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Splendori e miserie del gioco del calcio

Di

Editore: Sperling & Kupfer (Continente desaparecido)

4.1
(195)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8820024292 | Isbn-13: 9788820024291 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Pier Paolo Marchetti

Disponibile anche come: eBook , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
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  • 4

    Libro di brevi e semplici aneddoti pallonari scritto con la semplicità elementare e la chiarezza tipica dei grandi autori.

    Sbaglia chi vede nelle righe di Galeano solo una critica al calcio moderno, s ...continua

    Libro di brevi e semplici aneddoti pallonari scritto con la semplicità elementare e la chiarezza tipica dei grandi autori.

    Sbaglia chi vede nelle righe di Galeano solo una critica al calcio moderno, sempre meno spettacolare e sempre più schiavo di interessi finanziari.

    L'autore uruguagio se la prende soprattutto con i padroni del vapore, ma senza perdere di vista la bellezza del gioco e la magia di tante storie dei suoi protagonisti.

    Perché il calcio offre a molti una possibilità di riscatto: a chi non è dotato fisicamente la chanche di farla in barba a chi ha il fisico scolpito, a chi passa un'intera settimana da sfruttato novanta minuti in cui evadere dalla quotidianità.

    Gli aneddoti privilegiano la storia sudamericana, ma il libro è una sorta di storia per istantanee dei mondiali di calcio sino a Sudafrica 2010.

    Con una piccola grande verità: la magia del football, in barba a moralisti e detrattori, è tutta nella gioia dei bambini quando prendono a calci un pallone.

    ha scritto il 

  • 4

    splendori e miserie, tante miserie per carità ma in fin dei conti non bisogna mai dimenticare che in "questo regno della lealtà umana esercitata all' aria aperta" un nero e uno zingaro si contendono ...continua

    splendori e miserie, tante miserie per carità ma in fin dei conti non bisogna mai dimenticare che in "questo regno della lealtà umana esercitata all' aria aperta" un nero e uno zingaro si contendono la corona del re...da leggere assolutamente per tutti quelli come me che hanno una fede pallonara .

    ha scritto il 

  • 5

    splendido

    mi dispiace per Soriano e Brera ma questo è il più bel libro sul mondo del calcio mai scritto. Piccoli capitoletti, quasi aforismi che leggi tutto in fiato, in un lasso temporale di 150 anni. i capito ...continua

    mi dispiace per Soriano e Brera ma questo è il più bel libro sul mondo del calcio mai scritto. Piccoli capitoletti, quasi aforismi che leggi tutto in fiato, in un lasso temporale di 150 anni. i capitoli in cui descrive per ciascun campionato del mondo quello che è successo in quell'anno sono poi da incorniciare. e tutto in un ottica non eurocentrica. meno male poi che esiste youtube per poter rivedere (dopo averli letti e immaginati) le azioni e i gol descritti

    ha scritto il 

  • 5

    plendori e miserie non è semplicemente un libro sul calcio, non è nemmeno un libro di storia, non è neanche un libro che narra le gesta di persone più o meno famose, ed è tutte queste cose insieme. Sc ...continua

    plendori e miserie non è semplicemente un libro sul calcio, non è nemmeno un libro di storia, non è neanche un libro che narra le gesta di persone più o meno famose, ed è tutte queste cose insieme. Scritto dall'uruguayano Eduardo Galeano, uno dei maestri della letteratura sudamericana e già autore di Le vene aperte dell'America Latina, questo libro è stato continuamente aggiornato fino al 2010 (edizione non disponibile però in italiano, come in italiano è trascurato inspiegabilmente il preziosissimo indice delle fonti), anno del Mondiale sudafricano e c'è da giurarci che verrà aggiornato un'altra volta a quattro anni di distanza. Qui sono raccontate tutte insieme le origini del gioco, il suo «triste viaggio dal piacere al dovere», le storie dei migliori giocatori di tutti i tempi o di quelli che sono stati grandi per un solo attimo, il tutto raccontato dagli occhi di un appassionato, amante del gioco più bello del mondo. Un calcio che nonostante tutto univa ed unisce ancora le persone ai lati opposti dell'oceano, ai vertici opposti delle classi sociali, alle trincee opposte degli accampamenti militari.
    Galeano riesce a mettere in queste pagine tutta la venerazione possibile, riportandoci in un attimo all'essenza stessa di quello che non viene considerato un semplice sport, ma un momento sacro, dove lo stadio si trasforma in chiesa e i tifosi in credenti che esibiscono le proprie divinità. Insieme a questo c'è però anche tanta delusione per un calcio che non c'è più, spremuto dal mutamento in business al servizio dei potenti padroni, degli sponsor, dei soldi della FIFA e di tutti quelli che gli girano attorno, riducendo i giocatori ad una merce, svuotandoli dell'estro ed infarcendoli di muscoli e dettami tattici.
    Non potevano mancare anche i capitoli dedicati a tutti i Mondiali di calcio disputati, partendo dal primo giocato nella sua terra d'origine nel 1930. Per ciascuno di loro fa un riassunto delle migliori partite, delle batoste storiche (Maracanazo) e dei protagonisti, ma soprattutto del momento storico e culturale che si stava vivendo. Giocati ogni quattro anni, sono sempre stati lo specchio della realtà sociale e politica, basta pensare a quelli giocati sotto il fascismo o la dittatura militare argentina, senza scordarsi «le fonti ben informate di Miami [che] annunciavano l'imminente caduta di Fidel Castro, che sarebbe stato rovesciato nel giro di poche ore»; ma vengono scanditi anche dalle pubblicazioni dei capolavori letterali e musicali di quegli anni. Splendori e miserie è quindi un libro sul calcio ma anche sulla società, semmai queste due cose siano mai state scollegate.

