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Spingendo la notte più in là

Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo

By Mario Calabresi

(2867)

| Paperback | 9788804568421

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Book Description

È la mattina del 17 maggio 1972, e la pistola puntata alle spalle del commissario Luigi Calabresi cambierà per sempre la storia italiana. Di lì a poco il nostro paese scivolerà in uno dei suoi periodi più bui, i cosiddetti "anni di piombo", "la notte Continue

È la mattina del 17 maggio 1972, e la pistola puntata alle spalle del commissario Luigi Calabresi cambierà per sempre la storia italiana. Di lì a poco il nostro paese scivolerà in uno dei suoi periodi più bui, i cosiddetti "anni di piombo", "la notte della Repubblica". Quei due colpi di pistola però non cambiarono solo il corso degli eventi pubblici, ma sconvolsero radicalmente la vita di molti innocenti. La storia dell'omicidio Calabresi è anche la storia di chi è rimasto dopo la morte di un commissario che era anche un marito e un padre. E di tutti quelli che hanno continuato a vivere dopo aver perso la persona amata durante la violenta stagione del terrorismo. Mario Calabresi, oggi giornalista di "Repubblica", racconta la storia e le storie di quanti sono rimasti fuori dalla memoria degli anni di piombo, l'esistenza delle "altre" vittime del terrorismo, dei figli e delle mogli di chi è morto: c'è chi non ha avuto più la forza di ripartire, di sopportare la disattenzione pubblica, l'oblio collettivo; e c'è chi non ha mai smesso di lottare perché fosse rispettata la memoria e per non farsi inghiottire dai rimorsi. La storia della sua famiglia si intreccia così con quella di tanti altri (la figlia di Antonio Custra, di Luigi Marangoni o il figlio di Emilio Alessandrini) costretti all'improvviso ad affrontare, soli, una catastrofe privata, che deve appartenere a tutti noi.

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Prima di partire con la mera recensione e con i miei pensieri sparsi su questo libro, devo giustamente fare degli appunti per voi lettori, al fine che comprendiate al meglio ciò che mi è passato per la testa:
    1 - il romanzo l'ho comprato d'istinto, e ...(continue)

    Prima di partire con la mera recensione e con i miei pensieri sparsi su questo libro, devo giustamente fare degli appunti per voi lettori, al fine che comprendiate al meglio ciò che mi è passato per la testa:
    1 - il romanzo l'ho comprato d'istinto, entrando in una libreria dove non avrei dovuto entrare - in teoria ero in giro per saldi - ma, memore del post di Nuvolette, non ho potuto lasciarlo lì sullo scaffale
    2 - sono nata negli anni '70 a Milano, e mio malgrado sono cresciuta portandomi dentro parte di quelli anni, gli anni di piombo: i miei genitori, soprattutto mia mamma, me ne parlava spesso, non nascondendomi nulla di tutto quell'orrore
    3 - quando da bambina mi chiedevano cosa avrei voluto fare da grande, mentre tutte le altre compagne di classe rispondevano la ballerina, io senza battere ciglio dicevo la poliziotta
    4 - ormai quasi 20 anni fa, nell'età che per molti adolescenti è quella della stupidera, io compilai i moduli per l'ammissione nell'esercito. Sono stati molti, troppi, i motivi per cui poi non spedii mai la domanda, ma la conservo ancora compilata e firmata dentro un cassetto

    Spingendo la notte più in là
    Mario Calabresi, figlio del noto commissario ucciso dalle Brigate Rosse nel 1972, racconta, tramite aneddoti, interviste, ricordi riesumati dal cassetto della memoria, la vita della sua famiglia. La vita di tutte le famiglie vittime del terrorismo, vittime degli attentanti, famiglie a cui è stato strappato un elemento ritenuto scomodo. La vita dei sopravvissuti a quegli anni, sopravvissuti al dolore, all'ipocrisia, alle falsità che in alcuni casi ruotano attorno.
    Gli anni di piombo donarono agli italiani stragi, bombe, assassini, manifestazioni di lotta, urla sui giornali e foto nascoste. Gli anni di piombo donarono agli italiani morti, vedove, orfani, figli che non conobbero mai dei padri, mogli a cui strapparono i mariti. Gli anni di piombo sono la polizia, sono le Brigate Rosse, Lotta Continua, Milano, Roma, Torino, Bologna. Pistole e proiettili, agguati e fallimenti, omicidi e suicidi, verità e falsità.

