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Sprechi

il cibo che buttiamo, che distruggiamo, che potremmo utilizzare

By Tristram Stuart

(60)

| Paperback | 9788861593794

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Book Description

Irrazionale e insensato, lo spreco di cibo è ormai un problema assai diffuso e una priorità non più procrastinabile dell'agenda ambientale. Per la tutela dell'instabile ecosistema terrestre, ridurre gli sprechi è importante almeno quanto combattere l Continue

Irrazionale e insensato, lo spreco di cibo è ormai un problema assai diffuso e una priorità non più procrastinabile dell'agenda ambientale. Per la tutela dell'instabile ecosistema terrestre, ridurre gli sprechi è importante almeno quanto combattere l'effetto serra o salvaguardare la biodiversità. Tristram Stuart, ricercatore di Cambridge e anticonsumista sfegatato, con lo spreco di cibo si è voluto sporcare le mani, affrontando il tema da un punto di vista globale: per individuare l'origine di questo fenomeno planetario, l'autore ha viaggiato dall'Europa agli Stati Uniti, passando per la Russia e l'Asia centrale, e poi in Pakistan, India, Cina, Corea del Sud e Giappone.

Parte I – Beni deteriorabili
Liberi di mangiare - Supermercati - Le menzogne della produzione - Il mito della scadenza è servito - Consumatori che non consumano - La Terra e il clima: alcune conseguenze dello spreco sull’ambiente.
Parte II – Raccolti sperperati
Agricoltura: le patate hanno gli occhi - La pesca: le proporzioni dello spreco - La carne: buona la corata! - Muffa e tarme: lo spreco in una terra di fame - Le origini evolutive del surplus - Sommiamo il tutto e chiediamoci “Che cosa accadrebbe se…?”.
Parte III – Pecunia non olet
Ridurre: il cibo si mangia - Ridistribuire: gli spigolatori - Riciclare: compost e gas - Fratelli onnivori: noi e i maiali - Isole di speranza: Giappone, Taiwan, Corea del Sud - Piano d’azione: la strada per Eutrofia.

8 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Argomento assai interessante, ma alcuni pezzi li ho trovati parecchio noiosi.

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    Bunky said on Mar 21, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Obbligatorio nelle scuole!!!

    Un libro illuminante - anche se redazionato da una capra di montagna, ma poi uno se ne fa una ragione (la mia è deformazione professionale). Da leggere assolutamente, da rendere obbligatorio nelle scuole, altro che sussidiario. Ma non solo da leggere ...(continue)

    Un libro illuminante - anche se redazionato da una capra di montagna, ma poi uno se ne fa una ragione (la mia è deformazione professionale). Da leggere assolutamente, da rendere obbligatorio nelle scuole, altro che sussidiario. Ma non solo da leggere, perché non basterebbe, bisogna anche poi mettere in pratica il più possibile il buon vecchio concetto di REDUCE, REUSE, RECYCLE.

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    DevilsQueen said on Feb 23, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La tematica è molto interessante e sorprendente l'approfondita ricerca compiuta dall'autore sull'argomento. Lo stile linguistico però non sempre è scorrevole e talvolta rende un po' "pesante" la lettura.

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    Monica said on Sep 5, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sprechi

    http://www.ilrecensore.com/wp2/2010/07/sprechi/ “Sprechi” (Bruno Mondadori, 2009) di Tristram Stuart è un libro che parte da lontano. Ma che ci è molto, molto vicino. All’inizio, c’è la considerazione che la nostra civiltà si fonda sui raccolti pro ...(continue)

    http://www.ilrecensore.com/wp2/2010/07/sprechi/

    “Sprechi” (Bruno Mondadori, 2009) di Tristram Stuart è un libro che parte da lontano. Ma che ci è molto, molto vicino. All’inizio, c’è la considerazione che la nostra civiltà si fonda sui raccolti prodotti grazie alla prima grande rivoluzione dell’umanità: quella agricola, è noto. È invece molto meno noto che oggi “l’avanzata dell’agricoltura minaccia la vita che dovrebbe sostenere”.

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    Il Recensore.com said on Jul 6, 2010 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    La strada per Eutrofia (pubblicato su Slowfood e su Indice dei libri del mese)

    Verso la fine del 2009 il nome di Tristram Stuart ci è diventato sempre più familiare… Prima grazie al suo Sprechi, pubblicato lo stesso anno in edizione originale (Waste. Uncovering the Food Scandal); poi grazie ai numerosi articoli e interviste app ...(continue)

    Verso la fine del 2009 il nome di Tristram Stuart ci è diventato sempre più familiare… Prima grazie al suo Sprechi, pubblicato lo stesso anno in edizione originale (Waste. Uncovering the Food Scandal); poi grazie ai numerosi articoli e interviste apparsi su riviste e quotidiani; infine per via dell'evento “Feeding the 5000” – un banchetto in Trafalgar Square, 5000 gli invitati, gli scarti dei supermercati (carote storte, patate di dimensioni irregolari e via elencando) gli ingredienti del menù – pubblicizzato e poi raccontato su Facebook, fra gli altri. Non c'è che dire: a questo trentatreenne inglese certo non mancano la capacità di promuoversi e il senso dell'iniziativa.
    Stuart è freegan da una decina d’anni, cioè si nutre gratuitamente con il cibo scartato, come segno di protesta verso una società che dell’abbondanza a tutti i costi ha fatto un po’ la sua filosofia di vita. E Sprechi, che non è un diario, ma un saggio importante, serio e documentato, insegna anche che in questa maniera è possibile vivere, adottando fra l’altro una dieta varia e completa: panini, insalate di pasta, porzioni di sushi, yogurt e dessert a profusione, pesche, carote, porri, avocadi, cestini di frutti di bosco, piatti pronti di alta qualità… Tutto questo non lo si trova soltanto esposto sugli scaffali del supermercato, ma anche fuori per strada, dentro i bidoni; e tutto questo è scandaloso, se si pensa che una parte del mondo getta quel che ha in eccesso, mentre l’altra arranca per quel che non ha a sufficienza.
    Gli sprechi sono analizzati da molteplici punti di vista: le tonnellate di cibo buttate via annualmente dai supermercati che, tuttavia, risultano difficili da quantificare con precisione, poiché i supermercati stessi preferiscono non divulgare queste informazioni; i cibi confezionati o coltivati in eccesso dai produttori, spesso completamente succubi dei supermercati, per i quali producono più merce di quanta questi ultimi riescano a vendere; infine i frigoriferi e le dispense e i piatti dei consumatori, attratti dalle offerte “paghi uno, prendi due” e dalle maxiconfezioni che troppo spesso sono lasciate a metà. Atteggiamenti tanto irresponsabili, però, sono gravidi di conseguenze, perché il cibo prodotto e consumato in eccesso, per poi essere gettato, lo sottraiamo a una terra esausta e ad altri individui che al cibo non possono accedere.
    Eppure un altro mondo è possibile ed Eutrofia, la terra del buon mangiare, non è soltanto un miraggio. Gli sprechi sono davvero un campo in cui tutti possono fare qualcosa di concreto per migliorare, se non per ribaltare, la situazione, senza troppi sforzi né sacrifici. Stuart traccia bene la strada. Seguirla dovrebbe essere facile.

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    Silvia said on Mar 16, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (60)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 1 star
  • Paperback 358 Pages
  • ISBN-10: 8861593798
  • ISBN-13: 9788861593794
  • Publisher: Bruno Mondadori
  • Publish date: 2009-01-01
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