    ha scritto il 

  • 0

    "Sono passati gli anni, e col tempo ho finito per assumere la mia identità: non sono altro che un mendicante di buon calcio. Vado per il mondo col cappello in mano, e negli stadi supplico: < ...continua

    "Sono passati gli anni, e col tempo ho finito per assumere la mia identità: non sono altro che un mendicante di buon calcio. Vado per il mondo col cappello in mano, e negli stadi supplico: <<Una bella giocata, per l'amore di Dio>>.
    E quando il buon calcio si manifesta, rendo grazie per il miracolo e non mi importa un fico secco di quale sia il club o il paese che me lo offre."

    ha scritto il 

  • 3

    Se di Galeano avete apprezzato Memorie del fuoco in questa Storia delle Miserie e splendori del calcio ne ritroverete la struttura ma non certo la forza poetica ed evocativa.
    Piuttosto, liquidati in ...continua

    Se di Galeano avete apprezzato Memorie del fuoco in questa Storia delle Miserie e splendori del calcio ne ritroverete la struttura ma non certo la forza poetica ed evocativa.
    Piuttosto, liquidati in maniera fredda gli splendori del calcio, prettamente sudamericani e massimamente concentrati prima degli anni 70, Galeano riserva una discreta vis polemica contro il calcio moderno e le sue storture risollevandosi almeno nelle parti finali del libro dal grigio esercizio di stile che a lungo accompagna il non troppo fortunato lettore

    ha scritto il 

  • 5

    Libro splendido, innamorato (come l'autore) del calcio in ogni parola, in ogni lettera, nonostante le miserie che sempre più attanagliano questo sport e che l'autore, infiammato dalla passione, denunc ...continua

    Libro splendido, innamorato (come l'autore) del calcio in ogni parola, in ogni lettera, nonostante le miserie che sempre più attanagliano questo sport e che l'autore, infiammato dalla passione, denuncia con ardore e onestà. Ma a dispetto delle ombre, ci sono anche i tanti splendori: Garrincha e il suo gol alla Fiorentina nel 1958, il gol di Sanfilippo davanti agli occhi di Soriano trent'anni dopo in un ipermercato Carrefour, Maradona che da bambino corre per il campo con la lingua in fuori e segna gol memorabili e gioca come i suoi compagni per divertimento e non per danaro perché "quando comincia a esserci di mezzo il danaro, tutti si ammazzano per poter essere delle stelle e allora arrivano l'invidia e l'egoismo", Camus che grazie al calcio impara a "vincere senza sentirsi Dio e a perdere senza sentirsi spazzatura" e a capire i misteri dell'anima umana, Andrade, un nero, sudamericano e povero che divenne il primo idolo internazionale del calcio.

    ha scritto il 

  • 4

    Cio' che resta del calcio è il passato. Quel sapore sincero di collettività appassionata, di magia, di piacere e divertimento che sempre più si è perso.
    Per raccontarti quel passato niente di meglio d ...continua

    Cio' che resta del calcio è il passato. Quel sapore sincero di collettività appassionata, di magia, di piacere e divertimento che sempre più si è perso.
    Per raccontarti quel passato niente di meglio di un grande scrittore, innamorato del gioco e della sua storia, innamorato della storia.
    C'è più amore per pallone in una sola riga di questo libro che in un'intera giornata di trasmissioni di sky sport.

    ha scritto il 

  • 5

    Dev'essere solo la quindicesima volta che lo scrivo, quindi la sedicesima ci sta: calcio + letteratura sudamericana = epic win. Magari a qualcuno era sfuggito.

    ha scritto il 

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