    La lettura di queste pagine l'ho dovuta interrompere più volte. Più volte ho dovuto chiudere il libro e tirare un profondo respiro. Più volte ho dovuto contare fino a 10 prima di ricominciare.
    Perchè io credo nelle istituzioni, credo nella giustizia, credo nello Stato che deve proteggere i propri figli dai nemici interni, credo in uno Stato che non manda allo sbaraglio i propri sottoposti.
    Ma tutto quello che ho letto andava contro le mie credenze.

    C'è stato uno Stato che non ha difeso a spada tratta il commissario Calabresi.
    Ci sono state istituzioni che hanno elevato ad eroi i vari Sofri, Bompressi e Pietrostefani, donando loro targhe e riconoscimenti.
    Ci sono state istituzioni che non potevano elevare ad eroe i vari poliziotti caduti durante il servizio, altrimenti avrebbero infranto gli ideali di talune persone.
    Ci sono state associazioni, le Brigate Rosse, Lotta Continua, Rifondazione, che per degli ideali hanno tolto la vita a chi faceva il proprio mestiere, ed ora sono lì, alla televisione, intervistati ed ammirati da gente che di quegli anni non conosce nulla - e nulla vuole conoscere.

    Ho chiesto ai miei cosa ricordassero di quel giorno, di quel 12 dicembre 1969 a Milano, quando piazza Fontana divenne il centro della strage. All'epoca la mia famiglia abitava accanto all'ospedale Niguarda, e mia mamma ricorda le ambulanze, le sirene, le gazzelle che sfrecciavano davanti casa. Non sapeva cosa fosse successo, ma capiva che qualcosa di grosso aveva sconvolto la città. Qualcosa di grosso aveva sconvolto la vita di ognuno di noi.

    [...] ho cercato di vaccinarvi dall'accidia, dall'odio, dalla condanna a essere vittime rabbiose. Questo non significa essere arrendevoli o mettere la testa sotto la sabbia. Significa battersi per avere verità e giustizia e continuare a vivere rinnovando ogni giorno la memoria. Fare diversamente significherebbe piegarsi totalmente al gesto dei terroristi, lasciar vincere la loro cultura della morte.
    - Gemma Calabresi

    Ed ora io mi chiedo: la mia credenza nelle istituzioni non è diminuita, non si è lasciata influenzare dalla malafede di alcuni personaggi. Ma con che coraggio posso ancora guardare nei loro occhi?

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    Katiu said on Jul 29, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Libro importante e generoso

    Questo è uno dei primi libri pubblicati da parenti delle vittime del terrorismo, nel 2007. Sono trascorsi 35 anni dall'uccisione del commissario di polizia Luigi Calabresi, e il figlio Mario, ormai affermato giornalista, riesce finalmente a bucare il ...(continue)

    Questo è uno dei primi libri pubblicati da parenti delle vittime del terrorismo, nel 2007. Sono trascorsi 35 anni dall'uccisione del commissario di polizia Luigi Calabresi, e il figlio Mario, ormai affermato giornalista, riesce finalmente a bucare il suo personale fantasma e mette insieme un libro davvero molto generoso, nel quale il profilo del giornalista si impone in modo completo sul profilo del figlio cui hanno ammazzato il papà. Mario allora tratta anche dell'omicidio del padre, e soprattutto del lunghissimo e tremendo periodo successivo, in cui mezza Italia rimase erroneamente convinta che Luigi Calabresi fosse stato in qualche modo "giustiziato" dai terroristi che, secondo la vulgata delle ali estreme di quegli anni di piombo, avevano così "vendicato" la morte di Giuseppe Pinelli. I processi sul caso Pinelli hanno dimostrato, senza possibilità di errore, che quando Pinelli cadde dalla finestra del commissariato di polizia di Milano, Calabresi si trovava in un'altra stanza. Ma questo fatto oggettivo e provato non fu sufficiente per molti italiani condizionati dalla propaganda d'odio di Lotta Continua e altre testate dell'ultrasinistra a vedere in Luigi Calabresi quello che era: un onesto commissario di polizia, non certo un torturatore o un assassino.

