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Sputnik, mi amor

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Publisher: TusQuets

3.9
(4820)

Language:Español | Number of Pages: 244 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , Japanese , Italian , French , Russian , Portuguese , German , Catalan , Finnish , Dutch , Latvian , Polish , Slovenian , Swedish

Isbn-10: 8483835169 | Isbn-13: 9788483835166 | Publish date:  | Edition 7

Translator: Lourdes Porta , Junichi Matsuura

Also available as: Paperback , Softcover and Stapled , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Book Description
Del mismo modo en que, en el viaje del satélite ruso Sputnik, la perra Laika giraba alrededor de la Tierra y dirigía su atónita mirada hacia el espacio infinito, en Tokio tres personajes se buscan desesperadamente intentando romper el eterno viaje circular de la soledad. El narrador, un joven profesor de primaria, está enamorado de Sumire; pero ella, quien se considera la última rebelde, tiene una única obsesión: ser novelista. Sumire conocerá a Myû, una mujer casada de mediana edad tan hermosa como enigmática, y juntas emprenderán un viaje por Europa tras el que nada volverá a ser igual.
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  • 5

    Poesia pura, ma anche lettura avvincente. Ritratto perfetto della protagonista, e dei sentimenti del maestro. rapporto amicizia/amore trattato serenamente e in maniera finalmente adulta. Se poi ci si ...continue

    Poesia pura, ma anche lettura avvincente. Ritratto perfetto della protagonista, e dei sentimenti del maestro. rapporto amicizia/amore trattato serenamente e in maniera finalmente adulta. Se poi ci si rivede in myu o nel maestro, impossibile non staccarsene. Attenzione: si può anche piangere

    said on 

  • 3

    Questo è il primo libro che leggo di Murakami, la prima parte mi è piaciuta molto, ha un ritmo che ti spinge a leggere il capitolo successivo e credo che sia dovuto al personaggio di Sumire. La second ...continue

    Questo è il primo libro che leggo di Murakami, la prima parte mi è piaciuta molto, ha un ritmo che ti spinge a leggere il capitolo successivo e credo che sia dovuto al personaggio di Sumire. La seconda parte mi è piaciuta meno, l'ho letta con più fatica, quasi fosse stata rallentata nel racconto. Tutto sommato è un bel libro, che lascia molte incognite in sospeso.

    said on 

  • 4

    La prima parte è straordinaria - la cosa più bella scritta da Murakami. Affascina e cattura.
    Poi purtroppo non regge davvero il ritmo, ma resta un gran bel racconto.

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  • 3

    La cosa più importante che era rimasta non era la presenza, ma l'assenza

    Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati delle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sè conservano solo lo strato ...continue

    Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati delle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sè conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere. Allungando le mani, riusciamo a prenderci la quantità di tempo che ci è assegnata, e poi la guardiamo mentre indietreggia alle nostre spalle.

    said on 

  • 0

    Rileggendolo a distanza di più di cinque anni (avevo quindici o al massimo sedici anni quando lo lessi la prima volta), mi rendo conto di quanto questo libro sia stato essenziale per me; non solo ha i ...continue

    Rileggendolo a distanza di più di cinque anni (avevo quindici o al massimo sedici anni quando lo lessi la prima volta), mi rendo conto di quanto questo libro sia stato essenziale per me; non solo ha ispirato la password del più dei miei profili telematici, ma il modo di trasformare in parole i miei pensieri è simile in modo inquietante al modo di descrivere dell'anonimo narratore. Mi riconosco in lui, mi riconosco in Sumire, mi riconosco in Myu. Amo lo Sputnik, amo gli universi surreali ma così umani di Murakami.

    said on 

  • 3

    Recensione scritta l'11 Marzo 2011

    La mia passione per Haruki Murakami si sta ormai con il tempo consolidando sempre più…settimana dopo settimana, giorno dopo giorno ho sempre più voglia di leggere ...continue

