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Spiriti

Di

Editore: Feltrinelli

3.8
(2555)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 307 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8807816806 | Isbn-13: 9788807816802 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Una legione di spiriti diabolici, malvagi, virtuosi, paranoici e sexy contro il conformismo del Megaconcerto di Beneficenza e la violenza dei signori della guerra. Non si sa chi vincerà, ma come dice Stan Hakaleimekalahani "ci sarà gran piagnanza e gran ridanza".
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  • 3

    Sono un po' preoccupato e ho chiamato Krakovia. Senti le ho detto mi ha chiamato Roma prima e mi ha detto un paio di cose che mi preoccupano. Krakovia ha detto dimmi, dal tono della sua voce ho capito che non si aspettava altro che i soliti piagnistei, le solite storie di sesso brutto e donne non ...continua

    Sono un po' preoccupato e ho chiamato Krakovia. Senti le ho detto mi ha chiamato Roma prima e mi ha detto un paio di cose che mi preoccupano. Krakovia ha detto dimmi, dal tono della sua voce ho capito che non si aspettava altro che i soliti piagnistei, le solite storie di sesso brutto e donne non volute. Mi ha detto queste due cose, ho detto io, che ha visto la formazione di un'idea e che è sicuro che qualcuno vuole ucciderlo. Krakovia ha guardato dritto nella web cam e io sono scattato all'indietro, poi mi è presa voglia di darle un bacio e per poco non baciavo lo schermo. Levati dalle palle, mi ha detto Krakovia e senti, ti ha detto che qualcuno lo vuole uccidere perché ha visto la formazione di un'idea? No non credo ho detto io, mi ha detto queste cose slegate e adesso che ci penso ha pensato bene di metterci silenzio prima e dopo e un po' anche nel mezzo. Sei sicuro?, mi ha chiesto Krakovia, certo che sono sicuro ho detto io. Ma quale delle due ha messo prima?, mi ha chiesto lei. Vediamo, ho detto io, sicuramente che qualcuno lo vuole uccidere. Ho visto l'olivastra fronte di Krakovia corrugarsi nel pensiero. Forse ha visto la formazione dell'idea che qualcuno lo vuole uccidere. No, ho detto io con fanciullesca innocente soddisfazione, che stronzo, ha detto lei, guarda come ci godi che sto delirando, e come sarebbe no? No perché lui ha visto la formazione di un'idea, non dell'idea, l'articolo, cara, l'articolo. Bravo il solito saccente, sai, ha detto lei, dove puoi ficcartelo l'articolo?, nel culo, non in un culo, ma nel tuo di culo. Brava, ho detto io, vedo che hai assorbito la lezione, ringrazia il professore. Ci sono, ha detto lei, è chiaro, le solite, Roma è sicuro che qualcuno lo vuole uccidere e per questo ha visto la formazione di un'idea. E quindi?, ho chiesto io. Quindi qualcuno che lo vuole uccidere è sicuramente la sua nuova fidanzata che gli ha chiesto di andare a convivere, e quell'imbecille gli avrà detto di sì perché non pensa a niente e adesso che ha realizzato si starà distruggendo di canne e chissà che ha visto. Le solite storie, ha concluso lei. Tu sei pazza, le ho detto io con fraterno amore. No io non sono pazza e tu, tu sei veramente stupido oppure, visto che sei uno stronzetto, fai finta di niente perché vuoi essere gentile col tuo amichetto. Non capisco di cosa parli, ho detto io, che invece capivo perfettamente ma non le volevo dare ragione perché so che la cosa la fa incazzare. Ah non capisci?, mi detto lei. No non capisco ho detto io. Ah non capisci eh?, ha detto lei. No. Ho detto io. Ciucciakazzi, mi ha digitato lei, e ha staccato.

    ha scritto il 

  • 4

    un potenziale enorme in questo libro... ma forse, come già scritto da altri, non sufficientemente approfondito. Si poteva per lo meno "spiegare" meglio l'interazione uomini/spiriti e creare meno dicotomia fissa tra le parti bene/male.
    Districarsi tra i mille nomi non è stato facile e, rispe ...continua

    un potenziale enorme in questo libro... ma forse, come già scritto da altri, non sufficientemente approfondito. Si poteva per lo meno "spiegare" meglio l'interazione uomini/spiriti e creare meno dicotomia fissa tra le parti bene/male.
    Districarsi tra i mille nomi non è stato facile e, rispetto ad altri libri di Benni, qui era assai più facile perdersi.
    Spettacolare il fatto che la rappresentazione dell'Italia (e non solo) sia ancora perfettamente attuale nonostante siano trascorsi alcuni anni.
    Una critica alla società moderna come sempre in Benni, qui direi più cattiva che altrove.
    In ogni caso Benni è Benni... e resta un gran bel libro

    ha scritto il 

  • 5

    Mentre lo leggi...