    Mario Calabresi, dicevo, sceglie di non soffermarsi sugli episodi e i dettagli che riguardano da vicino il padre. O meglio, ne tratta, ma li immerge in un contesto storico più generale, quello degli anni di piombo appunto. E nascono così le occasioni per delle brevissime ma ficcanti interviste ad altri parenti di vittime famose, da Carole Beebe Tarantelli alla vedova Custra, dal figlio di Alessandrini a Francesca Marangoni, figlia del medico assassinato dalle BR.

    L'autore, così, riesce in un obiettivo improbo: quello di spersonalizzare il suo lavoro e renderlo un testo oggettivo, quasi una raccolta di fatti giornalistici e storici. Questo "Spingendo la notte più in là" non è un monumento di carta in favore di Luigi Calabresi, non è un diario psicologico che funge anche da sfogo del figlio che lo scrive; al contrario, è un agile testo, dallo stile franco e pulito, che vuole anzitutto fare memoria, informare, spiegare quel punto di vista dei parenti delle vittime del terrorismo, col quale - in modo assai colpevole - il cinema italiano, la letteratura italiana e alle volte anche il giornalismo italiano, non hanno ancora deciso di fare i conti.

    Davvero complimenti a Mario Calabresi.

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    Caboto said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

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    IL RISPETTO DELLA MEMORIA

    Le verità sulle stragi e sulle barbare uccisioni che hanno colpito il nostro Paese, piazza Fontana, Calabresi, Ambrosoli, Aldo Moro, Falconi, Borsellino, Biagi, sarebbe ora di consegnarle alla storia, insieme a tutta la stagione di sangue che nacque ...(continue)

    Le verità sulle stragi e sulle barbare uccisioni che hanno colpito il nostro Paese, piazza Fontana, Calabresi, Ambrosoli, Aldo Moro, Falconi, Borsellino, Biagi, sarebbe ora di consegnarle alla storia, insieme a tutta la stagione di sangue che nacque alla fine degli anni "60.
    Cosa è successo e perché?
    Purtroppo ancora oggi, malgrado la pressante richiesta della società civile, non sembra ancora possibile capire, perchè troppe verità mancano, troppe responsabilità non sono state accertate e molti attendono ancora giustizia.
    Ancora oggi il dibattito resta inquinato dalle convenienze (politiche - economiche - mafiose) e dalle aurodifese, anche quelle generazionali.
    Questo bellissimo libro è un tassello prezioso che aiuta a capire l'ambiente in cui si sono consumati gli omicidi di molti innocenti servitori dello Stato. Un libro attuale che ci porta indietro di circa 40 anni, ma che rimane attualissimo per capire la situazione del nostro Paese. Questo libro è un estratto della nostra memoria collettiva, o quello che dovrebbe essere.

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    Filippo said on May 23, 2014 | Add your feedback

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    In memoria

    -La cautela è figlia di una mia prudenza, che mi ha sempre spinto a non aprire d'improvviso certe stanze che potevano essere troppo piene per essere affrontabili.
    -Le piace ricordare, ama farlo, anche se ciò può dare dolore. Mi ha insegnato le virtù ...(continue)

    -La cautela è figlia di una mia prudenza, che mi ha sempre spinto a non aprire d'improvviso certe stanze che potevano essere troppo piene per essere affrontabili.
    -Le piace ricordare, ama farlo, anche se ciò può dare dolore. Mi ha insegnato le virtù taumaturgiche e curative della parola e l'importanza della condivisione della memoria.

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    tiziana -scambio ebook said on Apr 26, 2014 | Add your feedback

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    Un libro in cui ho trovato una grande dignità: non c'è rancore, c'è però la voglia di raccontare le dolorosissime vicende degli anni di piombo dal punto di vista di chi ha perduto l'affetto di un padre, di chi non l'ha mai conosciuto, di chi ha quale ...(continue)

    Un libro in cui ho trovato una grande dignità: non c'è rancore, c'è però la voglia di raccontare le dolorosissime vicende degli anni di piombo dal punto di vista di chi ha perduto l'affetto di un padre, di chi non l'ha mai conosciuto, di chi ha quale unico ricordo la sensazione di una giornata felice, vissuta pochi giorni prima della tragedia..

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    Roberta said on Mar 15, 2014 | 1 feedback

Book Details

  • Rating:
    (2867)
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    • 1 star
  • Paperback 131 Pages
  • ISBN-10: 8804568429
  • ISBN-13: 9788804568421
  • Publisher: Arnoldo Mondadori (Strade blu. Non Fiction)
  • Publish date: 2007-01-01
  • Also available as: Softcover
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