    Recensione scritta l'11 Marzo 2011

    La mia passione per Haruki Murakami si sta ormai con il tempo consolidando sempre più…settimana dopo settimana, giorno dopo giorno ho sempre più voglia di leggere qualcosa di suo.
    Posso dire di essermi innamorata del suo stile di scrittura così triste, melanconico, onirico che, per predisposizione caratteriale, sento mio.
    Le sue descrizioni mi affascinano, mi trasportano in un mondo lontano, purtroppo in questo momento devastato da un cataclisma naturale, in un posto totalmente diverso dove sto vivendo questa mia misera esistenza e nel quale desidererei vivere più di ogni altra cosa.
    La storia di questo suo bel libro è molto semplice, il classico triangolo d’amore, se così lo si può definire.
    Lui, un ragazzo senza nome, è innamorato follemente di una sua coetanea, Sumire, una ragazza delicata e sensibile, cresciuta con il mito di Kerouac.
    Sumire però non ricambia questo sentimento, gli vuole bene, lo stima, nutre un profondo affetto per lui, ma non lo ama, non ci riesce perché è innamorata di un’altra donna, Muy, una splendida e matura donna di origine coreane.
    Anche lei è attratta da Sumire, ma non riesce a concedersi a lei, anche se lo vorrebbe sopra ogni altra cosa, non può farlo perché dentro di lei è nascosto un segreto, un avvenimento misterioso del suo passato che le impedisce di amare, di essere parte integrante del mondo.
    Murakami ha un dono: ha la capacità innata di essere profondo con semplicità, senza mai risultare banale agli occhi di chi lo legge.
    In questo libro ci descrive una delicata storia d’amore saffica tra due donne completamente diverse tra loro, da una parte la dolce, sensibile, fragile Sumire, sempre alla ricerca di sé stessa e di qualcuno che l’ami, che la protegga, che la faccia sentire sicura, dall’altra la matura Sumire, una donna forte indipendente, ma con un segreto che pesa sulla sua anima come un macigno, con una dolcezza, una raffinatezza e un eleganza di cui solo un orientale può essere capace.
    Ci sono molti punti che mi hanno colpita al cuore, molte frasi che mi hanno fatta riflettere molto, come il concetto di solitudine che Murakami esprime spesso durante la narrazione, solitudine e senso di malinconia che porto dentro di me fin da quando sono venuta al mondo, una solitudine che accompagna i tre protagonisti Sumire, incapace di aprirsi al mondo, di affrontare la vita con coraggio, di lasciarsi andare alle gioie della vita, la solitudine, Myu, incapace di amare, di provare emozioni, di essere donna, il ragazzo senza nome, incapace di avvicinarsi realmente alle persone, ma di guardarle solo in superficie.
    Per Murakami siamo solo dei satelliti, destinati per tutta la vita a fare dei percorsi solitari, senza legarci mai a nessuno, senza incontrare il nostro cammino con altri, senza mai sfiorarci, toccarci, avvicinarci, se non solo per un effimero momento.
    E ha ragione, purtroppo, perché alla fine si può contare solo su se stessi.
    Dobbiamo essere forti, possiamo esserlo, ma da soli.

    said on 

  • 5

    Anche in questo romanzo, Murakami è riuscito a infilarci dentro musica classica, triangoli amorosi, gatti, lune, persone che svaniscono, situazioni surreali, problemi sessuali e, come al solito, la tr ...continue

    Anche in questo romanzo, Murakami è riuscito a infilarci dentro musica classica, triangoli amorosi, gatti, lune, persone che svaniscono, situazioni surreali, problemi sessuali e, come al solito, la trama, nonostante sia costituita sempre dai soliti elementi menzionati prima, non evolve mai come uno può immaginarsela. Forse sta qui il tocco magico: Murakami non è mai prevedibile. Sappiamo che accadrà qualcosa di assolutamente insensato, ma non riusciamo mai a prevedere COSA. (Altrimenti non sarebbe insensato, no?) Detto questo, inutile dire che questo romanzo mi sia piaciuto, anche se quel finale mi ha lasciato l'amaro in bocca perché, occhei, posso immaginarmi quel che voglio, ma avrei preferito che continuasse lui, dando un senso al fatto accaduto nelle ultime pagine.

    said on 

  • 3

    Dopo Norvegian Wood il paragone e' stato quasi inevitabile ma anche in questo breve romanzo Murakami non perde il suo tocco intimo e delicato per le storie d'amore. Non ho sentito il perfetto coinvolg ...continue

    Dopo Norvegian Wood il paragone e' stato quasi inevitabile ma anche in questo breve romanzo Murakami non perde il suo tocco intimo e delicato per le storie d'amore. Non ho sentito il perfetto coinvolgimento emotivo provato col primo libro ma le sue storie mi lasciano sempre "sospesa" verso qualcosa su cui riflettere.

    said on 

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