    ... pensi " Benni : bravo però delle volte esagera"
    Invece ti invischia in queste storie surreali, dove fa a pezzi l'attualità, il presente, la patetica caricatura di ciò che siamo diventati in una competizione con l'anacronismo , la mitologia, la fiaba.
    Tutto con una forza evocativa ...continua

    ... pensi " Benni : bravo però delle volte esagera"
    Invece ti invischia in queste storie surreali, dove fa a pezzi l'attualità, il presente, la patetica caricatura di ciò che siamo diventati in una competizione con l'anacronismo , la mitologia, la fiaba.
    Tutto con una forza evocativa potente e grave ma al tempo stesso lieve e poetica.
    Buono il ritmo e ricco, al solito, il suo cast di personaggi oltre il limite del paradosso e della bizzarria.
    Si fa leggere, avvince, piace.
    Cosa altro si può chiedere ad un libro ???

    ha scritto il 

  • 4

    "Non hai imparato nulla, Hacarus. Ero vicino a te sui carri assiri, ai monasteri di Valamo, sulle barricate di Parigi, nei laboratori di Dachau. E ogni volta eri più crudele, e sconfitto.


    E ditemi voi se non è un omaggio a Quasimodo:


    "Uomo del mio tempo"


    Sei ancora quello del ...continua

    "Non hai imparato nulla, Hacarus. Ero vicino a te sui carri assiri, ai monasteri di Valamo, sulle barricate di Parigi, nei laboratori di Dachau. E ogni volta eri più crudele, e sconfitto.

    E ditemi voi se non è un omaggio a Quasimodo:

    "Uomo del mio tempo"

    Sei ancora quello della pietra e della fionda,
    uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
    con le ali maligne, le meridiane di morte,
    t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
    alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
    con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
    senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
    come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
    gli animali che ti videro per la prima volta.
    E questo sangue odora come nel giorno
    Quando il fratello disse all’altro fratello:
    «Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
    è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
    Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
    Salite dalla terra, dimenticate i padri:
    le loro tombe affondano nella cenere,
    gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

    ha scritto il 

  • 3

    Non è un caso che io usi l'avverbio finalmente. E' un libro dalle grandissime potenzialità, ricorda alcune delle migliori produzioni di Neil Gaiman. Il problema è che queste potenzialità rimangono tutte nelle aspettative di chi lo legge. Molto, molto bella l'idea dell'interazione tra uomini e div ...continua

    Non è un caso che io usi l'avverbio finalmente. E' un libro dalle grandissime potenzialità, ricorda alcune delle migliori produzioni di Neil Gaiman. Il problema è che queste potenzialità rimangono tutte nelle aspettative di chi lo legge. Molto, molto bella l'idea dell'interazione tra uomini e divinità come possiamo leggere in libri tipo "American Gods" o "I ragazzi di Anansie". Peccato che in questo caso l'idea rimanga in fieri e che alla base del libro non ci sia uno studio approfondito come nel caso delle opere di Gaiman. Si ha la netta sensazione che il libro sia troppo fanciullesco, si poteva fare molto di più ma si è scelto, per facilità di stesura, di lasciarlo essenziale, stringato all'osso. Ne risente la forza dei personaggi e il coinvolgimento da parte del lettore. Anche i temi portanti del romanzo sono piuttosto deboli e scontati, l'impero consumista statunitense che viene identificato con il male assoluto, la natura violata da affaristi senza scrupoli, la situazione politica italiana in mano a ciarlatani telegenici (su questo aspetto molti di voi potrebbero essere d'accordo). Insomma c'è la continua ricerca di una netta dicotomia fra bene e male, c'è una visione fanciullesca del mondo che è o bianco o nero, senza sfumature e sinceramente da uno scrittore come Benni ci si potrebbe aspettare di più. O almeno io mi aspettavo di più. Adesso almeno mi rendo conto del perchè non avessi più aperto un suo libro da quando avevo 15 anni. A farmi rivalutare in parte il libro c'è il cammeo finale di un grandissimo della musica rock anni 60 che spacca ancora i culi come un tempo! Certo non basta a renderlo una bella opera.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libro pieno di fantasia (forse un po' troppa) e piena di personaggi strani. Sinceramente è uno dei libri che meno mi è piaciuto di Stefano Benni, molto ironico e delle volte divertente , ma troppo lungo e strano.

    ha scritto il 

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