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Spiaggia libera tutti

Di

Editore: Laterza (Contromano)

3.6
(74)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 159 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8842093734 | Isbn-13: 9788842093732 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Scauri è veramente un bel posto, non c'è niente ma puoi arrivare facilmente a Roma o a Napoli e in fondo, all'inizio o alla fine della bella stagione, il mare è da godere. Scauri è sempre a tre gradi di separazione da chiunque e da qualsiasi posto, tutti ne hanno sentito parlare o hanno sentito qualcuno parlarne. E il luogo obbligato della nostalgia di chi ci è cresciuto, ed è pure un non-luogo perché tutti pensano che sia già Campania. Gaeta era quasi Repubblica Marinara, Formia ha avuto il primo grattacielo del litorale. Baia Domizia ha il camping delle svedesi e Sperlonga è la costa Smeralda del Lazio. Scauri invece ha un lungomare infinito ma non è mai diventata Rimini, e ha lo stesso microclima delle Isole Cayman ma non è un paradiso fiscale. Tutto quello che volete sapere di un pezzo di costa quasi intimo che si è trasformato in una scomposta Las Vegas borghese con le palme intermittenti di plastica. Da Fabrizia Ramondino a Winston Churchill, dalle spiagge affollate alla roulette con i porcellini d'India, all'abuso all'immaginazione, la grazia del vivere in provincia.
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  • 5

    Io c'ero

    Questo è uno di quei libri che ti fanno venire il dubbio. Premetto che mi è piaciuto molto, che l'ho letto nell'arco di una giornata e quando un autore ti porta velocemente e con piacere dalla ...continua

    Questo è uno di quei libri che ti fanno venire il dubbio. Premetto che mi è piaciuto molto, che l'ho letto nell'arco di una giornata e quando un autore ti porta velocemente e con piacere dalla prima all'ultima pagina, vuol dire che ha scritto un bel libro. E dire che non c'è una storia; e dire che di storie ce ne sono tante, quelle dei luoghi, delle persone che hanno vissuto, transitato, sfiorato quei luoghi, magari fino a morirci. E poi ci sono le storie di chi quelle pagine le ha scritte, che non sai se sono vere o meno, però alla fine pensi che sì, sono vere e tanto basta. Tornando al dubbio: ma questo libro mi è piaciuto così tanto perché conosco bene quei luoghi e, pure, un po' delle persone raccontate? Mah, normalmente vivrei la cosa come una deminutio, mi sentirei defraudato da un libro che mi ha privato del piacere di immaginare i paesaggi e i caratteri, i colori e i profumi, i profili e le parlate, le storie e le situazioni. Invece no, perché i luoghi che conosco io sono nominalmente gli stessi; quelli del libro, filtrati dalla penna dell'Autrice, assomigliano ai miei, ma non corrispondono. Lo spasso sta nel notare le differenze, che si moltiplicano a ogni riga, in un labirintico gioco di rimandi che dona una vertigine borgesiana. Alla fine il dubbio resta: ma il sudpontino di Chiara Valerio esiste veramente? Da domani mi toccherà guardarlo con occhi nuovi.

    ha scritto il 

  • 4

    Mezza stelletta in più perché la merita costantemente questa serie di volumetti di Laterza, che regalano al lettore una sorta di guida turistica d'autore.

    Anche Chiara Valerio, raccontandoci i suoi ...continua

    Mezza stelletta in più perché la merita costantemente questa serie di volumetti di Laterza, che regalano al lettore una sorta di guida turistica d'autore.

    Anche Chiara Valerio, raccontandoci i suoi luoghi, ci segnala frammenti di diario personale, disinteressati consigli eno-gastronomici, momenti di quotidianità e decine di altri sassolini che fanno venire la voglia di partire immediatamente e vedere queste cose con i propri occhi.

    Poi c'è la scrittura, non sempre facile, dell'autrice. Si tratta però di una complessità che comporta uno sforzo di attenzione positivo, non uno sfoggio aulico fine a se stesso e inconcludente.

    ha scritto il 

  • 4

    Ogni cosa è sempre qualcos'altro

    Ogni cosa è sempre qualcos'altro, da Orlando, di v. woolf. Ed è forse l'unico modo per comprendere questo libro, in cui si raccontano tante storie, legate solo dalla memoria e dalla geografia, ...continua

    Ogni cosa è sempre qualcos'altro, da Orlando, di v. woolf. Ed è forse l'unico modo per comprendere questo libro, in cui si raccontano tante storie, legate solo dalla memoria e dalla geografia, soprattutto dalla geografia. E alla fine tute quelle storie non sono una storia, ma sono scritte così bene che tu pensi che dovrebbero esserle. Insomma brava Chiara Valerio e bello questo libro, anche se sembra qualcos'altro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    al mare a Scauri mi portava mio padre, dai primi anni '60: è un bel pezzo della mia fanciullezza.

