ambientato nella Manhattan del 186 ...continue

    Costituito da tre racconti lunghi, il filo conduttore del romanzo è la poesia di Walt Whitman : poeta del corpo e dell’anima, cantore della democrazia e della natura, profeta del cammino verso la felicità.

    Il primo racconto, intitolato “Nella Macchina”, è ambientato nella Manhattan del 1860 ed ha per protagonista un ragazzino di tredici anni, Lukas, il quale a seguito della morte del fratello Simon - rimasto schiacciato dentro una macchina - è costretto ad abbandonare la scuola per prendere il posto del fratello in fabbrica e consentire al padre gravemente malato e alla madre caduta in depressione di continuare a sopravvivere. Questo ragazzino ama due cose sopra ogni altra: il libro e Catherine. Il libro è “Foglie d’erba”, prestatogli da un insegnate e che lui poco alla volta sta imparando a memoria, mentre Catherine era la promessa sposa del fratello.

    Il secondo racconto, intitolato “La crociata dei bambini”, ha per protagonista una donna nera di quarant’anni che lavora in polizia presso l’unità prevenzione crisi nella New York dei giorni nostri. Fidanzata con Simon, un broker di successo, più giovane di lei e dalla pelle bianca, Cat trascorre le sue giornate dietro una scrivania dove aspetta di riceve chiamate da mitomani o pazzi di vario grado e genere, i quali rivendicano atti violenti o ne minacciano la messa in pratica. La donna si accorge che quel ragazzino che si è fatto saltare in aria con un ordigno fabbricato in casa abbracciando un noto uomo d’affari è lo stesso con il quale ha parlato lei pochi giorni prima. Quando un secondo ragazzino telefona mostrandosi al corrente del primo attentato e ne minaccia un secondo la donna va in tilt. Il fatto di aver perso un figlio, anni prima, per una malattia non diagnosticata in tempo non l’aiuta di certo. I bambini appartengono a una specie di setta guidata da Walt Whitman. Walt è un’anziana signora che ha letteralmente raccolto quei bambini per strada e li ha allevati a pane e “Foglie d’erba”, inculcandogli la sua lettura distorta di quei versi, secondo la quale la morte è talmente più “facile” di quanto si creda che è un bene andarle incontro. Trasforma i suoi ragazzi in altrettanti kamikaze, fino a quando uno di essi, non del tutto convinto della bontà dell’insegnamento ricevuto dalla donna, chiede aiuto, lo chiede a Cat.

    Il terzo racconto, intitolato “Come la bellezza”, è ambientato nel futuro, in un mondo devastato da una crisi atomica nel quale convivono, non senza problemi, uomini, nadiani - lucertoloni che vengono impiegati nei lavori più umili - e esseri per metà uomini e per metà macchine come il protagonista, Simon. Il problema di Simon, oltre a quello di essere diventato illegale a seguito di un cambiamento nella compagine di governo, è quello di recitare, di punto in bianco e senza volerlo, versi di “Foglie d’erba”. Simon, programmato per conoscere i sentimenti umani ma incapace di provarli, sente un qualcosa che non è in grado di definire nei confronti di Catareen, una nadiana/tata che incrocia quotidianamente nel parco. Ma Simon sa, non si sa come e perché, che il 21 giugno di quell’anno deve trovarsi a Denver da Emory Lowell, colui che lo ha creato. Inizia così, anche per sfuggire alle autorità che vogliono catturarlo, una fuga da New York verso il Colorado in compagnia dell’affascinante lucertolona. Durane la loro fuga si imbattono in degli strani tipi dai quali li mette in salvo un ragazzino malformato che si fa chiamare Luke e che li aiuta a trovare Emory Lowell.

    In tutti e tre i racconti ci sono cose buone e cose meno buone, alla fine il giudizio è “Bene ma non benissimo” perché, in un certo senso, da un libro che prendeva le poesie di Whitman come spunto mi aspettavo qualcosa in più. A voler cercare una lettura più profonda e corale, si potrebbe dire che l’autore ha cercato di rappresentare la ricerca da parte dei protagonisti (e di tutti noi) di una vita migliore, della felicità, attraverso un cammino partito dalla povertà della città sporca e puzzolente dell’espansione industriale, passando per la città contemporanea fatta di grattacieli e tanta diseguaglianza, fino a giungere a un futuro, non si sa quanto prossimo, nel quale i sopravvissuti alla follia umana cercano un ritorno alla vita bucolica scrutando lo spazio in cerca di un pianeta dove trasferirsi per tornare a correre a piedi nudi sui prati fioriti; sempre, naturalmente, portando nel cuore i versi di Whitman.

    said on 

  • 4

    GIORNI MEMORABILI

    La trama si articola in tre episodi: il primo in una New York dickensiana del secondo Ottocento, il secondo nei giorni nostri, il terzo in un futuro fantascientifico. Su tutto aleggia la forza evocativa della poesia di Walt Whitman.
    Il romanzo mi è piaciuto, anche se una dichiarazione di Cu ...continue

    La trama si articola in tre episodi: il primo in una New York dickensiana del secondo Ottocento, il secondo nei giorni nostri, il terzo in un futuro fantascientifico. Su tutto aleggia la forza evocativa della poesia di Walt Whitman.
    Il romanzo mi è piaciuto, anche se una dichiarazione di Cunnigham, che lo descrive come “il mio primo romanzo in cui l'omosessualità non è il tema centrale”, mi lascia alquanto perplesso sull’approfondire la conoscenza di questo autore.

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  • 4

    Una tazza che fluttua nel tempo

    Ogni volta che ci si imbatte in un "Cunningham" non si riesce mai a essere del tutto pronti ai magici espedienti dello scrittore; più prosegui nella lettura, più un sorriso ti si delinea. E' come se quel genio di Michael ti buttasse su un tavolo mille piccoli pezzetti di puzzle e, pagina dopo pag ...continue

    Ogni volta che ci si imbatte in un "Cunningham" non si riesce mai a essere del tutto pronti ai magici espedienti dello scrittore; più prosegui nella lettura, più un sorriso ti si delinea. E' come se quel genio di Michael ti buttasse su un tavolo mille piccoli pezzetti di puzzle e, pagina dopo pagina, comprendi la splendida opera che sta prendendo forma. Una tazza che "vola" in epoche diverse, un filo conduttore che tiene saldo 3 racconti. Situazioni simili ma diverse.... e poi arrivi all'ultima pagina, pago della lettura... e ti chiedi se i (pochi) giorni memorabili erano riferiti ai racconti o ai tuoi giorni di lettura.

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  • 3

    Cunningham non fa per me...

    ...un libro che non è mai riuscito a catturarmi,
    la sensazione, è che sia un bel libro, ma che non rientri quasi per niente nelle mie corde, la lirica e lo svolgimento non mi hanno pervaso ne turbato, nonostante l'idea e la storia fossero originali....

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