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Splendori e miserie del cervello

L'amore, la creatività e la ricerca della felicità

Di

Editore: Codice Edizioni

3.4
(16)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8875781656 | Isbn-13: 9788875781651 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Non-fiction

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Descrizione del libro
I guardiani che custodiscono gelosamente il presunto confine tra cultura umanistica e cultura scientifica con ogni probabilità non apprezzeranno questo libro, convinti che le neuroscienze abbiano poco o niente a che spartire con l’arte. Splendori e miserie del cervello è la dimostrazione che hanno torto. Semir Zeki, neurobiologo pioniere degli studi sulla percezione visuale, si trova a suo agio in entrambi questi campi del sapere: è difficile infatti trovare un libro in grado di spaziare con tale maestria e profondità dalla citoarchitettura della corteccia cerebrale alle opere di Richard Wagner, Thomas Mann o Sigmund Freud. L’analisi degli ambiti più propriamente creativi e vitali della natura umana, sostiene Zeki, può offrire inaspettate rivelazioni sui processi mentali che permettono di produrre conoscenza e di formare idee sul mondo. Un cambio di prospettiva inedito che smonterà molti preconcetti scientifici.

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  • 3

    Concetti ereditari e concetti sintetici.
    I primi che sono integrati tramite i secondi, frutto dell'esperienza.
    Impossibilità della realtà di avvicinarsi, neppur lontanamente, ai concetti del cervello.
    La creatività dell'arte come mezzo del cervello per sublimare quest'impossibil ...continua

    Concetti ereditari e concetti sintetici.
    I primi che sono integrati tramite i secondi, frutto dell'esperienza.
    Impossibilità della realtà di avvicinarsi, neppur lontanamente, ai concetti del cervello.
    La creatività dell'arte come mezzo del cervello per sublimare quest'impossibilità.

    Un'interessante commistione di neurobiologia e arte; d'altronde, l'arte è un prodotto del cervello e può essere utilizzata per indagare in qual modo esso funzioni.

    ha scritto il 

  • 3

    Il saggio di Zeki parte dall'analisi scientifica di come il cervello costruisca i concetti astratti. Alcuni di questi concetti sono ereditari (il concetto associato al colore "rosso"), altri sono sintetici (il concetto di "aereo"). I concetti sono possibili grazie alla capacità selettiva di rispo ...continua

    Il saggio di Zeki parte dall'analisi scientifica di come il cervello costruisca i concetti astratti. Alcuni di questi concetti sono ereditari (il concetto associato al colore "rosso"), altri sono sintetici (il concetto di "aereo"). I concetti sono possibili grazie alla capacità selettiva di risposta a determinati stimoli che alcune cellule del nostro cervello hanno acquisito durante il processo di evoluzione ("[..] ogni specificazione di funzioni di un'area corticale è accompagnata da un'astrazione. Anzi l'astrazione è un effetto secondario della specificazione"). La capacità di astrarre ci consente l'accumulo e la trasmissibilità di conoscenze (essenzialmente perchè consente il linguaggio, ritengo io) ma ci procura anche problemi perchè astrarre può significare trovare un mondo meno bello di quanto possa pensarlo. Zeki è avvincente ed è un ottimo divulgatore quando parla del suo lavoro, mentre la seconda parte del libro che è dedicato al rapporto tra arte e alcuni concetti cerebrali che Zeki ritiene ereditari, come il concetto di unione nell'amore, l'ho trovato un po' noioso. Forse non ho capito io dove volesse arrivare, e non essendomi chiara la meta, non mi è sembrata chiara neanche la strada percorsa. Forse la neuroestetica avrà un futuro, ma il suo presente mi sembra un po' nebbioso.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro scorrevole e stimolante per imparare ad apprezzare questo "strumento" potente di cui siamo dotati, il nostro cervello, con tutti i suoi "splendori e miserie".
    Un libro che dopo una breve introduzione sulla struttura del cervello e sulle strategie che esso usa per relazionarsi con l ...continua

    Un libro scorrevole e stimolante per imparare ad apprezzare questo "strumento" potente di cui siamo dotati, il nostro cervello, con tutti i suoi "splendori e miserie".
    Un libro che dopo una breve introduzione sulla struttura del cervello e sulle strategie che esso usa per relazionarsi con la realtà esterna, fa un'acuta e attenta analisi di alcune tra le più importanti e famose opere artistiche alla luce delle nuove scoperte neurobiologiche e contemporaneamente trae interessanti spunti mediante osservazioni sul pensiero, gli scritti e le opere degli stessi artisti presi in esame per indurre a proseguire gli studi sul cervello verso una direzione innovativa ed efficace.