    Il fatto è che, con certi libri letti, (pochi, che sfortuna!) capita di scambiare l’autore per un tuo vicino di casa, un amico di lunga data, la dirimpettaia sullo stesso pianerottolo di casa tua, ...continua

    Il fatto è che, con certi libri letti, (pochi, che sfortuna!) capita di scambiare l’autore per un tuo vicino di casa, un amico di lunga data, la dirimpettaia sullo stesso pianerottolo di casa tua, la tua compagna di banco, una persona, insomma, con cui hai una grande familiarità, che ti sembra di conoscere da sempre. E, …per una serie di assonanze riscontrate, per un’alchimia misteriosa e inspiegabile, che si stabilisce tra le sinapsi del tuo cervello e le parole e le pagine scritte, ti sembra quasi che il libro lo abbia scritto tu che lo leggi. A me è il libro di Chiara Valerio è piaciuto molto: al mare a Scauri, a lido Delizia, mi ci portava mio padre, dai primi anni '60. E' un pezzo della mia vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Appena letto "Spiaggia libera tutti", di Chiara Valerio. Da circa un mese un passaparola incessante su 'sto testo: è bellissimo! è scritto male, senza talento! meglio la Mazzucco.... e poi, tanti ...continua

    Appena letto "Spiaggia libera tutti", di Chiara Valerio. Da circa un mese un passaparola incessante su 'sto testo: è bellissimo! è scritto male, senza talento! meglio la Mazzucco.... e poi, tanti altri commenti più o meno vaghi. ora l'ho letto anch'io. E' bello, interessante per uno come me che ha vissuto fino a vent'anni a Gaeta, e che ancora cerca appigli per sentirsi della zona. Non del sudpontino, che, come la padania, non significa ancora nulla...insomma il libro è pieno, troppo pieno, di facce, corpi, luoghi, morti, citazioni. Unico difetto, per il resto è gradevole immergersi dentro a questa educazione sentimentale di una ragazza che di certo vorresti come amica. Anche se appare troppo erudita; la sua giovane età fa impressione davanti alla mole di studi, letture e conoscenze che ha acquisito. Fa niente, in fondo" non se la tira", e sembra una persona sensibile e creativa.

    Ecco, i giovani che l'altra sera non erano a vedere Pennacchi a Formia, ecco dove sono: dentro alla "birretta" a scauri o da peppe a castellonorato. Me ne ero dimenticato. Anche se a volte penso che siano troppo snob nel loro "essere meglio" in terra di abusivismi e familismi amorali vari.

    Io tra loro, Chiara tra loro, insieme pendoliamo tra Roma e il golfo con la speranza di migliorare. Crescere. Invecchiare meglio dei nostri nonni.

    Infine, mi ha fatto tanto venir voglia di leggere la Ramondino. Di farla risorgere che sia a S. Agostino o sulla spiaggia di Itri, poco importa, ciò che conta è che vengano fuori le sue parole, e i suoi libri.

    Bella l'idea di inserire l'intervista alla Ramondino dove dice che vorrebbe star più sola, concentrarsi sulle parole. Giusto contrappeso alla scrittura densa della Valerio. Un equilibrio che vale la pena affrontare: immergersi tra le persone e rifugiarsi subito dopo per narrarle.

    ha scritto il 

  • 3

    i Contromano finora letti, per quanto mi riguarda, sono tutte piccole perle, diverse, di differente valore ma sempre vere. Non sfugge a questa definizione questo libro della Valerio, un ritratto ...continua

    i Contromano finora letti, per quanto mi riguarda, sono tutte piccole perle, diverse, di differente valore ma sempre vere. Non sfugge a questa definizione questo libro della Valerio, un ritratto preciso tra l'intimo e lo storico davvero riuscito. Una lettura che, come tutte le altre della collana, scorre via, precisa, leggera ma mai superficiale e scontata. Piccoli libri piacevoli, ricchi di spunti culturali, riferimenti alle geografie interiori e fisiche. Nessuna banalità, questo rende la leggereza piena di spessore.

    ha scritto il 

  • 4

    Spiaggia di tanti

    Come dice l'autrice, appena uno dice un nome, tutti sanno di cosa si tratta: è stata la spiaggia di tutti, di qualche estate, oppure lungomari e montagne e olive o mangiate di pesce, strade e ...continua

    Come dice l'autrice, appena uno dice un nome, tutti sanno di cosa si tratta: è stata la spiaggia di tutti, di qualche estate, oppure lungomari e montagne e olive o mangiate di pesce, strade e percorsi. Il salmastro che esce dal libro tocca cuori e pelle molto più lontano del luogo dov'è scritto. La voce è molto giovanile; un racconto da amica, come su di una nave che vada da qualche parte e nel frattempo ci si racconta una vita di ricordi comuni e di odori condivisi.. Scrittura veloce, diretta, "di voce": ogni tanto mi sono persa, ma va bene. Mentre guidavo, oggi, sulla litoranea di Sabaudia, gli occhi pieni di un sole filtrato e del mare d'inverno, pensavo "Questo libro, quanto durerà? Potrà mai essere, un giorno, storia e memoria? Per quanto è vicino, ancora, a noi?" Spero la sua freschezza sia sempre, per molto tempo, in punta di penna all'autrice.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che trasuda tenerezza. Sono i Ricordi dell'autrice quelli che dominano tutta l'opera : ricordi da bambina, i volti, i luoghi, gli odori e i sapori della propria cittadina. Oggetto e centro ...continua

    Un libro che trasuda tenerezza. Sono i Ricordi dell'autrice quelli che dominano tutta l'opera : ricordi da bambina, i volti, i luoghi, gli odori e i sapori della propria cittadina. Oggetto e centro di questi ricordi è Scauri. Nella mia personalissima esperienza, Scauri, era la meta delle vacanze estive dei miei zii, che vivono a Latina, quindi abbastanza vicina. Zio parlava di Scauri come fosse la sua personale perla del mediterraneo, e magari un pò lo è. Alle volte la lettura può sembrare un filino "accademica", ma poi arriva una scena impastata di marmellata e ginocchia sbucciate, e ti risolleva l'animo.

    ha scritto il