Sputerò sulle vostre tombe

Di

Editore: Savelli

3.8
(1343)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 122 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Catalano , Greco

Isbn-10: A000060212 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Altri , Tascabile economico

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 3

    Una storia di vendetta, eseguita arditamente e freddamente da un nero che si finge bianco perché bianco è il colore della sua pelle. Vendetta brutale corredata da sesso e violenza sfrenati, pedofilia ...continua

    Una storia di vendetta, eseguita arditamente e freddamente da un nero che si finge bianco perché bianco è il colore della sua pelle. Vendetta brutale corredata da sesso e violenza sfrenati, pedofilia e alcolismo…
    Pur avendola trovata una storia orribile, anche se viene specificato che si tratta di un libro scritto per scommessa con l’editore in quindici giorni, è scritta molto bene.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando tutto sarà finito

    “Gli restavano troppi pregiudizi, di bontà e di fede, in testa, era troppo onesto, Tom, ed era questo che lo fregava. Pensava che a far bene si raccoglie bene, invece quando questo succede, è soltanto ...continua

    “Gli restavano troppi pregiudizi, di bontà e di fede, in testa, era troppo onesto, Tom, ed era questo che lo fregava. Pensava che a far bene si raccoglie bene, invece quando questo succede, è soltanto un caso. Non c'è che una cosa che conta: vendicarsi e vendicarsi nella maniera più completa possibile”.

    Boris Vian ha scritto J'irai cracher sur vos tombes. No, Vernon Sullivan è l'autore. Pseudonimo per scrittore di colore censurato in America. Vian processato. No, lo ha scritto lo chansonnier che ha composto Il Disertore, canzone celebre contro la guerra. Processato. O forse è il testo di un patafisico, un allievo di Queneau e Alfred Jarry, un amico di Duke Ellington e Charlie Parker e Jean Paul Sartre. Nel 1946 a Parigi è pieno esistenzialismo, dolce vita a ritmo di jazz. Ma da oltre Atlantico arrivano le dark stories, gli hard boiled. E Vian scommette sull'osceno e il pulp con l'editore, in fretta scrive un racconto nero e cupo e nel frattempo sta scrivendo anche La Schiuma dei Giorni, con la parodia di Jean-Sol Partre. E suona jazz e apre locali mitici, storici. E' subito scandalo: sangue, razzismo, violenza, sesso con minorenni, caos e follia, protagonista sadico e psicopatico, nero di pelle bianca. Vian ha mentito, ha ingannato, ha usato la censura per farsi pubblicità, viene criticato e condannato. Ne parlano tutti. Un maledetto, un impostore, un falso. Pubblica morale, tribunale, scandalo et alia. E che storia cruda, dura, a tinte forti, spietata, piena di odio, alla De Sade, dove il linguaggio genera violenza, vuol dire violenza e umiliazione, dove la storia è tutta vera perché interamente inventata, dove il male contagia ogni parola vivente, ogni gesto narrato. Va a fondo, in ogni senso, Boris Vian (era stato traduttore di Chandler). Lee Anderson è un antieroe negativo e disumano: il predatore, attore di perversione, si muove efferato tra eros e thanatos. Il razzismo è un tema caldo e diventa bollente se si intreccia con il principio della vendetta. Un giovane uomo nero, artista e venditore di libri, per vendicare la morte del fratello per odio razziale sceglie di sedurre e uccidere con ferocia e crudeltà due giovanissime ragazze bianche dell'alta società americana, sfruttando charme e intelligenza nel grigiore corrotto della provincia. Viene inseguito dalla polizia e impiccato a un albero dalla gente del villaggio. Vian contro la segregazione. Senza nessuna pietà, all'ultimo respiro. Oggi le immagini riprodotte di brutale e bestiale violenza hanno perso sacralità e quindi producono indifferenza, assenza e incapacità di reagire. La tecnica ha fatto sì che la colpa stessa si contenga incolpevole.

    ha scritto il 

  • 3

    "Io sono vendetta"

    Un libro molto differente dal precedente che avevo letto, La Schiuma dei giorni, che mi aveva piacevolmente colpito ed intenerito.
    Questo è l'opposto, di una distaccata crudeltà, con dei passaggi molt ...continua

    Un libro molto differente dal precedente che avevo letto, La Schiuma dei giorni, che mi aveva piacevolmente colpito ed intenerito.
    Questo è l'opposto, di una distaccata crudeltà, con dei passaggi molto spiacevoli. Ma era nell'intento dello scrittore: il pubblico dell'epoca chiedeva noir piuttosto pulp e questo lui gli ha dato. Alcool, sesso, violenza... non manca nulla, anzi ci gioca mettendo un protagonista nero che si finge un bianco, favorito dal suo aspetto chiaro, che ha una sua precisa idea per vendicarsi del razzismo di cui è stata succube la sua famiglia. La lettura procede spedita mentre il puzzle si compone pian piano. Assolutamente da leggere la biografia di questo scrittore-genio morto a 39 anni, si capirà meglio anche la sua scrittura. La sua famiglia ha aperto una pagina web in suo ricordo.

    ha scritto il 

  • 0

    Sgniek!!

    Scrivere un romanzo all'americana meglio degli americani? Sì, ci sta. Ma ci deve stare anche un po' di ironia o di distanza dall'originale. A me sembra di avere visto solo imitazione (fatta bene, non ...continua

    Scrivere un romanzo all'americana meglio degli americani? Sì, ci sta. Ma ci deve stare anche un po' di ironia o di distanza dall'originale. A me sembra di avere visto solo imitazione (fatta bene, non c'è che dire) e situazioni estreme portate ancora più all'estremo. Trovo migliore il Vian surreale della schiuma dei giorni, con trovate anche lì estreme ma sicuramente più genuine

    ha scritto il 

  • 5

    Un luna park di sesso, violenza e morte che solo un giovane ribelle, animato dalla volonta' di scandalizzare e da una insoddisfatta ansia di giustizia, poteva ' immaginare. Intelligenza e inventiva ...continua

    Un luna park di sesso, violenza e morte che solo un giovane ribelle, animato dalla volonta' di scandalizzare e da una insoddisfatta ansia di giustizia, poteva ' immaginare. Intelligenza e inventiva scardinano i tanti luoghi comuni del romanzo di genere. Da riscoprire con gusto e divertimento, per prendere l'abbrivio verso tutta l'opera narrativa e creativa di un vero artista polimorfo e ironicamente perverso.

    ha scritto il 

  • 4

    Primer libro que leo de Boris Vian y que no pasa desapercibido. Trata el tema del racismo de manera original y violenta con un protagonista de ideas fijas, raza negra y piel clara.
    Las escenas crudas ...continua

    Primer libro que leo de Boris Vian y que no pasa desapercibido. Trata el tema del racismo de manera original y violenta con un protagonista de ideas fijas, raza negra y piel clara.
    Las escenas crudas y sexuales se exaltan con frecuencia y recrean a un personaje cruel que a su vez ha sido fruto de la crueldad.
    Como anécdota destacar la oposición del propio autor a que el libro apareciera en la gran pantalla adaptado de forma mediocre y su fallecimiento mientras asistía al film al que tanto se opuso.

    "Pero tenían la mala costumbre de explotar a la gente cuyo único delito es tener la piel de diferente color."

    ha scritto il 

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