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Spose persiane

Di

Editore: Neri Pozza

3.0
(52)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Altri

Isbn-10: 8873057365 | Isbn-13: 9788873057369 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: E. Loewenthal

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Primi del Novecento, nel quartiere ebraico di un villaggio persiano, Omerijan. E' notte e Flora Ratoryan, la figlia del macellaio, non riesce a dormire. Shahin, il marito - un mercante di stoffe giunto da una città sulle rive del Mar Caspio e subito rivelatosi un incorreggibile furfante agli occhi delle donne più avvedute - l'ha abbandonata con "un bambino nella pancia" e un irrefrenabile "voglia di cocomero". Flora, che ha solo quindici anni, si dispera come solo una sposa bambina può fare. Sarà vero - come sussurra l'intero villaggio - che il suo triste destino viene dall'aver concepito, in una maledetta notte di eclisse lunare, durante la quale "anche le galline avevano posato uova marce, rosse di sangue"?
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  • 1

    Mi aspettavo un romanzo corale, una storia condivisa e quello che ho trovato, invece, è stata una galleria di personaggi negativi. Tutte le declinazioni degli aspetti peggiori dell'essere umano, dalla grettezza alla stupidità, dall'ignoranza alla superstizione, passando per la cattiveria e l'invi ...continua

    Mi aspettavo un romanzo corale, una storia condivisa e quello che ho trovato, invece, è stata una galleria di personaggi negativi. Tutte le declinazioni degli aspetti peggiori dell'essere umano, dalla grettezza alla stupidità, dall'ignoranza alla superstizione, passando per la cattiveria e l'invidia.
    Il tutto su una trama inesistente.

    ha scritto il 

  • 1

    donne isteriche, donne ignoranti, donne superstiziose, donne violente contro le altre donne, una lettura che spero non abbia alcun riscontro con la realtà nonostante quello che dice l'autrice nelle sue interviste... unica figura umana è la vicina donatrice di cocomero...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    È ambientato nella Persia degli anni ’50 questo romanzo di una scrittrice israeliana assolutamente ignota in Italia; sul trono del Pavone regna lo Scià Reza Pahlavi, e Soraya è la sua infelice e sterile moglie che presto verrà ripudiata. Dorit Rabinyan, questo il nome dell’autrice, scrive nel 199 ...continua

    È ambientato nella Persia degli anni ’50 questo romanzo di una scrittrice israeliana assolutamente ignota in Italia; sul trono del Pavone regna lo Scià Reza Pahlavi, e Soraya è la sua infelice e sterile moglie che presto verrà ripudiata. Dorit Rabinyan, questo il nome dell’autrice, scrive nel 1995 questo romanzo di media lunghezza che con stile scorrevole e lieve narra le vicende di un paese della Persia e più esattamente del suo quartiere ebraico attraverso le storie dei matrimoni (sopportati o attesi, tutti comunque sofferti) delle donne della famiglia Ratoryan. In un tempo non così lontano dal nostro presente si scoprono cose per noi occidentali difficili da immaginare, la dura quotidianità della vita domestica, tutta sulle spalle delle donne di casa che lavorano come bestie dall’alba a notte fonda per cucinare i variopinti e speziati cibi tradizionali, le gravidanze difficili, i parti rischiosi, le superstizioni, le maledizioni, le imprecazioni, i soprusi.
    Sono le donne a reggere le relazioni sociali del piccolo paese, mentre gli uomini bevono acquaviti, fumano hashish e cercano rapporti clandestini ed extraconiugali.
    Flora è una quindicenne fiorente e un po’ stupida, che ride sempre anche quando il fratello maggiore la picchia, che va in sposa ad un mercante di passaggio che la mette incinta e scompare (alla fine si scoprirà che si era sposato un’altra volta nel suo villaggio natio e Flora, che lo ha tanto cercato, troverà una fine miserabile prima di poter mettere al mondo il suo bambino concepito in una notte di eclissi e quindi probabile preda dei demoni). La sua famiglia, che la crede fuggita, impazzita alla ricerca del marito fuggiasco, festeggia proprio in quel giorno il matrimonio tra la piccola cugina Nazi, non ancora mestruata, e il Moussa, fratello maggiore di Flora. Nazi regge la famiglia con il suo lavoro indefesso ed è un personaggio dolce, testardo e positivo. Di contorno anche Homa, la sorella maggiore, zoppa per essere caduta da un tetto, la bella madre Miriam, pigra e indolente, e una nonna confinata in una cesta come un essere ormai alienato e semideficiente.
    Gli uomini della famiglia sono nel migliore dei casi persone buone ma di poca volontà, se non brutti e sgradevoli d’aspetto o quasi ritardati mentali.
    Un libro gradevole, che trova un degno posto nell’ambito dei libri a sfondo mediorientale anche se, probabilmente, è cronologicamente uno dei predecessori della fioritura recente di romanzi islamici o similari.

    ha scritto il