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Spider

By Patrick McGrath

(1001)

| Paperback | 9788845212321

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Book Description

Tormentato da antiche ossesioni, Dennis, il cui soprannome è Spider, "Ragno",vive a Londra in una pensione gestita dalla signora Wilkinson, una donna oramaterna, ora terribilmente autoritaria. Nella vita di Dennis affioralentamente i Continue

Tormentato da antiche ossesioni, Dennis, il cui soprannome è Spider, "Ragno",vive a Londra in una pensione gestita dalla signora Wilkinson, una donna oramaterna, ora terribilmente autoritaria. Nella vita di Dennis affioralentamente il ricordo di una sconvolgente esperienza, l'evidenza di unterribile delitto e le violente immagini legate a una lunga permanenza inmanicomio. Giorno dopo giorno l'uomo scivola nei labirinti di una folliainarrestabile, il suo mondo si scompone in un gioco di specchi e la linea chedivide la realtà dal baratro della pazzia si fa sempre più labile.

129 Reviews

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    Questa volta McGrath mi ha stupito

    Dopo la completa delusione provata con "Follia" , il suo romanzo più celebrato , ero abbastanza titubante verso questo scrittore e credevo di non approcciarmi a lui per un bel po. Caso ha voluto che uno dei miei registi preferiti (Cronenberg) ha trat ...(continue)

    Dopo la completa delusione provata con "Follia" , il suo romanzo più celebrato , ero abbastanza titubante verso questo scrittore e credevo di non approcciarmi a lui per un bel po. Caso ha voluto che uno dei miei registi preferiti (Cronenberg) ha tratto un film proprio da un suo libro , "Spider" appunto, e allora ho deciso di ridare una nuova possibilità all'autore britannico.
    Bhe , che dire? Questa volta McGrath mi ha conquistato a pieno!
    Le tematiche principali sono ancora una volta la follia e la malattia mentale , ma a differenza del suo presunto capolavoro, in "Spider" l'autore si supera immergendoci per davvero in una mente malata , con tutti i problemi del caso ma senza dimenticare le problematiche sociali della Londra del immediato dopoguerra.
    La narrazione di questa triste storia , fra squallore e sofferenza , sarà lenta e frammentaria , con l'autore che passerà spesso da una personalità all'altra del personaggio e da uno stralcio di vita all'altro dello stesso. Presente e passato di Dennis si misceleranno in un mix allucinato di visioni , ricordi , incubi e paranoie varie.
    Il punto forte del libro è proprio la bravura dello scrittore nel trascinarci nella mente deviata del povero protagonista , causando di conseguenza una forte relazione fra personaggio e lettore.
    I generi amalgamati sono molti , dal drammatico al thriller passando per l'horror delle persecutorie visioni di Dennis , in un connubio di elementi mai sconnessi fra loro.
    Lo stile di McGrath come detto non è dei più veloci e scorrevoli , ed a volte il confuso sviluppo narrativo potrebbe essere effettivamente lento; malgrado ciò nel complesso credo che il romanzo si lasci leggere senza eccessive difficoltà anche grazie al numero contenuto di pagine.
    La trama , lasciata per ultima non a caso , è molto nebulosa e a vicenda conclusa saranno più i dubbi che le certezze e domande come: " Chi ha ucciso chi?" , "quali personaggi sono reali e quali no?" , "è tutto nella mente di Dennis oppure un fondo di verità in quel che dice c'è?" vi tormenteranno a lettura ultimata.
    Con tali domande chiudo il mio commento a quest'opera sorprendente e angosciante , consigliata nella maniera più assoluta. Ora cercherò di visionare il film il prima possibile!

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    Polarpenter said on Jun 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    No, no, non mi è piaciuto. Mi sono persa varie volte nei labirinti contorti della mente del protagonista e dello stile dello scrittore, molto lontano, a mio avviso, da "Follia". Peccato.

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    Maolicchio said on Feb 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Avendo letto Follia, sapevo più o meno cosa aspettarmi da McGrath: una lenta discesa nella pazzia, appunto, l'analisi dei pensieri di un uomo malato, forse una vittima, forse un assassino, sicuramente una persona estremamente disturbata. E così è sta ...(continue)

    Avendo letto Follia, sapevo più o meno cosa aspettarmi da McGrath: una lenta discesa nella pazzia, appunto, l'analisi dei pensieri di un uomo malato, forse una vittima, forse un assassino, sicuramente una persona estremamente disturbata. E così è stato.
    Solo che Spider non è riuscito a coinvolgermi come speravo. Sì, è un viaggio nella mente di un pazzo, sì, fa capire che la realtà non è sempre univoca, sì, le sue ossessioni e allucinazioni sono ben tratteggiate. Eppure qualcosa mi ha lasciata piuttosto fredda e non mi ha sconvolta più di tanto. Insomma, non l'ho divorato come avrei dovuto e mi sarei aspettata. Peccato.

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    Thais said on Feb 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Essere sveglio significa essere disponibile per il tormento, e questo è il significato più autenticamente compiuto della vita.

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    Luca Leone said on Jan 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Affascinante e destabilizzante, ambientato in una contesto crudo e brutale. Spider è vittima delle fragilità umane, come lo siamo tutti noi.

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    Sarocciola said on Nov 27, 2013 | Add your feedback

  • 11 people find this helpful

    Che vita è una vita che può solo condursi, morta, nel mozzo di questa struttura cadente di celle vuote, simile a una ruota?

    Spider, Spider, Spider…… Mi hai fatto piangere, avrei voluto abbracciarti, parlare con te. Quanta sofferenza e quanto dolore mi hai trasmesso, mi hai fatto vivere la tua pazzia, sono scesa con te nell’inferno e boccheggiando sono rimasta li sulla sog ...(continue)

    Spider, Spider, Spider…… Mi hai fatto piangere, avrei voluto abbracciarti, parlare con te. Quanta sofferenza e quanto dolore mi hai trasmesso, mi hai fatto vivere la tua pazzia, sono scesa con te nell’inferno e boccheggiando sono rimasta li sulla soglia del labirinto della tua mente, impaurita. La tua follia, i continui flashback, i pensieri confusi, oggi ieri, tua madre, Hilda, tuo padre i Docks di Londra, la nebbia la pioggia, un click nella tua testa e la tua mente che ti abbandona, e quanta angoscia povero Spider….

    Ero in piedi al mio tavolo, con le mani appoggiate sul piano e avevo lo sguardo al cielo: la notte era passata, l’avevo superata. C’era silenzio; gli strilli erano cessati, il furore finito; io ero il fragile vascello sorpreso in mare aperto da una tempesta notturna, che all’alba entra faticosamente in una piccola insenatura o porto con l’albero di maestra spezzato e il timoniere legato alla barra, stremato dalla fatica e dal terrore. Un piccolo conforto, quello della luce del giorno, ma sempre un conforto. Il cartoncino scricchiolava mentre muovevo le membra, andavo verso il letto, mi distendevo sulla schiena e fissavo il soffitto macchiato dall’umidità che un’ora prima era stato una buia tela demoniaca di spirali e nodi infernali che strisciavano, sputavano ed emanavano sporcizia violenta. Ma adesso la notte rifluiva, e l’alba cresceva e montava silenziosa: il mio Pacifico.

    McGrath mi ha preso e trascinato nella mente malata di Spider emozionandomi e facendomi soffrire. Un libro che rimane dentro come un macigno e da cui solo una mente come Cronenberg poteva farne un film di altrettanta bellezza che devo assolutamente rivedere.

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    CriSting said on May 3, 2013 | 3 feedbacks

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