    ha scritto il 

  • 4

    “Se la realizzazione del concetto cerebrale sintetico, o l’ideale cerebrale, è comunemente difficile o impossibile nella vita reale, o persino nell’arte, una soluzione potrebbe essere presentarlo in una forma incompleta – essendo la forma completa irraggiungibile – e lasciare all’immaginazione ...continua

    “Se la realizzazione del concetto cerebrale sintetico, o l’ideale cerebrale, è comunemente difficile o impossibile nella vita reale, o persino nell’arte, una soluzione potrebbe essere presentarlo in una forma incompleta – essendo la forma completa irraggiungibile – e lasciare all’immaginazione del soggetto che percepisce, all’artista non meno che allo spettatore o al lettore il compito di completare l’esperienza in base ai concetti sintetici del suo cervello in un determinato istante.”

    Semir Zeki, autore di questo saggio, è professore di neurobiologia alla University College di Londra e dal 1994 ha cominciato ad occuparsi dello studio delle basi neurali di quella che noi chiamiamo “creatività” e copertina-splendori-miserie-cervello001 della formazione dei concetti e dei giudizi estetici. Questo è l’argomento di questo saggio. Partendo dall’analisi della struttura del cervello e dal processo di astrazione, propone un’analisi del meccanismo di costruzione dei concetti e delle idee. Per chi avesse un po’ di ricordi della filosofia del liceo, o di qualche lettura filosofica successiva, un’analisi simile a quella della Critica della Ragion Pura di Kant. Per chi associa questo nome a giorni di paure e tormenti indicibili, calma, l’indagine è simile e con la stessa prospettiva, ma il linguaggio e gli strumenti sono diversi. A partire dagli studi, le mappature e le possibili date dall’imaging del cervello (fMRI), il professor Zeki costruisce e propone uno schema attraverso cui, dal sensibile, si arriva alla costruzione di un concetto sintetico della realtà, ovvero di una astrazione ottenuta mediando tutti gli input sensoriali. L’idea, o concetto, di unità nell’amore, di bellezza o di colore.

    L’importanza e le potenzialità di questo approccio sono notevoli: attraverso la conoscenza del meccanismo neurologico è possibile interrogarsi sul nostro modo di percepire la “realtà” di intessere rapporti e di sviluppare un senso estetico. Tra le prime cose di cui ci si rende conto, c’è l’impossibilità di soddisfare i nostri concetti sintetici, di provare esperienze reali, dunque finite, che possano soddisfare un’idea astratta, risultato, di un’infinità di percezioni differenti. Ecco la fonte dell’insoddisfazione, dell’impossibilità di trovare una compiutezza che sia anche completezza. Questa, in effetti, è una tesi che è attualmente impossibile sostenere solo sulla base degli esperimenti neurologici, per cui probabilmente saranno necessari ancora anni di esperimenti. Tuttavia, c’è un modo indiretto di tentare questa verifica, ed è attraverso l’analisi dei prodotti della mente: le arti figurative, la letteratura e la creatività umana in genere. Quest’analisi è quello di cui si occupa la terza e quarta parte del libro: Michelangelo, Cézanne, Dante i poeti mistici arabi, Wagner e Thomas Mann. Una carrellata attraverso la produzione artistica dell’uomo per osservare come il cervello pone i concetti che ha generato in essere: l’uso dell’ambiguità, dell’incompiuto, l’impossibilità di trovare una soluzione terrena al problema dell’amore, la volontà di unità nell’amore.

    Si può considerare questo saggio come il manifesto di una disciplina neuroestica (http://www.neuroesthetics.org/), disciplina su cui probabilmente è ancora presto per pronunciare giudizi conclusivi e limitativi, ma che sembra essere promettente e feconda di risultati e di punti di vista innovativi e unificatori tra i diversi approcci all’estetica. Per questo se siete interessati a farvi qualche domanda sul funzionamento del cervello e su quello che possiamo fare in più conoscendone i meccanismi questo saggio può essere un buon punto di partenza.

    Recensione pubblicata anche su: http://lalibreriaimmaginaria.splinder.com/.

    ha scritto il 

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